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Hiletron 5050

Bello ,massiccio e con una ottima costruzione come ci si aspetta da un prodotto derivato dal “pro”. Di seguito avrete modo di fare la conoscenza di questo splendido prodotto nostrano , costruito verso il finire degli anni ’70 , nella Golden Age della riproduzione acustica entro le mura casalinghe….L’Hiletron 5050!

E’ senza mezzi termini una dichiarazione d’amore per la FM . La Hiletron √® tutt’oggi (Toh ! Per una volta tanto non si parla di aziende scomparse in Italia ūüėČ ) una dinamica azienda Milanese fortunatamente ancora attiva nel mondo “professional” audio .¬† Le realizzazioni tuttavia pi√Ļ impressive della casa di Baranzate , sono stati i compressori audio in uso nei broadcast FM di mezza Italia che , col loro inequivocabile timbro , facevano riconoscere le emittenti ad orecchio senza guardare la scala <3¬† .

L’hiletron 5050 poteva essere convenientemente utilizzato anche come monitor in ambito professionale , essendo pensato per il montaggio a rack , nonostante il target con questo (e altri prodotti in catalogo) fosse quello di fare breccia in un fiorente mondo economico quale era l’hi-fi domestica presente nel periodo ’70 -’80 sul nostro territorio .

Due grossi strumenti ad ago tenuamente illuminati e una coppia di display a segmenti led , caratterizzavano il frontale in massiccio alluminio anodizzato . Una sequela di tasti rendeva un design pulito e intuitivo , con serigrafie esplicative…oggi si direbbe human friendly.

Per filosofia progettuale e per esaltare soprattutto la qualit√† della realizzazione ( essendo un top di gamma ) il tuner Hiletron 5050 riceve solo la FM…Quindi¬† niente AM ! Caratteristica che per alcuni potr√† essere percepita come un limite…Ma in realt√† la scelta nasce dalla volont√† di un prodotto altamente performante nella sua unica funzione . Le sue 20 preselezioni permettono ancor oggi lo “storaggio” delle maggiori emittenti¬† presenti nell’etere senza rinunce di sorta . Un estratto , infine , preso dall’audioguida del 1979 permette di avere un’idea della fascia di prezzo e delle prestazioni di cui √® capace questa apparecchiatura.

 

 


Costruzione interna e , breve descrizione :

 

Il 5050 tradisce la sua vocazione digitale una volta aperto. Esso infatti √® in tutto e per tutto un tuner analogico : Dagli ingressi a 75 e 300¬†ő©¬† per antenna sino alle prese RCA di uscita .

L’unica concessione al mondo dell’elettronica binaria risiede nella sezione stepper (Adibita a generare le tensioni a rampa per la sintonia del tuner) e all’unit√† scaler / frequenzimetro che permette la lettura diretta della frequenza sintonizzata dall’apparecchio .

Il segnale prelevato dalla presa “antenna” raggiunge all’interno il prestigioso tuner-front end della svizzera Gorler, uno dei migliori gruppi AF di sintonia a varicap del periodo , usato ampiamente in molti sintonizzatori di “sostanza” , quali Kirksaeter , SAE¬†ed Acoustic Research tanto per citare i meno noti ūüėÄ !

hiletron 5050 tuner gorler - moltisuoni

Un integrato lineare LM723 provvede alla polarizzazione , rigorosamente stabilizzata , dei diodi varicap al suo interno seguendo le rampe generate dalla scheda stepper relegata alla sintonia con memorie al seguito. Due trimmer (di cui se ne scorge uno in foto) definiscono i limiti di sintonia agli estremi della Fm commerciale tra 87,5 -108 Mhz

Purtroppo le sigle degli integrati della scheda “stepper” sono state accuratamente limate per tutela della propriet√†¬† progettistica , questo in caso di guasti pu√≤ rappresentare un serio problema .

Sono previsti due livelli di velocit√† per la scansione 88-108 Mhz¬† (slow e fast) selezionabili dal retro dell’apparecchio .

Una batteria in tampone da 1,2 v 1800mA asserve al back-up delle memorie e posizione della sintonia durante  eventuali assenze di rete .

Il segnale sintonizzato¬† reso dal tuner¬† passa attraverso il demodulatore IF costruito attorno l’ottimo integrato LM 3089 coadiuvato nel suo funzionamento da un’altrettanto valido filtro ceramico a 6 poli della Toko per incrementarne la selettivit√† nell’AFC e rapporto S/N .

hiletron 5050 fm demodulator - moltisuoni

Sempre grazie all’integrato LM3089 si estraggono le tensioni differenziali che permettono il pilotaggio dei vu-meter deputati al livello del segnale ricevuto e al centraggio della sintonia .

hiletron 5050 moltisuoni - vu meter signal strenght

Per ultimo passaggio , la decodifica stereo del segnale viene¬† affidata al noto LM4500 responsabile della separazione dei canali sinistro e destro . Anche qua un ottimo filtro notch della giapponese Toko elimina spurie dalla banda audio utile . Lodevole plauso all’utilizzo di capacit√† in poliestere e tantalio, garanzia di strette tolleranze tra i due canali audio.

hiletron 5050 decoder fm stereo - moltisuoni

Sulla stessa scheda trovano posto anche i 2 transistor adibiti ad un primo disaccoppiamento del segnale¬† , quest’ultimo verr√† in battuta finale ripreso ed equalizzato da altri due transistor sulla scheda madre per venire incontro agli standard di trasmissione previsti dal paese in cui il ricevitore si trova a ricevere . Tutto ci√≤ √® reso possibile da tre distinte reti R-C nell’ultimo anello di amplificazione ; Sul retro √®¬† presente un apposito commutatore per selezionare la corretta curva di deenfasi (25 – 50 oppure 75őľSec)

Dal tuner Gorler viene anche prelevata ed amplificata la frequenza sommata dell’oscillatore locale che permette mediante la scheda “scaler” , la lettura diretta della frequenza su cui ci si √® appena sintonizzati . Notate il gran numero di integrati per svolgere una funzione che oggi sarebbe implementata in un solo IC dedicato

Completa la panoramica circuitale il piccolo amplificatore basato su due TBA820 … Previsto per un l’ascolto in cuffia o tramite piccoli altoparlanti monitor. Sottolineo il pregio dell’alimentazione dedicata

hiletron 5050 headphone preamp - moltisuoni

L’alimentazione di tutto il sintonizzatore √® data mediante un sovradimensionato gruppo di regolazione a circuiti integrati . Lodevole il dimensionamento del trasformatore di rete , pensato per utilizzi continuativi senza cedimenti . I condesatori di filtro sono “computer grade” della Ducati , ancor oggi in perfetta forma¬† ūüėČ

Cito sul finire la curiosa attenzione¬† dedicata alla regolazione della luminosit√† nei display a led … Essa infatti dispone di un comando di massima posto nel retro dell’apparecchio

Tuttavia il reale adattamento continuo alla luce ambientale lo si deve ad una foto-resistenza posta appena sotto il gruppo display, prominente quindi alla finestrella in plexiglass rosso sul frontale.

hiletron 5050 ldr - moltisuoni

Ed ecco nel primo piano , l’occhio vigile della LDR pronto a captare prontamente ogni minima variazione di luce all’esterno ūüėČ

 


Funzionamento e peculiarit√† varie….

Una volta acceso, l’hiletron 5050 impiega un paio di secondi a restituire il segnale audio verso l’amplificatore. Questo permette di non udire fastidiosi transitori.

La sintonia avviene dolcemente mediante i tasti down/up , tenendo presente che non essendoci PLL , il picco di sintonia migliore sta alla nostra lettura sul “tuning meter” e ad un minimo di confidenza con l’andamento della sintonia¬† a tasti ,che possiede una sua inerzia .

Le memorie vengono -storate- semplicemente selezionando il numero e sintonizzando ciò che si vuole, per poi richiamarle in un secondo tempo .

Il volume per l’ascolto “monitor” in cuffia gestisce anche una coppia di RCA posteriori , funzione tutto sommato comoda per allinearsi alla sensibilit√† degli altri componenti della catena sonora. E’ comunque possibile impostare un valore di uscita anche di quelli “fixed” tramite una coppia di trimmer presenti sul retro.

Il -muting- √® in realt√† uno “squelch” ; Chi ha dimestichezza con CB e ham radio sa di cosa stiamo parlando. Essendo un sintonizzatore totalmente analogico¬† la circuitazione “mute” √®¬† un silenziatore a soglia variabile comparato¬† alla “forza” del segnale ricevuto . Questo vuol dire che in corsa tutta oraria lascer√† solo passare le pochissime emittenti con una robusta portante , silenziando tutto il resto . Il giusto compromesso operativo lo si deve trovare quindi volta per volta a seconda delle condizioni di ricezione.

Sul retro √® infine possibile collegare un oscilloscopio per poter osservare la “quadratura” tra portante e segnale modulato, opportunit√† ritornata in auge grazie ai piccoli DSO digitali a cristalli liquidi¬† provenienti dal sol levante a prezzi di una birretta … Non per ultimo codesta “facilities” permette una perfetta messa a punto dell’antenna e suo posizionamento fuori o dentro casa .

Lo strumento di S-meter di sintonia pu√≤ avere l’ulteriore funzione di monitor Multipath per valutare la reizione all’immagine “fantasma” dell’emittente sintonizzata ,utile per avere la migliore qualit√† audio!

L’AFC per ultimo (e disinseribile all’occorrenza) permette la piena padronanza all’utente dell’etere ūüėČ ūüėÄ

 


Conclusioni su questo Hiletron 5050

 

Da avere! Senza troppi giri di parole ! Non fatevi nemmeno intimorire dal pressing della DAB radio ; In Italia la convivenza coi due standard di trasmissione √® un dato di fatto,¬† l’obsolescenza della Digital Radio vista con gli occhi odierni di smart-phone e reti internet √® talmente chiara da non doverci spendere grosse parole in merito a questo argomento , incubo di molti collezionisti¬† .

Se vi piace ascoltare la radio , questo Hiletron 5050 √® un sinto fuoriserie, atipico per progetto e costruzione…Ha tutto l’estro delle produzioni italiane di un tempo . Una bella elettronica¬† nostrana che dona alla FM un timbro caldo su voci e strumenti musicali . Al tempo stesso eccellente nel discriminare , con una costruzione al pari di molti apparecchi dal costo quadruplo…Non vi sono molti altri concorrenti nazionali a reggergli il confronto….Un consiglio ? Se lo trovate non fatevelo sfuggire ūüėČ fa parte di quelle meteore che lasciano il segno perenne nelle orecchie di chi sa ascoltare !

 


 

Alla prossima cari signori!

 

Andrea Moltisuoni

 

 


 

NOTA BENE:
I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 


 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento :

 

www.hiletron.it

https://it-it.facebook.com/Hiletron-Srl-56202033013/

https://www.suono.it/La-rivista/Archivio/(pub)/56735

http://forum2.magnetofon.de/board13-verstärker-phono-decks/board51-verstärker-tuner-receiver/8136-hiletron-ein-italiener-im-exil/

 


 

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Perser SA 2050

Perser SA2050 - moltisuoni 1

Introduzione:

 

Stavolta si spolverano i fasti di una ditta italianissima nata,come molte altre sul territorio nazionale,nei primi anni ’60 con l’obiettivo di produrre apparecchiature elettroacustiche destinate al mercato privato e professionale mantenendo un prezzo competitivo.Il periodo di massimo splendore ricade sulla Perser nel mezzo della forbice degli anni ’70 a causa della crescente richiesta di apparecchiature stereofoniche. In Italia ,di fatto, il “boom” l’abbiamo assaggiato in ritardo rispetto ad altri paesi europei , pertanto il terreno fertile fece si che molte industrie fino a prima abbastanza in ombra,ora brillassero di luce propria…alcuni esempi clamorosi furono : Augusta,Hiletron,Davoli,Hirtel,Voxon…etc etc …. E per l’appunto la Vicentina “Perser”¬†(Acronimo di PERetti SERgio..il suo fondatore)¬†di cui oggi prendo a modello il suo pi√Ļ celebre quanto diffuso prodotto: L’amplificatore integrato Perser¬†SA 2050.Ne sono entrato recentemente in possesso,acquistato su ebay e venduto classicamente come non funzionante dimenticato in chiss√† quale cantinato per parecchi anni … Visto il poco parlarne in rete ,questa recensione -pseudo seria- pu√≤ avere¬†a maggior ragione un motivo di esistere¬† ….

Perser SA2050 - moltisuoni 2

Se non di altro in qualit√† di memoria storica … Specie per chi non era nemmeno nato in tale epoca . L’ impostazione estetica √®¬†molto cara alla moda negli anni ’70,con cabinet di legno unito al frontale di alluminio nero¬†recante le belle serigrafie azzurrino/bianche.Seguendo fedelmente i dettami dell’epoca,l’abbondanza di comandi unita alla loro razionale dislocazione lo rende accattivante sul piano estetico… Fanno capolino in alto a sinistra¬†una coppia di VU-Meter radiali che in questa veste ricoprono curiosamente il ruolo di modulometri ¬†piuttosto che indicatori di potenza erogata al carico …. Chiss√† il perch√® di questa inusuale scelta progettuale…mah!

Perser SA2050 - moltisuoni 3

Perser SA2050 - moltisuoni 16

Alcune caratteristiche tecniche:

 

Modello: Perser SA 2050 , costruito a Vicenza (Italia) , circa 1977

Alimentazione: 125-220 volt 50/60Hz

Potenza in uscita RMS: 23+23 watt su 8-16 Ohm

Ingressi: 5 — Tape — Filodiffusione (AUX) — Tuner — Micro — Phono (DIN a 5 poli)

Uscite : 2 coppie di diffusori selezionabili (Punto e linea) pi√Ļ 1 cuffia (Jack 6.3mm)

Controlli di tono : Bassi – Medi – Acuti —- Loudness su 5 posizioni

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Costruzione e breve sintesi circuitale:

 

Una volta “sfilato” il cabinet¬† al Perser SA 2050, si accede comodamente (Per la gioia dei tecnici) a tutte le parti elettriche dell’amplificatore e colpisce favorevolmente il layout delle varie sezioni; Sono cablate manualmente con ordine inaspettato visto la tipologia di apparecchio…Va ricordato infatti che la vicentina Perser produceva apparecchi dal costo abbordabile rispetto alle produzioni nostrane (Vedi Galactron … Hirtel) …la piccola carrellata di foto vi rende l’idea di come una volta si era soliti costruire apparecchi ben fatti pur “strizzando” l’occhio all’economia.

Perser SA2050 - moltisuoni 20

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Il telaio dell’apparecchio √® in lamierino zincato irrobustito da traverse (Due,in alluminio,una avente funzione di dissipatore per i transistor finali) ,su di esso vi √® rivettato il trasformatore di alimentazione posizionato sulla sinistra…quest’ultimo √® del tipo normale con nucleo¬†” E I ”¬†,senza schermature sull’avvolgimento e dotato di due secondari duali.Avvolto con cura nel cartoccio¬†, √® giustamente dimensionato per le caratteristiche dell’amplificatore

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Ogni scheda asserve ad una precisa funzione¬†,risulta quindi facile pensare ad eventuali riparazioni anche senza possedere lo schema elettrico,del resto le circuitazioni dell’amplificatore ricalcano i classici schemi intrapresi da molti costruttori di apparecchiature audio : Partendo da sinistra si pu√≤ notare : la scheda di alimentazione e livellamento,la scheda relativa al Loudness. Al centro : L’amplificatore finale e la scheda del controllo toni / pre-amplificatore di linea / vu-meter . A destra infine : La scheda Micro / Phono RIAA e la sezione filtri / selettori di sorgente.

Perser SA2050 - moltisuoni 6

Moltisuoni Perser SA2050-6

Moltisuoni perser SA2050-7

Perser SA2050 - moltisuoni 7

Non viene fatto uso di circuiti integrati , ma solo di transistor bipolari, le circuitazioni adottate sono classiche e diciamo che non ci sono molti fiori all’occhiello come soluzioni tecniche.Tuttavia un plauso va alla scheda Phono che fa uso di circuitazione separata per l’ingresso micro e quello per giradischi . L’equalizzazione RIAA¬†del segnale √® attiva,eseguita nella maglia della controreazione .Il preamplificatore di linea ha la peculiarit√† di avere il controllo di tonalit√† passivo (A favore del rapporto Segnale/Rumore)¬†con una circuitazione di compressione dinamica dei picchi in modo da avere sempre il massimo segnale utile al pilotaggio dello stadio finale; I due Vu-Meter presenti mostrano -de facto- l’entit√† di tale compressione ( Lavorano infatti¬†anche quando il volume √® a “zero”) . L’ultima sezione,quella amplificatrice di potenza,¬†configurata nella tipologia a specchio di corrente con alimentazione ritardata dello stadio pilota (Si comporta dunque come un anti-bump all’accensione,cosa assai gradita e spesso inusuale su questa tipologia di apparecchi) , fa uso di uno¬†schema darlington sui transistor finali a simmetria complementare con limitazione della corrente al carico (Anche qui √® una sorta di autoprotezione dai cortocircuiti in uscita ,che per√≤ penalizza abbastanza sia la potenza in uscita al variare dell’impedenza,sia la capacit√† di pilotaggio dinamico con altoparlanti “difficili”) ¬†…quest’ultimi sono in contenitore TO220 , saldamente avvitati al generoso dissipatore. Le capacit√† di filtro appaiono dimensionalmente appena sufficienti nella sezione finale (4000+4000 uF) ,cosa che limita leggermente le prestazioni ( Va detto che per un 22 watt RMS nel passato era un “taglio” ritenuto adeguato) mentre per quello che riguarda la sezione “linea” le capacit√† in gioco sono dimensionate correttamente a garantire un efficace riduzione del ripple (1000+1000+2200 uF) . La componentistica utilizzata √® in gran parte italiana (Facon,Unaohm,Fem√®,RCA italiana) eccezion fatta (Perlomeno nel mio esemplare) per alcune piccole capacit√† in poliestere¬†recanti il marchio Wima ,comunque di qualit√† non eccelsa (Una cosa nella media)¬† allineata con la classe dell’apparecchio

 

Come suona e come va…..

 

Acusticamente Il Perser SA 2050 √® abbastanza neutro e brillante, va accoppiato preferibilmente a diffusori non troppo impegnativi (Soprattutto se avete la sezione di alimentazione in formazione¬†“originale”)¬†, sicuramente era frutto di compromessi gi√† all’epoca della sua uscita commerciale , pertanto non aspettatevi un apparecchiatura di riferimento (Diciamo che dista parecchio da un “hirtel”) . Tuttavia pu√≤ ancora essere una tappa molto¬†“gustosa”¬†di chi ama le elettroniche vintage , e lo si sfrutta bene ancora oggi grazie al numero elevato di ingressi ….. Ha dalla sua parte , e va detto , un timbro piacevolmente dinamico … Lo stadio Phono riproduce i vinili con la giusta “corposit√†”¬†unita ad un immagine tutto sommato¬†corretta …. In secondo piano e¬† meno soddisfacenti invece¬†(Come¬†qualit√† soniche) ,¬†i vari controlli di tono sia sottoforma di Loudness , sia sottoforma di controlli Bassi-Medi-Acuti , per via del loro energico intervento . Gli ingressi di linea sono molto pi√Ļ sensibili rispetto agli standard attuali , pertanto collegando un cd player , ci si ritrova ad avere il massimo della potenza disponibile con solo 1/4 di corsa nella manopola del volume …. Utile prevedere¬†senz’altro una attenuazione esterna per avere un utilizzo pi√Ļ¬†fruibile (Altrimenti tipica situazione : silenzio¬†oppure casino) . La potenza in gioco √® comunque sufficiente¬†per sonorizzare a livello sostenuto¬†una sala di ascolto avente dimensioni medio-grandi … Le generose dimensioni del dissipatore e il corretto dimensionamento del trasformatore fanno si che la temperatura , anche a regimi acustici impegnativi ,si mantenga entro livelli accettabili (Il dissipatore dopo 2 ore al banco su carico 8 Ohm ,al limite del clipping era ad una temperatura di 56¬į ,tenendo conto che quella ambientale era di 23¬į)

 

Interventi,modifiche e riparazioni:

 

Il mio esemplare era dichiarato guasto da chi lo vendeva …. Nella realt√† le uniche problematiche da me riscontrate erano le capacit√† che in molti casi erano finite in cortocircuito , dovuto alla mutua azione del tempo congiunta all’inattivit√† di molti anni.

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Conseguentemente saltavano i fusibili di protezione ( E non solo…anche un diodo 1N4004 ha fatto il “botto” …come da prima foto)¬†sulla scheda alimentatrice….E’ bastato sostituire come da foto (sotto),i condensatori elettrolitici , mettere dei diodi pi√Ļ consoni e ripristinare i fusibili per farlo tornare al normale funzionamento.

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Oltretutto non tutti i mali vengono per nuocere : Infatti oggi ,¬†con modesto impegno economico , si comprano ottimi componenti che quanto a¬†prestazioni , distano anni luce rispetto quanto vi era montato di origine¬†…. Un netto incremento in termini¬†di qualit√† sonica / prestazionale !

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Una modifica da apportare sicuramente , i cui benefici si risentiranno soprattutto sulle capacit√† dinamiche dei finali , √® quella di portare i condensatori di filtro da 4000 uF ad almeno¬†6800uF (Nel mio esemplare sono da 10000uF)¬†e conseguentemente sostituire i quattro diodi 1N4004 con¬†altrettanti diodi¬†1N5402 (Sempre sul mio apparecchio ho montato 4 diodi della IR da ben 20A … per pura botta di fortuna hanno lo stesso interasse dei fori sul circuito stampato ,ci stanno che √® una meraviglia!) ¬†oppure se preferite ,con un¬†ponte integrato¬†da 5 Ampere per¬†“reggere” meglio i picchi acustici e le nuove capacit√† … Gi√† che ci siete cambiate anche i diodi del secondo¬†stadio di alimentazione (Quello¬†delle sezioni “pre” e linea) con un ponte¬†da 1,5 A¬†¬†; I valori che vi ho indicato andranno pi√Ļ che bene per le prestazioni in gioco , io ho montato qualcosa di pi√Ļ dimensionato perch√© in casa avevo questi componenti (Presi nuovi diversi anni fa e¬†poi mai impiegati)¬†quindi non mi andava di acquistarne di altri,ma ad ogni modo risultano ben oltre quello che serve a questo apparecchio. Genericamente √® anche vero che un buon stadio di alimentazione √® responsabile al 60% delle prestazioni soniche di un apparecchio, pertanto curare questa sezione ne vale sempre¬†la pena !!!!

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Un’altra miglioria interessante che mi viene da suggerire¬†consiste nella¬†sostituzione delle capacit√† di equalizzazione¬†attorno lo¬†stadio Phono ,¬†con qualcosa di meglio qualitativamente parlando , senza esagerare¬†in componenti ultracostosi¬†.

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Oltre non mi spingerei , in quanto il gioco non varrebbe pi√Ļ la candela … Gi√† con queste piccole¬†modifiche si potranno avere benefici interessanti,con costi contenuti e affidabilit√† superiore …. Sul profilo sicurezza conviene sostituire il cavo di alimentazione (La piattina classica di molti apparecchi “Settantini”) con un cavo da 3 x 0,75 mmq avendo cura di collegare la presa di terra allo chassis dell’apparecchio . Se vi capita¬†per le mani un Perser SA 2050 che¬†√® stato dismesso da parecchio tempo,vi sconsiglio vivamente di provarlo subito a collegarlo alla rete 220v…ma conviene altres√¨ alimentarlo gradualmente a mezzo vari-AC per evitare di anticipare i botti di S.Silvestro… Il perch√® √® presto detto: probabilmente avrete la -nassa- di sostituire (Quasi)¬†tutti¬†gli elettrolitici a bordo…La -Facon- √® nota per l’intolleranza ai momenti di “ferma”…

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Difficilmente avrete noie con i transistor¬†grazie alla circuitazione non esasperata¬†e avente¬†punti di lavoro ampiamente entro margini sicuri….ad ogni modo tutti i componenti di questo amplificatore sono rintracciabili a costi minimi ed eventualmente sostituibili con equivalenti senza patire alcun ch√®..Si dovr√† preventivare anche¬†della¬†de-ossidazione dei potenziometri e annessi selettori a slitta ; Essendo di qualit√†¬†non eccelsa¬†avranno sofferto¬†l’inattivit√† nel 90% dei casi….preferite¬†in questa operazione uno spray disossidante oleoso piuttosto che secco (Vi lascer√† i comandi “morbidi” all’azionamento)….In ultima analisi ,le lampadine dei Vu-Meter nel caso siano bruciate : Sono una coppia di bulbetti montati su zoccolo da 12 volt e 1,2 watt di potenza … Quelle che si usano di solito nei quadri delle automobili di qualche tempo fa (Ora ci sono i Led!).

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Il mobile di legno √® in truciolare impiallacciato noce…Se in buone condizioni baster√† una lucidata o reimpiallacciata….Ma se ha sofferto l’umidit√† di cantine o ripostigli / dimenticatoi , vi conviene prendere in considerazione l’idea di costruirne uno ex-novo … A chi legge, la scelta di mantenere la stessa essenza o usarne di una pi√Ļ accattivante….Ricordatevi solo di prevedere un adeguato ricircolo di aria, ancor meglio maggiorandolo rispetto all’originale .

E Concludo qui !¬† …. Come al solito se avete bisogno di delucidazioni , nel limite delle mie conoscenze,baster√† fare richiesta nello spazio dei commenti all’articolo.

Alla prossima…Andrea “Moltisuoni”.

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO¬†SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sar√†¬†perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

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