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Shell e Testine : Il loro giusto collegamento!

Moltisuoni Denon DL110

Un brevissimo “Express Cut” circa il collegamento degli Shell¬† con standard SME, verso le testine con l’aggiunta di qualche consiglio per la loro buona resa (Non me ne vogliate, ma chiamarli “fonorivelatori” mi piace poco…Troppa “prolissaggine”¬† per un piccolo oggettino ūüôā ) . Lo spunto di questo micro-articolo √® il regolare afflusso di domande al sottoscritto da parte di molta gente , che , alle prese col proprio giradischi non trovavano riscontro su come collegare la testina … Specie quando lo Shell √® privo dei cavetti d’origine.

 

1 – Collegamenti visti dallo Shell

Moltisuoni - Shell Technics

Allora : Questo qui sopra √® quanto vi appare in sostanza alla vista quando guardate lo Shell “SME”¬† dal davanti (E senza cavetti…) . Nello specifico¬† ho usato per le foto un modello economico in lega della Technics di qualche tempo f√† , comunque l’aspetto sar√† sempre lo stesso …. Siano essi originali del costruttore o after market.

Moltisuoni-Shell-Technics MOD

Questo che vedete √® invece , √® lo schema delle connessioni che dovranno assumere i Jumper ( Detti anche “ponticelli”) tra Shell portatestina e testina stessa . Fate sempre molta attenzione che i pin presenti sullo Shell siano scevri da ossidazione e patine in genere (Cosa molto facile se vi sono stati anni di fermo); Il segnale in ballo √® nell’ordine dei millivolt ,quindi molto suscettibile di alterazioni ,rumori o falsi contatti se le connessioni non sono pi√Ļ che “pulite” . Nel caso provvedete al ripristino prima di montare la testina … Le cose saranno pi√Ļ agevoli! Per la cronaca di chi ama l’autocostruzione: I suddetti ponticelli¬† dovranno avere una lunghezza complessiva di circa 30mm connettori dorati compresi…Pena il ritrovarsi con un groviglio di fili nello shell oltre¬† al fatto di favorire l’eventuale “captata” di interferenze presenti nell’etere (In realt√† ci sarebbe¬† da parlare volentieri anche di capacit√† parassite , magari lo faremo in un prossimo articolo…)

 

2 – Connessioni Testina

Dissipati i dubbi sul primo punto, passiamo alla testina : A seconda del costruttore e dell’anno di fabbricazione , sar√† possibile generalmente incontrare due “famiglie” di connessioni : Per colori o per lettere abbreviate ( LS – LG – RS – RG)

2.1 – Connessioni testina per colore

Moltisuoni - ADC

Ci sono poche parole da spendere : Si seguiranno parimenti i colori dei cavetti (Jumper) abbinandoli ai pallini colorati presenti sulla testina . Nella foto una ADC (Made in U.S.A.) con cavetti troppo lunghi … Si vede infatti il vistoso groviglio sotto lo shell …. Situazione possibilmente da evitare !!

 

2.2 – Connessione testina per lettere abbreviate

Moltisuoni - Shure M75

Anche qua nulla di difficile …. Basta tenere a mente il presente schemino qui sotto che svela il significato delle lettere alle quali si dovr√† fare riferimento con i colori dei cavetti . Nella foto ho preso ad esempio una testina Shure M75 , pi√Ļ che altro perch√® ben si prestava a rendere l’idea di quanto si sta dicendo. Le lettere impresse sul retro significano:

L -oppure- LS  (Left РLeft Signal) = Segnale canale sinistro (Bianco)

LG Р(Left Ground)  = Massa segnale canale sinistro

R -oppure- RS  (Right РRight Signal) = Segnale canale destro

RG Р(Right Ground)  = Massa segnale destro

 

Malizie e curiosità

A volte ,ed √® il caso della Shure , √® possibile osservare la presenza (Sulla massa del canale destro) , di una piazzuola la quale scherma alcune parti interne della testina , di norma pi√Ļ sensibili . Il collegamento fisico¬† tra testina e amplificatore risulta essere a tutti gli effetti una connessione “bilanciata” pertanto salvo casi particolari di¬† interferenze robuste (Grossi trasformatori vicini al giradischi,telefoni cellulari o cordless…per esempio) , non dovrete preoccuparvi¬† circa la schermatura dei “ponticelli” … Normalmente impiegando Jumper di buona qualit√† non ci saranno mai problemi di sorta . Direi anche di evitare il “twistare” (Attorcigliare fra di loro) i fili perch√® rischiate di peggiorare la situazione sotto il profilo delle interazioni deboli tra canale destro e sinistro … A dirla in soldoni riducete la separazione stereo tra i canali !!! Erano cose care agli anni ’70 ma non migliorano l’insensibilit√† alle eventuali spurie esterne ! Se invece vi capitasse di udire un forte ronzio di alternata negli altoparlanti quando non riproducede il vostro disco , dubitate subito dello scarso collegamento a massa nello shell rispetto al braccio (Cosa abbastanza usuale nei Thorens) o di entrambi i componenti non connessi correttamente alla massa dell’amplificatore … Ve ne accorgete perch√® toccando con le dita il braccio o il portatestina , “modulerete” il ronzio di alternata . In questo caso per risolvere dovrete verificare i piani di massa del vostro giradischi …. Ma qui sconfiniamo in un’altra storia!

 

3 – Casi particolari di Shell fuori standard “SME”

Shell Garrard - moltisuoni

Prendo a cuore l’argomento pi√Ļ che altro per dare una dritta veloce a chi si trova per le mani un giradischi con lo shell proprietario senza cavetti. Generalmente √® tipico dei britannici Garrard e BSR ,anche se in qualche caso pure l’olandese Philips si era cimentata nella produzione di giradischi con portatestine “personalizzati” . Come noterete nella foto sopra, a seconda del modello e lotto produttivo , le connessioni cambiavano … e tralascio volutamente di parlare¬† delle loro singolari forme geometriche . Alla Garrard piaceva fare cos√¨ (Ma non erano gli unici..anche in quel della BSR gradivano gli shell “a slitta” sui¬† giradischi). Dunque per venirne a capo , il mio consiglio √® quello di “battervi” con un tester (Precedentemente settato per prove di continuit√† ) i fili tra RCA e Shell … Individuando quindi le giuste connessioni per sequenza logica ; Fatevi sempre uno schemino per i riferimenti futuri e se potete divulgatelo in modo da fornire nel tempo una “mappatura” utile ad altri possessori .

Giradischi BSR - Moltisuoni

Termino¬† “linkandovi”¬† sotto , un ottimo articolo redatto da Suono (FdS)¬† su come procedere alla -messa in opera- della testina Vs braccio, passo assolutamente necessario per eseguire un corretto set-up del vostro giradischi e godervi i Vostri cari ed amati dischi!

 

Un caro saluto !!!

 

Andrea Moltisuoni

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

http://www.atelierdelsuono.it/Suono/suo392_bracci.pdf

https://it.wikipedia.org/wiki/Giradischi

 

 

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Williamson AIE 2000

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 59

Alzi la mano chi non ha mai ascoltato musica all’aperto!!! Credo e penso quasi tutti almeno una volta nella vita , e molto probabilmente giusto con un radioregistratore….Dunque ,da qui partiamo a colmare un argomento per adesso non ancora trattato sul mio blog , prendendo come riferimento proprio questo atipico “boombox”! Il perch√® lo potrete leggere tra breve, ma prima , ma per chi si accinge alla lettura come neofita sull’argomento, direi che √® conveniente fare una piccola “introduzione” al vasto argomento per cercare di comprendere meglio questa particolare categoria e il suo periodo storico !

Boombox moltisuoni

I Radioregistratori … alias … Boombox o Ghettoblaster :

 

Una piena involuzione ( Al pari di quanto accadde nel mondo delle autoradio ) colp√¨ anche¬† questa frangia merceologica, facendo s√¨ che il semplice radioregistratore , molte volte di bassa qualit√† audio , incominciasse ad avere man mano caratteristiche sempre pi√Ļ allineate a quelle di Hi-Fi domestici . Tecnici e ingegneri di note marche si impegnarono¬† a migliorarli sino al punto di trovare il compromesso massimo possibile tra un portatile e un vero impianto Hi-Fi trasportabile . Tutto prese campo verso il finire degli anni ’70 e il loro massimo splendore lo si potr√† osservare nella prima met√† degli ’80 supportati massivamente dalla moda Breakdancer che in tale epoca si diffuse a livello planetario , diventando ben presto lo status symbol di una giovane generazione !

Sony Boombox APM - moltisuoni

Sharp , Hitachi , Sanyo, JVC , Philips , Sony e molte altre, si sono letteralmente “sgomitate”nella decade 1980 per poter competere al podio di miglior radioregistratore sul mercato , proponendo in certi casi soluzioni davvero raffinate nonch√® complesse (Il Sony CFS 9000 qua sopra ne √® un esempio lampante). Venivano proposti ad un costo di media onerosit√† per l’epoca…oggetti per altro molto belli ancora ai giorni d’oggi , con quotazioni¬† (Per qualche modello particolarmente in netto rialzo) che sfiorano da vicino, la retribuzione di un operaio specializzato (!)¬† Considerate oltretutto che parliamo di beni “consumer”….. Non di elettroniche dalle granitiche fatture quali potrebbero essere per esempio i McIntosh o gli Accuphase , dove la destinazione “utente finale” era una nicchia di persone privilegiate e benestanti .

mars jr 600 - moltisuoni

Prerogative comuni a tutti i radioregistratori “big size” che si fregiassero di tale nome ,dovevano essere : Altoparlanti a due o pi√Ļ vie di generoso diametro (Normalmente 130 o 160mm….in qualche caso si √® arrivati anche ai 200mm) pilotati con finali a partire dai 5 Watt a canale in su , Radio con almeno 4 gamme d’onda , Controlli di tono (Bassi/acuti , Loudness ed eventuale ampliamento/riverbero della base stereo) , Sezione cassette con possibilit√† di registrazione su nastri Cr02/Metal , scale parlanti illuminate comprensive degli immancabili Vu-Meter (A Lancette oppure barra di Led) per monitorare : L’intensit√† del segnale radio ricevuto, verificare lo stato delle batterie e valutare la modulazione del nastro in registrazione.

nordmende globecorder - moltisuoni

Senza bisogno di sottolinearlo ,complice in parte una integrazione ancora acerba della componentistica , le dimensioni di tali radioregistratori erano imponenti (Mediamente dai 30 ai 50 cm di larghezza)….Come imponenti erano il numero di batterie torcia “D” necessarie al loro funzionamento lontano dalla rete nazionale. Quasi tutti questi radioregistratori , infatti , lavorano a regime con tensioni comprese tra 9 e 15 volt ; Tale tensione √® motivata perlopi√Ļ dalla presenza di finali audio ad IC¬† impiegati generalmente in applicazioni ‘automotive’ (ndr : Autoradio) . E’ abbastanza usuale infatti poter trovare oltre alla normale 220v anche una presa a 12 volt per alimentare il boombox direttamente dalla batteria di una automobile , aggirando il salasso derivato dall’acquisto di 8/10 pile torcia “D” size.

pioneer boombox- moltisuoni

Ad oggi,dopo quasi 30 anni , il rincalco sulle scene di tali elettroniche √® dovuto principalmente ad una rivalutata cultura Hip-Hop¬† ,la quale per genesi implica feste di strada e balli dove la musica la f√† da padrona…(Prodromo,anche se di genere musicale differente , un famoso video di Madonna¬† [2005], che la ritraeva in compagnia di un altrettanto famoso Boombox >Vela Discolite< Quello dei celebri woofer bianchi con al centro bobina le lucine mimanti gli spot da discoteca accesi in sincronia al brano musicale riprodotto.)

madonna-vela discolite-moltisuoni

In questo settore i Ghettoblaster sono nel loro ‘habitat’ naturale , godendo di vita facile in quanto le attuali elettroniche prodotte per l’audio “outdoor” non reggono minimamente il confronto ; Per pressione sonora prodotta, qualit√† del suono e non per ultimo , per robustezza….Tralascio¬† volutamente il fattore estetico essendo un argomento soggettivo ,ognimodo, per chi vuole un sistema audio di buona fattura e/o prestazioni la scelta non lascia tante diverse alternative . Considerate infine che tutti questi radioregistratori portatili hanno nel 99% dei casi un ingresso AUX che permette la connessione di elettroniche moderne quali Ipod ,telefonini et similia Questa peculiarit√† ha permesso loro di essere sempre in un certo modo -attuali- .

Sharp GF 777 - Moltisuoni

 

Passiamo al “nocciolo” : Il Williamson AIE 2000

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 57

Il Williamson AIE 2000 Enviro Stereo, non √® sicuramente molto noto ai pi√Ļ, principalmente per la marca che in europa risulta essere sconosciuta. Veniva prodotto dalla Emperor inc. di Hong Kong ,ditta di medie dimensioni che all’epoca commercializzava elettroniche consumer sia col proprio nome sia , sotto diversa marca¬†(Williamson , Aitron etc etc) .¬†Tuttavia qualit√† di spicco in questo radioregistratore risulta essere la presenza di ben 7 (Sette) altoparlanti .

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 56

Nel dettaglio: 2 Fullrange frontali da 130mm ; 2 Tweeter da 50mm sempre sul frontale ; 2 Squawker ellittici laterali da 70x40mm e infine : 1 Woofer da 230×160 mm sul posteriore dell’apparecchio. Valeva sicuramente la pena di scriverci una recensione se non altro per l’atipicit√† del progetto

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 7

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Viene difficile solo pensare di farceli stare tutti dentro un unico apparecchio!¬† Notate inoltre due cose:¬† 1) L’insolita presenza di altoparlanti in Alnico (Eccezion fatta per il Woofer) ,cosa che dona un timbro particolarmente felice alla radio e … 2) La marca dei medesimi: Hokutone! … Se non vi suonasse famigliare il nome ,tanto vi basti pensare che sono ottimi altoparlanti sfoggianti fattura al pari di Foster, Diatone, JRC et similia .

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Per pilotare agevolmente sette altoparlanti si è scelto uno schema di tri-amplificazione che vede coinvolti  tre integrati  TA7205AP ( Quasi 6 Watt @ 13.2 Volt)

TA7205AP - moltisuoni

Due dedicati all’amplificazione dei canali destro/sinistro ,e uno dedicato al Woofer .

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La dotazione di questo Boombox viaggia al pari della concorrenza,pertanto troviamo una nutrita sezione tuner a 6 gamme d’onda con AFC, sezione cassette con possibilit√† di utilizzare nastri Ferro/Cromo, vu-meter per monitorare i livelli di segnale + batteria, volume (con Autoloudness), equalizzazione “Enviro” e controlli di tono bassi/acuti.

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In merito a questi ultimi, a colpo d’occhio si nota sulle prime una particolarit√†: Il controllo acuti ha il potenziometro doppio (In quanto stereo) e il controllo di Bassi invece no….Come mai???

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 61

Semplice! Perch√® in questo radioregistratore il controllo di tonalit√† √® stato concepito con ragionamenti totalmente differenti dagli schemi usuali e si avvicina pi√Ļ al princ√¨pio di un cross-over .. Mi spiego meglio: Il controllo acuti non √® altro che un filtro sul segnale che attenua o enfatizza in una certa misura la gamma medio-acuta del programma musicale il quale giunge poi ai finali dei canali destro e sinistro (Previo un filtro passa alto tarato intorno ai 200 Hz di cut-off). Il controllo dei bassi , invece , varia l’ampiezza del segnale (L+R mono) che giunge al finale del woofer (Anche qui previo circuitazione passa basso che “incrocia” quella passa alto )….Si comporta dunque nella realt√† come un controllo di sensibilit√† ma al tempo stesso permette di “dosare” la quantit√† di basse frequenze riprodotte dalla radio….una chicca mica da tutti! Qua sotto trovate uno schemino semplificato a mano libera relativo alla circuitazione accennata che meglio di tante parole spiega il funzionamento

Williamson aie2000 schema controllo toni - moltisuoni

 

Pregi…Difetti…..e Upgrade!

Come detto poco fa: I Pregi di questo radioregistratore si fanno notare su: Altoparlanti e loro qualit√† , Suono (Inteso come piacevolezza di ascolto ,sia come pressione sonora generata) e singolari scelte circuitali! I difetti : Difficilmente ne troverete uno in perfetta efficienza ! Oltre alle consuete cinghie nella sezione “cassette” ,dovrete preventivare un certo numero di condensatori da sostituire . Curiosamente vi √® un netto divario di qualit√† ;¬† Si passa negli elettrolitici dai Rubycon alla cineseria pi√Ļ spietata (Marca Fecon… con “font” uguali agli omonimi Facon … non so se la cosa √® stata voluta,ma la similitudine fa pensar male)

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 1

Tutti i selettori andranno accuratamente disossidati perch√® di marca ignota e molto economici…

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Va un pelo meglio sul versante potenziometri dove √® stato fatto utilizzo di componenti economici Alps. Tanto per fare un esempio nel mio esemplare ,non particolarmente ben messo, ho dovuto cambiare tutte le capacit√† nella sezione “pre” cassette, tutti i condensatori di disaccoppiamento sul segnale audio (Sia “lato” segnale che potenza) e idem sull’alimentatore AC-DC. Qualcosa anche nella sezione Tuner bench√® si sia limitata la cosa ,alla sezione che pilota il VU-Meter del segnale radio ricevuto

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Segnalo come vi sia un abbondante cablaggio disordinato rispetto alle altre radio che ho avuto modo di ispezionare nel passato

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Purtroppo non si √® fatto altrettanto uso di connettori per facilitare la manutenzione, quindi in caso di “interventi” si lavora scomodi. La costruzione nell’insieme √® un p√≤ caotica, si possono intravedere parecchi errori di progettazione nel layout delle due schede madri (Corretti poi in fase di montaggio componenti) per non dover rifare i master di incisione.

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Una lancia spezzata ad ogni modo in favore di un progetto ambizioso ,che era mirato probabilmente alla competizione con le marche “sacre” di allora in un mercato “stretto” . Testimone di questo pensiero : La bont√† degli altoparlanti, il corretto dimensionamento di alcuni componenti (Vedi meccanica cassette tutta in metallo e il trasformatore di alimentazione)

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E¬†la robustezza pi√Ļ in generale dell’oggetto considerando infine¬† il “gap” di essere costruito a Taiwan (In un’epoca dove il loro know-how era ancora agli albori) piuttosto che in Giappone come la stragrande maggioranza dei radioloni portatili……E’ il momento¬†¬† ora¬† di qualche “upgrade” consigliatissimo e soprattutto reversibilissimo.

 

1) Altoparlanti e loro cut-off :

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 11

I 6 altoparlanti dedicati alle frequenze medio acute,vengono filtrati ulteriormente da componenti passivi in serie. Tale filtraggio riguarda i due Tweeter (Foto sotto : Condensatore da 47uF)

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 37

e i due Squawker laterali ( Foto sotto : Condensatore da 10uF).

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 36

Se leggete le capacit√† penserete ad un mio errore di trascrizione….No! Nessun errore,avete letto bene…i Tweeter sono “tagliati” con 47uF (Praticamente si comportano come midrange) e i due Squawker invece sono relegati alla riproduzione delle alte frequenze…Altra anomalia da segnalarsi riguarda¬† l’uso di normali componenti polarizzati dove per regola si “dovrebbero” impiegare SOLO componenti NP ; Senza dirlo troppo , il suono emesso da questa singolare “composizione” non √® dei pi√Ļ felici come equilibrio. Ho quindi “ridimensionato” i ruoli in questo modo e coi seguenti cut-off : 8,2 uF sui tweeter e 68uF per i due ellittici laterali .. Le polarit√† su cui comparivano i condensatori sono invece rimaste come d’origine ( Vedi schemino allegato qui sotto ) per favorire una certa “spazialit√†” del suono giocando sullo sfasamento capacitivo introdotto.

schema 2.1 - moltisuoni

L’orecchio ora ringrazia…

 

2) Motorino sezione cassette:

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 25

E’ uno dei primissimi modello a controllo elettronico integrato (In corrente costante) , e , come tutti i “primissimi” patisce le fluttuazioni di tensione,¬† viene dunque preceduto da un (Brutto e malfatto,¬† ) regolatore di tensione costruito intorno a uno zener + transistor di potenza. Questo escamotage garantiva una migliore precisione di rotazione¬† del motore specie se in presenza di alimentazione a batterie. Prendendo la palla al balzo sul fatto che i motorini con quasi 40 anni non sono poi cos√¨ accurati nel loro funzionamento, procedo con la sostituzione impiegando un moderno elemento a 12v con controllo elettronico a IC .

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 26

Cos√¨ facendo si omette quell’obbrobrio di regolatore che diviene quindi inutile……..

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Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 21

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 18

Taratura velocita: La faccio breve : Orecchio + un brano musicale che conoscete come le Vostre tasche !! ūüôā !! Oppure se¬† disponete di attrezzatura e tempo , per tarare la velocit√† del nastro alla rigorosa¬†andatura di¬†4,75 cm/sec si potr√† precedere in due¬†modi :

Il primo (pi√Ļ semplice) si avvale della cassetta “test tape NAB”¬†in unione ad un frequenzimetro, regolando il trimmer fino a¬†leggere sul display la medesima frequenza¬†registrata sulla cassetta (generalmente 1000Hz)

Il secondo metodo , ( leggermente pi√Ļ complesso ma molto pi√Ļ¬†preciso )¬†si avvale sempre del¬†“tape test”¬†abbinato questa volta ad¬†altre due apparecchiature :¬†Un¬†generatore¬†sinusoidale e un oscilloscopio¬†. Si collegher√† quindi il canale X all’uscita audio rca dell’apparecchio (previo resistenza in parallelo da 47Kő© 1%) ¬†e il canale Y al generatore di segnale (Impostato alla medesima frequenza della cassetta NAB ) . Fatto questo si mette in play e si regola il trimmer presente sul motorino fino a vedere la¬† 1¬į figura di Lissajous sullo schermo dell’oscilloscopio (Cerchio) . Questo garantir√† che il nastro sta viaggiando alla velocit√† standard !

lissajous-moltisuoni

Gi√† che avete la meccanica per le mani, prevedete la sostituzione della testina Record/Playback¬†… Sar√† con tutta probabilit√† arrivata al “capolinea lavorativo”¬†complice l’usura unita alla sporcizia lasciata dai nastri (e dalla pigrizia manutentiva di cui il 90% dei registratori soffriva per incuria dei proprietari)¬†.¬†Mi preme sottolineare che¬†una testina usurata , oltre a far ascoltare malissimo le proprie cassette (ancor peggio se tentate una registrazione) ,¬†porta quasi sempre¬†alla loro¬†rovina nel 90% dei casi perch√© l’abrasione o solco che viene a formarsi nel traferro col passare del tempo porta a “pizzicare” il nastro magnetico¬†danneggiandolo irreparabilmente .¬†Se¬†opterete quindi¬†per la¬†sostituzione dovrete¬†necessariamente¬†ri-tarare l’azimuth (Ovvero l’allineamento della testina rispetto al nastro)¬†. Per fare questa operazione¬†vi sono diverse strade da percorrere :¬†La prima¬†, la pi√Ļ “empirica per definizione” √® quella di affidarsi a cassette¬†“originali” preregistrate in fabbrica come riferimento ufficiale di allineamento (sperando che all’epoca della loro incisione i macchinari delle case discografiche siano stati manutentati correttamente sotto questo aspetto , il ch√® non √® dato per scontato) .

 

Azimuth -Moltisuoni

Ruotando la vitina-registro di sinistra si cercher√† semplicemente la posizione dove il suono risulta pi√Ļ nitido e aperto al Vostro orecchio.

La seconda via √® la¬†taratura¬†“ufficiale” (sicuramente pi√Ļ complessa¬†ma di miglior risultato) che coinvolge¬†anche in questa circostanza l’uso dell’oscilloscopio collegato alle uscite L-R (sempre previo resistenze in parallelo da 47Kő© 1%)¬†¬†in unione alla”cara” cassettina “test tape NAB”¬†. Si proceder√† massimizzando il picco di risposta del brano campione (generalmente 5 KHz)¬†avendo poi cura¬†di far sovrapporre le due sinusoidi¬†giocando con la vitina di calibrazione , questo garantir√† de facto il corretto allineamento nastro – testina . Esiste poi ,¬†lo riporto a¬†dovere di cronaca , un curioso ulteriore trucchetto per la taratura¬†senza¬†l’uso di apparecchiature , ma di efficacia assai disarmante¬†: Procuratevi una cuffia stereo alla quale avrete cura di scollegare i due¬†negativi sul jack ( Lasciandoli per√≤ tra di loro collegati in modo da mettere a ponte i due altoparlantini tra i canali sinistro e destro)¬† e connettetela poi al registratore :¬†Prendete una cassetta¬†originale preregistrata in fabbrica¬†e mettetela in play . Ruotando successivamente la “solita” vitina¬† troverete prima¬†o poi¬†un “punto” dove le voci udite in cuffia tendono a cancellarsi lasciando solo la musica .¬†Questo “punto” denota¬†l’allineamento ottimale “al volo”¬†e vi posso garantire¬†che √® molto molto¬†vicino a quanto si pu√≤ ottenere con l’oscilloscopio¬†!!!

E’ buona prassi , infine¬†,bloccare con un punto di Loctite la vitina per evitare essa possa nel tempo allentarsi ,facendo perdere la taratura tanto agoniata

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 20

Pulite bene anche tutto il resto : Capstan , Pinch Roller (Prestate attenzione che il suddetto¬†non sia deformato…Pena una riproduzione delle cassette col “mal di mare”) testina di cancellazione¬†e il tendinastro che √® ubicato¬†tra le due testine ,¬†quello responsabile¬†a fine cassetta¬†di sbloccare il play fermando il motorino . Non trascurate nemmeno la sezione “trascinamento” (frizioni avvolgitori bobine, idler etc etc) …. Le cinghiette non le ho menzionate perch√© ormai √® prassi trovarle distrutte o ridotte in poltiglia (Nera e molto appiccicosa)¬†dal tempo.

 

3) Sezione di Alimentazione :

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Troviamo il¬† classico ponte di 4 diodi 1N4004 con capacit√† al seguito (Due elementi da 4700 uF in parallelo). In questa circostanza il semplice upgrade consiste nell’impiegare un elemento da 10.000uF 25v disaccoppiato in parallelo con una capacit√† al poliestere da 0,47uF…

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Cercando al contempo di dare un ordine al caos presente nella dislocazione della componentistica.

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Sar√† conveniente fissare meccanicamente il condensatore con un goccio di colla a caldo.¬† >> Verificate che , in assenza di segnale , la tensione ai capi del sopracitato dia una lettura di 13,6- 14 Volt con alimentazione di rete ….. Se doveste leggere valori inferiori dubitate dell’integrit√† di qualcuno dei quattro diodi 1N4004 <<

 

4) Illuminazione Vu-Meter e scala parlante :

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 43

Tremenda mancanza di questo Radioregistratore!!! C’√® il tasto per controllare (Mediante lo strumentino graduato) lo stato delle batterie ,ma nessuna sorta di illuminazione. Normalmente in tutte le altre radio di pari categoria, questo tasto assolve anche la funzione di “illuminator” perch√® da cos√¨ una doppia idea (Lancetta pi√Ļ luce)¬† circa lo stato degli accumulatori.

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 15

Faremo che sia cos√¨ anche in questo esemplare utilizzando 2 led … visto la loro insensibilit√† alle vibrazioni! Ecco come procedere: I led ( Ad alta efficienza e con prisma 360¬į…Se possibile…Sono specifici per ruoli di illuminazione) verranno collegati in serie con l’aggiunta di una resistenza pari a¬† 680ő© / 1W. Un led sar√† relegato alla illuminazione dei due vu-meter, il secondo invece si occuper√† di rendere leggibili al buio i caratteri della scala parlante senza sottrarre energia preziosa quando il Williamson viene alimentato a batterie.

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 16

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 14

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Un lato del deviatore “check battery” non viene utilizzato,pertanto ci√≤ faciliter√† la “mia” modifica…..L’alimentazione dei led verr√† prelevata direttamente¬†dal condensatore di filtro/disaccoppiamento alimentazione (Previo come accennato prima, resistenza da 680ő© /1W).Per mitigare l’assenza di inerzia ¬†e per smorzare al tempo stesso l’accensione dei led, viene implementato un elettrolitico da 470uF a valle del resistore per assimilare il funzionamento dei led a quello di un bulbo ad incandescenza. Tale attenzione¬† render√† pi√Ļ verosimile la modifica . L’utilizzo di nastro adesivo di alluminio contribuir√† invece a diffondere meglio l’illuminazione schermando al tempo stesso l’irradiazione luminosa in eccesso . Per i led ho scelto il colore verde ; Scelta motivata dalle serigrafie sulla scala parlante , che sono di tale tonalit√† e che quindi vengono messe in risalto . Ma √® lapalissiano che ognuno per√≤, potr√† scegliere la colorazione che pi√Ļ gli aggrada!

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 60

Per consuetudine¬†¬†,verso il volgere al termine di questa¬† panoramica, ecco la foto ,qua sotto, ¬†di tutta la componentistica sostituita! …..

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 2

E alcune foto a restauro concluso , dopo aver ripulito da anni di sudiciume la scocca in plastica…..

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 106

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 107

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 108

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 104

Gli ingressi che potete osservare servono per collegare : Una sorgente esterna preamplificata ( Loop per registratori …. line in-out)¬† in doppio¬† standard : DIN e RCA , una coppia di microfoni esterni mediante jack da 3,5mm e per finire una coppia di altoparlanti (connessioni RCA sulla destra), i quali andranno a disinserire gli interni presenti lasciando attivo solo il woofer posto sul retro.

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 101

Qui si conclude !¬† Colmando una parte di “lacuna” sul tema -ghettoblaster- , almeno per il momento (L’argomento meriter√† sicuramente un “ritorno” prima o poi). Il Williamson AIE 2000 nelle varie piattaforme e-commerce oscilla tra 25 e 100 euro di valore (Per quelli davvero -belli- e raramente funzionanti). Visto cosa offre vale la pena di farci un pensierino tutto sommato…Avrete comunque per le mani un “utensile” per riprodurre a volumi sostenuti i vostri brani musicali conservando al tempo stesso una briosissima qualit√† audio….E’ sar√† anche occasione di vedere uno dei pochi portatili con sette ( 7 ) “veri” altoparlanti !!!!

 

Un caro saluto

 

Andrea Moltisuoni

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per sapere di pi√Ļ sull’argomento:

 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Ghetto_blaster

www.stereo2go.com

www.shizaudio.ru

www.stereo80s.com

 

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicit√†. Non pu√≤ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N¬į62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provveder√† alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilit√† di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

 

 

Ferragosto 2015

moltisuoni - tromba d'aria genova ferragosto 2015

Tra acquazzoni e grigliate fatte di soppiatto nei momenti di tregua meteo, vi auguro di trascorrere un buon Ferragosto 2015 insieme alle Vostre famiglie. moltisuoni - barbecue

moltisuoni - barbecue 2Coi primi freschi di settembre,complice il rinnovo quasi al termine del mio laboratorio (¬†Parallelo ¬†purtroppo al volgere¬†verso il¬†termine delle mie ferie ūüôĀ¬† sight!!¬†),inizieremo un nuovo percorso¬†ricco di elettroniche e curiosita’ varie dal mondo della riproduzione audio e non….moltisuoni - sony apm woofer

williamson aie 2000 - moltisuoni

 

Un caro saluto ,e ……. buone ferie!!!!!!!

Andrea Moltisuoni

 

Se desiderate maggiori informazioni circa il turbo barbecue visibile nella seconda foto al centro , visitate il seguente link :

http://www.sonofhibachionline.com/

Seppur di ridotte dimensioni riesce a cuocere carne e pesce¬†per un reggimento di persone affamate ūüôā

Di seguito alcune dritte per una grigliata doc:

https://it.wikipedia.org/wiki/Grigliata

 

 

 

Saba Digital 9241

Saba Digital 9241 - moltisuoni3

Per un attimo ,con la mente, torniamo al 1976 e immaginiamolo su uno scaffale di un bel negozio di Hi-Fi…Di quelli seri e ben forniti. La sua inconfondibile livrea nera,la doppia scala parlante caldamente retroilluminata,quel mezzo metro scarso di lunghezza per¬†quasi 15kg di peso e la trionfale scritta “Saba Digital 9241”.Un¬†manufatto che trasmette senza bisogno di caratteristiche tecniche alla mano,il senso di imponenza e qualit√† ,¬†con l’occhio giustamente¬†appagato da una sequela¬†ordinata di pulsantini, vu meter e lucine…Insomma una vera ¬†“goloseria” made in Germany per gli occhi degli appassionati.

Saba Digital 9241 - moltisuoni 1

Sicuramente chi all’epoca poteva permettersi la spesa di ben¬†Lire 470.000 -franco consegna-¬† , se lo poteva portare a casa … Con la certezza di aver ben speso i propri denari sudati!

Saba Digital 9241 - moltisuoni2

Il Saba 9241 fa parte infatti della triade (9240 -9260) relativa ai¬†sintoamplificatori d’alta gamma¬†prodotti dal casato tedesco ed era in competizione coi mostri sacri d’oltreoceano quali fra tanti , Pioneer¬†serie “SX”¬†¬†e Marantz. Il mastodontico dissipatore posteriore (Che ospita anche tutte le connessioni di ingresso e uscita) dava un’idea della ricchissima riserva di potenza di questo sintoampli…Da ben 120+120 watt musicali su carico 4 Ohm¬†!!!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

La nutrita dotazione veniva completata dalla possibilità di collegare un telecomando al 9241 per gestirlo in remoto

Saba9241 - remote - moltisuoni

 

Costruzione e fattura

 

Saba Digital 9241 - moltisuoni 4

Il 9241 ha una costruzione modulare a schede ,le quali a loro volta fanno capo a due grosse¬†piastre madri distinte per AF e BF. Di seguito un po’ di foto relative alle schedine di segnale (Alcune prima e dopo¬†“upgrade” nella componentistica passiva)¬†: Equalizzazione Phono, rilevatore AM, driver strumentini ad ago¬†, per finire con i¬†driver¬†degli stadi finali.

Saba Digital 9241 - mono - moltisuoni

Saba Digital 9241 - treiber - moltisuoni

Saba Digital 9241 - phono refurbished - moltisuoni

Saba Digital 9241 - abstimmung - moltisuoni

Saba Digital 9241 - AM - moltisuoni

E , √ßa va sans dire¬†, tutti i componenti sono ragionati per essere funzionanti nel lungo termine lavorando ben sopra i loro margini elettrici..Il trasformatore di alimentazione¬†“in primis”¬†fra tutti !!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Le persone che¬†seguirono il progetto di¬†tale sintoamplificatore si dettero come linea guida la possibilit√† di poterlo riparare un numero pressoch√® infinito di volte…Il criterio con cui √® stato¬†ragionato il layout √® talmente lineare che permette¬†¬†il ripristino¬†anche senza schemi elettrici davanti al naso!¬† In rete ad ogni modo, si trovano i “service manual” gratuiti (Di cui link a fondo articolo) su cui trarre preziose informazioni al riguardo

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Questo che vado a recensire non √® di mia propriet√†, ma √® di un caro amico che s’√® l’era preso per se…Purtroppo vuoi per l’eta ,vuoi (diciamocela tutta) per un briciolo di malafede di chi glielo ha venduto -come revisionato-¬† ha presentato dopo pochi mesi di utilizzo quotidiano,tutta una serie di inconvenienti che di seguito andr√≤ nel dettaglio a descrivere….Segnalo inoltre che le manopole sulla sinistra NON sono le originali dell’apparecchio!

Saba 9241 - Suono 1976 - moltisuoni  

Qua sotto le caratteristiche tecniche..purtroppo in tedesco!

saba9241 caratteristiche elettriche - moltisuoni

Cosa non funzionava?

Il “sinto” si accendeva regolarmente ,ma presentava nel normale utilizzo i seguenti difetti ,alcuni rilevabili solo dopo un p√≤ di attenzione e confidenza verso l’apparecchio….nel dettaglio:

> La sezione “radio” , all’accensione dell’apparecchio viene selezionata di default¬†in priorit√† rispetto ad altri ingressi…Ma quando si passava per esempio da AUX o Phono e poi si ritornava su “Tuner” ,la sezione sinto¬†rimaneva ammutolita. Bisognava spegnere e riaccendere il tutto per poter continuare ad ascoltare la radio.

> Il circuito di ritardo altoparlanti/protezione attaccava immediatamente all’accensione del Saba e in presenza di CC sugli stadi finali non sganciava i diffusori (Ma che bellezza!)

>¬†Il canale sinistro¬†dell’ingresso Tape 1 (tonband) era muto o meglio vi era un soffio/fruscio

> Il loudness  interveniva solo sul canale sinistro

> I finali del canale destro frusciavano in assenza di segnale,con schiocchi e rumorini vari, non ostante l’amplificazione del segnale audio applicato avvenisse senza particolari squilibri

> Il modulo digitale per la visualizzazione della frequenza emittente sintonizzata ogni tanto e casualmente sfarfallava mostrando sul display numeri a casaccio

Insomma per un apparecchio pagato come -revisionato- direi che c’√® ne era fin d’avanzo… sicuramente le condizioni nel tempo non sarebbero migliorate se non si fosse intervenuto per tempo.

 

Interventi correttivi

Partiamo col Loudness … mi piace “vincere facile”¬†¬† ūüôā¬† ! Il controllo fisiologico infatti √® realizzato intorno ad un classico potenziometro con prese intermedie e¬† relativi componenti passivi di equalizzazione come da circuitazione visibile qua sotto tanto da rendere l’idea moltisuoni loudness

Il suo inserimento nella catena audio¬†viene per√≤¬†di fatto “comandato” nel Saba 9241 da una coppia di integrati digitali SD5000N al posto del classico deviatore meccanico, i quali¬†incorporano al loro interno interruttori logici ad alta impedenza con carattere bistabile. Possono quindi essere comandati tramite flip-flop da un pulsante sul frontale dell’apparecchio .

Saba 9241 loudness - moltisuoni

Qui uno dei due¬†¬†¬†-non mi √® chiaro il perch√®-¬† ¬†era aperto…Cio√® non eseguiva alcuna azione quando sottoposto a livello logico 1. Fortunatamente il rigore dell’ingegneria tedesca dell’epoca aveva previsto per ogni IC uno zoccolo per semplificare alla grande la sostituzione….Nulla da aggiungere,se non la nota dolente che per via della rarit√† sul mercato¬† ,quei pochi (esteri) venditori che lo possiedono,se lo fanno pagare in media 15‚ā¨ cadacranio. Tuttavia o si rinuncia o “nisba”…. Beh in realt√† si potrebbe ovviare con dei similari CD 4066 ma il loro rumore di fondo non √® dei pi√Ļ bassi,specialmente se utilizzati in una maglia cos√¨ delicata come il controllo del volume!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

La scheda del ritardo/protezione altoparlanti, √® formata da¬†4¬† transistor:¬†Uno si occupa del¬†ritardo all’accensione (il BC558 presente sulla destra dello schema -T684)¬†,altri due¬†provvedono invece¬†a rilevare la presenza di CC sulle uscite diffusori (BC558+ BC548+ ponte di quattro diodi 1N4001¬†sulla sinistra¬†dello schema elettrico)¬†¬†,infine, tramite il quarto transistor (BC 635)¬†provvede ad eccitare la bobina¬†di un rel√® a doppio scambio.

Saba 9241 speaker relay - moltisuoni

Il problema risiedeva (fate riferimento allo schema sopra,componenti cerchiati di rosso) nel BC635 che era in cortocircuito,ci√≤ significava alimentare¬†perennemente la bobina del relay…In verit√† pi√Ļ tardi scopro che la stessa sorte era prossima al condensatore (al tantalio) da 2,2 uF posto sulla base del BC558…Questa anomalia causava l’insensibilit√† ad eventuali componenti continue presenti sugli stadi finali in direzione altoparlanti.Due stupidaggini dal costo irrisorio che¬†avrebbero ¬†potuto creare danni molto costosi in caso di avarie allo stadio¬†finale.

saba relais - moltisuoni

Altro problema portato dalla “tecnologia” digitale (che all’epoca faceva tanto futuro se impiegata nelle apparecchiature Hi-Fi)….Il canale sinistro dell’ingresso registratore (tonband 1 ) non era funzionante.¬† Anche qui seppur in maniera differente rispetto alla circuitazione del loudness poc’anzi trattata, si fa uso di integrati a commutazione digitale ,nel dettaglio si utilizzano ben tre TDA 1029 comandati da flip flop bistabili basati su integrati logici CD4016 a cui fanno poi capo i pulsanti di preselezione sul frontale.

Saba 9241 tonband - moltisuoni

Le cause dell’interruzione sono perlopi√Ļ imputabili a sorgenti (utilizzate magari nel passato) con forti componenti di tensione continua , cosa generalmente non gradita¬† da questi IC che tendono a defungere per distruzione interna dei loro Fet ad alta impedenza.

Saba Digital 9241 - TDA1029 - moltisuoni

Qui visto il ridicolo costo conviene sostituirli in trittico per garantirsi la certezza di non dover rimetterci mano….Se fate una revisione “coi” fiocchi √® tappa di rigore. Tenete anche presente la variante del “malcontatto” dovuto agli zoccoli onnipresenti su ogni integrato a bordo del Saba 9241…Buona cosa √® pensare alla loro sostituzione in¬†toto, se notate incertezze di contatto (Facilmente intuibili “picchiettando” con una penna sul relativo IC ad apparecchio acceso) . Procedendo oltre , il -vizietto- della radio a non suonare pi√Ļ se commutata dopo il passaggio ad altri ingressi (aux, phono -tape 1/2)¬† risiedeva anche qui nel cattivo funzionamento del primo IC (IS2161) che non commutava pi√Ļ in posizione prioritaria in assenza di stati logici dai flip-flop nei suoi piedini 11-12-13. Considerate infine che il gruppo FM/AM ,viene chiamato in servizio dai pulsanti delle sorgenti¬†anche agendo sull’alimentatore tramite la scheda “impulsplatte”¬†e , quando non in uso ,un rel√® dedicato spegne sia il tuner ,sia al gruppo scaler che visualizza la frequenza sintonizzata dall’oscillatore locale. Controllate pertanto che¬†tale scheda¬† abbia tutti i transistor/diodi/capacit√† in ordine…Diversamente avrete malfunzionamenti dovuti anche a questa problematica.

saba 9241 impulse platter - moltisuoni

Altra tappa : Controllare lo stadio finale coi suoi schiocchi e fruscii vari. In prima battuta avevo colpevolizzato le saldature presenti sulle torrette che cablano di fatto la “scheda transistor finali” alla scheda driver….

Saba Digital 9241 - pin amp - moltisuoni

Qualcosa in effetti era dovuto al loro malcelato contatto elettrico…tuttavia il fruscio rimaneva! Controllata la schedina pilota (Denominata “treiber”) e appurato il suo corretto funzionamento ci si indirizza verso la scheda dei finali assicurata al dissipatore,sulla quale spicca all’occhio una resistenza bruciacchiata.

Saba Digital 9241 - verstarker - moltisuoni

Una volta scollegata¬†, controllando uno ad uno i transistor¬†che equipaggiano tale scheda,¬†scopro ben presto¬†che i due driver BD 417 e 418¬†sono arrivati prossimi alla¬†fine del¬†loro ciclo¬†vitale, ed occorre sostituirli¬†. Ad oggi¬†non sono pi√Ļ in produzione, tuttavia √®¬†possibile ancora trovarli come fondo di magazzino (A prezzi di gioielleria : 12-16 ‚ā¨ al pezzo! ) presso qualche¬†rivenditore on-line¬†ben fornito . Se giustamente non volete¬†accendere un finanziamento per questa revisione¬†ūüôā si pu√≤¬†,in seconda battuta, optare pi√Ļ saggiamente per dei loro equivalenti¬†BD 139-BD140¬†i quali¬†si¬†rintracciano praticamente¬†ovunque¬†, con prezzi ragionevoli (circa 1,50‚ā¨ la coppia). Non per ultimo,¬†infine¬†le loro caratteristiche elettriche (80V – 2A – beta 30>300) identiche agli originali li rendono perfettamente¬† compatibili¬†con la circuitazione¬†senza bisogno di modifica alcuna.

saba 9241 finali - moltisuoni

Qui l’unica attenzione che si deve prestare √® quella di adeguare la piedinatura dei nuovi transistor al layout del circuito stampato secondo lo schemino qua sotto riportato,in quanto la base dei BD 139-140¬†risulta esterna a destra e non al centro come negli originali.

Saba Digital 9241 - transistor cross reference - moltisuoni

Per motivo di comodit√† ,in quanto “accoppiati” meccanicamente insieme per rilevare la deriva termica, conviene la sostituzione anche del BD417¬†¬†che regola la corrente di riposo con un altrettanto BD139, pi√Ļ che altro ,per rendersi la vita facile.

Qua sotto a sinistra il “prima” e a destra il “dopo”¬†cura.

Saba Digital 9241 - moltisuoniSaba Digital 9241 - verstarker - moltisuoni

I finali sono due coppie¬†di classici BD 245 – 246 …La sostituzione in caso di misure elettriche incerte si affronta senza particolari problemi…Anzi quelli di nuova concezione generalmente semplificano il lavoro di isolamento sul dissipatore avendo il foro per la vite di fissaggio flottante rispetto al loro corpo metallico

Anche stavolta : A sinistra il “prima ” e , a destra ,¬†il¬†“dopo”¬†la cura

DSCN2389

Saba Digital 9241 - BD 140 - moltisuoni

In caso di sostituzione degli elementi finali √® doverosa la ritaratura della corrente di riposo (trimmer presente sulla scheda “finali”) e del valore di “offset” (trimmer presente sulla schedina “treiber” di pilotaggio) seguendo i dettami del “service manual” ed aiutandosi con i comodi “test point” presenti sulla scheda dei finali di¬†potenza.

Per ciliegina sulla torta il malfunzionamento del frequenzimetro visualizzatore della frequenza radio su cui si è sintonizzati.

saba

La¬†prima impressione √® quella di qualche saldatura o componente interno¬†con un contatto incerto , perch√® il suo malfunzionamento √®¬†sporadico, senza una precisa casistica ;¬†Il solo darci un colpetto¬†¬†con la mano sopra la schermatura ¬†fa sparire l’anomalia. Va smontato.Un operazione particolarmente noiosa e di tatto,specie per quanto riguarda il pettine che collega l’unit√† al display led sul frontale dell’apparecchio¬†!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Man mano che lo si svincola dalla scheda madre, la sua¬†costruzione fa viaggiare la mente ….¬†E’ un misto tra un tuner tv di 40 anni fa e la tecnologia dei primi personal computer di 30 anni fa (Commodore Vic 20 , C64 , Spectrum…et similia)

Saba Digital 9241 - counter - moltisuoni

Colpiscono infatti i due integrati in contenitore TO3 per la stabilizzazione della tensione ( uno dedicato allo scaler/counter e uno al modulo display)

Saba Digital 9241 - LM 340 - moltisuoni

La macro-costruzione a componenti discreti¬†e la poca integrazione per svolgere una funzione per la quale oggi √® richisto un solo¬†integrato, denota ancora l’acerbo mondo dell’elettronica digitale .Tolti¬†gli schermi¬†vi sono al¬†suo interno ,¬†ben due schede :

Saba Digital 9241 - counter digital - moltisuoni

Una √®¬†il contatore scaler costruito intorno a cinque IC¬† .Il suo compito √® quello di convertire¬†la frequenza dell’oscillatore locale Am/Fm in una sequenza logica atta a pilotare la¬† seconda scheda presente all’interno dello scatolotto , ovvero il¬† “driver” ¬†display, di fatto costruito facendo uso dell’integrato multiplexer AY8100 ….Prego notate l’oscillatore quarzato esterno (!!) nonch√© tutti i filtri passa basso LC a monte del display a led ,¬†per evitare che il clock di sistema venisse captato dalle sezioni radio del sintonizzatore.

Saba Digital 9241 - display driver - moltisuoni

saba9241 counter - moltisuoni

Il mio sentore di malcontatto √® stato confermato…Le due schede “comunicano” tra di loro¬†mediante torrette di ottone maschio-femmina…che il tempo aveva normalmente ossidato. Conviene¬†¬†,oltre che disossidarle adeguatamente, assicurare il contatto elettrico con un piccolo punto di saldatura

Saba Digital 9241 - counter - moltisuoni

Il contributo a¬†rendere le cose¬†ancor pi√Ļ delicate ,¬†lo ritroviamo invece¬†sulla scheda “scaler”:¬†¬†¬†Una coppia di¬†jumper metallici che giovano alla inaffidabilit√† nel tempo della continuit√† elettrica.

Saba Digital 9241 - counter jumper - moltisuoni

Anche qui prevedete senza indugi¬†la sostituzione con due cavallotti stagnati…dubito che sentirete la necessit√† in futuro di doverci intervenire, pertanto conviene optare per soluzioni “solide”

DSCN2410

Non serve dirlo… Gi√† che ci si mette mano ,vanno sostituite tutte le capacit√† elettrolitiche al suo interno!!!

 

Modifiche e migliorie

 

La “miglioria” pi√Ļ importante (A mio avviso) da attuare,¬†risiede nella sostituzione di tutte le capacit√† interessate dal segnale audio…Non per altro vista la mediocre qualit√† degli elettrolitici utilizzati . Questo upgrade ridona giustizia al famoso timbro delle elettroniche “Made in Germany”, mettendo nuovamente in primo piano la spazialit√† e la brillantezza della gamma medio-alta…Tra l’altro,¬†oltre al beneficio di cui sopra, avere l’apparecchio¬†smontato¬†giustifica ulteriormente la pena di questa fatica….Visto i valori non particolarmente critici, ( 1 – 2,2 -4,7 uF) si pu√≤ pensare all’upgrade utilizzando ottimi¬†componenti al poliestere. Nella foto sotto ,la “sacchettata” di componenti sostituiti¬† dal sottoscritto su questo Saba 9241…Considerate che i¬†3/4¬†sono capacit√† sul segnale audio destro-sinistro!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Per quanto riguarda l’alimentazione dei finali (duale +/- ¬†42Volt) sottolineo la finezza circuitale¬†di questo sintoampli Saba che prevede ben due distinte unit√† raddrizzatore-filtro¬†per canale,¬†con tutto vantaggio della separazione stereo¬† e l’attenuazione delle interazioni deboli . Una chicca progettuale generalmente destinata ad elettroniche di caratura ben superiore !

saba 9241 alimentatore finali - moltisuoni

I valori ¬†nella cella¬†filtro di serie , sono da 3300uF/50V…Un loro rimpiazzo con dei nuovi elementi da¬†4700uF 50V amplier√† sicuramente il margine dinamico dell’apparecchio,a tutto vantaggio dei¬†diffusori. Per la cronaca….¬†I condensatori¬†marca ERO, adibiti al filtraggio,¬†presenti su questo esemplare erano ancora in ottima salute elettrica non ostante quasi 40 anni di vita !

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Il resto della componentistica √® di buon grado…Le migliorie in tema possono essere soggettive . Per quello che mi riguarda potrei solo suggerire la sostituzione del potenziometro volume con qualcosa di un po’ pi√Ļ serio…Questa considerazione nasce dal fatto che nel primo quarto di corsa , vi √® un leggero squilibrio tra i canali destro-sinistro…cosa peraltro “giostrabile” col selettore di guadagno (denominato “Pegel”) posto sul frontale dell’apparecchio.Non saprei dire se √® un male comune a molti 9241¬†oppure una “particolare” defezione dell’esemplare tra le mie mani. Ma ad eccezzion di questo ,tutto il resto √® allineato con le aspettative dell’apparecchio e in questa ottica non vedo tanto altro da dover migliorare. Se proprio si vuole cercare il pelo nell’uovo, un filtro di rete sul primario del trasformatore sarebbe¬† un buon investimento ,soprattutto a tutela dell’abbondante circuitazione digitale presente nel 9241 ,¬†proteggendolo da eventuali spurie presenti sulla linea .

Un tipico esempio già bello e pronto qua sotto: filtro rete moltisuoni

E con questo si conclude! Ma ,come al solito, se avete domande o curiosità in merito potete contattarmi liberamente,sarà mia premura cercare di risponde il prima possibile

 

Un caro saluto e buon inizio di primavera!

 

Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/SABA

http://www.saba.pytalhost.com/9241t/

http://www.mackern.de/index.php/2008/06/03/saba-9241-receiver/

http://saba.magnetofon.de/board.php?boardid=48

 

 

Manuale di servizio:

 

http://elektrotanya.com/saba_9240_9240s_9241.pdf/download.html

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicit√†. Non pu√≤ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N¬į62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provveder√† alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilit√† di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

RCF UP 121

rcf up 121 - moltisuoni 8

Tra una mangiata e l’altra durante queste festivit√† Natalizie ¬†,finalmente si trova il tempo per dedicarsi un attimo ai propri interessi e questa volta “tocca” ad una eccellenza nostrana … La RCF (Acronimo di Radio Cine Forniture) che dal tardi degli anni¬†’40 fino ad oggi non ha mai smesso di¬†“sfornare” apparecchiature interessanti in quel di Reggio Emilia,di notevole prestazioni e con costi allineati alla qualit√† offerta . Se ci farete caso quando andate in giro, in ogni : Garage , centro commerciale , stazione del treno , stadio o chiesa troverete quasi sempre elettroniche RCF pronte a perorare il messaggio sonoro alle persone … E tristemente diciamo che al giorno d’oggi in italia √® rimasta una delle ultime realt√† industriali del mondo audio professionale di un certo rango.

rcf up 121 - moltisuoni 9

Quello che leggerete nei prossimi trafiletti¬†va a recensire un finale destinato ad un uso professionale (Discoteche¬†o sale comizi prevalentemente)¬†prodotto nel 1979… La costruzione √® senza risparmi,massicciamente sovradimensionata quanto basta per garantire anni di¬†servizio -severo-¬†senza intoppi… Ma nel caso di forzata manutenzione causa avaria, √® stato¬†anche¬†ragionato per essere riparato un numero pressoch√® infinito di volte . La rete (ma non solo!)¬†, come sovente succede, ha¬†presto “dimenticato”¬† questo genere di apparecchi perch√© poco redditizi in termine di puro consumismo¬†… Vale quindi¬†la pena¬†di rispolverare per un attimo quello che √® stato un classico delle amplificazioni nostrane ad uso PRO.

rcf up 121 - moltisuoni 22

Caratteristiche tecniche Amplificatore RCF UP 121

 

Alimentazione : 110 – 220 volt AC oppure 24 Volt DC

Consumo massima : RETE 400 Watt circa – BATTERIE : 10 A su 24 volt

Potenza erogata Nominale : 120 W¬†(rete) –¬†70 W (batteria)

Potenza erogata Musicale : 180 Watt (rete) – 130 W (batteria)

Risposta in frequenza : 50 – 17000Hz (Hi-Fi) —- 600 – 8000 Hz (PA)

Impedenze accettate : 4-8-16 Ohm + linea 50 / 100 Volt

Ingresso: DIN (5 poli) Sbilanciato con controllo sensibilità

Uscita : DIN (5 poli) Sbilanciata

Peso : 15 Kg

rcf up 121 - moltisuoni 11

Costruzione e caratteristiche salienti:

 

L’RCF UP 121 √® interamente a transistor, si divide essenzialmente in due blocchi ben distinti¬†: Alimentatore e Amplificatore BF

L’unit√† √® dotata di un generoso trasformatore di alimentazione

rcf up 121 - moltisuoni 33

Ed è munita di un altrettanto generoso trasformatore di uscita

rcf up 121 - moltisuoni111

Questo perch√® partendo dal presupposto di avere una doppia alimentazione (rete + batterie), e posta la condizione di dover operare su diverse impedenze,la scelta pi√Ļ coerente √® quella di adottare una circuitazione che impieghi un trasformatore come elemento elevatore di potenza .Poi, pi√Ļ avanti, vedremo come questa soluzione sia il classico uovo di colombo, permettendo di aggirare molte difficolt√† in maniera semplice ,ma soprattutto affidabile.Andando con ordine¬†si parte¬†dalla sezione alimentatrice…. Dal trasformatore di alimentazione ,abbiamo un secondario a 26 Volt con zero centrale (26-0-26) ,al quale fa capo il raddrizzatore a doppia semionda composto da due diodi da 30 A ognuno¬†(Di schietta derivazione automobilistica…si¬†era soliti¬†trovarli¬† nel ponte¬†raddrizzatore degli alternatori da autovetture…. e sono praticamente eterni in una tale realizzazione in quanto ben remoti¬†dal loro limite elettrico¬†)

rcf up 121 - moltisuoni222

Seguito subito dopo da 3 capacit√† di filtro da 4700uF. Un terzo diodo si trova in serie alla presa batteria 24 Volt e il suo catodo¬† va a connettersi a¬†monte delle capacit√† di filtro (¬†La sua funzione¬†√® quella di¬†protezione alle inversioni di polarit√† ). Questa soluzione permette di avere una fonte di alimentazione¬†affidabile nel tempo,semplice da riparare e con ripple contenuto. A vuoto la tensione nominale ai capi dell’amplificatore √® di circa¬†34 volt.

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La sezione BF invece ,è costruita intorno al canonico amplificatore a simmetria complementare,con la sola differenza di avere un uscita ottimizzata per lavorare col primario del trasformatore di uscita.La sezione finale pertanto annovera ben 4 finali 2N3055 (due in parallelo per semionda = 30A di corrente) idonei a pilotare  il primario a bassa impedenza del trasformatore di uscita.

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Il rapporto di quest’ultimo √® circa 1:4 …la sua presenza rende oltretutto superflui tutte le circuitazioni di protezione che normalmente troviamo in tutti i finali di una certa potenza,grazie al fatto che l’isolamento galvanico tra transistor e carico collegato blocca di suo eventuali presenze di tensioni continue in caso di avaria nei finali. Questo permette una semplicit√† circuitale ridotta all’osso ….seguendo la regola di : quello che non c’√® difficilmente si guasta. Nella foto sotto potete osservare i due “driver”complementari da ben 10A ognuno atti a pilotare i 2N3055

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Un piccolo approfondimento circuitale… L’utilizzo di un trasformatore di uscita permette in primo luogo di avere a disposizione sempre una potenza nominale uguale su qualsiasi impedenza di carico (cosa molto gradita specialmente nel settore PRO),in secondo luogo consente lo sviluppo di potenze ragguardevoli partendo da una tensione di alimentazione contenuta. Nel passato infatti era l’unica alternativa circuitale¬†per avere potenze¬†nominali elevate¬†partendo da una alimentazione modesta… non per caso ,si era soliti osservarle con una certa frequenza¬†specialmente nella realizzazione di finali da automobile…Nelle 3 foto¬†successive ne avete un chiaro esempio:¬†Le prime due ritraggono una coppia di¬†“booster” amplificatori da 40 watt rms ,mentre nella terza immagine¬†osservate lo schema elettrico (tratto dallo schemario autoradio della C.E.L.I. ) di un finale marca¬†Roadstar da 45+45 watt nominali

Equalizzatore booster Audiola - Moltisuoni

Equalizzatore booster arrow - moltisuoni

Schema amplificatore roadstar - moltisuoni

Successivamente,grazie alla crescita tecnologica ¬†l’utilizzo di survoltori ha soppiantato questa tecnologia ,non tanto per validit√† ,quanto per riduzione di pesi e costi (un trasformatore di uscita,se ben fatto e con banda passante degna di tal nome¬†√® sempre costoso)….¬†Tornando al discorso rcf,si nota infine nella¬†scheda madre che ospita l’elettronica del finale,la presenza di¬†un piccolo deviatore ; Serve per far lavorare l’ampli in regime hi-fi oppure in modalit√† PA (Pubblic Address), e in realt√† si tratta di una opportunit√† per inserire o meno nel segnale di ingresso un filtro passabanda che limita la risposta in frequenza in caso di utilizzo per diffondere solo la voce.

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Questo torna comodo con l’utilizzo di trombe direzionali e/o colonne sonore permettendo di ottimizzare il rendimento dell’unit√†…peccato che per interagire su di esso bisogna sempre levare il coperchio….un comando esterno avrebbe reso la vita pi√Ļ comoda.

Modifiche ,azioni manutentive e eventuali “Upgrading”

1) Se il vostro ampli è funzionante ,basterà solo una controllata alle solite capacità (filtro + segnale) e se proprio volete star sereni,una controllata allo stato di salute dei quattro 2N3055 misurandone le caratteristiche con un idoneo prova-transistor o tracciacurve

2) Se invece √® un recupero (come nel mio caso) fermo da anni e sfruttato senza piet√†¬†, dovrete valutare¬†voi stessi l’entit√† del danno e le azioni correttive necessarie…¬†Dal mio canto vi illustro di seguito¬†quello che per il mio¬†caso √® stato necessario intraprendere¬†… Partiamo dallo stadio alimentatore :¬†I vecchi condensatori SEM italia sono tutti e tre passati a migliore esistenza…non c’era da aspettarsi il contrario… come tutte le capacit√† made in italy dell’epoca, forse tranne qualche rarissima eccezione , diventano veri e propri cortocircuiti

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Opterò quindi per la sostituzione con altrettanti elementi nuovi  da 50 V , aumentando leggermente le capacità di ognuno da 4700 a 6800 uF (passeremo quindi da 14100 uF totali a ben 20400 uF)

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Meccanicamente bisogner√† ingegnarsi leggermente per poter ospitare/adattare i nuovi componenti sul supporto in alluminio originale….a tal proposito ricordo che tutta la superficie √® attraversata da tensione POSITIVA che andr√† debitamente isolata dallo chassis del finale ,pena il corto circuito, mediante il supporto in bakelite che vedete nella prima foto e relative viti isolate.

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Risolta la prima problematica ,¬†viene il¬†tempo di dedicarsi allo stadio finale dove spiccano subito all’occhio¬†due transistor “martirizzati” da un uso poco riguardevole fatto da chi lo possedeva prima di me…..

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Onestamente non capita tutti i giorni di vedere un tale barbecue elettronico….

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Senza bisogno che lo dica ,si intuiva che non era funzionante il mio UP121,ma fortunatamente, complice la tipologia costruttiva di cui sopra si parlava¬†,il danno si √® limitato solo ai finali di potenza ,risparmiando driver e quant’altro. Prima di smontare il finale fisicamente dallo chassis,¬†√® utile prendersi nota delle connessioni elettriche presenti sulla scheda!!

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Per procedere alla sostituzione √® necessario poi¬†procurarsi 4 transistor 2N3055 con caratteristiche elettriche¬†quanto pi√Ļ possibile similari (lavorano in parallelo e per tanto¬†abbiano resistenze¬†sugli emettitori ,un forte squilibrio farebbe¬†lavorare un elemento pi√Ļ dell’altro)¬†… gi√† che si deve intervenire √® conveniente sostituire anche le capacit√† di filtro e segnale.

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Qui ognuno potr√† anche prevedere di montare sul dissipatore gli zoccoli per TO3 ,che all’atto pratico permettono la rapida sostituzione dei finali in caso di avaria…oltre a raggirare la “menata” dell’isolamento pezzo per pezzo

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Certo √® una spesa in pi√Ļ,ma si lavora con pi√Ļ agio nel futuro….anche stavolta¬†bisogna prima di tutto farsi uno schemino delle connessione (specie perch√© i transistor sul dissipatore sono montati uno al reverso dell’altro,pertanto pu√≤ essere facile commettere un errore nella fase del successivo ricablaggio)

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Sempre nel tema del lavoro “upgradato”,una buona ricablatura con cavo di sezione pi√Ļ ragguardevole √® assai¬†consigliato (2,5mmq sui collettori – 1,5mmq sugli emettitori – 0,5 sulle basi)

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Anche se non del tutto necessario, vi consiglio di sostituire pure i due diodi 1N4002 presenti sul dissipatore nella veste di rilevatore termico per la corrente di riposo dei finali

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Visto il loro costo insignificante e visto gli stress termici a cui sono sottoposti √® conveniente metterli nuovi e stare a cuor leggero…Ricordatevi di mettere su tutti i transistor e su tutte le miche isolatrici,il grasso¬†al silicone!

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Una piccola quantit√† al centro del transistor ,garantir√† un corretto accoppiamento termico…Una volta stretto al dissipatore ,il grasso traborder√† leggermente fuori la sagoma a garanzia di una completa copertura delle superfici…Una volta terminato il montaggio dei transistor¬†verificate il corretto isolamento di quest’ultimi¬†rispetto al dissipatore.¬†Rimontato il tutto si controller√† poi¬†,come ultima operazione¬†mediante un multimetro (in serie al cavo arancione presente sulla scheda) che la corrente di riposo, dopo circa 5 minuti dall’accensione (e senza segnale¬†in ingresso)¬†,stia sul valore di 55-60mA … eventualmente ricontrollatela dopo qualche periodo di utilizzo in quanto i transistor finali andranno piano piano ad assecondarsi…l’unico¬†trimmer sulla scheda madre serve proprio a questa funzione¬†. E con questo si finisce…

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Due considerazioni su quanto visto …

Come suona e¬†come va? Beh,sicuramente non sar√† l’oggetto del desiderio audiofilo,questo √® quasi superfluo dirlo; Ma nel suo arco ha sicuramente¬†pi√Ļ di un¬†paio di frecce interessanti: Prima tra tutte una decente qualit√† acustica che tradisce in parte la sua vocazione professionale…infatti grazie al trasformatore di uscita (che scende oltre¬†l’estremo dei 50hz dichiarati dalla rcf) lo scenario acustico √® gradevole e il clipping avviene in maniera molto pi√Ļ morbida rispetto ad un pilotaggio diretto ,sicch√® anche con valori di¬† distorsione sopra l’1% l’ascolto non¬†√® ancora compromesso (idem¬†gli altoparlanti ad esso collegati … non¬†dimentichiamolo) ¬†. In secondo luogo la qualit√† di costruzione fa innamorare chi predilige un apparecchio destinato a durare per tanti anni anche¬†con usi al limite….se uno deve sonorizzare una piccola saletta ,una taverna o un piccolo palco con dj set,¬†√® sicuramente una scelta ideale alle produzioni economiche di oggi ,vendute a prezzi miracolosi e molte volte dalle prestazioni deludenti .Qua la potenza c’√® ed √® tanta (misurata al clipping ben 134 watt nominali con 1,5% di distorsione…) ,non si inginocchia ai carichi difficili ed √® di qualit√† dignitosa….pertanto a mio modesto avviso ha ancora pi√Ļ di una ragione di essere usato ai giorni d’oggi,¬†considerando¬†anche la comodit√† (non indifferente)¬†di poter essere alimentato¬†al -volo- con due accumulatori da auto¬†!!! Una coppia di UP 121 generalmente spunta il prezzo di circa 70-130 euro¬†se funzionanti,ma il loro valore pu√≤ essere ben maggiore se lo stato di conservazione √® decoroso…il fatto che a cavallo tra gli anni 70 e 80 amplificavano discoteche e teatri li fa quasi sempre trovare in coppia sul mercato dell’usato.

Un caro saluto e buone festività a tutti!

 

Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/RCF_(azienda)

http://www.radiomuseum.org/r/rcf_ela_up_121.html

http://www.radiomuseum.org/r/rcf_pa_amplifier_up_121_n.html

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicit√†. Non pu√≤ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N¬į62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provveder√† alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilit√† di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

I primi Diecimila….

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Moltisuoni ha raggiunto ,dopo un anno e quattro mesi di vita,i suoi primi 10.000 visitatori…Pertanto mi viene naturale ringraziare tutti quanti coloro sono passati di qua…E’ una bella soddisfazione personale , sicuramente inaspettata , che mi incentiver√† a fare ancora meglio nel futuro!

GRAZIE!

Andrea “Moltisuoni”

 

 

Info sulla foto…..

 

http://en.wikipedia.org/wiki/TI-30

http://www.datamath.org/XRAY.htm#Texas%20Instruments%20TI-30

http://www.vintagecalculators.com/html/texas_instruments_ti-30.html

Saba Lindau

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Finalmente un po’ di radio !!!! A dire il vero non avevo in mente di farci un articoletto sulla sopracitata… E un restauro che sto portando avanti tanto lentamente che √® solo secondo a quello del mio amplificatore Semprini ST240 ūüôā¬† (Articolo di agosto 2013) … Tuttavia essendo incappato in un paio di¬†anomalie particolari , ho deciso di descrivere brevemente come agire per superare¬†i vari problemi¬†e arrivare al traguardo con una bella radio in piena efficienza .

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Per chi si chieda la provenienza e il significato¬†del nome¬† SABA ,¬†√® l’acronimo di¬†: Schwarzw√§lder-Apparate-Bau-Anstalt¬† … In italiano lo potremmo¬†tradurre¬†come :¬†>>Forniture¬†per apparati radio¬†della Foresta Nera<< … Il signor Ermanno ,¬†qua sopra , ne fu il fondatore e per memoria storica mi pare giusto ricordarlo , mentre il logo dell’alberello fatto a nota musicale √® l’emblema dell’azienda .

 

Brevissima analisi costruttiva

 

La Saba Lindau di cui sono in possesso, tramite un mercatino dell’usato diverso tempo addietro, √® una grossa radio da tavolo nata verso la fine degli anni ’60 . La circuitazione √® a valvole , ma compaiono in certi nodi circuitali i primi semiconduttori ; La costruzione , inoltre, su due circuiti stampati -segnala- l’imminente cambio generazionale (Dal cablato in aria alla basetta…dal tubo termoionico al transistor)¬†delle elettroniche di consumo che avverr√† poi nella decade degli anni ’70.

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Ha la 4 gamme d’onda selezionabili a tastiera , quindi OL – OC – OM pi√Ļ FM da 87 a 104 Mhz con AFC … Cosa che la rende al giorno d’oggi fruibilissima e “godosa” , mentre i comandi sono doppi come anche i gruppi sintonizzatori¬† (Fm a se stante e¬†Ol-Oc-Om con due indici separati nella scala parlante)

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Completa la ricca dotazione un ingresso per fonografo e un uscita preamplificata per registratore . “Ciliegina sulla torta” la possibilit√† di collegare un altoparlante esterno

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Monta cinque valvole in totale ( ECC 85 – ECH81 – EBF 89 – ECL 86 pi√Ļ l’occhio magico -EM84-)¬† e un altoparlante largabanda¬†“green cone” da 18 cm del tipo permadyn¬† che oltre ad avere una sensibilit√† disarmante (A “orecchio” saremo intorno ai 92-95 dB) regala un timbro possentemente corposo alla radio , risultando¬†piacevole e non affaticante negli ascolti prolungati….Notate la finezza dei silent-block sul cestello per limitare le risonanze.

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in virt√Ļ della sensibilit√† poc’anzi accennata , i circa 3 watt¬†resi dalla finale ECL86 hanno una resa acustica davvero impressionante . Di seguito trovate lo schema elettrico suddiviso in due parti…HF e BF:

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Problemi e rimedi

Nel mio esemplare , molto maltenuto , il funzionamento era al limite. Qualcuno precedentemente aveva avuto noie con l’interruttore di accensione (Che avviene a mezzo tastiera preselezione) e senza pensarci due volte , ha fatto un bel foro da 12mm ed √® spuntato -opl√†- un interruttore a levetta su un lato del mobile.

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Fruscii vari, indice scala parlante “tapullato” (In¬†genovese significa¬†“aggiustato alla bella e meglio”)¬† e suono flebile completavano il quadretto …. Beh per 22,50 ‚ā¨ comunque non potevo pretendere tanto di pi√Ļ¬† ad essere onesto . Quindi spazio alla prima grana … L’interruttore di accensione ; Particolare che sembra essere una causa di avaria abbastanza frequente nelle Saba Lindau da quel che ho letto in rete .¬† Esso a differenza delle soluzioni pi√Ļ comuni , √® un interruttore esterno comandato dalla tastiera tramite un cavetto di nylon ed √® uno di quei tipi di a carattere bistabile . Tiri una volta si accende (Chiude) … Tiri una seconda volta,si spegne (Apre) . Chi ci aveva messo le mani prima , lo ha fatto sparire per la soluzione ben discutibile che accennavo prima … In rete non ho trovato nulla se non una foto tratta da un sito tedesco di un privato appassionato di radio (http://personal.inet.fi/koti/reel/project.html)

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…….Almeno da farmi un idea di come era . Potete (sopra) anche osservare la cordicella che trasmette il comando dalla tastiera all’interrutore posto a sinistra dello chassis , mentre nella foto sotto ammirate dove di origine questo interruttore andava montato…..

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Sinceramente di impazzirci a scovarne uno non ci penso neanche …. Pertanto con un “pelo” di ingegno appronto la staffetta che vedrete nella carrellata¬†di¬†foto qua sotto … La quale ospiter√† un interruttore bipolare classico¬†completo dei due condensatori atti a smorzare i disturbi delle commutazioni

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Questa soluzione √® di gran lunga migliore dell’originale e permette di mantenere l’utilizzo della tastiera per accendere la radio .

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Se decidete di costruirne una simile optate per materiali rigidi , ma tutto sommato teneri da lavorare meccanicamente …. Ottone e alluminio saranno ottimi per lo scopo . Il primo citato ha anche¬†l’ulteriore vantaggio di¬†essere saldato con lo stagno!

Seconda grana …. L’indice FM¬†della scala parlante : Deve avere profilo triangolare . Anche qui il precedente proprietario¬† l’aveva sostituito con uno spezzone di fil di ferro verniciato rosso…

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(Cosa che in realt√† molte aziende produttrici di¬†radio adottavano in quell’epoca di origine perch√© √® una soluzione semplice , economica e ben funzionante..ma non in questo caso dalla Saba!) L’unica idea che mi √® venuta in mente per ricreare qualcosa di simile lo potete vedere nelle foto che verranno al seguito … Diciamo che ci si avvicina abbastanza all’indice che esisteva in origine… Il rame in questa occasione √® stato un toccasana … Permette di ricreare le forme¬† geometriche e soprattutto essendo saldabile garantisce un minimo di rigidit√† meccanica.

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Per fare un bel lavoro una volta sagomato e assicurato alla cordina della sintonia FM ,andr√† verniciato di nero o ancora meglio di grigio scuro per “camuffarsi” al fondoscala . L’indice deve essere a forma di¬† ” V ” quindi dovrete piegare il rame un p√≤ per volta prendendo come riferimento l’altro indicatore … Ricordatevi: dovr√† essere di colore verde ;¬† Sulle prime ero subito partito col verniciarlo di tale tinta,poi successivamente mi sono accorto casualmente , che le guaine termoretraibili colorate davano un risultato finale migliore …. E cos√¨ √® stato ! Prima di cantare vittoria,montate la scala parlante e controllate non vi siano “strusciate” tra il nuovo indice e il vetro ( Col tempo si cancellerebbero i caratteri serigrafati e la vernice grigia di sfondo ) ma soprattutto,verificate che la corsa sia scevra da attriti di ogni sorta . Eventuali piccole correzioni per centrare la sintonia possono essere attuate mediante i rinvii meccanici presenti sul tuner ( Il vitone con impronta a taglio che vedete nella foto sotto , il quale azionato, modifica la corsa della cordina centrando la sintonia dell’indice rispetto alla scala entro certi limiti ) .

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>>Il trucchetto per dare precisione alla scala rispetto le stazioni sintonizzate √® quella di fare riferimento ad un buon “tuner” digitale di cui si √® certi al riguardo della sua precisione. Sintonizzarsi su una emittente¬† intorno grossomodo sui 96-98 Mhz; Poi eseguire la medesima operazione sulla Saba…centrare l’ago sulla scala tenendo ferma la manopola della sintonia nel punto in cui il segnale √® massimo .Fare un tre-quattro prove per ritoccare man mano l’indice fino a fargli acquisire l’accuratezza necessaria.<<

Se tutto va bene date alla fine del lavoro , un punto di colla sulla cordicella nel punto in cui viene “morsa” dall’indicatore … Cos√¨ non si muover√† nel cercare le stazioni.

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Piccolo paragrafo infine per la scala parlante : Nel tempo i caratteri si infragiliscono , ci√≤ √® dovuto alla causa della mutua azione tempo + sudiciume …. Se basta una spolverata non andate oltre. Nel caso si renda per forza necessaria una pulizia usate solo acqua fredda pi√Ļ un blando detersivo (Va bene la saponetta per lavarsi le mani,passata prima sulle vostre mani,e poi molto molto delicatamente sulla scala della radio)¬† . Risciaquate e asciugate subito dopo con un phon da capelli scegliendo una temperatura media.

>Se userete un panno per asciugare l’acqua in eccesso, vi porterete via tutte le scritte….lasciandovi tra mani un bel pezzo di vetro! il pi√Ļ delle serigrafie dell’epoca sono decalcomanie riportate ad acqua…se insistete troppo verranno via!!!<<

Sempre attuale il consiglio di fare una prova preliminare prima di procedere con quanto descritto sopra. Ragionateci sempre bene e valutate cosa √® necessario fare….E’ meglio una scala parlante leggermente polverosa che una triste riproduzione su plexiglass!

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Nel rimontarla (Oltre all’ovvia attenzione a non tagliarsi) bisogna¬†prestare cura¬†a rimettere come di origine i tamponi di gomma e le clips che fissano la scala al telaio apparecchio … Nel bloccare quest’ultime usate calma e pazienza per non rischiare di scheggiare il vetro !!!!

Ed ora la terza grana : Per sanare la scarsa potenza in uscita (Ove vi sia questa problematica) , i consigli sono la verifica degli elettrolitici , dei condensatori al poliestere sul segnale (Specialmente nella sezione del controllo tonalità)

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Controllate pure la resistenza che¬†va ad alimentare¬†la griglia della ECL86….(1,2K 2 W a filo….se si apre, il suono diventa distorto e praticamente perde l’80% della potenza) . Si trova fisicamente sul trasformatore di uscita e col tempo tende a “cuocersi”… Nel sostituirla prevedete 3 o ancor meglio 5w come dissipazione …. Il problema non si ripresenter√† pi√Ļ nel futuro¬† ūüėČ

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Pu√≤ anche capitare che se usata per molti anni con due altoparlanti inseriti (Quello della radio+ quello esterno) , l’ECL 86 sia prossima alla fine del suo ciclo vitale.

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Se avete attuato¬†quanto¬†fin’ora descritto¬†e vi ritrovate ancora col problema , incominciate a dubitare di qualche resistenza a carbone … Potrebbe essersi interrotta o aver falsato il suo valore a causa , per esempio , dell’umidit√† negli anni.

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I fruscii e le incertezze sulla tastiera si superano con la classica deossidata fatta bene (Cioè con prodotti di qualità e con una energica soffiata di aria compressa previo un minuto di azionamento manuale del componente prima di darci col compressore)

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In linea di pricipio la sezione radio rimane abbastanza allineata¬† e i tubi dovrebbero conservare (Complici i punti di lavoro ben ragionati) ancora una buona efficienza pur a distanza di quasi 50 anni …. Allo stato delle cose non dovreste incontrare noie particolari in questo stadio … Idem dicasi per il tuner Fm . Per√≤,nel caso notiate fiacca e poca precisione nel sintonizzare in modulazione di frequenza¬†, dovrete probabilmente controllare o ri-tarare il discriminatore . Essendo un argomento molto esteso da trattare vi rimbalzo a questo ottimo link per poter procedere alla messa a punto della radio : http://www.leradiodisophie.it/AM-FM-taratura.html

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Alcuni punti-test della scheda¬†sintonizzatore possono essere comodamente rilevati tramite la “presa diagnostica”

>> L’idea di controllare le valvole con un tester provavalvole √® comunque sempre buona cosa in occasione di una revisione¬†generale<<

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Qua sopra potete osservare i componenti sostituiti alla Lindau

 

 

L’alimentatore e sue varianti….

 

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Il doppio condensatore di filtro sull’alimentazione,essendo di buona qualit√†,potrebbe essere ancora in decenti condizioni funzionali (Verificate sempre per√≤ , prima di collegare la radio alla rete!!!)… Valutate quindi caso per caso il dafarsi …. Se sentite dell’alternata udibile chiaramente in altoparlante a volume zero , sar√† il caso di pensare alla sua sostituzione.

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Ad ogni modo consiglio vivamente di sostituire sempre gli elettrolitici su apparecchi di 50 anni … Sar√† una spesa in pi√Ļ , ma avrete la certezza di poter usare il vostro apparecchio a cuor leggero.

Nello chassis della Saba Lindau vi sono due fori per ospitare altrettanti condensatori a vitone … Siccome quest’ultimi oggi sono sempre pi√Ļ di reperibit√† ridotta (e costo elevato) , si pu√≤ ovviare utilizzando due normali condensatori HT standard 385v/100uF.

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Per il piano di massa comune √® possibile ricorrere ad una piccola schedina in vetronite ramata , da collegarsi direttamente al terminale negativo del ponte raddrizzatore … Sar√† cos√¨ una soluzione pi√Ļ ordinata che terra meccanicamente saldi i condensatori sullo chassis.

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Al solito la raccomandazione di adottare la presa di terra!¬† Perch√® in apparecchi di quasi 50 anni gli isolamenti del trasformatore d’alimentazione potrebbero non essere poi cos√¨ “rigorosi” , e se tanto mi da tanto , “beccarsi” lo spiffero di 230v sul telaio non¬†sarebbe poi una probabilit√† tutt’altro che remota ….. Le norme CEI 64/8 del resto,non le hanno fatte per nulla ūüôā

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Alcune volte oltretutto , la presa di terra favorisce negli apparecchi radio la qualit√† di ricezione aumentando di fatto la differenza di potenziale¬† tra antenna e massa! Il nuovo cavo di alimentazione dovr√† possedere sezione minima di 3x 0,50 mmq … L’assorbimento in gioco √® di circa 40 watt . Controllate sempre tutti i cavi interessati alla tensione di rete ( Anche di quelli anodici sulle valvole) …. Se vedete roba secca o “incarugnita” dal tempo non indugiate alla immediata sostituzione con cablaggi odierni!

 

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PRESTATE SEMPRE LA MASSIMA ATTENZIONE NEL METTERE LE MANI¬† IN TELAI DOVE LE TENSIONI SONO NELL’ORDINE DEI 300 – 350V¬† NON PERMETTETE¬† MAI A TERZE PERSONE¬†O ANIMALI DI AVVICINARSI¬†SE IN FUNZIONE

 

Il mobile……ripristino e restauro

 

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A riguardo del ripristino mobilio : Pu√≤ essere laccato lucido scuro (In stile “piano black” per capirci) o solo finito ad impregnante , e se fosse martoriato dagli anni , si pu√≤ procedere in due maniere:

1)¬†Nel caso del¬†laccato¬†,se √® solo rigato superficialmente , non ha segni che vanno in profondit√†,senza la¬† presenza¬† di sbecche negli angoli , si va a procede con una carteggiata¬†con cartavetro grana 320¬† andando a salire per passi ,come in carrozzeria , fino ad arrivare alla 2000 , dopo di che ,¬†successiva rilucidatura con polish ( Il mobile della Lindau ha una laccatura epossidica di circa¬†5 decimi di spessore pertanto √® possibile questa operazione in buona misura col risultato di avere una radio praticamente pari al nuovo….) … L’importante √® levarci il meno possibile e al contempo tentare di togliere le imperfezioni

2) Se , come nel mio caso, √® invece devastato da colpi,buchi e sbeccature conviene eliminare tutto lo strato epossidico/impregnante e arrivare al truciolare . L’impiallicciatura originale verr√† inesorabilmente via (Specie nel caso della laccatura epossidica) , pertanto dovrete procurare piallicci nuovi e “risegarli” a misura del mobile , per poi provvedere al loro successivo incollaggio.

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Stuccare ove necessario e fatto questo carteggiate con grane dalla 600 in su fino ad ottenere l’intera superficie liscia e pronta ad accogliere l’impregnante ed eventualmente la vernice trasparente alchidica atta a proteggere il tutto . Volutamente salto a pi√® pari il lavoro di falegnameria in quanto ognuno avr√† le sue tecniche ( O avr√† un amico falegname) e decider√† come agire in merito.

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Ricordate solo di mantenere il pi√Ļ possibile l’originalit√† del progetto; In questo internet aiuta moltissimo mettendo a disposizione molte immagini.

 

Modifiche e migliorie

 

Non c’√® molto da fare ….. E’ gi√† nel suo una ottima radio … Volendo mi sento di proporre due piccole migliorie provate dal sottoscritto….Tutte eventualmente¬† reversibili e non invasive sul piano estetico:

1) Illuminazione verde della scala parlante : In origine la serigrafia della Saba Lindau √® di un verde acqua che mitiga¬†la tonalit√†¬†giallina delle due lampadine E10 preposte alla illuminazione (7volt 0,1A) . Usando due filtri verdi (Provenienza ex contakm Fiat) si accentua il contrasto rendendo ancora pi√Ļ intelleggibili i caratteri sullo sfondo nero….saba lindau - moltisuoni 214

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Mediante una strisciolina di ottone si salda ad un reoforo del portalampada e cos√¨ facendo , complice il suo limitato peso,il filtro colorato rimane in sede sfruttando un solo attacco dei due presenti. Infatti come da seconda foto , uno dei due andr√† rimosso per non interferire con la scala parlante …… Molti di Voi potranno pensare anche ai led con attacco E10 … Ma li sconsiglio! Danno una connotazione fredda a mio giudizio , oltre al fatto che noterete lo sfarfallio a 50 hz della rete perch√® verranno alimentati in alternata … La stessa che accende i filamenti delle valvole!

2) Deviatore su presa din punto e linea altoparlante esterno : Di origine la saba lindau prevede la possibilit√† di un secondo altoparlante esterno … L’inserzione di quest’ultimo non esclude per√≤ quello incorporato … Di fatto l’amplificatore si trova a gestire un carico prossimo ai 2 Ohm accorciando notevolmente¬† la vita della ECL 86 …. Sostituendo la presa con una analoga dotata di deviatore interno avremo la possibilit√† di escludere l’altoparlante principale in favore di quello esterno.

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Se riuscite a reperirli ,vi sono sul mercato anche prese punto e linea che annoverano due posizioni (Come quello in foto) : Se la presa viene inserita col -punto- a sinistra mantiene collegato altoparlante interno + esterno …. Mentre se la presa viene girata e inserita col -punto- a destra , si esclude l’altoparlante interno in beneficio solo di quello esterno . Questa soluzione ,va da s√®,¬† √® la pi√Ļ versatile ….

 

Signori √® tutto … Qualsiasi domanda abbiate potete porla usando il solito moduletto in fondo … Nel limite del possibile sar√≤ sempre disponibile ad aiutare chi ne abbia bisogno!

 

Cari saluti …. Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

http://personal.inet.fi/koti/reel/index.html

 

http://www.radiomuseum.org/r/saba_lindau_e.html

 

elektrotanya.com/saba_lindau.zip/download.html

 

http://www.teenagewasteland.de/technik/rad_saba_lindau_LI18.html

 

http://www.rmrl.de/radios/60/66_67/saba/lindau_18/li_18_e.htm

 

 

 

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicit√†. Non pu√≤ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N¬į62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provveder√† alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilit√† di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Hirtel 2020

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Introduzione:

Altra tappa quasi autunnale nel panorama delle amplificazioni nostrane … e stavolta, di tutto rilievo oserei dire!!! Pur non essendo un nome altisonante come potrebbe essere stata all’epoca magari la¬†“Galactron” o la Steg di Aloia¬†, Beh,¬† l’Hirtel ( acronimo di Hi-fi,Radio e TELevisione) in quel di Torino, ha comunque saputo far parlare molto di se nell’epoca d’oro dell’Hi-Fi “made in Italy” finendo spesse volte nelle pagine di¬†varie riviste specializzate come Suono, Alta fedelt√† , Audio ,Stereoplay e cos√¨ via….

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In effetti le cose non potrebbero essere state tanto diverse visto le prerogative circuitali che lo ponevano una spanna abbondante sopra i suoi concorrenti nazionali dell’epoca. Il mio Hirtel 2020 √® l’entry level della serie -Point Three- il pi√Ļ piccolino della fortunata serie di integrati a stato solido….

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Ci√≤ non ostante √® a tutto tondo un vero prodotto ad alta fedelt√†,con notevole versatilit√† (lungimirante oserei fin dire),¬†unita ad una¬†costruzione di ottimo livello….tanto √® vero che √® arrivato ai giorni nostri¬† funzionante , senza bisogno di grossa manutenzione….Insomma pi√Ļ che pulirlo ,disossidarlo e cambiare qualche capacit√† qua e l√† non ho fatto….Non male per un apparecchio italiano di 40 anni eh?¬† Se avrete pazienza di leggere¬† ,vedrete com’√® costruito , come va e in battuta finale come eventualmente “upgradarlo” sempre nel rispetto dell’estetica (sia interna che esterna). In rete ogni modo troverete tutto quello che riguarda questo ottimo apparecchio, pertanto a differenza di altri miei articoli non mi dilungher√≤ troppo nelle “presentazioni”

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Hirtel 2020A …. Costruito per il piacere del sentire!

 

Analisi interna e possibili varianti

Uno che “mastica”¬† in hi-fi ed elettronica , √® grossomodo abituato a vedere¬†(almeno nella maggior parte dei casi medio-economici)¬†nelle elettroniche italiane¬†, circuitazioni pi√Ļ o meno scopiazzate, cablaggio disordinato e costruzione/componentistica “fin che v√†” …. uno invece che ha la fortuna di “scoperchiare” un Hirtel 2020 , rimane a guardarlo con piacevole stupore.

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Per chi ha passione nell’elettronica √® un bel vedere¬†per gli occhi…. almeno 10 minuti si¬†spendono a curiosare in ogni particolare che compone questo piccolo integrato¬†…¬† frutto ,oltre della passione dovuta al suo progettista ( il Sig. Lo Martire)¬†,di un’ottima ingegnerizzazione volta alla qualit√† finale ;¬† La costruzione √® a schede indipendenti modulari,cablate¬† rigorosamente a mano… Ricorda abbastanza da vicino le elettroniche di un’altra ben nota ditta italiana…La Cabre!

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Ognuna asserve ad una precisa funzione, saldamente vincolata allo chassis in lamiera mediante colonnette e viti M3. Seguendo le foto, sul fondo a ridosso dei connettori RCA di ingresso ,vi √® la scheda Phono Riaa , seguita dalla coppia di amplificatori (prego notare i finali in contenitore TO3 )¬†per terminare con le morsettiere per i diffusori,i portafusibili¬†, le due prese “outlet” a 220V e (testimone della qualit√† del progetto) il connettore Din 5 poli per la separazione pre-finale. Al centro si pu√≤ notare la scheda alimentatore/raddrizzatore¬†,pi√Ļ sulla destra invece,¬†fa capolino il trasformatore a lamierini con secondari separati per amplificatore e preamplificatore

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Sul frontale trovano posto la scheda ospitante i controlli di tono con i selettori a levette ,mentre  sopra troviamo  la schedina con i controlli di volume ,bilanciamento,compensazione ambientale e loudness (variabile!!!)

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Il cablaggio è abbondante ,ma tutto sommato ordinato : Il pannello frontale annovera ,come in altre realizzazioni di pregio del made in italy, un profilato di alluminio debitamente lavorato cnc   (formante il frontale appunto) unito ad un controtelaietto a cui è saldamente avvitato mediante piccoli grani filettati M3.

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Come dicevo prima,il mio esemplare proviene dalla piattaforma web ( Subito.it ), ed √® funzionante (seppur con alcuni fruscii ed incertezze dovute a molti anni di fermo,correttamente segnalate dal premuroso ex-proprietario ),cosa che lascia intendere una qualit√† sopra le righe. Ho dovuto perlopi√Ļ disossidare tutti i potenziometri

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Qualche noia l’ho incontrata anche nei selettori a levetta …. Non essendo di qualit√† eccelsa , hanno dovuto essere¬† giocoforza smontati dalla scheda per essere accuratamente puliti.

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Eccezion fatta di questa parentesi ,ho sostituito per mia premura le capacit√† elettrolitiche sul segnale¬†per aver la certezza di non dover rimetterci le mani una seconda volta…Ad onor del vero per√≤ , i condensatori presenti risultavano essere funzionanti¬† (Anche gli EKT,che di solito patiscono abbastanza l’incedere del tempo).

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Gli unici ad aver accusato la fatica  degli anni erano alla fine i due elettrolitici di filtro (2500uF per ramo) della italiana Farad , i quali lasciavano passare una certa quantità di ronzio (udibile per altro in altoparlante a volume zero)

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Stavolta pur avendo potenze in gioco non particolarmente elevate (20 Watt nominali) , ho voluto di proposito , mettere 10000uF di filtro per ramo…La dinamica di questo piccolo gioiello se li merita tutti! A regime nominale, le tensioni a valle del raddrizzatore sono di circa ¬Ī 20 volt a ramo (l’alimentazione dei finali √® duale), quindi i nuovi elettrolitici dovranno essere scelti con voltaggi almeno dai 35V in s√Ļ…. Chi comunque opter√† per la sostituzione , il valore di 5600uF rappresenta secondo me¬†la scelta pi√Ļ azzeccata senza rinunce in termini dinamici ….

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In ragione di questo rinnovamento¬† √® quindi vivamente¬†consigliata anche la sostituzione dei 4 diodi 1N4002 con un ponte da 5 A integrato (la scheda oltretutto lo prevedeva)…Sar√† garanzia di buone performances¬†soprattutto se si utilizzano 4 diffusori contemporaneamente

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Purtroppo rintracciare condensatori orizzontali,di una certa capacit√†,¬†oggi √® sempre pi√Ļ difficile,dunque ¬†bisogner√†¬†approntare una piccola modifica (reversibile) sulla scheda originale,¬†che consiste nel praticare¬†una coppia di fori¬†che andranno ad ospitare i reofori dei condensatori¬†elettrolitici. Per collegarli alle piste presenti sullo stampato,ho utilizzato delle striscioline di rame ofc,nell’intento di abbassare il pi√Ļ possibile le resistenze parassite…al contempo questa soluzione appare ordinata pagando l’occhio…andr√† comunque bene , in sostituzione del rame in strisce , il classico filo di¬† avente una buona sezione….diciamo almeno 1mm!

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Si pu√≤ anche pensare di trasferire l’alimentatore della sezione preamplificatore ,su tale scheda,essendo predisposta ( pi-greco capacitivo con a monte un diodo) ; Cosi facendo allontaneremo quindi le tensioni alternate del secondario dalle schede di segnale….non √® indispensabile, diciamo vuol solo essere uno spunto alla miglioria….Altra grana affrontata sono stati gli rca di ingresso :

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Sono saldati direttamente alla scheda phono e sono abbastanza fragili da manovrare,nel mio esemplare infatti, erano quasi tutti dissaldati…le piste del circuito stampato, conseguentemente si sono sollevate in molti¬† ingressi.Nel tempo passato,¬†comunque qualcuno aveva gi√† dovuto¬†intervenire nel tentativo di “metterci una pezza”…si notano infatti 3 rca differenti¬†dagli altri¬†se guardate bene…

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Per risolvere il problema brillantemente,non c’era altra soluzione se non quella di creare una schedina in vetronite che fa da tramite con la scheda phono¬†originale,sovrapponendosi a quest’ultima .Questa soluzione¬† approfitta¬†di una maggiore¬†solidit√† dovuta a scelte meccaniche differenti…che oltretutto risulta molto piacevole all’occhio una volta montata sullo chassis….Il classico caso di prendere “due piccioni con una fava”, mi viene proprio¬†da dire…

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Apro una piccola digressione :¬†Il difetto¬†degli RCA fragili √® un problema che affligge le prime serie dei “Point Three”…a quanto ne so gli esemplari costruiti verso la fine degli anni ’70 (questo 2020A √® del 12/1975)¬†adottavano un diverso sistema per gli ingressi, superando questa pecca di giovent√Ļ…..Sempre restando¬†¬†in tema (perch√© molti sicuramente se lo saranno domandato)…volutamente non ho impiegato rca dorati per non snaturare¬† l’indole dell’apparecchio (ognuno decider√† in merito il dafarsi)…Chi si cimenter√† nella modifica dovr√† per√≤ rispettare rigorosamente¬†le masse originali dell’apparecchio per¬†evitare l’insorgere dei classici¬†“loop” di massa ,causa di ronzii e “schiocchi” nella commutazionedelle varie sorgenti.

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Particolare attenzione va posta anche nella dissaldatura ,maneggio e successiva risaldatura del flat cable ,che porta il segnale di ingresso al commutatore sorgenti. Come tutti i circuiti stampati flessibili (soprattutto se anzianotti ) va manovrato il meno possibile e saldato a temperature non troppo elevate,in quest’ultimo caso √® determinante la velocit√† di esecuzione di quest’ultima….in parole povere bisogna starci il meno possibile e allo stesso tempo fare una¬† saldatura impeccabile….il non prestare questa attenzione porta inesorabilmente all’interruzione del medesimo

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Se si ha voglia/tempo √® possibile “rivedere” alcuni altri piccoli particolari…..il¬†layout cavi¬†sull’interruttore di accensione,¬†la terminazione¬†fili nel¬†led posto sul frontale e alcuni punti del cablaggio,come il connettore din per il registratore….tanto da fare qualche esempio…una questione pi√Ļ di mera estetica, che di reale funzionalit√†! La componentistica¬† passiva √® allineata alla qualit√† del prodotto,tuttavia nessuno vieta di cambiare capacit√†, resistenze, transistor di segnale¬†o¬†potenziometri¬†con equivalenti odierni di maggior pregio … sconsiglio solo la sostituzione dei finali, perch√® a detta del costruttore (andate a leggervi sul “museo virtuale”¬†la motivazione¬†ūüôā ) sono frutto di precise scelte in base alla resa acustica finale, pertanto se i Motorola di origine nel Vostro esemplare godono ancora di una ottima salute¬†elettrica , teneteli cos√¨ come sono!!!

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Sul piano estetico i pannelli laterali sono sostituibili con altri di varie essenze in base al gusto personale o in accordo all’arredamento¬†dove andr√† inserito l’Hirtel 2020A … I miei attuali ,per sempio, sono¬†in noce massello nazionale,leggermente pi√Ļ spessi per beneficiare di una maggiore solidit√† dell’insieme…..ricordo infatti¬†che l’Hirtel 2020A non poggia su piedini,ma divide il suo peso con la superficie di appoggio,mediante i fianchetti lignei….utile comunque di dotarli di 4 piedini autoadesivi (ottimi quelli in morbido silicone che oggi si trovano facilmente nei vari ipermercati del bricolage) per renderlo inamovibile durante il manovrare dei vari comandi. Il coperchio superiore ,per ultimo, √® trattenuto unicamente dalla fresatura che compare nei due fianchi…sar√† quindi¬†d’obbligo ricrearla anche nei nuovi pannelli¬†(nell’ipotesi si optasse¬†per una essenza differente dall’originale); Deve essere profonda 3mm e se fatta bene tratterr√† stabilmente il pannello superiore senza dover fare altro…in origine si metteva verso il fondo una striscia di nastro biadesivo,ma non √® indispensabile se quanto detto sopra √® stato fatto a regola. Sotto potrete osservare una carrellata di immagini …..

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Tenete comunque sempre da parte i suoi originali , in caso di vendita contribuiranno a spuntare una buona valutazione !!!!

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Sicuramente un’altra miglioria , tra le molte proposte,¬†√® ¬†sostituire il cavo di alimentazione con uno nuovo , provvisto di conduttore di terra (da collegare allo chassis)… motivo di maggior sicurezza nell’utilizzo quotidiano e al tempo stesso un “ringiovanimento” dell’Hirtel 2020A alle norme CEI 64/8….Una sezione di 3x 0,75mmq sar√† ottimale per le potenze in gioco

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La piazzola “ad hoc”¬†dove collegare il terminale di terra si trova in corrispondenza delle prese outlet (¬†√® presente¬†in origine ,¬†serve per¬†collegare a massa -zero volt-¬†il filo che scherma gli avvolgimenti primari/secondari del trasformatore).

 

Come suona e come va l’Hirtel 2020A ?

 

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C’√® poco da dire…√® un apparecchio di classe pur nella sua economia! Fino ad ora gli altri ampli della mia collezione che ho “trattato” non reggono il confronto … Non tanto per la potenza erogata ,ma per il suono. Partiamo dai controlli di tono. Sono esattamente come quanto si trova su apparecchi odierni…attenuano o enfatizzano di 10dB (cosa rara all’epoca..dove mediamente i controlli bassi/alti avevano curve di intervento anche di 18-20dB),in pi√Ļ la possibilit√† di variare il loudness,unito al controllo ambientale (praticamente un filtro che esalta la gamma medio-acuta) permette precise regolazioni in base al programma musicale e, non per ultimo, ai propri gusti¬†(al giorno d’oggi ,¬†i troppi¬† “puristi ” ci hanno quasi fatto dimenticare questa umana priorit√†)

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Lo stadio finale adotta la polarizzazione ritardata dei transistor di potenza,comportandosi quindi al pari di un -antibump- pertanto all’accensione non si avvertono “colpi” sugli altoparlanti,altra attenzione che denota la classe di questo piccolo apparecchio! (Se sentite invece il transitorio di accensione,significa che avete qualche capacit√† nello stadio finale che non lavora come dovrebbe). Una critica semmai la si pu√≤ muovere nel non possedere (A parte i fusibili in serie all’uscita altoparlanti) nessuna forma di protezione verso i diffusori in caso di anomalie allo stadio finale,diciamo che √® l’unica vera pecca di questo apparecchio!

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Gli ingressi hanno sensibilit√† allineata alle sorgenti di oggi¬†,pertanto il controllo di volume √® pienamente fruibile in tutta la sua corsa.¬† La dotazione di ingressi risulta essere buona ,(tuner , phono MM, aux + tape loop) e viene affiancata dai filtri “passa basso” per i fruscii e passa alto (Non √® infatti un subsonico come verrebbe lecito aspettarsi ,ma un vero filtro per attenuare energicamente l’estremo basso del programma musicale)per concludere con i comodi comandi di mono-stereo e tape monitor.

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Altrettanto nutrita la dotazione di uscite disponibili nell’Hirtel 2020A …tra cui spicca la caratteristica di poter¬†collegare due coppie di casse ; Una vera chicca¬†poi ,la possibilit√† di separare pre e finale,cosa inusuale per quell’epoca in un apparecchio di tale fascia ,comoda tutto sommato per una eventuale espansione futura¬†dell’impianto .

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I 20 watt sono ampiamente sufficienti per il bisogno quotidiano ,de facto, garantiscono il pilotaggio di¬†molti¬† tipi di diffusori (specie se avete upgradato l’alimentatore)¬†conservando al contempo un buon margine dinamico anche¬†a volumi sostenuti.

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Se volete farvi un’idea e completare la vostra conoscenza di questa -vulcanica- azienda Torinese dei bei tempi passati, andate al “museo virtuale Hirtel” (di cui link a fondo articolo)¬†e dedicateci 10 minuti,ne vale assolutamente la pena! …. E se ne siete rimasti fortemente incuriositi….incominciate a spulciare i vari siti internet di e-commerce….ogni tanto dai “soliti noti” (eBay¬†….. ndr) appaiono elettroniche “Hirtel” sia da rimettere in “sesta”,sia perfettamente funzionanti (le quotazioni comunque di quest’ultimi non sono spesso a buon mercato)….abbiate pazienza perch√© non ostante ne siano stati prodotti molti,pochi se ne liberano a cuor leggero.

 

Alla prossima, un caro saluto!

 

Andrea “moltisuoni

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

http://www.hirtel.it

http://www.radiomuseum.org/dsp_hersteller_detail.cfm?company_id=9566

http://www.guanciarossa.it/ieri/index.php?option=com_content&view=article&catid=44%3Ahi-fi-italia&id=168%3Ahi-fi-italia-hirtel&Itemid=89

 

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicit√†. Non pu√≤ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N¬į62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provveder√† alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilit√† di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

 

 

 

 

Pioneer SG-9500

PIONEER SG-9500 MOLTISUONI


Introduzione:

Col passare del tempo ci sono caduto , volente o nolente, nell’acquisto d un equalizzatore grafico . Era solo una questione di tempo e di concludere il mio impianto Pioneer ūüôā … Pertanto dopo la “solita” sguardata nei “soliti” siti di e-commerce , nel giro di breve salta fuori l’occasione “da testare” come molte persone amano descrivere oggi una apparecchiatura di cui si s√† il mal funzionamento , ma per la quale si √® rest√¨i ad ammetterlo in una inserzione per paura di non portare a termine la vendita . Comunque , dopo un minimo di contrattazione col precedente proprietario , spunto il prezzo ragionevole (100‚ā¨ spedito)¬† e nel giro di una settimana circa l’EQ √® in casa mia ; Di seguito pertanto descriver√≤ cosa generava l’anomalia e le linee guida (a grandi linee , vuole essere solo uno spunto e non un tutorial ! ) su come riportarlo in splendida forma!

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Caratteristiche tecnichepioneer sg9500 - moltisuoni


Principio di funzionamento del Pioneer SG-9500

 

Come ben noto , un equalizzatore d√† la possibilit√†, a differenza di un normale controllo di tonalit√†, di intervenire su determinate frequenze esaltandole o attenuandole a seconda del caso ….di fatto tale apparecchiatura dispone di tante “sezioni” attive quante sono le frequenze di intervento….Nel caso del Pioneer SG-9500 si tratta quindi di 10 bande , una per ottava, distribuite singolarmente sui due canali sinistro e destro. All’interno troviamo dunque due schede atte a trattare il segnale di ingresso , pi√Ļ una terza dedita all’alimentazione delle sopracitate.

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Lo schema di funzionamento prevede 10 sezioni attive per canale , costituite da componentistica passiva e attiva , il cui rendimento può essere variato mediante slider aventi corsa di 120millimetri .

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Prendendo per riferimento un solo canale , il segnale¬† di ingresso “entra” in un primo amplificatore in tensione , la cui uscita fa immediatamente capo agli slider . Il cursore di ognuno di questi , raggiunge successivamente il filtro “attivo” a polo singolo ( tipologia Sallen & Key) basato sull’ IC operazionale Hitachi HA 1451 . Sono quindi 10 celle per un totale di 5 integrati operazionali per canale (ogni HA1451 possiede due op-amp) .¬† Le uscite di ogni filtro attivo vengono quindi “sommate” tramite partitore resistivo e da qui il segnale trattato arriva all’ingresso dell’ultima coppia di operazionali (uno in tensione e uno in corrente) costituiti attorno all’op-amp TA 7136AP . Il fet presente sull’uscita del secondo Op-Amp si comporta come un interruttore elettronico per la funzione di “muting” all’accensione dell’apparecchio , eliminando i fastidiosi transitori . Completano il quadro i vari deviatori preposti ai controlli di tape monitor ed “EQ defeat” , cio√® l’esclusione della funzione equalizzante qualora non necessaria.

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Interventi correttivi ed eventuali upgrading

 

Sul mio esemplare, oltre alla gran polvere e agli anni di fermo , gravava il non funzionamento di un canale …. Visto la semplice circuitazione “l’inghippo” si trova in tempi rapidi (basta come set di ricerca guasti, anche una semplice sorgente come un cd player congiunto ad un signal-tracer…in sua mancanza un banalissimo amplificatore stereo)….La problematica risiedeva nell’interruzione di un operazionale TA7136 (l’ultimo , quello adibito ad amplificatore di corrente )….Non mi √® dato sapere se per errore di collegamento o per cedimento di anni di lavoro , fatto st√† che la sostituzione (per il momento) avviene con un TL072 montato su un ritaglio di millefori. Gli operazionali TA7136 incominciano a scarseggiare sul mercato della componentistica , causa la loro “vecchiaia” essendo usciti sul mercato nel lontano 1974 . Al momento gli unici che ho trovato provengono da Singapore ed impiegheranno circa 3-4 settimane¬† (che vada bene) per arrivarmi… Il buon rimpiazzo pu√≤ essere comunque costituito da qualsiasi operazionale a basso rumore che si possiede “a scorta” (Vanno bene i TL072…gli LM 358…i 4558…LF 351 e cos√¨ via, evitate accuratamente per√≤ gli uA 741 per via del loro povero rapporto Segnale/Rumore).

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Di seguito riporto il pin-out del Toshiba TA7136…Dovrete fare l’opportuna conversione adattandolo su un comune operazionale come detto sopra

1pcs-TA7136AP-TA7136-IC-NEW-m

¬†1 — Frequency compensation
(Gli attuali Op-Amp l’hanno integrato nel chip,rimarr√† libero)
2 — IN +
3 — IN –
4 — V-
5 — Voltage common GND
(Come per Pin 1 ,le masse sono interne al chip, quindi rimarrà libero)
6 — OUT
7 — V+
8 —N/A¬† – Non assegnato/libero
¬†Logicamente anche l’altro canale , non ostante fosse ben funzionante , ha dovuto subire lo stesso trattamento….Per armonia di equilibrio!
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Le altre indispensabili operazioni sono state : Il disossidare¬† tutti gli slider¬†+ commutatori ( vedi foto sotto ) e la sostituzione dei due FET (2SK30) sul segnale di uscita….Essi “frusciavano” in assenza di segnale in maniera discretamente fastidiosa , a causa di ci√≤ l’usura di molti anni lavorativi …. Bench√® infatti commutassero ancora , aggiungevano un soffio al segnale in uscita ,sinonimo del loro arrivo al capolinea.
Queste semplici operazioni hanno riportato in vita il glorioso Pioneer SG-9500 , facendogli sfoderare la classe di cui √® capace , e bench√® non sia mai stato un fanatico degli equalizzatori¬† , ammetto che ha un suo equilibrio ben marcato , specie se usato in maniera razionale per leggere correzioni . Un’ultima nota di “service” circa la lampadina che segnala il funzionamento dell’unit√†…. Se bruciata ne dovrete procurare una da 8 volt come classico di tutti gli apparecchi¬†Pioneer . Su internet vi sono appositi negozianti che vendono tali repliche….con¬† specifiche al pari¬†delle originali.
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Aggiornamenti….

Sono peraltro possibili molte opzioni di up-grade , che faranno aumentare le gi√† ottime prestazioni soniche . Si parte dai condensatori di filtro sull’alimentatore (consigliabile) con componenti di maggior¬† pregio…………

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Per proseguire ( Bench√® non fortemente indicato , in quanto gi√† di buona qualit√† ) alla sostituzione di¬†tutte le capacit√† in poliestere/ mylar presenti nei filtri Sallen & Key …¬†¬†Altro ottimo upgrade potrebbe risiedere nella sostituzione degli operazionali HA 1451 con degli ottimi OPA 2134¬†. Lo stesso lavoro pu√≤ essere esteso anche ai 4 (due per ogni scheda) TA7136 , a maggior ragione tanto pi√Ļ che oggi stanno divenendo oggetto di ardua reperibilit√†.

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In questo senso , sempre su internet si trovano gi√† belle e pronte delle schedine simili a quelle¬† da me approntate provvisoriamente con le basette millefori , (a fine articolo trovate uno dei tanti produttori di tali adattatori) in grado di ospitare un comune operazionale tipo l’OPA 2604 , decisamente migliore e molto pi√Ļ semplice da rintracciare sul mercato , (da molti √® addirittura osannato come il miglio Op-Amp di sempre) . Gli slider sono ALPS a film in composito di carbone , una spesa tipo cambiarne 20 di botto non sarebbe poi cos√¨ giustificata a meno ch√® non vi siano gravi malfunzionamenti….Di solito con una -seria- disossidata ritornano all’efficienza originale . Concludo al mio solito dicendo che , come tutta la produzione Pioneer (specie se alta di gamma) di quell’epoca, merit√† l’acquisto …. Sono oggetti sempre rivendibili con ottime quotazioni , di fattura notevole e probabilmente col miglior rapporto prezzo qualit√† al pari di pochi altri apparecchi di coeva epoca … Un esemplare “onesto” di Pioneer SG-9500 in buone condizioni ed elettricamente in ordine vale circa 180-220‚ā¨¬† e per quelli male in arnese esteticamente (oppure guasti) si spuntano prezzi decisamente pi√Ļ interessanti, certe volte anche parecchio di meno rispetto a quanto pagato da me .. basta avere pazienza !

 

Alla prossima, un caro saluto……Andrea “Moltisuoni”

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

Schemi e Manuali:  http://hi-fi engine.com

Schedine adattatrici per Op-Amp: http://cimarrontechnology.com

Varie: http://en.wikipedia.org/wiki/Pioneer_Corporation

 

 

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La Musica Liquida !!!!

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Prefazione:

C’√® poco da dire….La curiosit√† di provare questi moduletti MP3 ha avuto il sopravvento non ostante Io, sia di indole pi√Ļttosto analogica!!! Quindi,appena li ho visti ne ho subito presi 3 di varia fattura per farmi un idea circa le loro potenzialit√† ,facendo qualche prova per vedere pregi e difetti…

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La musica liquida …..¬† Il “Do it Yourself” ….. E il sito AliExpress!

 

Generalmente fino a poco tempo fa ,chi voleva avvicinarsi al mondo della musica liquida nel campo¬†dell’autocostruzione,¬†non aveva molte chances ,se non quella di comperarsi un lettore Mp3 economico da “moddare” successivamente in base alle proprie esigenze…sempre che questo fosse possibile e sicuramente con molti limiti ; Ultimamente invece √® possibile acquistare a prezzi ridicoli, da aziende (guardacaso)del Sol¬†Levante,¬†schede -open source- preposte alla lettura via USB o tramite slot per SD card. Il sito che le¬†vende con maggior affidabilit√†¬† AliExpress.com. Quest’ultimo si propone come una piattaforma web molto curata,¬†strutturata a cavallo di un mix tra eBay e Amazon…..nello specifico -Aliexpress- √® un¬†grosso sito Cinese¬†di intermediazione tra le innumerevoli fabbriche di elettroniche (e non)¬†site in Hong Kong¬†( Alla pari di quanto fa¬†Amazon con i fornitori locali in Europa)¬†,ma, allo stesso tempo sfrutta il sistema di punteggio a feedback¬†¬† come fa eBay, con il quale √® possibile farsi un idea¬†circa la¬†seriet√† del venditore, nonch√© la qualit√†¬†dei prodotti da egli messi¬†in vendita e¬†parallelamente l’indice di¬†puntualit√† nel fornire le tracciature per la merce acquistata .¬†E’¬†disponibile in pi√Ļ,¬†una sorta di protezione acquirente che promette di tutelare l’avventore da disguidi di varia natura…..Il pagamento dei beni¬†infatti avviene¬† (una volta creato un proprio account) mediante circuito Visa-MasterCard (quindi ottimo per chi possiede una Postepay)…..Alla fine della favola,forte dei prezzi al limite del ridicolo, unito alle spese di spedizione a gratis, ho acquistato per personale curiosit√†, questi 3 lettori ….di cui in seguito¬†recensir√≤ le impressioni sia d’ascolto ,sia d’utilizzo.Il tempo di attesa medio oscilla tra i 25 e i 30 giorni per poterli avere tra le mani….se si considerano le spese di spedizioni a gratis ci pu√≤ anche stare….la dogana viene accuratamente evitata per il fatto che la merce viaggia in dichiarazione come “Gift – Commercial Sample”…..fintanto che il gioco regge…..

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Con ordine :

Il primo a sinistra √® un lettore Mp3-waw lossless ( Mp3 da 96 fino a 320 Kb/s)¬†con slot per SD card e presa USB 500 mA, ha radio integrata FM 88-108,equalizzazione con 5 preset (Rock-Jazz-Classical-Pop-Disco)¬†e ingresso AUX. Si alimenta con¬†5 Volt stabilizzati¬†….prezzo ‚ā¨ 3,80 spedito¬†….√® il pi√Ļ economico del trittico.

Il secondo al centro √® un lettore Mp3 – Mp4 – waw – Flac ,ha un display da 2,4 pollici con grafica ad icone e sistema operativo proprietario,pu√≤ leggere eBook, film (in qualsiasi formato DiVx –¬†wmv e Quicktime¬†),ha radio Fm integrata e logicamente lettore audio con equalizzatore a 6 preset….uscita video PAL/NTSC , Ingresso per microfono stereo (pu√≤ registrare con tre livelli di qualit√† audio),telecomando¬†+ mascherina frontale autoadesiva,marcata curiosamente RealPlayer (come l’omonimo programma per Pc ¬†opensource su base Helix ) …Anche questo si alimenta con una tensione di 5 Volt stabilizzati …. prezzo ‚ā¨ 15 spedito¬† E’ il pi√Ļ ricco del trittico ,con molte funzioni tra cui la capacit√† di gestire Hard Disk fino a 250Gb….un vero e proprio “media center” insomma.

L’ultimo sulla destra √® un altro lettore Mp3 ,molto simile al primo descritto come funzioni¬†,costruito con una qualit√† apparentemente migliore ,e,¬†con in pi√Ļ il¬†Bluetooth¬†basato sul¬†protocollo EDR3 per lo streaming dei file audio da cellulari¬†…infine¬†spicca la¬†possibilit√† di fornire fino ad 1A alla presa USB e questo esemplare possiede regolatore¬†integrato,percui √® possibile alimentarlo con tensioni da 9 a 16 volt ,non necessariamente stabilizzate.¬†… prezzo ‚ā¨ 8,90 spedito

Poi per completare il test, dato che tutti i 3 lettori sono preamplificati ,mi sono fatto tentare da una coppia di microamplificatorini (prezzo 2,70 euro alla coppia spediti !)¬†in classe D ,basati sul neonato Chip PAM 8403 che eroga ,grazie ad una circuitazione a ponte e al suo rendimento pari al 90% ¬†,ben 3+3 watt con soli 5 volt su un carico di¬† 4ohm …le dimensioni sono pressappoco quelli di una monetina da 1 ‚ā¨ ūüôā ……. Questo completa il set-up di prova di questi simpatici lettori.

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Utilizzo, pregi , limiti e considerazioni in tema.

 

Partiamo dai primi due pi√Ļ economici….

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Entrambi hanno architettura nativa ,nel senso che utilizzano processori identici (purtroppo con¬†sigle limate)¬†e cambia la cura costruttiva in base al prezzo, tutti e due sfoderano¬†prestazioni molto buone se collegati a catene hi-fi (su un brano da 320Kb/sec la resa √® identica al cd ,nessun rumore di commutazione e nessun ronzio da jitter residuo),ma al¬†tempo stesso diventano oggetti di facile integrazione in progetti personali dove sono probabilmente pi√Ļ a loro agio… Mediante i¬†4 pulsanti presenti sul frontale dei due player,¬† √® possibile¬†governare perfettamente tutte le¬†loro funzioni ; Dal volume¬†al cambio traccia,fino alla selezione della sorgente¬†musicale da scegliere ( radio-aux-mp3 player [e nel caso del¬†lettore da 8,90 euro]¬† Bluetooth)¬†…tutte le funzioni sono replicabili dal telecomando in dotazione ,tra cui la comoda funzione di inserire direttamente la frequenza radio. A tal proposito la sezione Fm non brilla moltissimo per prestazioni assolute…innanzitutto √® molto sensibile e non permette la ricerca manuale (se non nella modalit√† descritta prima,inserendo la frequenza¬†conosciuta dell’emittente col telecomando),ma solo quella automatica con preset incorporato delle migliori¬†in stile “autostore”….in secondo luogo √® MONOFONICA (quindi necessiter√† di un eventuale¬†decoder fm stereo esterno in cascata)….diciamo che le emittenti forti si captano senza grossi problemi,ma in zone dove l’etere √® affollato la ricezione pu√≤ presentare difficolt√†. Per contro il lettore Mp3 √® dotato di una buona qualit√† di suono,con una uscita robusta (circa 170mV per canale) ,il passaggio da un brano al successivo avviene con un leggero effetto “fading” che risulta piacevole; Inoltre entrambi i lettori hanno memoria per posizione volume e traccia ,questo permetter√† di spegnere e riaccendere l’apparecchio ricordandosi dell’ultimo status. Il pi√Ļ economico ha costruzione e componentistica al limite della decenza, il secondo invece √® gi√† su un altro livello qualitativo…..sebbene per entrambi siano consigliati capacit√† di filtro sull’alimentazione aggiuntive….una carrellata di foto vi renderanno meglio l’idea di quanto detto fin’ora.

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Qui sotto il moduletto Bluetooth EDR3…qui sopra la fattura del pi√Ļ economico….

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Il regolatore 7805 che vedete √® una mia aggiunta … Passiamo adesso al modello di punta del trittico….


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Si tratta di un sistema totalmente differente dai due lettori precedenti, munito di un suo boot loader ,nonché di un sistema operativo proprietario con icone in stile Microsoft Windows.

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Le righe che vedete sono un limite della mia fotocamera che “aggancia” la frequenza di refresh del display,ma di fatto la rappresentazione delle varie icone appare nitida e ben contrastata…la navigazione nelle varie cartelle pu√≤ avvenire mediante i tasti presenti sul lettore,oppure mediante telecomando fornito a corredo. Sull’icona “common” √® possibile settare la lingua di sistema nonch√© lo sfondo e altre operazioni tra cui la versione del software,l’uscita video out (PAL oppure NTSC)¬†e l’hard reset.

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Collegato ad un disco fisso esterno pu√≤ divenire un completo mediacenter su cui caricare file musicali e video…..Riproduce foto nei comuni formati Jpeg e da quest’ultima cartella √® poi possibile usare foto come salvaschermo.

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Qui potete vedere la cover di un’album dei¬†DireStraits presente sulla cartella in mp3….la navigazione dei vari brani musicali ricalcano quelle dei lettori multimediali di ultima¬†generazione,dove spiccano le informazioni relative al bit-rate dei brani e ad altre info,quali la durata¬†e l’equalizzazione.

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La costruzione dell’insieme √® soddisfacente se pensate che costa solo 15 Euro,dispone di tutte le caratteristiche che servono per una navigazione appropriata nelle varie cartelle. La radio FM risulta per√≤ appena sufficiente; Come per i casi precedenti ,anche qui si fa lamentela della esagerata sensibilit√† e della poca selettivit√†….purtroppo anche in questo caso si tratta di un ricevitore MONOFONICO….la nota positiva risiede nella possibilit√† per√≤¬†di “scandagliare” l’etere manualmente e di salvare a proprio gusto l’emittente preferita con una grafica a m√≤ di scala parlante analogica.

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La fattura del lettore “pi√Ļ ricco” √® di buon grado,componentistica di marche note e buona razionalit√† delle saldature…la main board √® incisa con precisione e il layout ha una buona ingegnerizzazione. Ho notato nel mio esemplare una tendenza a “clessidrarsi” quando si richiedono velocemente pi√Ļ comandi…potrebbe essere un limite del mio¬†lettore oppure un bug di progettazione ( possiede infatti solo 2Mb di memoria sdram)….tuttavia nell’utilizzo normale tutto funziona senza impuntamenti particolari

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Qualche parola la spendo anche sull’amplificazione che ho acquistato per poter sentire direttamente in altoparlante l’audio di questi lettori. Si tratta di un piccolo integrato della DIODES INC. (sconosciuta ai pi√Ļ,tra cui il sottoscritto…ma andate a vedere cosa costruiscono questi signori….) modello PAM8403….la cui classe di funzionamento √® la tanto ostentata (specie di questi tempi) D.
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In tutta onest√† non ho mai nutrito folle simpatia per tali amplificatori…purtroppo per et√† anagrafica sono pi√Ļ legato alle classiche circuitazioni in classe A … AB e B ,tuttavia devo dire che la grinta sfoderata da questo piccolo ritaglio di silicio fa venire la voglia di ricredersi…almeno in parte! I punti di forza sono sicuramente il minimo ingombro e la potenza erogata in funzione della tensione di alimentazione; Infatti √® possibile spremere con soli 5 Volt ben 2 watt continui con distorsione dello 0.5% per canale….tale valore tende per√≤ a salire drasticamente gi√† a 2,5 W per arrivare ad un abbondante 10% alla soglia dei 3W massimi erogati. Non vi √® in pratica alcuna dissipazione termica e questo insieme alle minute dimensioni lo rendono occultabile in qualsiasi spazio angusto. Dichiarato 5-80Khz di banda passante,pu√≤ essere tranquillamente impiegato anche per scopi dove un minimo di qualit√† √® richiesta. E’ consigliabile bypassare l’alimentazione con un condensatore da almeno 680uF per potergli dare un minimo di margine dinamico. Su youtube molti lo alimentano mediante la presa USB dei pc…all’atto pratico infatti il consumo con due altoparlanti da 4Ohm non sconfina oltre i 500mA. Sicuramente non sar√† in grado di pilotare woofer da 15″ ūüôā . In conclusione considerato il costo relativamente contenuto,questi lettori¬†possono essere un valido spunto di sperimentazione, aggiungendo il fatto che la loro versatilit√† li rende integrabili in ogni progetto si abbia in testa (essendo preamplificati e tutti con almeno un ingresso AUX)…..certamente sono lungi dall’essere schede di riferimento ed hanno le loro pecche,ma permettono comunque di ampliare il range normalmente a disposizione dell’autocostruttore,conservando tuttavia una qualit√† tutto sommato accettabile….Ultime due¬†considerazioni: la qualit√† ottenibile √® come ben noto dal tipo di file utilizzato ,nonch√© dal relativo bitrate (sotto i 192Kb/sec incominciate ad avere un suono innaturale) quindi in buona misura dipende il risultato finale dalla qualit√† dei vostri files…in secondo luogo,le schedine viaggiano quasi sempre senza alcun schema elettrico applicativo…tuttavia le abbondanti serigrafie presenti sul circuito stampato fanno s√¨ che i cablaggi siano alla portata di chi un minimo “mastica” di elettronica…in ogni caso ho sempre notato una certa disponibilit√† da parte dei venditori al dialogo in caso di dubbi…qualsiasi domanda abbiate compilate il form a fine articolo e nel limite delle mie conoscenze cercher√≤ di essere d’aiuto al bisogno!

 

Un caro saluto

Andrea Moltisuoni

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO¬†SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sar√†¬†perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento :

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Amplificatore_(elettronica)

http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_liquida

 

¬†Dove poter acquistare i lettori mp3 e l’amplificatore:

http://www.aliexpress.com/item/New-Remote-LED-5V-DIY-Lossless-MP3-WMA-WAV-Decoder-Board-Reader-Version-US-Jecksion/1934541294.html

http://www.aliexpress.com/item/2-4-TFT-Screen-HD-MP5-Player-Module-w-Remote-Controller-PCB-Decoding-Board/1909548048.html

http://www.aliexpress.com/item/Wholesale-Brand-New-7-12V-Car-Handsfree-Bluetooth-MP3-decode-board-with-Bluetooth-module-FM-free/1852169959.html

http://www.aliexpress.com/item/2pcs-lot-PAM8403-Super-mini-digital-power-amplifier-board-miniature-class-D-power-amplifier-board-2/1716217241.html

 

Datasheet amplificatore PAM8403

 

http://diodes.com/datasheets/PAM8403.pdf