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Saba Digital 9241

Saba Digital 9241 - moltisuoni3

Per un attimo ,con la mente, torniamo al 1976 e immaginiamolo su uno scaffale di un bel negozio di Hi-Fi…Di quelli seri e ben forniti. La sua inconfondibile livrea nera,la doppia scala parlante caldamente retroilluminata,quel mezzo metro scarso di lunghezza per quasi 15kg di peso e la trionfale scritta “Saba Digital 9241”.Un manufatto che trasmette senza bisogno di caratteristiche tecniche alla mano,il senso di imponenza e qualità , con l’occhio giustamente appagato da una sequela ordinata di pulsantini, vu meter e lucine…Insomma una vera  “goloseria” made in Germany per gli occhi degli appassionati.

Saba Digital 9241 - moltisuoni 1

Sicuramente chi all’epoca poteva permettersi la spesa di ben Lire 470.000 -franco consegna-  , se lo poteva portare a casa … Con la certezza di aver ben speso i propri denari sudati!

Saba Digital 9241 - moltisuoni2

Il Saba 9241 fa parte infatti della triade (9240 -9260) relativa ai sintoamplificatori d’alta gamma prodotti dal casato tedesco ed era in competizione coi mostri sacri d’oltreoceano quali fra tanti , Pioneer serie “SX”  e Marantz. Il mastodontico dissipatore posteriore (Che ospita anche tutte le connessioni di ingresso e uscita) dava un’idea della ricchissima riserva di potenza di questo sintoampli…Da ben 120+120 watt musicali su carico 4 Ohm !!!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

La nutrita dotazione veniva completata dalla possibilità di collegare un telecomando al 9241 per gestirlo in remoto

Saba9241 - remote - moltisuoni

 

Costruzione e fattura

 

Saba Digital 9241 - moltisuoni 4

Il 9241 ha una costruzione modulare a schede ,le quali a loro volta fanno capo a due grosse piastre madri distinte per AF e BF. Di seguito un po’ di foto relative alle schedine di segnale (Alcune prima e dopo “upgrade” nella componentistica passiva) : Equalizzazione Phono, rilevatore AM, driver strumentini ad ago , per finire con i driver degli stadi finali.

Saba Digital 9241 - mono - moltisuoni

Saba Digital 9241 - treiber - moltisuoni

Saba Digital 9241 - phono refurbished - moltisuoni

Saba Digital 9241 - abstimmung - moltisuoni

Saba Digital 9241 - AM - moltisuoni

E , ça va sans dire , tutti i componenti sono ragionati per essere funzionanti nel lungo termine lavorando ben sopra i loro margini elettrici..Il trasformatore di alimentazione “in primis” fra tutti !!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Le persone che seguirono il progetto di tale sintoamplificatore si dettero come linea guida la possibilità di poterlo riparare un numero pressochè infinito di volte…Il criterio con cui è stato ragionato il layout è talmente lineare che permette  il ripristino anche senza schemi elettrici davanti al naso!  In rete ad ogni modo, si trovano i “service manual” gratuiti (Di cui link a fondo articolo) su cui trarre preziose informazioni al riguardo

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Questo che vado a recensire non è di mia proprietà, ma è di un caro amico che s’è l’era preso per se…Purtroppo vuoi per l’eta ,vuoi (diciamocela tutta) per un briciolo di malafede di chi glielo ha venduto -come revisionato-  ha presentato dopo pochi mesi di utilizzo quotidiano,tutta una serie di inconvenienti che di seguito andrò nel dettaglio a descrivere….Segnalo inoltre che le manopole sulla sinistra NON sono le originali dell’apparecchio!

Saba 9241 - Suono 1976 - moltisuoni  

Qua sotto le caratteristiche tecniche..purtroppo in tedesco!

saba9241 caratteristiche elettriche - moltisuoni

Cosa non funzionava?

Il “sinto” si accendeva regolarmente ,ma presentava nel normale utilizzo i seguenti difetti ,alcuni rilevabili solo dopo un pò di attenzione e confidenza verso l’apparecchio….nel dettaglio:

> La sezione “radio” , all’accensione dell’apparecchio viene selezionata di default in priorità rispetto ad altri ingressi…Ma quando si passava per esempio da AUX o Phono e poi si ritornava su “Tuner” ,la sezione sinto rimaneva ammutolita. Bisognava spegnere e riaccendere il tutto per poter continuare ad ascoltare la radio.

> Il circuito di ritardo altoparlanti/protezione attaccava immediatamente all’accensione del Saba e in presenza di CC sugli stadi finali non sganciava i diffusori (Ma che bellezza!)

> Il canale sinistro dell’ingresso Tape 1 (tonband) era muto o meglio vi era un soffio/fruscio

> Il loudness  interveniva solo sul canale sinistro

> I finali del canale destro frusciavano in assenza di segnale,con schiocchi e rumorini vari, non ostante l’amplificazione del segnale audio applicato avvenisse senza particolari squilibri

> Il modulo digitale per la visualizzazione della frequenza emittente sintonizzata ogni tanto e casualmente sfarfallava mostrando sul display numeri a casaccio

Insomma per un apparecchio pagato come -revisionato- direi che c’è ne era fin d’avanzo… sicuramente le condizioni nel tempo non sarebbero migliorate se non si fosse intervenuto per tempo.

 

Interventi correttivi

Partiamo col Loudness … mi piace “vincere facile”   🙂  ! Il controllo fisiologico infatti è realizzato intorno ad un classico potenziometro con prese intermedie e  relativi componenti passivi di equalizzazione come da circuitazione visibile qua sotto tanto da rendere l’idea moltisuoni loudness

Il suo inserimento nella catena audio viene però di fatto “comandato” nel Saba 9241 da una coppia di integrati digitali SD5000N al posto del classico deviatore meccanico, i quali incorporano al loro interno interruttori logici ad alta impedenza con carattere bistabile. Possono quindi essere comandati tramite flip-flop da un pulsante sul frontale dell’apparecchio .

Saba 9241 loudness - moltisuoni

Qui uno dei due   -non mi è chiaro il perchè-   era aperto…Cioè non eseguiva alcuna azione quando sottoposto a livello logico 1. Fortunatamente il rigore dell’ingegneria tedesca dell’epoca aveva previsto per ogni IC uno zoccolo per semplificare alla grande la sostituzione….Nulla da aggiungere,se non la nota dolente che per via della rarità sul mercato  ,quei pochi (esteri) venditori che lo possiedono,se lo fanno pagare in media 15€ cadacranio. Tuttavia o si rinuncia o “nisba”…. Beh in realtà si potrebbe ovviare con dei similari CD 4066 ma il loro rumore di fondo non è dei più bassi,specialmente se utilizzati in una maglia così delicata come il controllo del volume!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

La scheda del ritardo/protezione altoparlanti, è formata da 4  transistor: Uno si occupa del ritardo all’accensione (il BC558 presente sulla destra dello schema -T684) ,altri due provvedono invece a rilevare la presenza di CC sulle uscite diffusori (BC558+ BC548+ ponte di quattro diodi 1N4001 sulla sinistra dello schema elettrico)  ,infine, tramite il quarto transistor (BC 635) provvede ad eccitare la bobina di un relè a doppio scambio.

Saba 9241 speaker relay - moltisuoni

Il problema risiedeva (fate riferimento allo schema sopra,componenti cerchiati di rosso) nel BC635 che era in cortocircuito,ciò significava alimentare perennemente la bobina del relay…In verità più tardi scopro che la stessa sorte era prossima al condensatore (al tantalio) da 2,2 uF posto sulla base del BC558…Questa anomalia causava l’insensibilità ad eventuali componenti continue presenti sugli stadi finali in direzione altoparlanti.Due stupidaggini dal costo irrisorio che avrebbero  potuto creare danni molto costosi in caso di avarie allo stadio finale.

saba relais - moltisuoni

Altro problema portato dalla “tecnologia” digitale (che all’epoca faceva tanto futuro se impiegata nelle apparecchiature Hi-Fi)….Il canale sinistro dell’ingresso registratore (tonband 1 ) non era funzionante.  Anche qui seppur in maniera differente rispetto alla circuitazione del loudness poc’anzi trattata, si fa uso di integrati a commutazione digitale ,nel dettaglio si utilizzano ben tre TDA 1029 comandati da flip flop bistabili basati su integrati logici CD4016 a cui fanno poi capo i pulsanti di preselezione sul frontale.

Saba 9241 tonband - moltisuoni

Le cause dell’interruzione sono perlopiù imputabili a sorgenti (utilizzate magari nel passato) con forti componenti di tensione continua , cosa generalmente non gradita  da questi IC che tendono a defungere per distruzione interna dei loro Fet ad alta impedenza.

Saba Digital 9241 - TDA1029 - moltisuoni

Qui visto il ridicolo costo conviene sostituirli in trittico per garantirsi la certezza di non dover rimetterci mano….Se fate una revisione “coi” fiocchi è tappa di rigore. Tenete anche presente la variante del “malcontatto” dovuto agli zoccoli onnipresenti su ogni integrato a bordo del Saba 9241…Buona cosa è pensare alla loro sostituzione in toto, se notate incertezze di contatto (Facilmente intuibili “picchiettando” con una penna sul relativo IC ad apparecchio acceso) . Procedendo oltre , il -vizietto- della radio a non suonare più se commutata dopo il passaggio ad altri ingressi (aux, phono -tape 1/2)  risiedeva anche qui nel cattivo funzionamento del primo IC (IS2161) che non commutava più in posizione prioritaria in assenza di stati logici dai flip-flop nei suoi piedini 11-12-13. Considerate infine che il gruppo FM/AM ,viene chiamato in servizio dai pulsanti delle sorgenti anche agendo sull’alimentatore tramite la scheda “impulsplatte” e , quando non in uso ,un relè dedicato spegne sia il tuner ,sia al gruppo scaler che visualizza la frequenza sintonizzata dall’oscillatore locale. Controllate pertanto che tale scheda  abbia tutti i transistor/diodi/capacità in ordine…Diversamente avrete malfunzionamenti dovuti anche a questa problematica.

saba 9241 impulse platter - moltisuoni

Altra tappa : Controllare lo stadio finale coi suoi schiocchi e fruscii vari. In prima battuta avevo colpevolizzato le saldature presenti sulle torrette che cablano di fatto la “scheda transistor finali” alla scheda driver….

Saba Digital 9241 - pin amp - moltisuoni

Qualcosa in effetti era dovuto al loro malcelato contatto elettrico…tuttavia il fruscio rimaneva! Controllata la schedina pilota (Denominata “treiber”) e appurato il suo corretto funzionamento ci si indirizza verso la scheda dei finali assicurata al dissipatore,sulla quale spicca all’occhio una resistenza bruciacchiata.

Saba Digital 9241 - verstarker - moltisuoni

Una volta scollegata , controllando uno ad uno i transistor che equipaggiano tale scheda, scopro ben presto che i due driver BD 417 e 418 sono arrivati prossimi alla fine del loro ciclo vitale, ed occorre sostituirli . Ad oggi non sono più in produzione, tuttavia è possibile ancora trovarli come fondo di magazzino (A prezzi di gioielleria : 12-16 € al pezzo! ) presso qualche rivenditore on-line ben fornito . Se giustamente non volete accendere un finanziamento per questa revisione 🙂 si può ,in seconda battuta, optare più saggiamente per dei loro equivalenti BD 139-BD140 i quali si rintracciano praticamente ovunque , con prezzi ragionevoli (circa 1,50€ la coppia). Non per ultimo, infine le loro caratteristiche elettriche (80V – 2A – beta 30>300) identiche agli originali li rendono perfettamente  compatibili con la circuitazione senza bisogno di modifica alcuna.

saba 9241 finali - moltisuoni

Qui l’unica attenzione che si deve prestare è quella di adeguare la piedinatura dei nuovi transistor al layout del circuito stampato secondo lo schemino qua sotto riportato,in quanto la base dei BD 139-140 risulta esterna a destra e non al centro come negli originali.

Saba Digital 9241 - transistor cross reference - moltisuoni

Per motivo di comodità ,in quanto “accoppiati” meccanicamente insieme per rilevare la deriva termica, conviene la sostituzione anche del BD417  che regola la corrente di riposo con un altrettanto BD139, più che altro ,per rendersi la vita facile.

Qua sotto a sinistra il “prima” e a destra il “dopo” cura.

Saba Digital 9241 - moltisuoniSaba Digital 9241 - verstarker - moltisuoni

I finali sono due coppie di classici BD 245 – 246 …La sostituzione in caso di misure elettriche incerte si affronta senza particolari problemi…Anzi quelli di nuova concezione generalmente semplificano il lavoro di isolamento sul dissipatore avendo il foro per la vite di fissaggio flottante rispetto al loro corpo metallico

Anche stavolta : A sinistra il “prima ” e , a destra , il “dopo” la cura

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Saba Digital 9241 - BD 140 - moltisuoni

In caso di sostituzione degli elementi finali è doverosa la ritaratura della corrente di riposo (trimmer presente sulla scheda “finali”) e del valore di “offset” (trimmer presente sulla schedina “treiber” di pilotaggio) seguendo i dettami del “service manual” ed aiutandosi con i comodi “test point” presenti sulla scheda dei finali di potenza.

Per ciliegina sulla torta il malfunzionamento del frequenzimetro visualizzatore della frequenza radio su cui si è sintonizzati.

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La prima impressione è quella di qualche saldatura o componente interno con un contatto incerto , perchè il suo malfunzionamento è sporadico, senza una precisa casistica ; Il solo darci un colpetto  con la mano sopra la schermatura  fa sparire l’anomalia. Va smontato.Un operazione particolarmente noiosa e di tatto,specie per quanto riguarda il pettine che collega l’unità al display led sul frontale dell’apparecchio !

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Man mano che lo si svincola dalla scheda madre, la sua costruzione fa viaggiare la mente …. E’ un misto tra un tuner tv di 40 anni fa e la tecnologia dei primi personal computer di 30 anni fa (Commodore Vic 20 , C64 , Spectrum…et similia)

Saba Digital 9241 - counter - moltisuoni

Colpiscono infatti i due integrati in contenitore TO3 per la stabilizzazione della tensione ( uno dedicato allo scaler/counter e uno al modulo display)

Saba Digital 9241 - LM 340 - moltisuoni

La macro-costruzione a componenti discreti e la poca integrazione per svolgere una funzione per la quale oggi è richisto un solo integrato, denota ancora l’acerbo mondo dell’elettronica digitale .Tolti gli schermi vi sono al suo interno , ben due schede :

Saba Digital 9241 - counter digital - moltisuoni

Una è il contatore scaler costruito intorno a cinque IC  .Il suo compito è quello di convertire la frequenza dell’oscillatore locale Am/Fm in una sequenza logica atta a pilotare la  seconda scheda presente all’interno dello scatolotto , ovvero il  “driver”  display, di fatto costruito facendo uso dell’integrato multiplexer AY8100 ….Prego notate l’oscillatore quarzato esterno (!!) nonché tutti i filtri passa basso LC a monte del display a led , per evitare che il clock di sistema venisse captato dalle sezioni radio del sintonizzatore.

Saba Digital 9241 - display driver - moltisuoni

saba9241 counter - moltisuoni

Il mio sentore di malcontatto è stato confermato…Le due schede “comunicano” tra di loro mediante torrette di ottone maschio-femmina…che il tempo aveva normalmente ossidato. Conviene  ,oltre che disossidarle adeguatamente, assicurare il contatto elettrico con un piccolo punto di saldatura

Saba Digital 9241 - counter - moltisuoni

Il contributo a rendere le cose ancor più delicate , lo ritroviamo invece sulla scheda “scaler”:   Una coppia di jumper metallici che giovano alla inaffidabilità nel tempo della continuità elettrica.

Saba Digital 9241 - counter jumper - moltisuoni

Anche qui prevedete senza indugi la sostituzione con due cavallotti stagnati…dubito che sentirete la necessità in futuro di doverci intervenire, pertanto conviene optare per soluzioni “solide”

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Non serve dirlo… Già che ci si mette mano ,vanno sostituite tutte le capacità elettrolitiche al suo interno!!!

 

Modifiche e migliorie

 

La “miglioria” più importante (A mio avviso) da attuare, risiede nella sostituzione di tutte le capacità interessate dal segnale audio…Non per altro vista la mediocre qualità degli elettrolitici utilizzati . Questo upgrade ridona giustizia al famoso timbro delle elettroniche “Made in Germany”, mettendo nuovamente in primo piano la spazialità e la brillantezza della gamma medio-alta…Tra l’altro, oltre al beneficio di cui sopra, avere l’apparecchio smontato giustifica ulteriormente la pena di questa fatica….Visto i valori non particolarmente critici, ( 1 – 2,2 -4,7 uF) si può pensare all’upgrade utilizzando ottimi componenti al poliestere. Nella foto sotto ,la “sacchettata” di componenti sostituiti  dal sottoscritto su questo Saba 9241…Considerate che i 3/4 sono capacità sul segnale audio destro-sinistro!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Per quanto riguarda l’alimentazione dei finali (duale +/-  42Volt) sottolineo la finezza circuitale di questo sintoampli Saba che prevede ben due distinte unità raddrizzatore-filtro per canale, con tutto vantaggio della separazione stereo  e l’attenuazione delle interazioni deboli . Una chicca progettuale generalmente destinata ad elettroniche di caratura ben superiore !

saba 9241 alimentatore finali - moltisuoni

I valori  nella cella filtro di serie , sono da 3300uF/50V…Un loro rimpiazzo con dei nuovi elementi da 4700uF 50V amplierà sicuramente il margine dinamico dell’apparecchio,a tutto vantaggio dei diffusori. Per la cronaca…. I condensatori marca ERO, adibiti al filtraggio, presenti su questo esemplare erano ancora in ottima salute elettrica non ostante quasi 40 anni di vita !

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Il resto della componentistica è di buon grado…Le migliorie in tema possono essere soggettive . Per quello che mi riguarda potrei solo suggerire la sostituzione del potenziometro volume con qualcosa di un po’ più serio…Questa considerazione nasce dal fatto che nel primo quarto di corsa , vi è un leggero squilibrio tra i canali destro-sinistro…cosa peraltro “giostrabile” col selettore di guadagno (denominato “Pegel”) posto sul frontale dell’apparecchio.Non saprei dire se è un male comune a molti 9241 oppure una “particolare” defezione dell’esemplare tra le mie mani. Ma ad eccezzion di questo ,tutto il resto è allineato con le aspettative dell’apparecchio e in questa ottica non vedo tanto altro da dover migliorare. Se proprio si vuole cercare il pelo nell’uovo, un filtro di rete sul primario del trasformatore sarebbe  un buon investimento ,soprattutto a tutela dell’abbondante circuitazione digitale presente nel 9241 , proteggendolo da eventuali spurie presenti sulla linea .

Un tipico esempio già bello e pronto qua sotto: filtro rete moltisuoni

E con questo si conclude! Ma ,come al solito, se avete domande o curiosità in merito potete contattarmi liberamente,sarà mia premura cercare di risponde il prima possibile

 

Un caro saluto e buon inizio di primavera!

 

Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/SABA

http://www.saba.pytalhost.com/9241t/

http://www.mackern.de/index.php/2008/06/03/saba-9241-receiver/

http://saba.magnetofon.de/board.php?boardid=48

 

 

Manuale di servizio:

 

http://elektrotanya.com/saba_9240_9240s_9241.pdf/download.html

 

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Saba Lindau

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Finalmente un po’ di radio !!!! A dire il vero non avevo in mente di farci un articoletto sulla sopracitata… E un restauro che sto portando avanti tanto lentamente che è solo secondo a quello del mio amplificatore Semprini ST240 🙂  (Articolo di agosto 2013) … Tuttavia essendo incappato in un paio di anomalie particolari , ho deciso di descrivere brevemente come agire per superare i vari problemi e arrivare al traguardo con una bella radio in piena efficienza .

Hermann Schwer SABA - moltisuoni

Per chi si chieda la provenienza e il significato del nome  SABA , è l’acronimo di : Schwarzwälder-Apparate-Bau-Anstalt  … In italiano lo potremmo tradurre come : >>Forniture per apparati radio della Foresta Nera<< … Il signor Ermanno , qua sopra , ne fu il fondatore e per memoria storica mi pare giusto ricordarlo , mentre il logo dell’alberello fatto a nota musicale è l’emblema dell’azienda .

 

Brevissima analisi costruttiva

 

La Saba Lindau di cui sono in possesso, tramite un mercatino dell’usato diverso tempo addietro, è una grossa radio da tavolo nata verso la fine degli anni ’60 . La circuitazione è a valvole , ma compaiono in certi nodi circuitali i primi semiconduttori ; La costruzione , inoltre, su due circuiti stampati -segnala- l’imminente cambio generazionale (Dal cablato in aria alla basetta…dal tubo termoionico al transistor) delle elettroniche di consumo che avverrà poi nella decade degli anni ’70.

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Ha la 4 gamme d’onda selezionabili a tastiera , quindi OL – OC – OM più FM da 87 a 104 Mhz con AFC … Cosa che la rende al giorno d’oggi fruibilissima e “godosa” , mentre i comandi sono doppi come anche i gruppi sintonizzatori  (Fm a se stante e Ol-Oc-Om con due indici separati nella scala parlante)

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Completa la ricca dotazione un ingresso per fonografo e un uscita preamplificata per registratore . “Ciliegina sulla torta” la possibilità di collegare un altoparlante esterno

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Monta cinque valvole in totale ( ECC 85 – ECH81 – EBF 89 – ECL 86 più l’occhio magico -EM84-)  e un altoparlante largabanda “green cone” da 18 cm del tipo permadyn  che oltre ad avere una sensibilità disarmante (A “orecchio” saremo intorno ai 92-95 dB) regala un timbro possentemente corposo alla radio , risultando piacevole e non affaticante negli ascolti prolungati….Notate la finezza dei silent-block sul cestello per limitare le risonanze.

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in virtù della sensibilità poc’anzi accennata , i circa 3 watt resi dalla finale ECL86 hanno una resa acustica davvero impressionante . Di seguito trovate lo schema elettrico suddiviso in due parti…HF e BF:

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Problemi e rimedi

Nel mio esemplare , molto maltenuto , il funzionamento era al limite. Qualcuno precedentemente aveva avuto noie con l’interruttore di accensione (Che avviene a mezzo tastiera preselezione) e senza pensarci due volte , ha fatto un bel foro da 12mm ed è spuntato -oplà- un interruttore a levetta su un lato del mobile.

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Fruscii vari, indice scala parlante “tapullato” (In genovese significa “aggiustato alla bella e meglio”)  e suono flebile completavano il quadretto …. Beh per 22,50 € comunque non potevo pretendere tanto di più  ad essere onesto . Quindi spazio alla prima grana … L’interruttore di accensione ; Particolare che sembra essere una causa di avaria abbastanza frequente nelle Saba Lindau da quel che ho letto in rete .  Esso a differenza delle soluzioni più comuni , è un interruttore esterno comandato dalla tastiera tramite un cavetto di nylon ed è uno di quei tipi di a carattere bistabile . Tiri una volta si accende (Chiude) … Tiri una seconda volta,si spegne (Apre) . Chi ci aveva messo le mani prima , lo ha fatto sparire per la soluzione ben discutibile che accennavo prima … In rete non ho trovato nulla se non una foto tratta da un sito tedesco di un privato appassionato di radio (http://personal.inet.fi/koti/reel/project.html)

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…….Almeno da farmi un idea di come era . Potete (sopra) anche osservare la cordicella che trasmette il comando dalla tastiera all’interrutore posto a sinistra dello chassis , mentre nella foto sotto ammirate dove di origine questo interruttore andava montato…..

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Sinceramente di impazzirci a scovarne uno non ci penso neanche …. Pertanto con un “pelo” di ingegno appronto la staffetta che vedrete nella carrellata di foto qua sotto … La quale ospiterà un interruttore bipolare classico completo dei due condensatori atti a smorzare i disturbi delle commutazioni

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Questa soluzione è di gran lunga migliore dell’originale e permette di mantenere l’utilizzo della tastiera per accendere la radio .

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Se decidete di costruirne una simile optate per materiali rigidi , ma tutto sommato teneri da lavorare meccanicamente …. Ottone e alluminio saranno ottimi per lo scopo . Il primo citato ha anche l’ulteriore vantaggio di essere saldato con lo stagno!

Seconda grana …. L’indice FM della scala parlante : Deve avere profilo triangolare . Anche qui il precedente proprietario  l’aveva sostituito con uno spezzone di fil di ferro verniciato rosso…

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(Cosa che in realtà molte aziende produttrici di radio adottavano in quell’epoca di origine perché è una soluzione semplice , economica e ben funzionante..ma non in questo caso dalla Saba!) L’unica idea che mi è venuta in mente per ricreare qualcosa di simile lo potete vedere nelle foto che verranno al seguito … Diciamo che ci si avvicina abbastanza all’indice che esisteva in origine… Il rame in questa occasione è stato un toccasana … Permette di ricreare le forme  geometriche e soprattutto essendo saldabile garantisce un minimo di rigidità meccanica.

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Per fare un bel lavoro una volta sagomato e assicurato alla cordina della sintonia FM ,andrà verniciato di nero o ancora meglio di grigio scuro per “camuffarsi” al fondoscala . L’indice deve essere a forma di  ” V ” quindi dovrete piegare il rame un pò per volta prendendo come riferimento l’altro indicatore … Ricordatevi: dovrà essere di colore verde ;  Sulle prime ero subito partito col verniciarlo di tale tinta,poi successivamente mi sono accorto casualmente , che le guaine termoretraibili colorate davano un risultato finale migliore …. E così è stato ! Prima di cantare vittoria,montate la scala parlante e controllate non vi siano “strusciate” tra il nuovo indice e il vetro ( Col tempo si cancellerebbero i caratteri serigrafati e la vernice grigia di sfondo ) ma soprattutto,verificate che la corsa sia scevra da attriti di ogni sorta . Eventuali piccole correzioni per centrare la sintonia possono essere attuate mediante i rinvii meccanici presenti sul tuner ( Il vitone con impronta a taglio che vedete nella foto sotto , il quale azionato, modifica la corsa della cordina centrando la sintonia dell’indice rispetto alla scala entro certi limiti ) .

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>>Il trucchetto per dare precisione alla scala rispetto le stazioni sintonizzate è quella di fare riferimento ad un buon “tuner” digitale di cui si è certi al riguardo della sua precisione. Sintonizzarsi su una emittente  intorno grossomodo sui 96-98 Mhz; Poi eseguire la medesima operazione sulla Saba…centrare l’ago sulla scala tenendo ferma la manopola della sintonia nel punto in cui il segnale è massimo .Fare un tre-quattro prove per ritoccare man mano l’indice fino a fargli acquisire l’accuratezza necessaria.<<

Se tutto va bene date alla fine del lavoro , un punto di colla sulla cordicella nel punto in cui viene “morsa” dall’indicatore … Così non si muoverà nel cercare le stazioni.

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Piccolo paragrafo infine per la scala parlante : Nel tempo i caratteri si infragiliscono , ciò è dovuto alla causa della mutua azione tempo + sudiciume …. Se basta una spolverata non andate oltre. Nel caso si renda per forza necessaria una pulizia usate solo acqua fredda più un blando detersivo (Va bene la saponetta per lavarsi le mani,passata prima sulle vostre mani,e poi molto molto delicatamente sulla scala della radio)  . Risciaquate e asciugate subito dopo con un phon da capelli scegliendo una temperatura media.

>Se userete un panno per asciugare l’acqua in eccesso, vi porterete via tutte le scritte….lasciandovi tra mani un bel pezzo di vetro! il più delle serigrafie dell’epoca sono decalcomanie riportate ad acqua…se insistete troppo verranno via!!!<<

Sempre attuale il consiglio di fare una prova preliminare prima di procedere con quanto descritto sopra. Ragionateci sempre bene e valutate cosa è necessario fare….E’ meglio una scala parlante leggermente polverosa che una triste riproduzione su plexiglass!

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Nel rimontarla (Oltre all’ovvia attenzione a non tagliarsi) bisogna prestare cura a rimettere come di origine i tamponi di gomma e le clips che fissano la scala al telaio apparecchio … Nel bloccare quest’ultime usate calma e pazienza per non rischiare di scheggiare il vetro !!!!

Ed ora la terza grana : Per sanare la scarsa potenza in uscita (Ove vi sia questa problematica) , i consigli sono la verifica degli elettrolitici , dei condensatori al poliestere sul segnale (Specialmente nella sezione del controllo tonalità)

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Controllate pure la resistenza che va ad alimentare la griglia della ECL86….(1,2K 2 W a filo….se si apre, il suono diventa distorto e praticamente perde l’80% della potenza) . Si trova fisicamente sul trasformatore di uscita e col tempo tende a “cuocersi”… Nel sostituirla prevedete 3 o ancor meglio 5w come dissipazione …. Il problema non si ripresenterà più nel futuro  😉

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Può anche capitare che se usata per molti anni con due altoparlanti inseriti (Quello della radio+ quello esterno) , l’ECL 86 sia prossima alla fine del suo ciclo vitale.

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Se avete attuato quanto fin’ora descritto e vi ritrovate ancora col problema , incominciate a dubitare di qualche resistenza a carbone … Potrebbe essersi interrotta o aver falsato il suo valore a causa , per esempio , dell’umidità negli anni.

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I fruscii e le incertezze sulla tastiera si superano con la classica deossidata fatta bene (Cioè con prodotti di qualità e con una energica soffiata di aria compressa previo un minuto di azionamento manuale del componente prima di darci col compressore)

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In linea di pricipio la sezione radio rimane abbastanza allineata  e i tubi dovrebbero conservare (Complici i punti di lavoro ben ragionati) ancora una buona efficienza pur a distanza di quasi 50 anni …. Allo stato delle cose non dovreste incontrare noie particolari in questo stadio … Idem dicasi per il tuner Fm . Però,nel caso notiate fiacca e poca precisione nel sintonizzare in modulazione di frequenza , dovrete probabilmente controllare o ri-tarare il discriminatore . Essendo un argomento molto esteso da trattare vi rimbalzo a questo ottimo link per poter procedere alla messa a punto della radio : http://www.leradiodisophie.it/AM-FM-taratura.html

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Alcuni punti-test della scheda sintonizzatore possono essere comodamente rilevati tramite la “presa diagnostica”

>> L’idea di controllare le valvole con un tester provavalvole è comunque sempre buona cosa in occasione di una revisione generale<<

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Qua sopra potete osservare i componenti sostituiti alla Lindau

 

 

L’alimentatore e sue varianti….

 

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Il doppio condensatore di filtro sull’alimentazione,essendo di buona qualità,potrebbe essere ancora in decenti condizioni funzionali (Verificate sempre però , prima di collegare la radio alla rete!!!)… Valutate quindi caso per caso il dafarsi …. Se sentite dell’alternata udibile chiaramente in altoparlante a volume zero , sarà il caso di pensare alla sua sostituzione.

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Ad ogni modo consiglio vivamente di sostituire sempre gli elettrolitici su apparecchi di 50 anni … Sarà una spesa in più , ma avrete la certezza di poter usare il vostro apparecchio a cuor leggero.

Nello chassis della Saba Lindau vi sono due fori per ospitare altrettanti condensatori a vitone … Siccome quest’ultimi oggi sono sempre più di reperibità ridotta (e costo elevato) , si può ovviare utilizzando due normali condensatori HT standard 385v/100uF.

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Per il piano di massa comune è possibile ricorrere ad una piccola schedina in vetronite ramata , da collegarsi direttamente al terminale negativo del ponte raddrizzatore … Sarà così una soluzione più ordinata che terra meccanicamente saldi i condensatori sullo chassis.

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Al solito la raccomandazione di adottare la presa di terra!  Perchè in apparecchi di quasi 50 anni gli isolamenti del trasformatore d’alimentazione potrebbero non essere poi così “rigorosi” , e se tanto mi da tanto , “beccarsi” lo spiffero di 230v sul telaio non sarebbe poi una probabilità tutt’altro che remota ….. Le norme CEI 64/8 del resto,non le hanno fatte per nulla 🙂

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Alcune volte oltretutto , la presa di terra favorisce negli apparecchi radio la qualità di ricezione aumentando di fatto la differenza di potenziale  tra antenna e massa! Il nuovo cavo di alimentazione dovrà possedere sezione minima di 3x 0,50 mmq … L’assorbimento in gioco è di circa 40 watt . Controllate sempre tutti i cavi interessati alla tensione di rete ( Anche di quelli anodici sulle valvole) …. Se vedete roba secca o “incarugnita” dal tempo non indugiate alla immediata sostituzione con cablaggi odierni!

 

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PRESTATE SEMPRE LA MASSIMA ATTENZIONE NEL METTERE LE MANI  IN TELAI DOVE LE TENSIONI SONO NELL’ORDINE DEI 300 – 350V  NON PERMETTETE  MAI A TERZE PERSONE O ANIMALI DI AVVICINARSI SE IN FUNZIONE

 

Il mobile……ripristino e restauro

 

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A riguardo del ripristino mobilio : Può essere laccato lucido scuro (In stile “piano black” per capirci) o solo finito ad impregnante , e se fosse martoriato dagli anni , si può procedere in due maniere:

1) Nel caso del laccato ,se è solo rigato superficialmente , non ha segni che vanno in profondità,senza la  presenza  di sbecche negli angoli , si va a procede con una carteggiata con cartavetro grana 320  andando a salire per passi ,come in carrozzeria , fino ad arrivare alla 2000 , dopo di che , successiva rilucidatura con polish ( Il mobile della Lindau ha una laccatura epossidica di circa 5 decimi di spessore pertanto è possibile questa operazione in buona misura col risultato di avere una radio praticamente pari al nuovo….) … L’importante è levarci il meno possibile e al contempo tentare di togliere le imperfezioni

2) Se , come nel mio caso, è invece devastato da colpi,buchi e sbeccature conviene eliminare tutto lo strato epossidico/impregnante e arrivare al truciolare . L’impiallicciatura originale verrà inesorabilmente via (Specie nel caso della laccatura epossidica) , pertanto dovrete procurare piallicci nuovi e “risegarli” a misura del mobile , per poi provvedere al loro successivo incollaggio.

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Stuccare ove necessario e fatto questo carteggiate con grane dalla 600 in su fino ad ottenere l’intera superficie liscia e pronta ad accogliere l’impregnante ed eventualmente la vernice trasparente alchidica atta a proteggere il tutto . Volutamente salto a piè pari il lavoro di falegnameria in quanto ognuno avrà le sue tecniche ( O avrà un amico falegname) e deciderà come agire in merito.

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Ricordate solo di mantenere il più possibile l’originalità del progetto; In questo internet aiuta moltissimo mettendo a disposizione molte immagini.

 

Modifiche e migliorie

 

Non c’è molto da fare ….. E’ già nel suo una ottima radio … Volendo mi sento di proporre due piccole migliorie provate dal sottoscritto….Tutte eventualmente  reversibili e non invasive sul piano estetico:

1) Illuminazione verde della scala parlante : In origine la serigrafia della Saba Lindau è di un verde acqua che mitiga la tonalità giallina delle due lampadine E10 preposte alla illuminazione (7volt 0,1A) . Usando due filtri verdi (Provenienza ex contakm Fiat) si accentua il contrasto rendendo ancora più intelleggibili i caratteri sullo sfondo nero….saba lindau - moltisuoni 214

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Mediante una strisciolina di ottone si salda ad un reoforo del portalampada e così facendo , complice il suo limitato peso,il filtro colorato rimane in sede sfruttando un solo attacco dei due presenti. Infatti come da seconda foto , uno dei due andrà rimosso per non interferire con la scala parlante …… Molti di Voi potranno pensare anche ai led con attacco E10 … Ma li sconsiglio! Danno una connotazione fredda a mio giudizio , oltre al fatto che noterete lo sfarfallio a 50 hz della rete perchè verranno alimentati in alternata … La stessa che accende i filamenti delle valvole!

2) Deviatore su presa din punto e linea altoparlante esterno : Di origine la saba lindau prevede la possibilità di un secondo altoparlante esterno … L’inserzione di quest’ultimo non esclude però quello incorporato … Di fatto l’amplificatore si trova a gestire un carico prossimo ai 2 Ohm accorciando notevolmente  la vita della ECL 86 …. Sostituendo la presa con una analoga dotata di deviatore interno avremo la possibilità di escludere l’altoparlante principale in favore di quello esterno.

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Se riuscite a reperirli ,vi sono sul mercato anche prese punto e linea che annoverano due posizioni (Come quello in foto) : Se la presa viene inserita col -punto- a sinistra mantiene collegato altoparlante interno + esterno …. Mentre se la presa viene girata e inserita col -punto- a destra , si esclude l’altoparlante interno in beneficio solo di quello esterno . Questa soluzione ,va da sè,  è la più versatile ….

 

Signori è tutto … Qualsiasi domanda abbiate potete porla usando il solito moduletto in fondo … Nel limite del possibile sarò sempre disponibile ad aiutare chi ne abbia bisogno!

 

Cari saluti …. Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://personal.inet.fi/koti/reel/index.html

 

http://www.radiomuseum.org/r/saba_lindau_e.html

 

elektrotanya.com/saba_lindau.zip/download.html

 

http://www.teenagewasteland.de/technik/rad_saba_lindau_LI18.html

 

http://www.rmrl.de/radios/60/66_67/saba/lindau_18/li_18_e.htm

 

 

 

 

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Moltisuoni …. Chi Sono?

Blaupunkt Amsterdam 11 - moltisuoni 1

 

Classe 1976 nato in quel di Genova e ivi attualmente residente in questa ormai snaturata cittadina . Da piccolo , per gioia e disperazione dei miei genitori ,ero sovente a smontare qualsiasi tipo di apparecchiatura avesse a che vedere con circuiti e affini. La mia fame di capire (per quanto potesse farlo un bambino) in un epoca dove non esisteva internet era il pane di tutti i giorni. Complice la passione per la musica che alimentava come un mantice le braci di un neonato hobby che dall’età di 5 anni circa si svegliò in me. Oggi (fortunatamente) ho mezzi intellettuali sufficienti per poter divertirmi a riparare e costruire apparecchi audio e non…Oltretutto  come per molte persone accade , di mestiere faccio tutt’altro rispetto a quello che la mia passione imporrebbe , dunque uno sfogo è doveroso 😉

Moltisuoni Rogers HD 88

A dire la verità non avevo mai pensato di mettere su un “baraccone” on line di quello che sono i miei “maneggi” (per dirla in genovese) , tuttavia un giorno pensai che quel bagaglio di esperienze man mano accumulato , sarebbe stato corretto condividerlo con altre persone le quali nutrono i miei medesimi interessi. Per spirito di avventura,guardando un pò in rete e leggendo alcuni tutorial…ho dunque iniziato su questo spazio Altervista!

moltisuoni sub pioneer gtx

Moltisuoni philips AG9016

Moltisuoni woofer ESB cdx1

La differenza rispetto ai tanti siti che uno può trovare curiosando on-line stà nel fatto che gli oggetti proposti a scadenza variabile sono delle più disparate estrazioni, perchè saranno quelli che piacciono a me e che ritengo doverosi di approfondimento . Diciamo che il senso di “moltisuoni” è quello di comportarsi come un diario di bordo relativo alle mie esperienze. Specifico che non è un blog a carattere commerciale….cioè potrà capitare che io ceda qualche apparecchiatura su altri siti e-commerce,ma non soddisferò richieste di riparazione elettroniche guaste per conto terzi.

Moltisuoni marantz 5025

Logicamente l’idea di partenza nell’aprire il blog , è quella di essere anche di aiuto per chi ha medesimi interessi e necessiti di qualche dritta (nel limite delle mie conoscenze)…o semplicemente abbia piacere nel vedere l’interno degli apparecchi in mio possesso, venendo a conoscenza di caratteristiche tecniche,circuitali,di fattura costruttiva e così via. Come in tutte le cose anche critiche e pareri sono sempre ben accettti perchè aiutano a capire e migliorarsi (L’importante ,fondamentale requisito,è essere sempre educati col prossimo,proprio come lo si vorrebbe con se stessi 😉 ) pertanto se lo riterrete opportuno potrete contattarmi se vi servissero dei pareri.

Moltisuoni jukebox seeburg

Sicuramente tratterò ,con recensioni più o meno dettagliate ( oppure con semplici gallerie ) tanti apparecchi legati alla riproduzione audio, e non per forza Hi-Fi ( di quelli il web ne è già pieno fin troppo e credo che non se ne senta la mancanza di un altro in tema…come cita il titolo sarà una panoramica audio “diversa” ). Quindi sarà fattibile leggere in questo blog di giradischi,come di autoradio,passando poi per radioregistratori portatili e cosi via. Oltre al fattore suono, prediligo anche l’aspetto emozionale / estetico che l’oggetto comunica alla persona….E non è neanche detto però che,  non troviate una ricetta di cucina suggerita da mia moglie,in occasione di qualche festività!

Moltisuoni AIWA CS-M1 microboombox

La mia passione coincide ( guarda caso ) anche con un account su eBay.it ( Lo potrete raggiungere al link in fondo pagina ,oppure tramite il pulsante “IN VENDITA” sulla sinistra del desktop ) , fonte inesauribile di alimentazione a questa passione nata da bambino .Sempre sulla piattaforma appena citata, puntualmente vengono messi anche in vendita apparecchi da me posseduti…in modo da avere un “ricambio generazionale” nel parco delle mie elettroniche….e far felice qualcuno che desiderava proprio quell’oggetto!

moltisuoni pioneer RT303 reel to reel

Concludo qui  per non annoiarvi con sermoni che son poco utili , del resto ognuno saprà dare un giudizio  sul mio operato e dilungarsi non serve!

Moltisuoni Scott A299

Un caro saluto …. 🙂

 

 

Andrea “MOLTISUONI”

 

 

 

moltisuoni garrard lab 80