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Pioneer SG-9500

PIONEER SG-9500 MOLTISUONI


Introduzione:

Col passare del tempo ci sono caduto , volente o nolente, nell’acquisto d un equalizzatore grafico . Era solo una questione di tempo e di concludere il mio impianto Pioneer ūüôā … Pertanto dopo la “solita” sguardata nei “soliti” siti di e-commerce , nel giro di breve salta fuori l’occasione “da testare” come molte persone amano descrivere oggi una apparecchiatura di cui si s√† il mal funzionamento , ma per la quale si √® rest√¨i ad ammetterlo in una inserzione per paura di non portare a termine la vendita . Comunque , dopo un minimo di contrattazione col precedente proprietario , spunto il prezzo ragionevole (100‚ā¨ spedito)¬† e nel giro di una settimana circa l’EQ √® in casa mia ; Di seguito pertanto descriver√≤ cosa generava l’anomalia e le linee guida (a grandi linee , vuole essere solo uno spunto e non un tutorial ! ) su come riportarlo in splendida forma!

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Caratteristiche tecnichepioneer sg9500 - moltisuoni


Principio di funzionamento del Pioneer SG-9500

 

Come ben noto , un equalizzatore d√† la possibilit√†, a differenza di un normale controllo di tonalit√†, di intervenire su determinate frequenze esaltandole o attenuandole a seconda del caso ….di fatto tale apparecchiatura dispone di tante “sezioni” attive quante sono le frequenze di intervento….Nel caso del Pioneer SG-9500 si tratta quindi di 10 bande , una per ottava, distribuite singolarmente sui due canali sinistro e destro. All’interno troviamo dunque due schede atte a trattare il segnale di ingresso , pi√Ļ una terza dedita all’alimentazione delle sopracitate.

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Lo schema di funzionamento prevede 10 sezioni attive per canale , costituite da componentistica passiva e attiva , il cui rendimento può essere variato mediante slider aventi corsa di 120millimetri .

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Prendendo per riferimento un solo canale , il segnale¬† di ingresso “entra” in un primo amplificatore in tensione , la cui uscita fa immediatamente capo agli slider . Il cursore di ognuno di questi , raggiunge successivamente il filtro “attivo” a polo singolo ( tipologia Sallen & Key) basato sull’ IC operazionale Hitachi HA 1451 . Sono quindi 10 celle per un totale di 5 integrati operazionali per canale (ogni HA1451 possiede due op-amp) .¬† Le uscite di ogni filtro attivo vengono quindi “sommate” tramite partitore resistivo e da qui il segnale trattato arriva all’ingresso dell’ultima coppia di operazionali (uno in tensione e uno in corrente) costituiti attorno all’op-amp TA 7136AP . Il fet presente sull’uscita del secondo Op-Amp si comporta come un interruttore elettronico per la funzione di “muting” all’accensione dell’apparecchio , eliminando i fastidiosi transitori . Completano il quadro i vari deviatori preposti ai controlli di tape monitor ed “EQ defeat” , cio√® l’esclusione della funzione equalizzante qualora non necessaria.

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Interventi correttivi ed eventuali upgrading

 

Sul mio esemplare, oltre alla gran polvere e agli anni di fermo , gravava il non funzionamento di un canale …. Visto la semplice circuitazione “l’inghippo” si trova in tempi rapidi (basta come set di ricerca guasti, anche una semplice sorgente come un cd player congiunto ad un signal-tracer…in sua mancanza un banalissimo amplificatore stereo)….La problematica risiedeva nell’interruzione di un operazionale TA7136 (l’ultimo , quello adibito ad amplificatore di corrente )….Non mi √® dato sapere se per errore di collegamento o per cedimento di anni di lavoro , fatto st√† che la sostituzione (per il momento) avviene con un TL072 montato su un ritaglio di millefori. Gli operazionali TA7136 incominciano a scarseggiare sul mercato della componentistica , causa la loro “vecchiaia” essendo usciti sul mercato nel lontano 1974 . Al momento gli unici che ho trovato provengono da Singapore ed impiegheranno circa 3-4 settimane¬† (che vada bene) per arrivarmi… Il buon rimpiazzo pu√≤ essere comunque costituito da qualsiasi operazionale a basso rumore che si possiede “a scorta” (Vanno bene i TL072…gli LM 358…i 4558…LF 351 e cos√¨ via, evitate accuratamente per√≤ gli uA 741 per via del loro povero rapporto Segnale/Rumore).

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Di seguito riporto il pin-out del Toshiba TA7136…Dovrete fare l’opportuna conversione adattandolo su un comune operazionale come detto sopra

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¬†1 — Frequency compensation
(Gli attuali Op-Amp l’hanno integrato nel chip,rimarr√† libero)
2 — IN +
3 — IN –
4 — V-
5 — Voltage common GND
(Come per Pin 1 ,le masse sono interne al chip, quindi rimarrà libero)
6 — OUT
7 — V+
8 —N/A¬† – Non assegnato/libero
¬†Logicamente anche l’altro canale , non ostante fosse ben funzionante , ha dovuto subire lo stesso trattamento….Per armonia di equilibrio!
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Le altre indispensabili operazioni sono state : Il disossidare¬† tutti gli slider¬†+ commutatori ( vedi foto sotto ) e la sostituzione dei due FET (2SK30) sul segnale di uscita….Essi “frusciavano” in assenza di segnale in maniera discretamente fastidiosa , a causa di ci√≤ l’usura di molti anni lavorativi …. Bench√® infatti commutassero ancora , aggiungevano un soffio al segnale in uscita ,sinonimo del loro arrivo al capolinea.
Queste semplici operazioni hanno riportato in vita il glorioso Pioneer SG-9500 , facendogli sfoderare la classe di cui √® capace , e bench√® non sia mai stato un fanatico degli equalizzatori¬† , ammetto che ha un suo equilibrio ben marcato , specie se usato in maniera razionale per leggere correzioni . Un’ultima nota di “service” circa la lampadina che segnala il funzionamento dell’unit√†…. Se bruciata ne dovrete procurare una da 8 volt come classico di tutti gli apparecchi¬†Pioneer . Su internet vi sono appositi negozianti che vendono tali repliche….con¬† specifiche al pari¬†delle originali.
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Aggiornamenti….

Sono peraltro possibili molte opzioni di up-grade , che faranno aumentare le gi√† ottime prestazioni soniche . Si parte dai condensatori di filtro sull’alimentatore (consigliabile) con componenti di maggior¬† pregio…………

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Per proseguire ( Bench√® non fortemente indicato , in quanto gi√† di buona qualit√† ) alla sostituzione di¬†tutte le capacit√† in poliestere/ mylar presenti nei filtri Sallen & Key …¬†¬†Altro ottimo upgrade potrebbe risiedere nella sostituzione degli operazionali HA 1451 con degli ottimi OPA 2134¬†. Lo stesso lavoro pu√≤ essere esteso anche ai 4 (due per ogni scheda) TA7136 , a maggior ragione tanto pi√Ļ che oggi stanno divenendo oggetto di ardua reperibilit√†.

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In questo senso , sempre su internet si trovano gi√† belle e pronte delle schedine simili a quelle¬† da me approntate provvisoriamente con le basette millefori , (a fine articolo trovate uno dei tanti produttori di tali adattatori) in grado di ospitare un comune operazionale tipo l’OPA 2604 , decisamente migliore e molto pi√Ļ semplice da rintracciare sul mercato , (da molti √® addirittura osannato come il miglio Op-Amp di sempre) . Gli slider sono ALPS a film in composito di carbone , una spesa tipo cambiarne 20 di botto non sarebbe poi cos√¨ giustificata a meno ch√® non vi siano gravi malfunzionamenti….Di solito con una -seria- disossidata ritornano all’efficienza originale . Concludo al mio solito dicendo che , come tutta la produzione Pioneer (specie se alta di gamma) di quell’epoca, merit√† l’acquisto …. Sono oggetti sempre rivendibili con ottime quotazioni , di fattura notevole e probabilmente col miglior rapporto prezzo qualit√† al pari di pochi altri apparecchi di coeva epoca … Un esemplare “onesto” di Pioneer SG-9500 in buone condizioni ed elettricamente in ordine vale circa 180-220‚ā¨¬† e per quelli male in arnese esteticamente (oppure guasti) si spuntano prezzi decisamente pi√Ļ interessanti, certe volte anche parecchio di meno rispetto a quanto pagato da me .. basta avere pazienza !

 

Alla prossima, un caro saluto……Andrea “Moltisuoni”

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

Schemi e Manuali:  http://hi-fi engine.com

Schedine adattatrici per Op-Amp: http://cimarrontechnology.com

Varie: http://en.wikipedia.org/wiki/Pioneer_Corporation

 

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicit√†. Non pu√≤ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N¬į62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provveder√† alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilit√† di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

 

Pioneer MA-62

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Introduzione :

 

Dopo una relativa pausa dettata dalla solita sequenza di impegni che la vita ci porta ad onorare,ritorno col mio hobby : Ecco qui un simpatico mixer di casa Pioneer,per certi versi una novit√† vista la limitata diffusione all’epoca….

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Il Pioneer MA-62¬† √® un mixer che si proponeva nel catalogo della casa nipponica ,negli anni a cavallo tra il 1976 e il 1979 e merita , visto l’originale¬† presenza a catalogo , un certo approfondimento.

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Fu pensato per poter accedere alla registrazione amatoriale di un certo livello, dispone quindi di 6 ingressi mono indipendenti (2 commutabili micro/phono e 4 commutabili ¬†Mic / linea),che possono essere ulteriormente commutati in 3 ingressi stereofonici (quindi si avranno uno Phono e due di Linea)…questo per avere massima versatilit√† di utilizzo.

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Se usato invece con ingressi indipendenti ,il mixer Pioneer MA-62 garantiva la sonorizzazione di un piccolo fronte musicale,mentre in modalit√† stereofonica ,poteva venire comodo per missaggi di pi√Ļ sorgenti (3 al massimo) in ambito di piccole discoteche o piccole radio private.

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La qualit√† di realizzazione del mixer Pioneer MA-62¬†,sia sul fronte meccanico,sia su quello elettronico, √® medio alta …come consuetudine in molti altri prodotti Pioneer di pari epoca. Il rapporto Segnale/Rumore √® di 67dB sulla linea MIC/Phono e¬† 70dB sulla semplice Linea AUX….con risposta di 20-20000Hz avente¬† separazione stereo utile di oltre 70 dB,queste performance sono dovute principalmente alla buona componentistica utilizzata.Pioneer dichiarava inoltre una uscita rms di 2,5 volt (5 volt Picco-Picco)¬†su carico 50 K ohm,pertanto in grado all’occorrenza,di pilotare anche un amplificatore finale,sempre a favore di una maggiore versatilit√†

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La dotazione di bordo viene completata da due controlli pan-pot ,e da filtri subsonici¬† con attenuatori di phono + linea micro , per evitare la saturazione… tutti i comandi sono realizzati con deviatori alps buona fattura.Curiosamente non √® stato implementato alcun controllo di tono,forse nell’ottica di evitare ogni storpiatura possibile del segnale applicato.

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Breve e sintetica analisi circuitale:

 

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Approfondendo un minimo l’analisi circuitale del Pioneer MA-62¬†,si apprende che¬†il segnale¬†applicato¬†ad ogni¬†ingresso entra in¬†un buffer eseguito intorno a componenti discreti (Jfet) ,preposti alle funzioni di equalizzazione RIAA , filtro bassa basso/alto¬†e amplificazione del segnale¬† ; I rispettivi “output”¬†di ognuno di questi buffer, raggiunge quindi¬†i relativi Slider di appartenenza,¬†i quali¬† cursori , mediante partitore resistivo¬†andranno nell’ultimo stadio amplificatore¬† (in realt√†,seguendo lo schema elettrico,¬†si tratta di due sezioni ben¬†distinte…un amplificatore in tensione e uno in corrente unite dal controllo slider Master ) . Una volta transitato¬†nel sopracitato stadio ,il segnale raggiunger√† direttamente i connettori RCA (due coppie) di uscita . Da qui, l’amplificatore cuffia prende il segnale utile per essere amplificato ,il tutto √® costruito intorno a due piccoli¬†circuiti integrati TA 7066 , unici¬†“chip” di questa realizzazione Pioneer.¬† Obbiettivamente risulta pi√Ļ difficile raccontarlo a parole che non¬†vederlo su un foglio di carta. Del resto si s√†…le cose semplici sono spesso sinomio di affidabilt√† nel tempo!

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Il mixer MA-62 viene alimentato per mezzo di una tensione singola rispetto allo zero¬†regolata con transistor e diodo zener (27 volt)…La “raddrizzata”¬†della tensione secondaria √® a mezzo di due diodi (quindi,schema a doppia semionda) correttamente accoppiati a due condensatori ceramici atti a smorzare i “rumori” di commutazione propri di quest’ultimi.

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Una piccola lampadina da 8 volt su secondario indipendente segnala l’accensione dell’unit√†. Degno di nota il trasformatore a calotte completamente schermato e sovradimensionato rispetto alla reale necessit√† di corrente dell’apparecchio ( Con i criteri dei costruttori¬†odierni ci uscirebbe un amplificatore )

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Una pecca , rilevante a mio giudizio ,¬†del Pioneer MA-62¬†(ma forse meno sentita all’epoca) √® la mancanza di un circuito di pre-ascolto dei vari canali,tant’ √® vero che molti¬†di questi mixer¬†venivano poi modificati dai proprietari o da conoscenti “maniscalchi” (leggi persone poco avvezze a modifiche con un minimo di criterio), dotandoli di un “casalingo” commutatore rotativo a 6 posizioni facente capo al circuito amplificatore della cuffia….Pure quello in mio possesso non √® stato sottratto a questa sorte , potete vedere la modifica nella foto di homepage dove spicca, sotto il cursore del master,una vistosa manopola in alluminio che nulla c’entra col resto dell’apparecchio ; Per spirito di originalit√† l’ho riportato in condizioni di origine , coprendo il foro con un tappo in alluminio tornito….Altra mancanza progettuale:¬† L’assenza di un paio di VU-Meter che mi¬†dia l’idea dell’ampiezza nei segnali trattati…Qui ( √® un mio pensiero)¬†forse √® stata una scelta dettata dalla tipologia di utilizzo…infatti il Pioneer MA-62 veniva pensato per essere affiancato ad un registratore (Open-reel o cassette) il quale nei 99 casi su 100 disponeva sempre¬†di un display¬† “VU” di livello…tuttavia una sorta di indicatore di livello proprio avrebbe reso l’apparecchio decisamente pi√Ļ completo

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La costruzione √® massiccia,il pannello di controllo annovera un pezzo di alluminio sagomato da ben 5mm di spessore , (serigrafato con inchiostro nero resistente) ,quest’ultimo viene imbullonato allo chassis di lamierino zincato ospitante le varie elettroniche, completano l’assemblaggio i fianchetti in legno compensato rivestito in una sorta di Tolex nero. Nel frontale ,una robusta maniglia di alluminio facilita il trasporto dell’unit√†. Dato l’utilizzo all’epoca di buona componentistica,difficilmente avrete noie nel funzionamento…l’unica cosa da prevedere √® una energica pulita dei vari slider e deviatori¬†nel caso si riscontrassero fruscii nell’azionamento …..eventualmente¬† potrebbe esserci anche la sostituzione della lampadina che segnala l’accensione dell’apparecchio (8V 40mA) …. sul solito sito “Hi-Fi Engine” √® possibile scaricare tutta la documentazione esistente per poter procedere ad eventuali riparazioni

Le impressioni di utilizzo del Pioneer Ma-62 sono favorevoli,sebbene ci sia un minimo di difficolt√† nell’usarlo dovuto alla mancanza di un preascolto ,e dalla assenza di un qualsivoglia sistema di visualizzazione del livello (speciamente se si √® abituati con un mixer odierno)…ma a prescindere da ci√≤, sonicamente √® ancora oggi fruibile al pari di tanti mixer di gamma medio-alta. Se vi capita di trovarne uno in buone condizioni ,ad un prezzo ragionevole (dai 50 ai 120 euro per quelli davvero belli) ,ne vale assolutamente la pena.

Alla prossima….un caro saluto!

Andrea “Moltisuoni”

 

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO¬†SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sar√†¬†perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per maggiori informazioni e curiosità al riguardo:

 

http://www.djresource.eu/Topics/story/54/Pioneer-MA-62/

http://www.hifiengine.com/library/pioneer/ma-62.shtml

 

 

 

 

Pioneer PL 510

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Introduzione:

 

Il Pioneer PL 510 √® nato a¬†met√† anni ’70 ,si poneva¬†in fascia medio-alta , e…diciamo che l’ho comprato per scherzo,visto le sue pessime condizioni. Era tuttavia ancora¬†funzionante e quindi, dopo alcune prove musicali “al volo”,¬†meritevole di un restauro . Se avrete pazienza di leggere¬†(o avete del tempo da “perdere”…secondo i punti di vista)¬†illustrer√≤ brevemente il dafarsi aiutato dalle foto che rendono al meglio l’idea pi√Ļ di quanto possa impegnarmi a scrivere…anche perch√©,del resto,questo articoletto vuole essere uno spunto e non un tutorial vero √® proprio!

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Il PL 510 √®’ stato presentato nel 1976¬† … si proponeva proprio un gradino sotto all’allora top di gamma PL530 …Possiede un cabinet in truciolare impiallacciato con film vinilico tinta legno ( il quale catturava perfettamente i dettami / gusti estetici dell’epoca) ma soprattutto √® dotato di motore a trazione diretta con stroboscopio,regolazione fine della rotazione¬†,pi√Ļ un¬†buon¬†braccio a S bilanciato staticamente¬†..particolarmente leggero¬†¬†. Quindi si presentava¬†(almeno)¬†sulla carta come un buon compagno di ascolti nei salotti di molte persone disposte (per quell’epoca) a sacrificare qualche mese di stipendio per averlo nella loro catena Hi-Fi

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Il mio esemplare¬†non se la passava bene¬†,quantomeno a livrea esteriore,come si sar√† facilmente capito dalle foto (alternate a quelle post-restauro)…ma¬†non ostante¬†i molti anni di inattivit√†, diciamo¬†“funzionava” e le caratteristiche tecniche prese a catalogo miste alle prove¬†musicali fatte dal sottoscritto,mi hanno invogliato a perderci dietro del tempo

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Analisi circuitale¬†…. varianti¬†e modifiche

 

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Una volta levate le viti che trattengono il fondo al cabinet,si accedono a tutte le parti elettriche e meccaniche del giradischi.Come tradizione della casa nipponica ,tutto √® dislocato con ordine¬†annoverando il¬†dimensionamento dei vari componenti pensati¬†per funzionare a lungo nel tempo. Si notano principalmente due schede “attive” (l’alimentatore e la scheda di pilotaggio del motore DD) ,¬†pi√Ļ una terza¬†che serve da¬†“ponte” ai vari collegamenti elettrici….ospita di fatto¬†il fusibile di rete,il condensatore antidisturbo (parallelo all’interruttore On/Off)¬†e il resistore¬†della lampada-stroboscopio.Fa piacere notare come il trasformatore sia montato su di un supporto flottante per minimizzare il rumore captato dal fonorivelatore…una chicca insolita destinata ad apparecchi di ben altra levatura.

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L’alimentatore √® un classico regolatore tipo “serie” a transistor con diodo zener di riferimento…due le capacit√† di filtro,rispettivamente di 330uF e 100 uF…la tensione in uscita √® di 18 volt continui con circa 800mA efficaci

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Non vengono impiegati circuiti integrati ,ma solo transistor per asservire alle funzioni richieste

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La scheda di controllo ¬†motore si basa sui rilevamenti di tre transistor ad effetto Hall che sono posizionati nel motore.A seconda della posizione magnetica del rotore vengono eccitati i poli corrispondenti alla opposta polarit√† generando cos√¨ il moto. Un compensatore di temperatura formato da varistor mantiene la rotazione del piatto stabile al cambiare della temperatura in unione al controllo di velocit√† che¬†invece,si ottiene mediante una circuitazione modulante la tensione indotta prodotta dagli avvolgimenti¬†durante¬†le rivoluzioni¬†del rotore¬†,la quale¬†viene usata come riferimento negativo proporzionale alla tensione positiva applicata agli avvolgimenti del motore.Questo feedback fa si che il motore sia governabile entro regimi ben definiti.Piccola parentesi :¬†Il motore a trazione diretta (motore detto anche Brushless) ha principalmente il vantaggio di essere un propulsore dal moto accurato e di non emettere alcun disturbo a radiofrequenza,dovuto al fatto che non vi √® un collettore come nei tradizionali motori elettrici,ma uno statore fisso con avvolgimenti ( detti poli) governati elettricamente da transistor.Altro vantaggio √® la manutenzione pressoch√® inesistente…questo particolare tipo di motori √® largamente impiegato in tutte quelle situazioni dove si richiede silenzionit√†,coppia elevata e stabilit√† delle prestazioni nel tempo (non a caso ,questa tipologia di motori sono adottati¬†negli hard disk)

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Sia la scheda di controllo ,sia il motore a trazione diretta sono costruiti dalla Pioneer

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Faccio notare che,nelle versioni successive,questi due componenti cederanno il passo a motori con elettronica incorporata della Mitsumi (o altre marche equivalenti a seconda delle forniture e del lotto produttivo)…ci√≤ render√† di fatto impossibile tentare eventuali riparazioni in caso di avarie ūüôĀ

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L’unica operazione da prevedere √® la sostituzione delle capacit√† elettrolitiche con altre nuove di pari valore (potete al limite aumentare¬†leggermente le capacit√† di filtro nell’alimentatore, sull’esemplare in oggetto sono ora di 1000uF e 470uF,rispetto ai 330uF e 100 uF di origine) ,senza grossi investimenti in termini di qualit√†…le solite marche note saranno garanzia di avere una macchina affidabile….nel mio caso ho dovuto disossidare i due potenziometri della regolazione fine …potete anche prevedere una miglioria sostituendoli con una coppia di multigiri per una regolazione pi√Ļ efficace….ma non √® indispensabile.La lampada dello stroboscopio √® una comune lampadina al neon…se facesse poca luce o tremolasse durante il funzionamento,sostituitela senza indugi…e senza resistenza dato che c’√® gi√† un idoneo resistore da 10K e 1 watt sulla scheda di ingresso rete elettrica. Potr√† anche capitare di¬† incontrare noie sul microswitch che commuta i 33/45 giri (sospettate di esso se continuate ad avere irregolarit√† di rotazione non ostante abbiate disossidato i potenziometri)…nel caso si cambia anche questo con uno nuovo e tagliate la testa al toro! Se presenti invece¬†eventuali avarie nella scheda motore,vi consiglio di andare sul sito “Vinyl Engine”,registrarvi gratuitamente,poi scaricare il manuale “service” del Pioneer PL510 ,dove vi sono tutte le casistiche di malfunzionalmento,nonch√® gli schemi elettrici e i vari passaggi per le riparazioni / tarature¬†di tutto il giradischi….anche qui sempre a gratis (che bella parola!)

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Costruzione meccanica – cabinet , restauro ed eventuali modifiche

 

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La base del giradischi del Pioneer PL 510 √® in plastica rigida di buon spessore,alloggiante le schede e le parti meccaniche nell’inferiore.Quest’ultima si separa dal cabinet ¬†di legno mediante lo svitare di 8 viti parker

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Il motore ,solidale con il braccio ad S √® montato su di un controtelaietto flottante a 4 ammortizzatori con molle smorzate (schema simile ai Thorens TD 160 per intenderci) ,su di questo telaietto vi √® un cuscino di poliuretano che se in pessime condizioni va sostituito.Andr√† bene un ritaglio di schiuma poliuretanica (tipo quelle che si usano per schermare i tubi).Se smontate le molle perch√© avete i¬†cuscinetti interni malconci¬†,marcatevi le loro posizioni perch√© sono calibrate in maniera differente (pi√Ļ rigide vicino al motore e pi√Ļ morbide verso lato braccio)…questo per assecondare i pesi in gioco in favore del parallelismo piatto – plinto.

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il mobile di truciolare ha una impiallacciatura in vinilico recante un motivo simile al legno…con il passare del¬†tempo questo si sbriciola al contatto con le mani….

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Pertanto conviene ragionare se:

1 – Rivestirlo in vero legno (come nel mio caso) avendo cura di prestare attenzione alle giunzioni tra bordi mobile e base

2 – Rifarlo Ex novo…¬†in caso fosse¬†deformato da umidit√† oppure recante¬†segni del tempo profondi…del resto la semplice geometria ne rende facile la costruzione sia da parte di chi ama il -fai da te- ,sia da parte di un artigiano chiamato in causa a svolgere questa parte.In questo caso l’MDF da 18mm sar√† un toccasana…si potr√† poi successivamente re-impiallacciare in noce¬†e ,dopo i consueti strati di turapori-impregnante, verniciare con un paio di mani di trasparente poliuretanico.

L’interno potr√† essere eventualmente trattato con antirombo ,anche se non ¬†c’√® da aspettarsi chiss√† cosa in termini di migliorie….

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Una bella modifica invece, √® quella di sostituire il fondello di formica (o masonite) ,con un idonea base in alluminio (da 4mm andr√† benone) ,debitamente forata per ospitare i piedini e le viti che lo terranno avvitato al mobile (compreso il pin di massa che serve a schermare la superfice da eventuali spurie esterne)…I componenti del resto¬†scaldano pochissimo a regime di funzionamento,quindi si pu√≤ anche omettere la foratura della ventilazione (peraltro, non avendo sfoghi nella facciata superiore ha poco senso funzionale,in quanto viene meno il moto convettivo).Qui nulla superfice a vista interna si pu√≤ prevedere un foglio di antirombo¬†in maniera da¬†minimizzare le risonanze¬†… l’effetto migliorativo¬†viene percepito stavolta.

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Se si riesce a distaccare dal vecchio fondello,¬†√® buona cosa mantenere l’adesivo originale posto sul fondo dell’apparecchio ( che mette in guardia il profano dall’aprirlo per metterci le manacce dentro ) e riposizionarlo sulla nuova base.

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Nel mio caso, concludendo, ho mantenuto il mobile originale impiallacciando in vero noce la parte esterna e trattata poi successivamente con diverse mani di turapori-impregnante , dopo di che (sorvolando la noia dei vari passaggi con carta vetro) ho dato 4 mani di trasparente al poliuretano.

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Testine e Shell portatestine

 

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A dotazione il Pioneer PL 510 propone uno shell di alluminio abbastanza grosso¬†con, a corredo una testina Pioneer P110 come da foto sopra…un upgrade con un buon portatestina aftermarket ,unito ad una “signor” fonorivelatore ,pu√≤ giovare seriamente¬†alle gi√†¬†buone prestazioni del gira.Qua¬†√® un discorso puramente personale e pi√Ļ che dare le mie impressioni non vado oltre…di “esperti” e santoni-paragnosti ne √® pieno il web e non credo di avere titolo per poter aggiungere altra aria fritta a quella gi√† detta in 50 anni di alta fedelt√† ūüôā Personalmente ho attrezzato lo shell¬†originale con una testina ADC QLM mark

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Ho acquistato poi¬†a parte uno shell ortofon e una testina NOS (cio√® fondo di magazzino mai usata) della americana Pickering ,modello¬†V15 in modo da avere diversi riscontri sonori…il Pioneer PL 510 possiede di fatto un comodo porta-shell in alto a sinistra ,che rende assai veloce il passaggio tra un fonorivelatore e l’altro…quindi perch√© non adoperarlo?

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L’impressione √® quella che con un portatestina in lega il rapporto di bilanciatura delle masse braccio-testina sia un pelo¬†pi√Ļ favorevole sotto il profilo acustico¬†,tuttavia ognuno trarr√† le proprie considerazioni. i caratteri delle due¬†fonorivelatori adoperati in questa configurazione,sono per certi versi diametralmente opposti come timbro….ma convincono entrambi specie se abbinati a generi musicali “compiacenti” In conclusione posso dire che √® il Pioneer PL 510 √® un giradischi che¬†vale la pena di essere messo¬†in sesto…ha dalla sua parte¬†la buona fattura,con un prezzo ragionevole (specie se da “restaurare”) ,al tempo stesso offre buone doti soniche ed √® indicato nelle catene di ascolto di un certo livello….per ultimo,la buona valutazione di mercato, lo rende¬†facilmente rivendibile¬†…. rappresenta dunque una ghiotta alternativa ai pochi giradischi abbordabili di oggi. Qualsiasi domanda abbiate,compilate l’apposito moduletto a fine articolo e ,nel limite delle mie conoscenze ,cercher√≤ di essere d’aiuto per chi necessitasse di alcune “dritte”

Un saluto….Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO¬†SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sar√†¬†perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

http://www.vinylengine.com/pioneer pl 510

http://www.thevintageknob.org/pioneer-PL-510A.html

 

Moltisuoni-Pausa settembrina

MOLTISUONI …….. E’ ……. IN PAUSA ESTIVA !!!!!

moltisuoni nixie gif

 

 

 

In attesa del fresco e verso il finire delle (Mie,purtroppo!) ferie ……… vi rimando ai prossimi articoli !!!!!

Le future recensioni sul sito moltisuoni riguarderanno una buona parte di produzione Pioneer (Hi-Fi e pure una bella carrellata di Hi-Fi Car) degli anni d’oro 1975-1983, alcuni diffusori della produzione europea (Heco,Visonik,Teleton) sempre del periodo sopracitato,alcuni stereo portatili ( detti anche boombox o ghettoblaster) e altre elettroniche degne di interesse…..oltre che vari aggiornamenti agli articoli gi√† esistenti.

Qui sotto vedete una piccola anteprima….Un ghiotto Mixer Pioneer MA 62A …apparecchio per uso professionale con strizzatina d’occhio alle prestazioni Hi-Fi…

moltisuoni-mixer pioneer MA62A

Pertanto il mio consiglio,se vi v√†, √® quello di farvi un giro sul sito dalla terza settimana di settembre 2013…..ci saranno cose interessanti !!!!

Un caloroso saluto

Andrea Moltisuoni

Vi rammento il mio account eBay dove a volte vengono messi in vendita parte degli apparecchi in mio possesso: http://myworld.ebay.it/sampeiekanai

 

NOTA BENE:

I TESTI SONO DI LIBERO UTILIZZO SU SITI DI TERZE PARTI ,PREVIO LA CONDIZIONE DI CITARNE LA FONTE DA CUI AVETE ATTINTO LE INFORMAZIONI

 

 

Fonorivelatori MM-MC

Moltisuoni testine giradischi -2

 

Introduzione:

 

Fonorivelatori¬†MM-MC : (Ovvero:¬†Moving Magnet – Magnete Mobile /¬†Moving Coil – Bobina Mobile) ¬†… Tutti sanno che la differenza consiste nel metodo in cui il movimento meccanico viene translato in segnale elettrico…Non voglio quindi aggiungere altra “acqua calda” a quella gi√† inventata e di pagine su come suonano o quali siano le migliori v’√® ne sono a centinaia sul web..La mia intenzione √® quindi dare solo un piccolo contributo fotografico a quello che sono i due metodi principali di riproduzione fonografica (in realt√† ci sarebbe anche un terzo metodo che fa uso di un cristallo piezoelettrico,ma date le sue scarse qualit√† ,riservate in genere a fonovalige e affini,ne trascuro qui la discussione). Ah….D’ora in avanti,anche per comodit√† di scrittura le chiamer√≤ “testine”

Moltisuoni testine giradischi -1

Il motivo che mi spinge in questo piccolo articolo √® l’aver tra le mani due testine che rendono bene visivamente l’idea di cosa significhi MM-MC….Si tratta di due fonorivelatori dei primi anni ’80 :

Moltisuoni testina ADC QLM II - 1

La prima,qui sopra su shell Thorens , è una MM , costruita dalla americana ADC : modello QLM II

Moltisuoni testina Pioneer MC 5 - 1

La seconda , su shell proprietario Pioneer, √® una MC , costruita sempre dalla Nipponica Pioneer : Modello MC5 (sottolineo come l’avanguardia ingegneristica Pioneer aveva reso possibile anche nelle MC la sostituzione del gruppo stilo in caso di usura , caso raro in questo genere di testine) In pratica e detta alla veloce (per chi fosse a digiuno sull’argomento) , la puntina vibra coerentemente con i solchi presenti sul vinile quando √® in riproduzione … Questa vibrazione , trasmessa dallo stilo deve essere convertita in un segnale elettrico da amplificare e pertanto entrano in gioco i due metodi principali : Nel caso dell MM raggiunger√† un magnete ( o ,in taluni fonorivelatori,una coppia di magneti)

Moltisuoni testina ADC QLM II - 3

Moltisuoni ADC QLM II - 4

…oppure una coppia di minuscoli avvolgimenti nel caso delle MC

Moltisuoni fonorivelatori MM-MC Pioneer MC5- 2

Moltisuoni fonorivelatori MM-MC Pioneer MC5 - 3

Per funzionare , entrambe le testine necessitano sempre e comunque di un magnete permanente ( in genere si sceglie il neodimio , grazie alla sua densit√† di flusso) :¬†Nel caso delle MM √® solidale stilo (mentre gli avvolgimenti sono nella struttura del fonorivelatore) . Nel caso dell MC il magnete √® incorporato con la struttura del fonorivelatore (e quindi inversamente ,gli avvolgimenti sono solidali allo stilo) .. in ogni caso , MM e MC si rifanno al modello fisico del generatore a magneti permanenti . Le tensioni in uscita (come immaginabile) solo molto basse ,nell’ordine dei milliVolt , pertanto necessitano entrambe di pre-amplificazione e debita equalizzazione (oggi lo standard universale √® quello RIAA) da parte della catena a cui vengono connesse…Altra parentesi…nel caso delle MC √® necessario quasi sempre un ulteriore amplificazione rispetto alle MM , pertanto si √® soliti intraporre appositi trasformatori di step-up (perch√® ottimi sotto il profilo segnale/rumore,ma costosi)¬†, prima di entrare in un ingresso Phono … questo passaggio √® necessario solo in quegli apparecchi che non dispongono della scelta fonorivelatore (generalmente una manopola sul frontale oppure se nel posteriore, un pulsante) . Questo comando oltre ad innalzare la sensibilit√† dello stadio phono , permette anche una corretta interfaccia capacitiva-resistiva … Sotto vi riporto un esempio di tale comando presente su un Luxman L-510 (foto da archivio internet)

moltisuoni Luxman L510

 

PRO E CONTRO (fino a pochi anni f√†….)

 

Fonorivelatori MM :¬†Economicit√† di acquisto , ha uscita elevata (nell’ordine dei 4 mV) che la rende sorda ad eventuali spurie e disturbi esterni,sostituzione economica dello stilo in caso di usura ,buona risposta in frequenza e separazione dei canali.

Fonorivelatori MC :¬†Generalmente pi√Ļ costosa , suscettibile ad essere inficiata da disturbi esterni di natura elettromagnetica , con minor uscita utile (intorno ad 1 mV) ¬†e molte volte con impossibilit√† di sostituzione stilo (oggi esistono per√≤ ditte che ri-stilano i fonorivelatori meritevoli qualitativamente,ma i costi sono molto elevati ) ,ha per√≤ dalla sua parte una maggiore fedelt√† e separazione dei canali dovuta sostanzialmente ad una minor inerzia di movimento

Parlando al presente si pu√≤ dire che esse oggi grossomodo si equivalgano. Le MM sono cresciute (grazie anche a tecniche e materiali migliori) come qualit√† sonica raggiungendo le MC. Quest’ultime in alcuni casi (Un esempio ad un prezzo ragionevole ne √® la Denon DL 110) hanno tensioni di uscita quasi simili alle MM , non prevedono quindi l’uso di ¬†Step-up o amplificatori con ingresso Phono dedicato MM-MC…pertanto la scelta ricade in definitiva su punti di vista e di ascolto che fanno preferire l’una rispetto all’altra .

 

Un caro saluto

 

Andrea Moltisuoni

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO¬†SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sar√†¬†perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

 

Per saperne di pi√Ļ sull’argomento :

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Testina_fonografica

 

 

Moltisuoni …. Chi Sono?

Blaupunkt Amsterdam 11 - moltisuoni 1

 

Classe 1976 nato in quel di Genova e ivi attualmente residente in questa ormai snaturata cittadina . Da piccolo , per gioia e disperazione dei miei genitori ,ero sovente a smontare qualsiasi tipo di apparecchiatura avesse a che vedere con circuiti e affini. La mia fame di capire (per quanto potesse farlo un bambino) in un epoca dove non esisteva internet era il pane di tutti i giorni. Complice la passione per la musica che alimentava come un mantice le braci di un neonato hobby che dall’et√† di 5 anni circa si svegli√≤ in me. Oggi (fortunatamente) ho mezzi intellettuali sufficienti per poter divertirmi a riparare e costruire apparecchi audio e non…Oltretutto¬† come per molte persone accade , di mestiere faccio tutt’altro rispetto a quello che la mia passione imporrebbe , dunque uno sfogo √® doveroso ūüėČ

Moltisuoni Rogers HD 88

A dire la verit√† non avevo mai pensato di mettere su un “baraccone” on line di quello che sono i miei “maneggi” (per dirla in genovese) , tuttavia un giorno pensai che quel bagaglio di esperienze man mano accumulato , sarebbe stato corretto condividerlo con altre persone le quali nutrono i miei medesimi interessi. Per spirito di avventura,guardando un p√≤ in rete e leggendo alcuni tutorial…ho dunque iniziato su questo spazio Altervista!

moltisuoni sub pioneer gtx

Moltisuoni philips AG9016

Moltisuoni woofer ESB cdx1

La differenza rispetto ai tanti siti che uno pu√≤ trovare curiosando on-line st√† nel fatto che gli oggetti proposti a scadenza variabile sono delle pi√Ļ disparate estrazioni, perch√® saranno quelli che piacciono a me e che ritengo doverosi di approfondimento . Diciamo che il senso di “moltisuoni” √® quello di comportarsi come un diario di bordo relativo alle mie esperienze. Specifico che non √® un blog a carattere commerciale….cio√® potr√† capitare che io ceda qualche apparecchiatura su altri siti e-commerce,ma non soddisfer√≤ richieste di riparazione elettroniche guaste per conto terzi.

Moltisuoni marantz 5025

Logicamente l’idea di partenza nell’aprire il blog , √® quella di essere anche di aiuto per chi ha medesimi interessi e necessiti di qualche dritta (nel limite delle mie conoscenze)…o semplicemente abbia piacere nel vedere l’interno degli apparecchi in mio possesso, venendo a conoscenza di caratteristiche tecniche,circuitali,di fattura costruttiva e cos√¨ via. Come in tutte le cose anche critiche e pareri sono sempre ben accettti perch√® aiutano a capire e migliorarsi (L’importante ,fondamentale requisito,√® essere sempre educati col prossimo,proprio come lo si vorrebbe con se stessi ūüėČ ) pertanto se lo riterrete opportuno potrete contattarmi se vi servissero dei pareri.

Moltisuoni jukebox seeburg

Sicuramente tratter√≤ ,con recensioni pi√Ļ o meno dettagliate ( oppure con semplici gallerie ) tanti apparecchi legati alla riproduzione audio, e non per forza Hi-Fi ( di quelli il web ne √® gi√† pieno fin troppo e credo che non se ne senta la mancanza di un altro in tema…come cita il titolo sar√† una panoramica audio “diversa” ). Quindi sar√† fattibile leggere in questo blog di giradischi,come di autoradio,passando poi per radioregistratori portatili e cosi via. Oltre al fattore suono, prediligo anche l’aspetto emozionale / estetico che l’oggetto comunica alla persona….E non √® neanche detto per√≤ che,¬† non troviate una ricetta di cucina suggerita da mia moglie,in occasione di qualche festivit√†!

Moltisuoni AIWA CS-M1 microboombox

La mia passione coincide ( guarda caso ) anche con un account su eBay.it ( Lo potrete raggiungere al link in fondo pagina ,oppure tramite il pulsante “IN VENDITA” sulla sinistra del desktop ) , fonte inesauribile di alimentazione a questa passione nata da bambino .Sempre sulla piattaforma appena citata, puntualmente vengono messi anche in vendita apparecchi da me posseduti…in modo da avere un “ricambio generazionale” nel parco delle mie elettroniche….e far felice qualcuno che desiderava proprio quell’oggetto!

moltisuoni pioneer RT303 reel to reel

Concludo qui  per non annoiarvi con sermoni che son poco utili , del resto ognuno saprà dare un giudizio  sul mio operato e dilungarsi non serve!

Moltisuoni Scott A299

Un caro saluto …. ūüôā

 

 

Andrea “MOLTISUONI”

 

 

 

moltisuoni garrard lab 80