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Shell e Testine : Il loro giusto collegamento!

Moltisuoni Denon DL110

Un brevissimo “Express Cut” circa il collegamento degli Shell¬† con standard SME, verso le testine con l’aggiunta di qualche consiglio per la loro buona resa (Non me ne vogliate, ma chiamarli “fonorivelatori” mi piace poco…Troppa “prolissaggine”¬† per un piccolo oggettino ūüôā ) . Lo spunto di questo micro-articolo √® il regolare afflusso di domande al sottoscritto da parte di molta gente , che , alle prese col proprio giradischi non trovavano riscontro su come collegare la testina … Specie quando lo Shell √® privo dei cavetti d’origine.

 

1 – Collegamenti visti dallo Shell

Moltisuoni - Shell Technics

Allora : Questo qui sopra √® quanto vi appare in sostanza alla vista quando guardate lo Shell “SME”¬† dal davanti (E senza cavetti…) . Nello specifico¬† ho usato per le foto un modello economico in lega della Technics di qualche tempo f√† , comunque l’aspetto sar√† sempre lo stesso …. Siano essi originali del costruttore o after market.

Moltisuoni-Shell-Technics MOD

Questo che vedete √® invece , √® lo schema delle connessioni che dovranno assumere i Jumper ( Detti anche “ponticelli”) tra Shell portatestina e testina stessa . Fate sempre molta attenzione che i pin presenti sullo Shell siano scevri da ossidazione e patine in genere (Cosa molto facile se vi sono stati anni di fermo); Il segnale in ballo √® nell’ordine dei millivolt ,quindi molto suscettibile di alterazioni ,rumori o falsi contatti se le connessioni non sono pi√Ļ che “pulite” . Nel caso provvedete al ripristino prima di montare la testina … Le cose saranno pi√Ļ agevoli! Per la cronaca di chi ama l’autocostruzione: I suddetti ponticelli¬† dovranno avere una lunghezza complessiva di circa 30mm connettori dorati compresi…Pena il ritrovarsi con un groviglio di fili nello shell oltre¬† al fatto di favorire l’eventuale “captata” di interferenze presenti nell’etere (In realt√† ci sarebbe¬† da parlare volentieri anche di capacit√† parassite , magari lo faremo in un prossimo articolo…)

 

2 – Connessioni Testina

Dissipati i dubbi sul primo punto, passiamo alla testina : A seconda del costruttore e dell’anno di fabbricazione , sar√† possibile generalmente incontrare due “famiglie” di connessioni : Per colori o per lettere abbreviate ( LS – LG – RS – RG)

2.1 – Connessioni testina per colore

Moltisuoni - ADC

Ci sono poche parole da spendere : Si seguiranno parimenti i colori dei cavetti (Jumper) abbinandoli ai pallini colorati presenti sulla testina . Nella foto una ADC (Made in U.S.A.) con cavetti troppo lunghi … Si vede infatti il vistoso groviglio sotto lo shell …. Situazione possibilmente da evitare !!

 

2.2 – Connessione testina per lettere abbreviate

Moltisuoni - Shure M75

Anche qua nulla di difficile …. Basta tenere a mente il presente schemino qui sotto che svela il significato delle lettere alle quali si dovr√† fare riferimento con i colori dei cavetti . Nella foto ho preso ad esempio una testina Shure M75 , pi√Ļ che altro perch√® ben si prestava a rendere l’idea di quanto si sta dicendo. Le lettere impresse sul retro significano:

L -oppure- LS  (Left РLeft Signal) = Segnale canale sinistro (Bianco)

LG Р(Left Ground)  = Massa segnale canale sinistro

R -oppure- RS  (Right РRight Signal) = Segnale canale destro

RG Р(Right Ground)  = Massa segnale destro

 

Malizie e curiosità

A volte ,ed √® il caso della Shure , √® possibile osservare la presenza (Sulla massa del canale destro) , di una piazzuola la quale scherma alcune parti interne della testina , di norma pi√Ļ sensibili . Il collegamento fisico¬† tra testina e amplificatore risulta essere a tutti gli effetti una connessione “bilanciata” pertanto salvo casi particolari di¬† interferenze robuste (Grossi trasformatori vicini al giradischi,telefoni cellulari o cordless…per esempio) , non dovrete preoccuparvi¬† circa la schermatura dei “ponticelli” … Normalmente impiegando Jumper di buona qualit√† non ci saranno mai problemi di sorta . Direi anche di evitare il “twistare” (Attorcigliare fra di loro) i fili perch√® rischiate di peggiorare la situazione sotto il profilo delle interazioni deboli tra canale destro e sinistro … A dirla in soldoni riducete la separazione stereo tra i canali !!! Erano cose care agli anni ’70 ma non migliorano l’insensibilit√† alle eventuali spurie esterne ! Se invece vi capitasse di udire un forte ronzio di alternata negli altoparlanti quando non riproducede il vostro disco , dubitate subito dello scarso collegamento a massa nello shell rispetto al braccio (Cosa abbastanza usuale nei Thorens) o di entrambi i componenti non connessi correttamente alla massa dell’amplificatore … Ve ne accorgete perch√® toccando con le dita il braccio o il portatestina , “modulerete” il ronzio di alternata . In questo caso per risolvere dovrete verificare i piani di massa del vostro giradischi …. Ma qui sconfiniamo in un’altra storia!

 

3 – Casi particolari di Shell fuori standard “SME”

Shell Garrard - moltisuoni

Prendo a cuore l’argomento pi√Ļ che altro per dare una dritta veloce a chi si trova per le mani un giradischi con lo shell proprietario senza cavetti. Generalmente √® tipico dei britannici Garrard e BSR ,anche se in qualche caso pure l’olandese Philips si era cimentata nella produzione di giradischi con portatestine “personalizzati” . Come noterete nella foto sopra, a seconda del modello e lotto produttivo , le connessioni cambiavano … e tralascio volutamente di parlare¬† delle loro singolari forme geometriche . Alla Garrard piaceva fare cos√¨ (Ma non erano gli unici..anche in quel della BSR gradivano gli shell “a slitta” sui¬† giradischi). Dunque per venirne a capo , il mio consiglio √® quello di “battervi” con un tester (Precedentemente settato per prove di continuit√† ) i fili tra RCA e Shell … Individuando quindi le giuste connessioni per sequenza logica ; Fatevi sempre uno schemino per i riferimenti futuri e se potete divulgatelo in modo da fornire nel tempo una “mappatura” utile ad altri possessori .

Giradischi BSR - Moltisuoni

Termino¬† “linkandovi”¬† sotto , un ottimo articolo redatto da Suono (FdS)¬† su come procedere alla -messa in opera- della testina Vs braccio, passo assolutamente necessario per eseguire un corretto set-up del vostro giradischi e godervi i Vostri cari ed amati dischi!

 

Un caro saluto !!!

 

Andrea Moltisuoni

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

http://www.atelierdelsuono.it/Suono/suo392_bracci.pdf

https://it.wikipedia.org/wiki/Giradischi

 

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicit√†. Non pu√≤ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N¬į62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provveder√† alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilit√† di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

Pioneer PL 510

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Introduzione:

 

Il Pioneer PL 510 √® nato a¬†met√† anni ’70 ,si poneva¬†in fascia medio-alta , e…diciamo che l’ho comprato per scherzo,visto le sue pessime condizioni. Era tuttavia ancora¬†funzionante e quindi, dopo alcune prove musicali “al volo”,¬†meritevole di un restauro . Se avrete pazienza di leggere¬†(o avete del tempo da “perdere”…secondo i punti di vista)¬†illustrer√≤ brevemente il dafarsi aiutato dalle foto che rendono al meglio l’idea pi√Ļ di quanto possa impegnarmi a scrivere…anche perch√©,del resto,questo articoletto vuole essere uno spunto e non un tutorial vero √® proprio!

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Il PL 510 √®’ stato presentato nel 1976¬† … si proponeva proprio un gradino sotto all’allora top di gamma PL530 …Possiede un cabinet in truciolare impiallacciato con film vinilico tinta legno ( il quale catturava perfettamente i dettami / gusti estetici dell’epoca) ma soprattutto √® dotato di motore a trazione diretta con stroboscopio,regolazione fine della rotazione¬†,pi√Ļ un¬†buon¬†braccio a S bilanciato staticamente¬†..particolarmente leggero¬†¬†. Quindi si presentava¬†(almeno)¬†sulla carta come un buon compagno di ascolti nei salotti di molte persone disposte (per quell’epoca) a sacrificare qualche mese di stipendio per averlo nella loro catena Hi-Fi

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Il mio esemplare¬†non se la passava bene¬†,quantomeno a livrea esteriore,come si sar√† facilmente capito dalle foto (alternate a quelle post-restauro)…ma¬†non ostante¬†i molti anni di inattivit√†, diciamo¬†“funzionava” e le caratteristiche tecniche prese a catalogo miste alle prove¬†musicali fatte dal sottoscritto,mi hanno invogliato a perderci dietro del tempo

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Analisi circuitale¬†…. varianti¬†e modifiche

 

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Una volta levate le viti che trattengono il fondo al cabinet,si accedono a tutte le parti elettriche e meccaniche del giradischi.Come tradizione della casa nipponica ,tutto √® dislocato con ordine¬†annoverando il¬†dimensionamento dei vari componenti pensati¬†per funzionare a lungo nel tempo. Si notano principalmente due schede “attive” (l’alimentatore e la scheda di pilotaggio del motore DD) ,¬†pi√Ļ una terza¬†che serve da¬†“ponte” ai vari collegamenti elettrici….ospita di fatto¬†il fusibile di rete,il condensatore antidisturbo (parallelo all’interruttore On/Off)¬†e il resistore¬†della lampada-stroboscopio.Fa piacere notare come il trasformatore sia montato su di un supporto flottante per minimizzare il rumore captato dal fonorivelatore…una chicca insolita destinata ad apparecchi di ben altra levatura.

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L’alimentatore √® un classico regolatore tipo “serie” a transistor con diodo zener di riferimento…due le capacit√† di filtro,rispettivamente di 330uF e 100 uF…la tensione in uscita √® di 18 volt continui con circa 800mA efficaci

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Non vengono impiegati circuiti integrati ,ma solo transistor per asservire alle funzioni richieste

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La scheda di controllo ¬†motore si basa sui rilevamenti di tre transistor ad effetto Hall che sono posizionati nel motore.A seconda della posizione magnetica del rotore vengono eccitati i poli corrispondenti alla opposta polarit√† generando cos√¨ il moto. Un compensatore di temperatura formato da varistor mantiene la rotazione del piatto stabile al cambiare della temperatura in unione al controllo di velocit√† che¬†invece,si ottiene mediante una circuitazione modulante la tensione indotta prodotta dagli avvolgimenti¬†durante¬†le rivoluzioni¬†del rotore¬†,la quale¬†viene usata come riferimento negativo proporzionale alla tensione positiva applicata agli avvolgimenti del motore.Questo feedback fa si che il motore sia governabile entro regimi ben definiti.Piccola parentesi :¬†Il motore a trazione diretta (motore detto anche Brushless) ha principalmente il vantaggio di essere un propulsore dal moto accurato e di non emettere alcun disturbo a radiofrequenza,dovuto al fatto che non vi √® un collettore come nei tradizionali motori elettrici,ma uno statore fisso con avvolgimenti ( detti poli) governati elettricamente da transistor.Altro vantaggio √® la manutenzione pressoch√® inesistente…questo particolare tipo di motori √® largamente impiegato in tutte quelle situazioni dove si richiede silenzionit√†,coppia elevata e stabilit√† delle prestazioni nel tempo (non a caso ,questa tipologia di motori sono adottati¬†negli hard disk)

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Sia la scheda di controllo ,sia il motore a trazione diretta sono costruiti dalla Pioneer

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Faccio notare che,nelle versioni successive,questi due componenti cederanno il passo a motori con elettronica incorporata della Mitsumi (o altre marche equivalenti a seconda delle forniture e del lotto produttivo)…ci√≤ render√† di fatto impossibile tentare eventuali riparazioni in caso di avarie ūüôĀ

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L’unica operazione da prevedere √® la sostituzione delle capacit√† elettrolitiche con altre nuove di pari valore (potete al limite aumentare¬†leggermente le capacit√† di filtro nell’alimentatore, sull’esemplare in oggetto sono ora di 1000uF e 470uF,rispetto ai 330uF e 100 uF di origine) ,senza grossi investimenti in termini di qualit√†…le solite marche note saranno garanzia di avere una macchina affidabile….nel mio caso ho dovuto disossidare i due potenziometri della regolazione fine …potete anche prevedere una miglioria sostituendoli con una coppia di multigiri per una regolazione pi√Ļ efficace….ma non √® indispensabile.La lampada dello stroboscopio √® una comune lampadina al neon…se facesse poca luce o tremolasse durante il funzionamento,sostituitela senza indugi…e senza resistenza dato che c’√® gi√† un idoneo resistore da 10K e 1 watt sulla scheda di ingresso rete elettrica. Potr√† anche capitare di¬† incontrare noie sul microswitch che commuta i 33/45 giri (sospettate di esso se continuate ad avere irregolarit√† di rotazione non ostante abbiate disossidato i potenziometri)…nel caso si cambia anche questo con uno nuovo e tagliate la testa al toro! Se presenti invece¬†eventuali avarie nella scheda motore,vi consiglio di andare sul sito “Vinyl Engine”,registrarvi gratuitamente,poi scaricare il manuale “service” del Pioneer PL510 ,dove vi sono tutte le casistiche di malfunzionalmento,nonch√® gli schemi elettrici e i vari passaggi per le riparazioni / tarature¬†di tutto il giradischi….anche qui sempre a gratis (che bella parola!)

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Costruzione meccanica – cabinet , restauro ed eventuali modifiche

 

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La base del giradischi del Pioneer PL 510 √® in plastica rigida di buon spessore,alloggiante le schede e le parti meccaniche nell’inferiore.Quest’ultima si separa dal cabinet ¬†di legno mediante lo svitare di 8 viti parker

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Il motore ,solidale con il braccio ad S √® montato su di un controtelaietto flottante a 4 ammortizzatori con molle smorzate (schema simile ai Thorens TD 160 per intenderci) ,su di questo telaietto vi √® un cuscino di poliuretano che se in pessime condizioni va sostituito.Andr√† bene un ritaglio di schiuma poliuretanica (tipo quelle che si usano per schermare i tubi).Se smontate le molle perch√© avete i¬†cuscinetti interni malconci¬†,marcatevi le loro posizioni perch√© sono calibrate in maniera differente (pi√Ļ rigide vicino al motore e pi√Ļ morbide verso lato braccio)…questo per assecondare i pesi in gioco in favore del parallelismo piatto – plinto.

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il mobile di truciolare ha una impiallacciatura in vinilico recante un motivo simile al legno…con il passare del¬†tempo questo si sbriciola al contatto con le mani….

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Pertanto conviene ragionare se:

1 – Rivestirlo in vero legno (come nel mio caso) avendo cura di prestare attenzione alle giunzioni tra bordi mobile e base

2 – Rifarlo Ex novo…¬†in caso fosse¬†deformato da umidit√† oppure recante¬†segni del tempo profondi…del resto la semplice geometria ne rende facile la costruzione sia da parte di chi ama il -fai da te- ,sia da parte di un artigiano chiamato in causa a svolgere questa parte.In questo caso l’MDF da 18mm sar√† un toccasana…si potr√† poi successivamente re-impiallacciare in noce¬†e ,dopo i consueti strati di turapori-impregnante, verniciare con un paio di mani di trasparente poliuretanico.

L’interno potr√† essere eventualmente trattato con antirombo ,anche se non ¬†c’√® da aspettarsi chiss√† cosa in termini di migliorie….

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Una bella modifica invece, √® quella di sostituire il fondello di formica (o masonite) ,con un idonea base in alluminio (da 4mm andr√† benone) ,debitamente forata per ospitare i piedini e le viti che lo terranno avvitato al mobile (compreso il pin di massa che serve a schermare la superfice da eventuali spurie esterne)…I componenti del resto¬†scaldano pochissimo a regime di funzionamento,quindi si pu√≤ anche omettere la foratura della ventilazione (peraltro, non avendo sfoghi nella facciata superiore ha poco senso funzionale,in quanto viene meno il moto convettivo).Qui nulla superfice a vista interna si pu√≤ prevedere un foglio di antirombo¬†in maniera da¬†minimizzare le risonanze¬†… l’effetto migliorativo¬†viene percepito stavolta.

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Se si riesce a distaccare dal vecchio fondello,¬†√® buona cosa mantenere l’adesivo originale posto sul fondo dell’apparecchio ( che mette in guardia il profano dall’aprirlo per metterci le manacce dentro ) e riposizionarlo sulla nuova base.

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Nel mio caso, concludendo, ho mantenuto il mobile originale impiallacciando in vero noce la parte esterna e trattata poi successivamente con diverse mani di turapori-impregnante , dopo di che (sorvolando la noia dei vari passaggi con carta vetro) ho dato 4 mani di trasparente al poliuretano.

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Testine e Shell portatestine

 

pioneer pl 510 moltisuoni 1

A dotazione il Pioneer PL 510 propone uno shell di alluminio abbastanza grosso¬†con, a corredo una testina Pioneer P110 come da foto sopra…un upgrade con un buon portatestina aftermarket ,unito ad una “signor” fonorivelatore ,pu√≤ giovare seriamente¬†alle gi√†¬†buone prestazioni del gira.Qua¬†√® un discorso puramente personale e pi√Ļ che dare le mie impressioni non vado oltre…di “esperti” e santoni-paragnosti ne √® pieno il web e non credo di avere titolo per poter aggiungere altra aria fritta a quella gi√† detta in 50 anni di alta fedelt√† ūüôā Personalmente ho attrezzato lo shell¬†originale con una testina ADC QLM mark

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Ho acquistato poi¬†a parte uno shell ortofon e una testina NOS (cio√® fondo di magazzino mai usata) della americana Pickering ,modello¬†V15 in modo da avere diversi riscontri sonori…il Pioneer PL 510 possiede di fatto un comodo porta-shell in alto a sinistra ,che rende assai veloce il passaggio tra un fonorivelatore e l’altro…quindi perch√© non adoperarlo?

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L’impressione √® quella che con un portatestina in lega il rapporto di bilanciatura delle masse braccio-testina sia un pelo¬†pi√Ļ favorevole sotto il profilo acustico¬†,tuttavia ognuno trarr√† le proprie considerazioni. i caratteri delle due¬†fonorivelatori adoperati in questa configurazione,sono per certi versi diametralmente opposti come timbro….ma convincono entrambi specie se abbinati a generi musicali “compiacenti” In conclusione posso dire che √® il Pioneer PL 510 √® un giradischi che¬†vale la pena di essere messo¬†in sesto…ha dalla sua parte¬†la buona fattura,con un prezzo ragionevole (specie se da “restaurare”) ,al tempo stesso offre buone doti soniche ed √® indicato nelle catene di ascolto di un certo livello….per ultimo,la buona valutazione di mercato, lo rende¬†facilmente rivendibile¬†…. rappresenta dunque una ghiotta alternativa ai pochi giradischi abbordabili di oggi. Qualsiasi domanda abbiate,compilate l’apposito moduletto a fine articolo e ,nel limite delle mie conoscenze ,cercher√≤ di essere d’aiuto per chi necessitasse di alcune “dritte”

Un saluto….Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO¬†SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sar√†¬†perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di pi√Ļ sull’argomento:

 

http://www.vinylengine.com/pioneer pl 510

http://www.thevintageknob.org/pioneer-PL-510A.html

 

Fonorivelatori MM-MC

Moltisuoni testine giradischi -2

 

Introduzione:

 

Fonorivelatori¬†MM-MC : (Ovvero:¬†Moving Magnet – Magnete Mobile /¬†Moving Coil – Bobina Mobile) ¬†… Tutti sanno che la differenza consiste nel metodo in cui il movimento meccanico viene translato in segnale elettrico…Non voglio quindi aggiungere altra “acqua calda” a quella gi√† inventata e di pagine su come suonano o quali siano le migliori v’√® ne sono a centinaia sul web..La mia intenzione √® quindi dare solo un piccolo contributo fotografico a quello che sono i due metodi principali di riproduzione fonografica (in realt√† ci sarebbe anche un terzo metodo che fa uso di un cristallo piezoelettrico,ma date le sue scarse qualit√† ,riservate in genere a fonovalige e affini,ne trascuro qui la discussione). Ah….D’ora in avanti,anche per comodit√† di scrittura le chiamer√≤ “testine”

Moltisuoni testine giradischi -1

Il motivo che mi spinge in questo piccolo articolo √® l’aver tra le mani due testine che rendono bene visivamente l’idea di cosa significhi MM-MC….Si tratta di due fonorivelatori dei primi anni ’80 :

Moltisuoni testina ADC QLM II - 1

La prima,qui sopra su shell Thorens , è una MM , costruita dalla americana ADC : modello QLM II

Moltisuoni testina Pioneer MC 5 - 1

La seconda , su shell proprietario Pioneer, √® una MC , costruita sempre dalla Nipponica Pioneer : Modello MC5 (sottolineo come l’avanguardia ingegneristica Pioneer aveva reso possibile anche nelle MC la sostituzione del gruppo stilo in caso di usura , caso raro in questo genere di testine) In pratica e detta alla veloce (per chi fosse a digiuno sull’argomento) , la puntina vibra coerentemente con i solchi presenti sul vinile quando √® in riproduzione … Questa vibrazione , trasmessa dallo stilo deve essere convertita in un segnale elettrico da amplificare e pertanto entrano in gioco i due metodi principali : Nel caso dell MM raggiunger√† un magnete ( o ,in taluni fonorivelatori,una coppia di magneti)

Moltisuoni testina ADC QLM II - 3

Moltisuoni ADC QLM II - 4

…oppure una coppia di minuscoli avvolgimenti nel caso delle MC

Moltisuoni fonorivelatori MM-MC Pioneer MC5- 2

Moltisuoni fonorivelatori MM-MC Pioneer MC5 - 3

Per funzionare , entrambe le testine necessitano sempre e comunque di un magnete permanente ( in genere si sceglie il neodimio , grazie alla sua densit√† di flusso) :¬†Nel caso delle MM √® solidale stilo (mentre gli avvolgimenti sono nella struttura del fonorivelatore) . Nel caso dell MC il magnete √® incorporato con la struttura del fonorivelatore (e quindi inversamente ,gli avvolgimenti sono solidali allo stilo) .. in ogni caso , MM e MC si rifanno al modello fisico del generatore a magneti permanenti . Le tensioni in uscita (come immaginabile) solo molto basse ,nell’ordine dei milliVolt , pertanto necessitano entrambe di pre-amplificazione e debita equalizzazione (oggi lo standard universale √® quello RIAA) da parte della catena a cui vengono connesse…Altra parentesi…nel caso delle MC √® necessario quasi sempre un ulteriore amplificazione rispetto alle MM , pertanto si √® soliti intraporre appositi trasformatori di step-up (perch√® ottimi sotto il profilo segnale/rumore,ma costosi)¬†, prima di entrare in un ingresso Phono … questo passaggio √® necessario solo in quegli apparecchi che non dispongono della scelta fonorivelatore (generalmente una manopola sul frontale oppure se nel posteriore, un pulsante) . Questo comando oltre ad innalzare la sensibilit√† dello stadio phono , permette anche una corretta interfaccia capacitiva-resistiva … Sotto vi riporto un esempio di tale comando presente su un Luxman L-510 (foto da archivio internet)

moltisuoni Luxman L510

 

PRO E CONTRO (fino a pochi anni f√†….)

 

Fonorivelatori MM :¬†Economicit√† di acquisto , ha uscita elevata (nell’ordine dei 4 mV) che la rende sorda ad eventuali spurie e disturbi esterni,sostituzione economica dello stilo in caso di usura ,buona risposta in frequenza e separazione dei canali.

Fonorivelatori MC :¬†Generalmente pi√Ļ costosa , suscettibile ad essere inficiata da disturbi esterni di natura elettromagnetica , con minor uscita utile (intorno ad 1 mV) ¬†e molte volte con impossibilit√† di sostituzione stilo (oggi esistono per√≤ ditte che ri-stilano i fonorivelatori meritevoli qualitativamente,ma i costi sono molto elevati ) ,ha per√≤ dalla sua parte una maggiore fedelt√† e separazione dei canali dovuta sostanzialmente ad una minor inerzia di movimento

Parlando al presente si pu√≤ dire che esse oggi grossomodo si equivalgano. Le MM sono cresciute (grazie anche a tecniche e materiali migliori) come qualit√† sonica raggiungendo le MC. Quest’ultime in alcuni casi (Un esempio ad un prezzo ragionevole ne √® la Denon DL 110) hanno tensioni di uscita quasi simili alle MM , non prevedono quindi l’uso di ¬†Step-up o amplificatori con ingresso Phono dedicato MM-MC…pertanto la scelta ricade in definitiva su punti di vista e di ascolto che fanno preferire l’una rispetto all’altra .

 

Un caro saluto

 

Andrea Moltisuoni

 

 

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Per saperne di pi√Ļ sull’argomento :

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Testina_fonografica