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Beomaster 900 – Bang&Olufsen

Meritevole tappa in questi primi giorni di Luglio su questo bel sinto-ampli della Bang & Olufsen , progettato e concepito rigorosamente in Danimarca verso il 1964  .

Raffinato , compatto , versatile e ben costruito , meritava quindi  almeno un passaggio veloce su queste pagine , non senza qualche proposta di semplice “abarthizzazione” da leggersi  comodamente più avanti 🙂

beomaster 900 bang&olufsen - moltisuoni

E’ bene sapere che , il Beomaster 900 Bang & Olufsen  , veniva commercializzato in due versioni distinte : Quello che vedrete su queste pagine virtuali (Serie M) , sintoamplificatore a tutti gli effetti , e il gemello (Serie K) con due altoparlanti doppio cono (150x90mm) integrati nel mobile ligneo con tanto di griglie rimovibili . Quest’ultima realizzazione sminuisce (è un mio personale giudizio) leggermente le doti di un apparecchio assai performante , assimilandolo alle tante banali “table radio” del periodo … Almeno ad un primo approccio perché da quanto si legge in rete è assai  bensuonante

Photo credits : Forum.beomaster.org

Si può tranquillamente definirla una delle capostipiti a stato solido per la casa Danese, impiegando su larga scala quello che all’epoca erano i prodigi di una tecnologia in piena ascesa : I transistor. Nello specifico vengono impiegati solo semiconduttori al germanio (Serie AF , AC , e AD nello stadio finale) . Sorpassata quindi la tassa sul numero di valvole negli apparecchi radioriceventi (più valvole , più salata l’accisa finale del ricevitore in oltre al suo prezzo) con questi nuovi transistor , bisognava immediatamente sul nostro territorio , inventarsi qualche altro metodo infallibile per fare cassa … tòu li !!!  (Tòu li = Ecco lì , in dialetto genovese)

Meramente pubblicitaria mista a fierezza , troneggia nel posteriore la scritta “All transistor” , per seppellire prontamente il vecchiume delle valvole (tsè…tsè) appena dimenticate dietro l’angolo ….. Insomma , largo all’avanguardia come cantava il compianto Roberto “freak” Antoni qualche tempo fa 🙂

 


Breve descrizione circuitale

Particolare abbastanza inusuale su un apparecchio di questa classe, risulta essere l’alimentazione stabilizzata (24 Volt)  a tutti i livelli di tensioni : Dal tuner allo stadio finale.

In verità  è stata una scelta progettuale dettata dalla natura “delicata” propria dei semiconduttori al germanio : Se uno voleva un apparecchiatura affidabile (dato per scontata una sana progettazione sulla carta) doveva per forza ripiegare su tale artifizio . Come in quasi tutte le prime elettroniche a transistor, ha chassis positivo e tensione motrice a potenziale negativo su ogni scheda. Di questo va tenuto conto nella riparazione e ripristino! Guardatevi lo schema , qua di seguito riportato , per le debite considerazioni del caso un domani dobbiate “ser-viziarlo” .

La Radio è a 3 gamme d’onda con decoder Fm stereo (opzionale , ma venduto però già incorporato nel ricevitore in quei paesi dove il servizio di stereofonia era regolarmente in uso) , di tipo supereterodina , con sistema AFC per “bloccare” la stazione sintonizzata e strumentino Vu-Meter per valutare l’intensità di quanto ricevuto .

beomaster 900 bang&olufsen - moltisuoni

Molto sensibile, ma al tempo stesso, con buona capacità discriminante , tiene egregiamente il passo con quanto oggi si trova nell’affollato etere Fm …. Decorosa e degna di lode, la separazione stereo operata decoder . Curiosità : il controllo di bilanciamento è posto sul retro  :O  stranezze Danesi !

In tema di versatilità , è fattibile collegare al Beomaster 900 due sorgenti esterne : Un giradischi (purtroppo solo cartucce ceramiche , niente stadio Riaa) e un registratore a nastro . Le sorgenti si connettono al retro mediante i rigorosi  connettori DIN a 5 poli , mentre ai diffusori tale compito è relegato al classico “punto e linea”

Questo fa del Beomaster 900 Bang & Olufsen  un prodotto versatile a tutto tondo , al pari di sinto-ampli di maggior caratura.

Lo stadio finale , da 6+6 watt nominali è classicamente un “emitter follower” in simmetria quasi complementare , annovera il controllo di tonalità (bassi – acuti) implementati nella controreazione , soluzione brillante per non allungare il percorso del segnale inutilmente ; Agiscono in misura corretta (10 dB)  senza essere esagerati . Non posso sperticarmi in altrettante lodi circa l’intervento del filtro “contour” presente sul potenziometro del volume ed autonomo nel suo intervenire…..Specialmente nella prima metà della corsa le note basse sono mostruosamente in esaltate rispetto al resto del programma musicale

Immancabile sul retro il “cambio tensione”, che lo rende internazionale tutt’oggi ; Valido il solito consiglio di portare tale selettore sul valore 240 V dato che oggi la distribuzione nazionale fornisce al cliente residenziale (tranne alcuni casi) una tensione di 230-235 V .

 


Cosa migliorare? Proposte di “Abarthizzazione”

 

LA SOLITA NOIOSA PREFAZIONE PRIMA DI OGNI INTERVENTO : SCOLLEGATE L’APPARECCHIO DALLA PRESA DI CORRENTE E VERIFICATE AL CONTEMPO LA BONTA’ DEI COLLEGAMENTI ALL’INTERNO PER QUANTO RIGUARDA LE PARTI SOTTOPOSTE A TENSIONE DI RETE. OGNUNO CONSCIO DEI PROPRI LIMITI SAPRA’ STABILIRE SE FAR DA SE’ OPPURE SE RIVOLGERSI A PERSONALE COMPETENTE . DECLINO OGNI RESPONSABILITA CIRCA LE MODIFICHE PROPOSTE, CHE HANNO IL SOLO SCOPO DI ESSERE UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE IN TEMA.

 

1) Iniziamo subito con il cuore del Beomaster 900 : L’alimentatore !

Alimentatore d’origine Beomaster 900

Usando l’apparecchio vi accorgerete subito che la tensione , benché “sbandierata” come stabilizzata , in realtà è molto altalenante , questo ve lo confermerà il tester se porrete i suoi puntali  tra l’emettitore del 2N555 e telaio . La misura correttiva consiste nell’aggiornamento del ponte raddrizzatore al selenio (30 volt 1,6 Ampere) , raddrizzatore noto per la delicatezza famosa quanto la loro scarsa capacità di erogare correnti di picco. Si può anche pensare di inserire il ponte dentro il contenitore metallico ,convenientemente svuotato, del vecchio raddrizzatore…per mantenere un canone estetico conforme all’originale.

L’upgrade ad un odierno ponte al silicio da 3 Ampere darà il vantaggio di poter utilizzare capacità di filtro maggiorate , passando dagli attuali 1000μF a 6600μF (2 x 3300 μF 50 V a bassa perdita + bypass da 0,22 μF) .  Un bel lavoro è prevedere il fissaggio del ponte sul fondo dell’apparecchio interponendo un velo di grasso al silicone . Darete così modo al calore generato di essere correttamente smaltito .

Ho utilizzato un circuito stampato per rendere più ordinata la soluzione ma non è strettamente indispensabile .

Il valore di quasi 7000 μF  può apparire esagerato per le potenze in gioco , ma negli alimentatori stabilizzati ciò permette di avere sempre a “scorta” una robusta riserva di energia a monte del transistor di regolazione , questo ridimensiona di parecchio il lavoro del circuito adibito alla stabilizzazione  (più precisamente del suo amplificatore di errore ) .

beomaster 900 bang&olufsen - moltisuoni

Anche l’occhio vuole la sua rivincita  🙂 l’ordine di cavi e componenti  all’interno è sempre un bel vedere su qualsiasi apparecchio ! Notare l’ottima fattura del trasformatore di alimentazione a doppio nucleo.


 

2) Segnalo la doverosa sostituzione degli elettrolitici di uscita .

Stranamente di scarsa qualità e  ben oltre il loro valore nominale come si può osservare dal capacimetro .

Una brillante miglioria viene dall’adozione di nuovi condensatori da 1000 μF/35v in tandem ad una rete R-L di compensazione . Utile disaccoppiare gli elettrolitici con un ulteriore bypass verso le alte frequenze, da 0.1μF posto in parallelo ai medesimi .

beomaster 900 bang&olufsen - moltisuoni

Con un piccolo circuitino stampato eliminerete oltretutto la discutibile soluzione di fissaggio originale a tutto pregio di un layout che predilige ordine e razionalità .

beomaster 900 bang&olufsen - moltisuoni

L’introduzione di una rete L-C permetterà di contrastare i picchi di corrente che si generano nei diffusori plurivie con cross-over fortemente induttivo (secondo legge di Lenz), e nello specifico caso metterà a maggior riparo  i delicati finali al germanio da strapazzi a volumi sostenuti . Normalmente è una attenzione che si trova obbligatoriamente in finali di maggior potenza, ma nulla nuoce (Anzi  …. ) inserirla anche in amplificatori di modeste potenze. Questa miglioria renderà meno “delicata” l’interfaccia sorgente – diffusore

I valori dei componenti di tale rete non sono critici : RS =10 Ω / 5 W  , l’induttanza (da auto-costruirsi) L = 15 spire con rame Ø 0.40mm . L’avvolgimento può essere convenientemente eseguito direttamente sopra il resistore (a patto che quest’ultimo sia amagnetico  😉 ) bloccando poi il tutto con guaina termoretraibile oppure con una goccia di colla cianoacrilica . Per dovere di chiarezza : C1  avrà valore di 0.1 μF (al poliestere) mentre C2 sarà pari a 1000μF 35v , possibilmente di buona qualità e bassa ESR .

Curioso e degno di menzione : Le altre capacità presenti (marca Philips) godevano “stranamente” di ottima salute . Uno dei rari casi dove non ho dovuto intervenire passando ore a recappare qua e la 🙂

 


 

3) Come accennavo poc’anzi , il filtro “contour” presente sul volume ha un’intervento molto deciso. Si possono intraprendere due scelte :

La prima ( Da puristi 🙂 ) è disinserirlo del tutto , scollegando il filtro R-C , e inserendo al suo posto altrettante due resistenze da 15KΩ per simulare l’attenuazione introdotta e quindi conservare  una corsa del volume fruibile . Sotto le modifiche da apportare , riferite ad un solo canale per semplicità raffigurativa.

beomaster 900 bang&olufsen - moltisuoni

La seconda , risulta essere un ridimensionamento vero e proprio delle costanti di tempo unito all’upgrade di farlo diventare un loudness a tutti gli effetti . Sotto il dafarsi , con la raccomandazione di fare attenzione alle sezioni a cui collegare la rete passa-alto ; Diversamente metterete in mono l’apparecchio fino ad almeno metà corsa del volume , usate quindi cavetti colorati per evitare di cadere in errore ! Ricordo che anche stavolta viene sempre rappresentato un solo canale per semplicità descrittiva.

beomaster 900 bang&olufsen - moltisuoniI valori indicati danno luogo ad un “loudness” molto blando  il quale enfatizza leggermente gli estremi del programma musicale , lasciando inalterate le qualità acustiche del Beomaster 900 . Anche qui un ritaglio di millefori o un piccolo circuito stampato sarà all’uopo per avere una soluzione ordinata . Mi raccomando : Non usate qui capacità ceramiche !!!

 


 

4) Altro beneficio (di natura pratica) è dotare il transistor AC153  posto esternamente alla scheda decoder Fm , e responsabile dell’accensione della relativa spia “Stereo” , di fili rispetto ai suoi reofori originali .

Questa attenzione permetterà di poter sollevare comodamente il telaio finale – decoder senza doverlo rimuovere dalla sua squadretta ogni volta … Con la conseguente sicura interruzione , prima o poi , di qualche terminale (Ma nel caso questo accadesse il rimpiazzo “cross-reference”  più comune è rappresentato dal gemello AC128)

Ultime parole in favore della lampadina presente nella sopracitata spia “stereo” : E’ dedicata : 19 Volt 0,1 A  (quindi oramai introvabile) .

In caso di fulminazione (come occorso al sottoscritto durante le fasi di restauro) , è ben calzante  la diretta sostituzione con le odierne miniature E10 a 24 volt tipicamente usate per illuminare i pulpiti citofonici  (Sceglierle preferibilmente da 1W e non oltre i 3w )

E’ curioso notare che , nonostante il voltaggio maggiore , emettono lo stesso quantitativo di luce ; Motivo dovuto alla più elevata resistenza interna della sostituta … Ne giova anche una minore dissipazione di calore del transistor deputato alla sua accensione , poc’anzi citato per la modifica a fili lunghi . Un escamotage per evitare la sua perenne illuminazione “traballante” ( l’accensione viene pilotata amplificando una porzione della portante a 38Khz nel decoder quindi influenzata talvolta da spurie e disturbi vari ) è prevedere un condensatore da 1000μF/35V in parallelo alla lampadina . Normalmente per esperienza , questa “aggiunta” allunga anche la vita della stessa , questo grazie ad accensioni e spegnimenti più dolci !

 

 


Sul finire  un’ultimo consiglio per ridare lustro al Beomaster 900 …  preferite sempre le viti in inox per il fissaggio nel mobile , oltre a rimanere belle nel tempo risulteranno sempre facili da svitare !


Pregi e difetti…..

 

Partiamo dagli aspetti sconvenienti : Principalmente una certa difficoltà a pilotare diffusori impegnativi , unita alla fragilità intrinseca dei transistor al germanio se strapazzati al limite delle proprie possibilità . Di sé , i 6 Watt nominali per canale sono abbastanza sufficienti per ottenere volumi di ascolto normali : Se si vuole ottenere di più , è giocoforza necessario agevolare lo stadio finale con diffusori sensibili ma soprattutto di facile pilotaggio . Reputo questo l’unico grosso difetto di questo apparecchio , specie senza interventi migliorativi allo stadio alimentatore . Come tutti gli apparecchi di scuola europea , è predisposto per funzionare con diffusori aventi impedenza compresa tra 3,2 e 5 Ω . Questo riduce ulteriormente la forbice degli abbinamenti compatibili . Sconsiglio vivamente il funzionamento in parallelo di due coppie di altoparlanti da 8Ω . Volendo essere ulteriormente pignoli ? E’ da segnalare l’impossibilità di collegare una cuffia per un ascolto privato….

E detto questo , ora i pregi : L’estetica del Beomaster 900 primus omnium : La scala parlante viene dolcemente illuminata indirettamente per trasparenza dal plexiglass , ammaliante nel contrasto col legno del mobile . Il mix risultante ha  un’impatto scenico notevolissimo (Ulteriormente marcato , benchè divergente con l’originalità , se opterete per terze colorazioni a mezzo filtri o gelatine per faretti PAR come da foto sotto , esperimento condotto per mera curiosità personale ) . Riceve molto bene , ha una ottima separazione stereo , può accettare sorgenti esterne (Quindi benvenuti Cellulari e Ipod per le proprie playlist … ma anche un bel CD player perché no !?!? )  con un suono ricco , piacevolmente brioso ed equilibrato  a maggior ragione se applicherete l’aggiornamento del  “contour”, riportando una equità acustica più vicina agli odierni canoni d’ascolto .

 

 


Meglio Germanio o Silicio? Considerazioni varie

 

Apro a tal proposito una breve digressione in tema : I transistor al germanio NON suonano meglio di quelli al silicio … Anzi! Vi sono molteplici ragioni per cercare di evitarli come la peste nonostante oggi abbiano cavalcato una nuova ondata “vitale” ( Complici alcuni distorsori per chitarre elettriche) . I motivi di questo mio dire sono votati solidamente al fatto che , un semiconduttore , suona e ha prestazioni soniche per come gli si progetta il circuito intorno ( punti di lavoro in primis )  e nulla di più ! L’aspetto che fa apparire semmai (e forse) più gradevole il suono di un transistor al Germanio è nel modo in cui deforma il segnale applicato al suo ingresso nel processo di amplificazione : Questo tipo di non linearità è in genere più ben tollerata al nostro orecchio ( Parimenti di quanto fanno i finali valvolari annoverando distorsioni con pendenze più dolci e discostamenti di linearità dovuti ai trasformatori d’uscita e controreazioni varie ) . Da qui svelata la magia di certi ascolti meno affaticanti relegati a questa tipologia di semiconduttore .

Photo credits: Slideplayer.it

Giusto per spezzare una lancia a favore di questi primordiali transistor , gli riconosco come UNICO vantaggio , quello di avere una soglia di conduzione pari a 0,2 volt (rispetto ai canonici 0,6-0,8 V necessari agli odierni  “siliciosi” )….Questa qualità si traduceva favorevolmente negli apparecchi alimentati a batterie quali radioline portatili et similia che sfruttavano al meglio sino all’ultimo volt delle pile . Per tutto il resto hanno una marea di svantaggi : Elevata deriva e sensibilità termica , linearità discutibile , tolleranze mostruose (leggasi β) a parità di sigla , povere capacità di erogare corrente , per finire con l’odierna scarsa reperibilità dei suddetti  (a prezzi da gioielleria) . Nel passato non c’era altro e quindi si doveva fare buon viso a cattivo gioco , ma oggi progettare circuitazioni  con tali semiconduttori è un complicarsi la vita enormemente senza una reale motivazione plausibile sulla carta ….

 

 


Conclusioni finali

Vale dunque la pena possederlo questo Beomaster 900 ? Assolutamente Si!

beomaster 900 bang&olufsen - moltisuoni

Non fatevi impressionare da quanto poco fa scritto…Ho semplicemente esposto (a mio umile giudizio tecnico) la realtà dei fatti riguardanti una tecnologia del passato e niente più !

I pregi di questo apparecchio si ripercuotono favorevolmente rispetto ai difetti e la sua robusta costruzione (sommata ad una sapiente progettazione circuitale) permette anni di ascolti senza noie particolari . Riceve e suona decorosamente , specie se abbinato in maniera oculata con diffusori che sanno metterlo a proprio agio . A tutto ciò va aggiunto il  “non plus ultra” di un’estetica mozzafiato che ben va a nozze con qualsiasi ambiente moderno . Si può volere qualcosa di più da un oggetto di quasi 60 anni fa ?

 

Un caro saluto “estivo” … e per chi le inizia … Buone Ferie!

 

Andrea Moltisuoni

 


 

 

NOTA BENE:

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Link per saperne di più sull’argomento:

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Bang_%26_Olufsen

https://www.beoworld.org/prod_details.asp?pid=378

https://beocentral.com/beomaster900k

http://www.radiomuseum.org/r/bang_beomaster_900_rll_tonmeis.html

https://www.hifiengine.com/manual_library/bang-and-olufsen/beomaster-900.shtml

http://audiovideo.fi/testi/bang-olufsen-beomaster-900k-transistoriradio-testissa

https://it.wikipedia.org/wiki/Transistor

http://www.carlobramantiradio.it/1934.htm

 

 


 

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