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Hornyphon Souveran 61

Sulla breccia estiva un altro bel sintoamplificatore Fm  in veste di radio d’epoca . Devo essere sincero: Nutro una certa passione per questo confine….Dove la radio d’epoca si trasforma in apparecchiatura Hi-Fi mantenendo tuttavia canoni estetici tipici .

Questo apparecchio veniva costruito da almeno due ditte dell’Est Europa nei primi anni ’60 (Horny Radio e Verdik)  su licenza Philips , infatti tecnicamente risulta essere identica alla Philips Premiere 61  eccezion fatta per diverse caratterizzazioni di natura estetica nel mobile di legno .

Sulla carta abbiamo un sintonizzatore supereterodina a 5 valvole con doppia scala sintonizzatrice contornato da un ottimo stadio finale sviluppato attorno a due EL84 in single ended altrettanto ben servite da una coppia di doppio-cono Philips serie ottagonale .

Completa il bel quadretto  poc’anzi descritto , lo stadio alimentatore misto induttivo / resistivo su cui a monte troneggia una bella EZ81…..e l’immancabile occhio magico per un totale di ben 9 valvole . Non da meno ,molte raffinate soluzioni meccaniche per attuare tutte le funzioni di cui è dotato questo ricevitore (cito i cavi bowden tra tutti) …. Valeva quindi  sicuramente la pena scriverci dietro qualcosa 🙂

 

Uno sguardo alle scelte progettuali elettro-meccaniche della Hornyphon Souveran 61

 

Il set-up ricevente è tipico dell’epoca ,troviamo infatti due front-end separati per FM e OM – OL -OC . Nel primo la soluzione di accordo sintonia è a nucleo magnetico permeabile , mentre per le restanti gamme d’onda si ricorre al più classico condensatore variabile . Adeguatamente demoltiplicati , e comandati a mezzo cordina + carrucole , entrambi fanno capo ad un unico comando meccanico dove spicca la prima chicca : Una presa di forza “mobile” azionata da un riinvio a cavo bowden posto sulla tastiera selettrice.

In pratica a seconda della gamma radio prescelta sulla tastiera, questo cavo azionava due distinte pulegge spostandosi assialmente su di esse  . Questo permetteva di avere quindi due indici sulla scala parlante e un unico comando.

La sezione Fm concentra nella ECC 85 le funzioni di oscillatore e mixer-amplificatore AF accordato  . L’uscita di tale stadio viene accomodata all’ingresso degli altri stadi successivi (tra poco descritti) per l’opportuna rivelazione ed amplificazione in tensione.

Le sezioni OM-OL-OC invece sfruttano il collaudato trio formato dalle arcinote   ECH 81 – EF183 – EABC 80 in unione a convenienti stadi L – C di accordo selezionati a tastiera : Anche qui la commutazione delle varie bobine sulla sezione AF avveniva mediante due commutatori multivia a slitta azionati da altrettanti cavi Bowden facenti capolino ai tasti di selezione….Tanto per non dire mai che alla Philips  non erano capaci a progettare 😀

L’antenna OM-OL-OC poteva essere selezionata tra Interna / Esterna anche stavolta grazie a eleganti scelte meccaniche .

Coassialmente al comando di sintonia principale troviamo infatti un comando che potrei chiamare, di “sintonia fine”, anche se non è poi del tutto appropriato definirlo così . Era infatti tipico negli apparecchi di classe in quell’epoca , trovare antenne OM rotanti ( Questo escamotage permetteva la discriminazione in maniera selettiva dei disturbi radio rispetto al segnale trasmesso senza dover ruotare la radio sul suo asse come avveniva in passato )  .

Una camma presente alla base del “Ferroceptor” (Questo il suo nome corretto) azionava a sua volta un deviatore che escludeva la ferrite interna in favore di un dipolo esterno …. In Olanda avevano a cuore le cose precise e complicate, scalzando agli svizzeri questo primato!

Il tuner veniva arricchito da un occhio magico EM84 per avere una interfaccia uomo-macchina circa l’intensità del segnale captato.

Faccio notare la presenza di una uscita preamplificata dedicata alla possibilità di collegare un registratore a nastro per incidere le trasmissioni ricevute .

 

Stadio finale

Un classicone della EL84 : Collegata in single ended e connessa a pentodo puro , il quale eroga circa 2,5 watt continui per canale contando su due trasformatorini ben costruiti dalla Philips …Qui sotto in compagnia del nuovo elettrolitico di filtro da 50+100+100 uF 385V

La parte di preamplificazione è curiosamente insolita : Assegnata alla una sezione triodo di EABC 80 per il canale sinistro e ad una EBC 81 per il segnale destro (Che è poi la copia conforme del triodo incorporato nella EABC 80) .

I controlli di tonalità acustica sono asserviti in maniera mista :  Intervenendo sull’anello di controreazione dello stadio finale per quanto riguarda l’intervento dei toni gravi …

Il dosaggio dei toni acuti è invece appannaggio di modifiche sulla banda passante del segnale audio applicato all’ingresso , come si evince dai rettangoli verdi qua sotto! Immancabile la presenza di una presa fisiologica sulla corsa del volume , a mò di loudness , per rendere più corposo l’ascolto ai moderati volumi di ascolto (rettangoli rossi sullo schema elettrico) . Una nota ,infine, circa la possibilità di escludere l’intervento dei controlli di tono mediante l tasti “Mixer bass – hohen”…Precursore di 20 anni  del tasto “direct” di molti amplificatori

Il registro sonoro della radio poteva contare ,oltre ai filtri poc’anzi accennati, anche a 2+2 preselezioni a tastiera aventi funzione di esaltare (almeno le intenzioni erano quelle 😉 ) un determinato programma musicale

Coassialmente al controllo volume , troviamo per ultimo il comando del  “Balance” responsabile del bilanciamento canali .

Non poteva mancare anche qui il fiore all’occhiello non scevro da difficolta realizzative : Una rappresentazione visuale dello “zero” relativo al perfetto bilanciamento.

Mosso da due carrucole e altri due Bowden , l’alberino del potenziometro fa capo ad una ruota dentata su cui fa cremaliera un filtro ottico (Debitamente retroilluminato ) a due colori divisi diagonalmente da un sottile profilo bianco  .

Questo permetteva di farsi un’idea di quando gli amplificatori lavoravano equalmente, contribuendo al contempo ad arricchire la “palette” di curiosità che attorniano questo ricevitore poliedrico .

Gli altoparlanti (Philips AD3700) presenti nella Hornyphon Souveran 61 sono tutt’oggi appannaggio di molti appassionati di autocostruzione diffusori legata al mondo dei valvolari. Molto sensibili ( Col mio “”orecchiometro”” oltre 90dB di efficienza almeno) coprono egregiamente lo spettro audio con un brio sconosciuto a molti monovia moderni. Hanno magnete in Alnico e un diametro utile di cono intorno ai 150mm pertanto anche i toni gravi hanno la loro giustizia nella riproduzione del programma musicale. Il generoso mobile della radio contribuisce favorevolmente nel metterli a proprio agio !

Anomalie , noie e fastidi vari …..

Prima di procedere oltre, vi ricordo sempre di porre la massima attenzione : Noisamente ridico e riscrivo per la 101esima volta che gli apparecchi valvolari “viaggiano” con tensioni interne elevate, prossime  in questa circostanza ai 300 Volt in corrente continua dunque potenzialmente letali per animali e persone . Prendete sempre tutte le distanze necessarie affinché non vi siano pericoli per Voi e i Vostri cari !!!!

Difficilmente una radio usata ( Oppure mai ser-viziata) con più di mezzo secolo funzionerà bene al primo ascolto….Anzi guardatevene sempre bene prima di collegarla alla rete perché qualche elettrolitico “scontroso” vi potrebbe scoppiare inzozzandovi di isolante dielettrico mezza radio . Questa in mio possesso oltretutto pativa diversi lustri di letargo in qualche scantinato della bassa Olandese ed era arrivata a me mezza distrutta causa imballo ridicolo , provarla preliminarmente avrebbe avuto poco senso .

Senza soffermarmi troppo nel dire che tutte le capacità (sia elettrolitiche ,sia ceramiche/micacee) erano praticamente “morte” o di parecchio fuori valore nominale …..

Ho riscontrato l’insolita anomalia nella  interruzione delle piste di molti potenziometri come da foto (!)

E’ una situazione abbastanza rara, perché questi componenti solitamente patiscono solo il fermo-azione ….Ma generalmente anche i più ossidati con buona pazienza tornano a rivivere . Di interrotti son sincero è uno dei primi casi in molti anni . Sotto potete osservare la pista chiaramente assente su uno del trio “difettosi”

Sostituirli non è un grosso problema fintanto non fate i conti con quelli aventi alberino lungo . Non se ne trovano più in giro (Soprattutto oltre il valore tabù 500kΩ) e quei pochi vengono venduti a peso d’oro perché odiernamente vengono relegati al mondo dell’ elite valvolare …. Anche le mie riserve sono agli sgoccioli  🙁  dovrò sperare di rintracciarne alcuni in qualche fiera !

Qualche altro fastidio me l’hanno provocato gli zoccoli delle finali, che essendo “cotti” ,di bachelite (e decisamente economici made in Philips) tendevano a generare scariche tra i reofori durante i transitori . Sostituiti immediatamente con due ceramici , i problemi si sono tacitati prontamente ….

Uno dei due riinvi /demoltiplica a cordina era usurato , si è pertanto reso necessario il cambio con una odierna cavettatura in Nylon da 1mm . Allego lo schema del giro corretto cordina per praticità di chi si troverà ad affrontare una delle “12 fatiche di Asterix” … Qui la pazienza umana trova il suo benchmark ideale …

Le valvole presenti facevano ancora la loro onesta parte , eccezion fatta per la EZ81 e la EABC 80 , infatti , il giudizio del mio severissimo provavalvole -Mercurio- decretava come “stanco” il loro operato 🙂 . L’occhio magico era superfluo menzionarlo….Essendo “cinquantino” la sua luminosità era al tramonto….

In totale quindi solo 3 tubi sostituiti e qualche lampadina …. Tutti contenti , nessun salasso al bilancio familiare !

Rivisto in parte il caotico cablaggio interno, ho preferito upgradare con RG174 tutti i transiti di segnale debole visto la fattura discutibile dei cavetti coassiali utilizzati all’epoca….Nell’ottica del riordino prevedete il passaggio qualitativo relativo al cavo di rete . Un buon 3 x 0.75 garantirà sicurezza e ascolti maggiormente selettivi ( La presa di terra aumenta sempre il coefficiente di segnale ricevuto in antenna , quindi ha più di una ragione il fare questa modifica 😉 ) . Utilizzando oltretutto uno dei recenti cavi “tessili”  coadiuvato da una opportuna presa sarà il ” tocco d’antan ” alla vostra radio , sinonimo di un restauro meticoloso e bello a vedersi

Le parti in ottone e le manopole ( Nel mio esemplare non originali benché carine esteticamente … Credo siano di provenienza Grundig )  dovranno essere ripulite dagli anni di sudiciume .

Merita la solita attenzione dedicata alla scala parlante…. Spolveratela solamente se potete , e fate attenzione anche all’acqua : Molte serigrafie se invecchiate o secche possono esser cancellate in un sol colpo!

Evito a piè pari il restauro del mobile essendo un argomento “borderline” e abbastanza complesso se eseguito con tutti i crismi . L’unico consiglio in questa direzione è quella di preferire una Souveran in buono stato estetico spendendoci magari qualche soldo in più anche se da revisionare completamente…..Discorso differente se avete parenti o amici “impelagati” nella sfera della falegnameria  !

 

Considerazioni finali :

 

Chi è appassionato di radio d’epoca non avrà bisogno di sentirsi tessere lodi sulle potenzialità della Hornyphon Souveran 61 perché molto probabilmente ne sarà ben conscio senza le mie proselie .

Queste poche righe sono rivolte a chi non ne ha mai posseduto uno e si vuole levare lo sfizio perché fortemente incuriosito da quanto si vede o si legge nella rete . Sono scoperte piacevoli…Per un tot di fattori appagati ; Dalla riproduzione acustica di qualità , per passare al fattore “arredo” e concludendo per l’alta qualità manufatturiera nonché unica ,cose che non torneranno più ahimè . E vero non si possono definire del tutto Hi-Fi (almeno questa in particolare) ,ma il suono riprodotto è davvero gradevole e mai affaticante. Difficile poter fare paragoni con oggetti odierni, sembra comunque che quasi 60 anni abbiano marcato poco il confine di queste apparecchiature che nascevano di fatto in un periodo d’albore per quello che sarebbe poi stata la riproduzione audio di qualità

Questo genere di radio hanno oltretutto la possibilità di collegarci (all’ingresso fonografo) apparecchi di moderna estrazione quali Pc , lettori Mp3 e cellulari per sfruttare le proprie playlist musicali , riprodotte in un ruggente suono stereofonico al solo impegno di costruirgli un cavetto di connessione ad hoc .

In particolare la Hornyphon è succulenta per l’insolita presenza di comandi e caratteristiche che la scorporano dalle molte in circolazione . Non per ultimo sottolineo la possibilità  (visto lo stadio finale stereo) di arricchirla  , un domani , di un decoder Fm Stereo…..Il mio esemplare ne è al momento sprovvisto ma sto accarezzando l’idea…..Ultima foto dedicata alla “spazzatura” come mio consueto rituale dopo un restauro 🙂

Si conclude anche questa volta , pronti al prossimo progettino! Rimango come sempre disponibile per delucidazioni in merito usando l’apposito tasto “vuoi contattarmi” posto sulla sinistra del desktop.

 

Un caro saluto “estivo” !

Andrea Moltisuoni

 


 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 


Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://www.radiomuseum.org/r/hornyphon_souveraen_w671a_w_671_a.html

 

http://www.hifi-forum.de/viewthread-84-24716.html

 

http://www.radiomuseum.org/r/philips_premiere_61_b6a04a.html

 

http://ev.stiftswiese.at/web/1102_Philips/Philips_Premiere61.htm

 


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Saba Lindau

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Finalmente un po’ di radio !!!! A dire il vero non avevo in mente di farci un articoletto sulla sopracitata… E un restauro che sto portando avanti tanto lentamente che è solo secondo a quello del mio amplificatore Semprini ST240 🙂  (Articolo di agosto 2013) … Tuttavia essendo incappato in un paio di anomalie particolari , ho deciso di descrivere brevemente come agire per superare i vari problemi e arrivare al traguardo con una bella radio in piena efficienza .

Hermann Schwer SABA - moltisuoni

Per chi si chieda la provenienza e il significato del nome  SABA , è l’acronimo di : Schwarzwälder-Apparate-Bau-Anstalt  … In italiano lo potremmo tradurre come : >>Forniture per apparati radio della Foresta Nera<< … Il signor Ermanno , qua sopra , ne fu il fondatore e per memoria storica mi pare giusto ricordarlo , mentre il logo dell’alberello fatto a nota musicale è l’emblema dell’azienda .

 

Brevissima analisi costruttiva

 

La Saba Lindau di cui sono in possesso, tramite un mercatino dell’usato diverso tempo addietro, è una grossa radio da tavolo nata verso la fine degli anni ’60 . La circuitazione è a valvole , ma compaiono in certi nodi circuitali i primi semiconduttori ; La costruzione , inoltre, su due circuiti stampati -segnala- l’imminente cambio generazionale (Dal cablato in aria alla basetta…dal tubo termoionico al transistor) delle elettroniche di consumo che avverrà poi nella decade degli anni ’70.

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Ha la 4 gamme d’onda selezionabili a tastiera , quindi OL – OC – OM più FM da 87 a 104 Mhz con AFC … Cosa che la rende al giorno d’oggi fruibilissima e “godosa” , mentre i comandi sono doppi come anche i gruppi sintonizzatori  (Fm a se stante e Ol-Oc-Om con due indici separati nella scala parlante)

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Completa la ricca dotazione un ingresso per fonografo e un uscita preamplificata per registratore . “Ciliegina sulla torta” la possibilità di collegare un altoparlante esterno

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Monta cinque valvole in totale ( ECC 85 – ECH81 – EBF 89 – ECL 86 più l’occhio magico -EM84-)  e un altoparlante largabanda “green cone” da 18 cm del tipo permadyn  che oltre ad avere una sensibilità disarmante (A “orecchio” saremo intorno ai 92-95 dB) regala un timbro possentemente corposo alla radio , risultando piacevole e non affaticante negli ascolti prolungati….Notate la finezza dei silent-block sul cestello per limitare le risonanze.

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in virtù della sensibilità poc’anzi accennata , i circa 3 watt resi dalla finale ECL86 hanno una resa acustica davvero impressionante . Di seguito trovate lo schema elettrico suddiviso in due parti…HF e BF:

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Problemi e rimedi

Nel mio esemplare , molto maltenuto , il funzionamento era al limite. Qualcuno precedentemente aveva avuto noie con l’interruttore di accensione (Che avviene a mezzo tastiera preselezione) e senza pensarci due volte , ha fatto un bel foro da 12mm ed è spuntato -oplà- un interruttore a levetta su un lato del mobile.

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Fruscii vari, indice scala parlante “tapullato” (In genovese significa “aggiustato alla bella e meglio”)  e suono flebile completavano il quadretto …. Beh per 22,50 € comunque non potevo pretendere tanto di più  ad essere onesto . Quindi spazio alla prima grana … L’interruttore di accensione ; Particolare che sembra essere una causa di avaria abbastanza frequente nelle Saba Lindau da quel che ho letto in rete .  Esso a differenza delle soluzioni più comuni , è un interruttore esterno comandato dalla tastiera tramite un cavetto di nylon ed è uno di quei tipi di a carattere bistabile . Tiri una volta si accende (Chiude) … Tiri una seconda volta,si spegne (Apre) . Chi ci aveva messo le mani prima , lo ha fatto sparire per la soluzione ben discutibile che accennavo prima … In rete non ho trovato nulla se non una foto tratta da un sito tedesco di un privato appassionato di radio (http://personal.inet.fi/koti/reel/project.html)

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…….Almeno da farmi un idea di come era . Potete (sopra) anche osservare la cordicella che trasmette il comando dalla tastiera all’interrutore posto a sinistra dello chassis , mentre nella foto sotto ammirate dove di origine questo interruttore andava montato…..

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Sinceramente di impazzirci a scovarne uno non ci penso neanche …. Pertanto con un “pelo” di ingegno appronto la staffetta che vedrete nella carrellata di foto qua sotto … La quale ospiterà un interruttore bipolare classico completo dei due condensatori atti a smorzare i disturbi delle commutazioni

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Questa soluzione è di gran lunga migliore dell’originale e permette di mantenere l’utilizzo della tastiera per accendere la radio .

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Se decidete di costruirne una simile optate per materiali rigidi , ma tutto sommato teneri da lavorare meccanicamente …. Ottone e alluminio saranno ottimi per lo scopo . Il primo citato ha anche l’ulteriore vantaggio di essere saldato con lo stagno!

Seconda grana …. L’indice FM della scala parlante : Deve avere profilo triangolare . Anche qui il precedente proprietario  l’aveva sostituito con uno spezzone di fil di ferro verniciato rosso…

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(Cosa che in realtà molte aziende produttrici di radio adottavano in quell’epoca di origine perché è una soluzione semplice , economica e ben funzionante..ma non in questo caso dalla Saba!) L’unica idea che mi è venuta in mente per ricreare qualcosa di simile lo potete vedere nelle foto che verranno al seguito … Diciamo che ci si avvicina abbastanza all’indice che esisteva in origine… Il rame in questa occasione è stato un toccasana … Permette di ricreare le forme  geometriche e soprattutto essendo saldabile garantisce un minimo di rigidità meccanica.

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Per fare un bel lavoro una volta sagomato e assicurato alla cordina della sintonia FM ,andrà verniciato di nero o ancora meglio di grigio scuro per “camuffarsi” al fondoscala . L’indice deve essere a forma di  ” V ” quindi dovrete piegare il rame un pò per volta prendendo come riferimento l’altro indicatore … Ricordatevi: dovrà essere di colore verde ;  Sulle prime ero subito partito col verniciarlo di tale tinta,poi successivamente mi sono accorto casualmente , che le guaine termoretraibili colorate davano un risultato finale migliore …. E così è stato ! Prima di cantare vittoria,montate la scala parlante e controllate non vi siano “strusciate” tra il nuovo indice e il vetro ( Col tempo si cancellerebbero i caratteri serigrafati e la vernice grigia di sfondo ) ma soprattutto,verificate che la corsa sia scevra da attriti di ogni sorta . Eventuali piccole correzioni per centrare la sintonia possono essere attuate mediante i rinvii meccanici presenti sul tuner ( Il vitone con impronta a taglio che vedete nella foto sotto , il quale azionato, modifica la corsa della cordina centrando la sintonia dell’indice rispetto alla scala entro certi limiti ) .

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>>Il trucchetto per dare precisione alla scala rispetto le stazioni sintonizzate è quella di fare riferimento ad un buon “tuner” digitale di cui si è certi al riguardo della sua precisione. Sintonizzarsi su una emittente  intorno grossomodo sui 96-98 Mhz; Poi eseguire la medesima operazione sulla Saba…centrare l’ago sulla scala tenendo ferma la manopola della sintonia nel punto in cui il segnale è massimo .Fare un tre-quattro prove per ritoccare man mano l’indice fino a fargli acquisire l’accuratezza necessaria.<<

Se tutto va bene date alla fine del lavoro , un punto di colla sulla cordicella nel punto in cui viene “morsa” dall’indicatore … Così non si muoverà nel cercare le stazioni.

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Piccolo paragrafo infine per la scala parlante : Nel tempo i caratteri si infragiliscono , ciò è dovuto alla causa della mutua azione tempo + sudiciume …. Se basta una spolverata non andate oltre. Nel caso si renda per forza necessaria una pulizia usate solo acqua fredda più un blando detersivo (Va bene la saponetta per lavarsi le mani,passata prima sulle vostre mani,e poi molto molto delicatamente sulla scala della radio)  . Risciaquate e asciugate subito dopo con un phon da capelli scegliendo una temperatura media.

>Se userete un panno per asciugare l’acqua in eccesso, vi porterete via tutte le scritte….lasciandovi tra mani un bel pezzo di vetro! il più delle serigrafie dell’epoca sono decalcomanie riportate ad acqua…se insistete troppo verranno via!!!<<

Sempre attuale il consiglio di fare una prova preliminare prima di procedere con quanto descritto sopra. Ragionateci sempre bene e valutate cosa è necessario fare….E’ meglio una scala parlante leggermente polverosa che una triste riproduzione su plexiglass!

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Nel rimontarla (Oltre all’ovvia attenzione a non tagliarsi) bisogna prestare cura a rimettere come di origine i tamponi di gomma e le clips che fissano la scala al telaio apparecchio … Nel bloccare quest’ultime usate calma e pazienza per non rischiare di scheggiare il vetro !!!!

Ed ora la terza grana : Per sanare la scarsa potenza in uscita (Ove vi sia questa problematica) , i consigli sono la verifica degli elettrolitici , dei condensatori al poliestere sul segnale (Specialmente nella sezione del controllo tonalità)

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Controllate pure la resistenza che va ad alimentare la griglia della ECL86….(1,2K 2 W a filo….se si apre, il suono diventa distorto e praticamente perde l’80% della potenza) . Si trova fisicamente sul trasformatore di uscita e col tempo tende a “cuocersi”… Nel sostituirla prevedete 3 o ancor meglio 5w come dissipazione …. Il problema non si ripresenterà più nel futuro  😉

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Può anche capitare che se usata per molti anni con due altoparlanti inseriti (Quello della radio+ quello esterno) , l’ECL 86 sia prossima alla fine del suo ciclo vitale.

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Se avete attuato quanto fin’ora descritto e vi ritrovate ancora col problema , incominciate a dubitare di qualche resistenza a carbone … Potrebbe essersi interrotta o aver falsato il suo valore a causa , per esempio , dell’umidità negli anni.

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I fruscii e le incertezze sulla tastiera si superano con la classica deossidata fatta bene (Cioè con prodotti di qualità e con una energica soffiata di aria compressa previo un minuto di azionamento manuale del componente prima di darci col compressore)

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In linea di pricipio la sezione radio rimane abbastanza allineata  e i tubi dovrebbero conservare (Complici i punti di lavoro ben ragionati) ancora una buona efficienza pur a distanza di quasi 50 anni …. Allo stato delle cose non dovreste incontrare noie particolari in questo stadio … Idem dicasi per il tuner Fm . Però,nel caso notiate fiacca e poca precisione nel sintonizzare in modulazione di frequenza , dovrete probabilmente controllare o ri-tarare il discriminatore . Essendo un argomento molto esteso da trattare vi rimbalzo a questo ottimo link per poter procedere alla messa a punto della radio : http://www.leradiodisophie.it/AM-FM-taratura.html

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Alcuni punti-test della scheda sintonizzatore possono essere comodamente rilevati tramite la “presa diagnostica”

>> L’idea di controllare le valvole con un tester provavalvole è comunque sempre buona cosa in occasione di una revisione generale<<

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Qua sopra potete osservare i componenti sostituiti alla Lindau

 

 

L’alimentatore e sue varianti….

 

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Il doppio condensatore di filtro sull’alimentazione,essendo di buona qualità,potrebbe essere ancora in decenti condizioni funzionali (Verificate sempre però , prima di collegare la radio alla rete!!!)… Valutate quindi caso per caso il dafarsi …. Se sentite dell’alternata udibile chiaramente in altoparlante a volume zero , sarà il caso di pensare alla sua sostituzione.

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Ad ogni modo consiglio vivamente di sostituire sempre gli elettrolitici su apparecchi di 50 anni … Sarà una spesa in più , ma avrete la certezza di poter usare il vostro apparecchio a cuor leggero.

Nello chassis della Saba Lindau vi sono due fori per ospitare altrettanti condensatori a vitone … Siccome quest’ultimi oggi sono sempre più di reperibità ridotta (e costo elevato) , si può ovviare utilizzando due normali condensatori HT standard 385v/100uF.

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Per il piano di massa comune è possibile ricorrere ad una piccola schedina in vetronite ramata , da collegarsi direttamente al terminale negativo del ponte raddrizzatore … Sarà così una soluzione più ordinata che terra meccanicamente saldi i condensatori sullo chassis.

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Al solito la raccomandazione di adottare la presa di terra!  Perchè in apparecchi di quasi 50 anni gli isolamenti del trasformatore d’alimentazione potrebbero non essere poi così “rigorosi” , e se tanto mi da tanto , “beccarsi” lo spiffero di 230v sul telaio non sarebbe poi una probabilità tutt’altro che remota ….. Le norme CEI 64/8 del resto,non le hanno fatte per nulla 🙂

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Alcune volte oltretutto , la presa di terra favorisce negli apparecchi radio la qualità di ricezione aumentando di fatto la differenza di potenziale  tra antenna e massa! Il nuovo cavo di alimentazione dovrà possedere sezione minima di 3x 0,50 mmq … L’assorbimento in gioco è di circa 40 watt . Controllate sempre tutti i cavi interessati alla tensione di rete ( Anche di quelli anodici sulle valvole) …. Se vedete roba secca o “incarugnita” dal tempo non indugiate alla immediata sostituzione con cablaggi odierni!

 

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PRESTATE SEMPRE LA MASSIMA ATTENZIONE NEL METTERE LE MANI  IN TELAI DOVE LE TENSIONI SONO NELL’ORDINE DEI 300 – 350V  NON PERMETTETE  MAI A TERZE PERSONE O ANIMALI DI AVVICINARSI SE IN FUNZIONE

 

Il mobile……ripristino e restauro

 

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A riguardo del ripristino mobilio : Può essere laccato lucido scuro (In stile “piano black” per capirci) o solo finito ad impregnante , e se fosse martoriato dagli anni , si può procedere in due maniere:

1) Nel caso del laccato ,se è solo rigato superficialmente , non ha segni che vanno in profondità,senza la  presenza  di sbecche negli angoli , si va a procede con una carteggiata con cartavetro grana 320  andando a salire per passi ,come in carrozzeria , fino ad arrivare alla 2000 , dopo di che , successiva rilucidatura con polish ( Il mobile della Lindau ha una laccatura epossidica di circa 5 decimi di spessore pertanto è possibile questa operazione in buona misura col risultato di avere una radio praticamente pari al nuovo….) … L’importante è levarci il meno possibile e al contempo tentare di togliere le imperfezioni

2) Se , come nel mio caso, è invece devastato da colpi,buchi e sbeccature conviene eliminare tutto lo strato epossidico/impregnante e arrivare al truciolare . L’impiallicciatura originale verrà inesorabilmente via (Specie nel caso della laccatura epossidica) , pertanto dovrete procurare piallicci nuovi e “risegarli” a misura del mobile , per poi provvedere al loro successivo incollaggio.

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Stuccare ove necessario e fatto questo carteggiate con grane dalla 600 in su fino ad ottenere l’intera superficie liscia e pronta ad accogliere l’impregnante ed eventualmente la vernice trasparente alchidica atta a proteggere il tutto . Volutamente salto a piè pari il lavoro di falegnameria in quanto ognuno avrà le sue tecniche ( O avrà un amico falegname) e deciderà come agire in merito.

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Ricordate solo di mantenere il più possibile l’originalità del progetto; In questo internet aiuta moltissimo mettendo a disposizione molte immagini.

 

Modifiche e migliorie

 

Non c’è molto da fare ….. E’ già nel suo una ottima radio … Volendo mi sento di proporre due piccole migliorie provate dal sottoscritto….Tutte eventualmente  reversibili e non invasive sul piano estetico:

1) Illuminazione verde della scala parlante : In origine la serigrafia della Saba Lindau è di un verde acqua che mitiga la tonalità giallina delle due lampadine E10 preposte alla illuminazione (7volt 0,1A) . Usando due filtri verdi (Provenienza ex contakm Fiat) si accentua il contrasto rendendo ancora più intelleggibili i caratteri sullo sfondo nero….saba lindau - moltisuoni 214

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Mediante una strisciolina di ottone si salda ad un reoforo del portalampada e così facendo , complice il suo limitato peso,il filtro colorato rimane in sede sfruttando un solo attacco dei due presenti. Infatti come da seconda foto , uno dei due andrà rimosso per non interferire con la scala parlante …… Molti di Voi potranno pensare anche ai led con attacco E10 … Ma li sconsiglio! Danno una connotazione fredda a mio giudizio , oltre al fatto che noterete lo sfarfallio a 50 hz della rete perchè verranno alimentati in alternata … La stessa che accende i filamenti delle valvole!

2) Deviatore su presa din punto e linea altoparlante esterno : Di origine la saba lindau prevede la possibilità di un secondo altoparlante esterno … L’inserzione di quest’ultimo non esclude però quello incorporato … Di fatto l’amplificatore si trova a gestire un carico prossimo ai 2 Ohm accorciando notevolmente  la vita della ECL 86 …. Sostituendo la presa con una analoga dotata di deviatore interno avremo la possibilità di escludere l’altoparlante principale in favore di quello esterno.

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Se riuscite a reperirli ,vi sono sul mercato anche prese punto e linea che annoverano due posizioni (Come quello in foto) : Se la presa viene inserita col -punto- a sinistra mantiene collegato altoparlante interno + esterno …. Mentre se la presa viene girata e inserita col -punto- a destra , si esclude l’altoparlante interno in beneficio solo di quello esterno . Questa soluzione ,va da sè,  è la più versatile ….

 

Signori è tutto … Qualsiasi domanda abbiate potete porla usando il solito moduletto in fondo … Nel limite del possibile sarò sempre disponibile ad aiutare chi ne abbia bisogno!

 

Cari saluti …. Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://personal.inet.fi/koti/reel/index.html

 

http://www.radiomuseum.org/r/saba_lindau_e.html

 

elektrotanya.com/saba_lindau.zip/download.html

 

http://www.teenagewasteland.de/technik/rad_saba_lindau_LI18.html

 

http://www.rmrl.de/radios/60/66_67/saba/lindau_18/li_18_e.htm

 

 

 

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Semprini ST 240

 

Moltisuoni semprini ST 240

 

 

Introduzione :

 

Recentemente (Luglio 2013) sono entrato in possesso di una unità Semprini ST 240 ,databile intorno alla metà degli anni ’60…avevo sempre letto critiche e recensioni molto favorevoli in rete di queste apparecchiature,e quindi alla prima occasione non me lo sono fatto sfuggire….reperirne uno è stata comunque davvero un impresa!!!!

Le caratteristiche salienti ,di cui tutti parlano sono prevalentemente: Costruzione Massiccia e curata,modulabilità ( quindi versatilità ),componentistica di elevata qualità e ottime doti soniche.Tanto è vero che furono scelti all’epoca da cantanti del calibro di Mina,Jimi Hendrix,Gianni Morandi,Ella Fitzgerald,Frank Sinatra e cosi via…Va anche sottolineato che all’epoca erano probabilmente molto costosi per via delle loro ottime caratteristiche,pertanto la diffusione è stata prevalentemente in ambienti di un certo livello

Il Segreto del successo era dato,come detto poco fa, dalle possibili configurazioni che uno poteva ottenere semplicemente abbinando i relativi moduli in base alle proprie esigenze in fatto di ingressi e sonorizzazioni…infatti esistevano moduli preamplificatrici-miscelatori (Preamplificatore ST240) e moduli amplificatori (Amplificatore-Mixer ST 240…ST280)

La foto sotto,presa dal repertorio internet come esempio,mostra l’accoppiata tra un Preamplificatore ST280 ,sulla destra col suo relativo finale ST280 sulla sinistra

Moltisuoni Semprini ST240/40-internet

Completava il tutto una estetica pulita con comandi razionali montati su uno spettacolare plexiglass retroilluminato (!) recante le orgogliose serigrafie in italiano,come a voler sottolineare le radici del genuino progetto

Purtroppo reperirne uno ,come dicevo poc’anzi,al giorno d’oggi è chimera…Il mio proviene,dopo diversi anni di monitoraggio,dalla piattaforma eBay (di cui foto ad inizio articolo),più precisamente da Roma (Chissà non sia passato nelle mani di qualche artista famoso ?? :D) ed è configurato cosi: Alimentatore Semprini ST 240/40 con Due moduli amplificatori-mixer Semprini ST 240…quindi “strizza l’occhio” ad un possibile utilizzo domestico in una catena Hi-Fi. Fortunatamente,l’esemplare in mio possesso è in discrete condizioni estetico-circuitali, ma soprattutto è IMMACOLATO,cioè nessun “”maniscalco”” ha mai provato/tentato di ripararlo alla “bene e meglio”….mi è stato venduto come non funzionante,ma (alimentato gradualmente con un Variac) in realtà esso funzionava..molto male…ma riusciva ancora a far sentire qualcosa in altoparlante.Restaurato ,leggerete di seguito cosa è in buona sostanza,come è fatto e soprattutto come suona!!

Buona lettura!

 

 Caratteristiche tecniche amplificatore ST 240:

 

Alimentazione (da Modulo ST 240/40) : 110-125-140-160-220 volt 50Hz 500 Watt

Controlli : Volume Generale ,Bassi , Acuti ,Volume microfono (miscelabile su audio)

Ingressi : Tre ; 2 microfono dinamico (4mV) + 1 ingresso magnetofono/linea (200mV)

Uscite : Due ; 1 di potenza e 1 per altoparlante monitor-spia

Tipo connessioni : Connettori XLR / Presa tipo “Geloso”

Tubi impiegati (un solo modulo) : 1 (ECC83) – 1 (EF86) – 1 (ECC85) – 2 ( EL36) – 1 (EM84)

Potenza (ST 240) : 40 Watt nominali su 4-8-16-32-64-128 Ohm + 3 Watt altoparlante spia

Risposta in frequenza : N/D (presunto standard alta fedeltà)

Dimensioni (L x A x P)  e peso :   Circa 360x150x300 — Peso 20 Kg

 

 Descrizione e costruzione :

 

moltisuoni semprini ST240 -21

Il cabinet esterno è in metallo massiccio, forato sopra-sotto , garanzia di un corretto raffreddamento per convenzione ospita al suo interno un vero e proprio rack in alluminio a tre posti con connettori tipo pettine più rispettive guide che alloggiano precisamente i vari moduli. Qui lo potete vedere appena smontato,con ancora la patina appiccicosa degli anni di “fatica”… Sulla Sinistra vi è un portafusibili a 4 posti per avere a portata di mano (e alla svelta!) i ricambi in caso di avaria.

Moltisuoni rack semprini

Il cablaggio è fatto a mano e legato (per tenerlo in ordine) con un filo di canapa ,mediante una sapiente legatura a strozzo.Notate l’interruttore nel posteriore(in corrispondenza dell’ulima guida)..serve per la commutazione Stereo-Mono nel caso ( come questo) si utilizzino due moduli amplificatori e si abbia a che fare con una sorgente audio singola,le forature posteriori sono i “passaggi” per le varie connessioni  “IN-OUT” e per i vitoni di fissaggio dei vari moduli

Moltisuoni rack semprini 2

Moltisuoni Semprini ST240/40-11

Modulo di Alimentazione Semprini ST240/40

 

Il contributo ai 20 kg di peso dell’unità viene ,per un buon 40% da questo modulo,colpisce infatti per le generose (ed è limitato come aggettivo) dimensioni del trasformatore di alimentazione…come ogni buon progetto appare surdimensionato rispetto alle reali necessità ed è garanzia di lunghi periodi di funzionamento senza patire eccessive perdite di rendimento; La sua fattura è ottima,possiede nucleo ad ” E I ” … gli avvolgimenti del cartoccio sono ordinati e disposti razionalmente.

Moltisuoni Semprini ST240/40-4

Moltisuoni Semprini ST240/40

Moltisuoni Semprini ST240/40-2

Moltisuoni Semprini ST240/40-3

L’anodica è tutta in “stato solido”..non ci sono tubi rettificatori in favore di una maggiore affidabilità nel tempo e prestazioni più decise.La tensione alternata (350 Volt) del secondario viene rettificata da una coppia di ponti al selenio (Siemens B300C200) connessi in parallelo,a cui fa subito capo la prima capacità di filtro del doppio pi-greco resistivo.Il livellamento è garantito dall’utilizzo di tre condensatori con capacità di 50uF in ingresso,50uF intemedio,e in uscita un’altro da 50 uF,con i classici condensatori a vitone della Sprague (Che…non ostante gli anni di lavoro e quelli di inattività, funzionano ancora abbastanza bene)

Moltisuoni Semprini ST240/40-5

Sempre sullo stesso modulo vi è la sezione di alimentazione negativa per il Bias ( fisso -30volt ) delle valvole finali ,ed è costituito da un diodo al selenio ,seguito anche qui da un pi-greco resistivo (100uF) per il livellamento.Nella foto sotto lo si può vedere in alto a sinistra nel primo piano

DSCN1400

il secondario dedicato all’accensione dei filamenti nei tubi (6,3 volt 8 Ampere) non viene raddrizzato..vi è solo il classico reostato variabile ai capi di tale secondario,con il cursore connesso alla massa dell’apparecchio (150 Ohm 2 watt..visibile chiaramente nelle prime foto) questo accorgimento serve per poter minimizzare il rumore di fondo (HUM) e dare al contempo, il riferimento a “zero” volt della sezione anodica nei filamenti.

Completano il tutto la spia di alimentazione-illuminazione frontale (6,3 volt 1 watt) , il cambiatensioni con valori: 110-125-140-160-220 volt , il fusibile sul primario del trasformatore ( 5×30 – 250volt 3A) e l’interruttore di accensione (che … come brutta abitudine degli apparecchi di 50 anni fà, leva solo tensione sulla fase di rete, pertanto fate attenzione a prestare manutenzioni quando l’apparecchio è collegato alla 220).

All’epoca non erano previste nemmeno prese di terra (forse nei rack dedicati semprini c’erano ??? Chi può dirlo…) ,tuttavia se considerate di restaurarne uno oppure semplicemente di adoperarlo per vostra gioa ,è consigliabile adottare una modifica con questo accorgimento ..se possibile nel rispetto dell’estetica originale dell’apparecchio.

 

Amplificatore-Mixer Semprini ST 240

Moltisuoni Semprini ST240/40-7

Ogni modulo monta un totale di 6 tubi : 3 di segnale,2 di potenza e un “occhio magico” per avere un idea della potenza impegnata a colpo d’occhio ( battutaccia… 😀 )

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Moltisuoni Semprini ST240/40-9

Moltisuoni Semprini ST240/40-10

Costruito per durare a piena potenza e per molto tempo…ha zoccoli ceramici noval e zoccoli in steatite octal per le finali,resistenze con tolleranza 10% (ricordo che di norma all’epoca,negli apparecchi commerciali,la tolleranza di ogni singola resistenza era nell’ordine del 25-30%..quando andava bene) tutte da 1 watt in carbone,il trasformatore di uscita è correttamente dimensionato per un uso continuo ed è di ottima fattura,anch’esso con nucleo a ” E I ”

Tutto il cablaggio e la disposizione dei componenti sono altamente curate,ragionate e rifinite ( eccezzion fatta,voglio metterlo in chiaro, per l’isolamento anodico tra tubi e Trasfo  di uscita…. che è opera del precedente “tecnico” ..ex possessore di codesto apparecchio…chi sa se costei era conscio del fatto che su ogni cappuccio ci sono ben oltre 400 volt in corrente continua … 😮 😮 )…logicamente ogni modulo veniva assemblato manualmente uno ad uno…da manodopera altamente esperta e qualificata come si evince dalle foto

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Lo schema amplificatore adottato è una rivisitazione dell’arcinoto “Mullard 5-20” con alcune debite modifiche per innalzare la potenza di uscita (utilizza tubi EL36 al posto delle celebri EL34,probabilmente per un fattore di robustezza unita all’economia di esercizio-facile rintracciamento dei ricambi ) con varianti minori dovute alla presenza del preamplificatore microfonico (basato sulle due sezioni presenti nella ECC83)  e dell’occhio magico EM84.Fa inoltre comparsa,benchè fisso,il bias a polarizzazione negativa dei tubi finali,cosa che nello schema mullard mancava.Diverso anche il trasformatore di uscita,che dispone di avvolgimento dedicato per la controreazione ,inoltre, differenza significativa la troviamo nell’alimentazione totalmente a stato solido….Appena disponibile l’originale Semprini (sempre che riesca a reperirlo…) pubblicherò in rete lo schema elettrico relativo al modulo ST 240 …per il momento,tanto per dare un l’idea circuitale , pubblico lo schema del Mullard 5-20 a carattere di linea guida generale.

 

Principio di funzionamento del finale:

 

In breve … il pentodo EF86 da una prima amplificata al segnale di ingresso,che verrà poi portato alla sfasatrice split costituita dalla ECC85..le due porzioni speculari di segnale (polarizzate debitamente dal bias negativo) verranno poi applicate alla coppia di pentodi finali EL36 che piloteranno il primario del trasformatore d’uscita.Un secondario dedicato alla controreazione proporrà parte del segnale amplificato alla EF86 fornendo così la retroazione necessaria alla stabilità e linearità del finale.Versioni più potenti (cito ST 280,ma anche altri apparecchi Semprini adottavano questo accorgimento) usavano il medesimo schema adottando 4 tubi finali ,anzichè due con debiti partitori resistivi a valle della ECC85 per polarizzazione e punto di lavoro . Il trasformatore di uscita audio disponeva quindi in questo caso di 4 doppi primari anodici dedicati ad ogni EL 36.

moltisuoni mullard 5-20

Piccola parentesi :

Verso il finire degli anni ’60 la Mullard rilasciò un certo numero di progetti (all’epoca vera e propria novità) che la rivista “wireless world” rese in anteprima celebri e di dominio pubblico..a distanza di breve usci il famoso “mullard -circuit for audio amplifier-” che vedete in copertina qui sotto:

Moltisuoni-Mullard_Circuits_for_Audio_Amplifiers

In europa  furono molti i costruttori che ne fecero tesoro di tale manuale …..

Cito fra i tanti :

Philips,Davoli,Geloso,Binson,Semprini,Grundig,Saba,Farfisa,Fbt,Meazzi etc etc  ,  i quali  presero spunto come base per le proprie elettroniche consumer , spesse volte con minime varianti..Questo fa si che ripararli sia tutto sommato una impresa abbastanza semplice avendo un minimo di bagaglio sul mondo delle amplificazioni valvolari

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I controlli di tono(bassi-alti) coassiali sono passivi e non hanno coinvolgimenti col circuito di controreazione (come spesso si vede in circuitazioni valvolari retrò),sono a monte della EF86 e sfruttano la sensibilità di questo pentodo..come detto poco fa,l’unica sezione attiva la si può ricondurre allo stadio microfonico costruito intorno alla ECC83 (nello schema classico di amplificatore di tensione) ,l’uscita fa capo al potenziometro del “volume micro” cui a sua volta si va ad immettere nel cursore del “volume generale”,rendendo così possibile di fatto una miscelazione tra parlato e base musicale ,se lo si desiderava.

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Nota di riguardo sul trasformatore di uscita che annovera doppi secondari : Il primo serve per pilotare le casse a cui è collegato l’amplificatore, con la possibilità di scegliere impedenze di : 4-8-16-32-64-128,mediante un comodissimo selettore rotativo…Il secondo “secondario” serve per pilotare un altoparlante spia (oggi lo chiameremmo monitor) ed è studiato per aver potenza contenuta (circa 3 watt) con la prerogativa di essere totalmente indipendente dal sistema principale,a scanso di perdite in potenza..una soluzione raffinata se pensiamo ad un apparecchio d 50 anni fa.Completano l’ottima fattura del modulo ,le prese XLR-Geloso che vedete nell foto sopra (notate anche la qualità del pettine di connessione al rack)

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L’occhio magico EM84 (tenuto saldamente in sede mediante un clamp a molla) è stato da me prima definito impropriamente VU-Meter,in realtà la sua funzione è quella di valutare l’indice di potenza erogata dal finale per prevedere eventuali clipping…esso infatti viene pilotato,mediante rettifica a doppia semionda da due diodi al germanio + capacità di livellamento, direttamente dal segnale disponibile sul secondario del  T.U, proprio come accadrebbe per un VU-Meter a lancetta…ma la sua inerzia,unita all’assenza di scala graduata,ne fanno più un uso “indice” rispetto ad un vero strumento di misura.Notate in alto a destra la lampadina di illuminazione da 1 watt del plexiglass frontale,che avviene per riflesso..questa “chicca” oltre a donare un aspetto scenografico spettacolare al buio,permette al tempo stesso di individuare immediatamente i comandi in condizioni di chiaroscuro.

 

Fotogallery del restauro ( in costruzione-aggiornamento al 21/7/2013 )

 

Il termine restauro viene inteso dal sottoscritto come : pulizia,controllo,ricablaggio(se necessario) e sostituzione delle parti usurate,taratura finale strumentale e collaudo al banco per sincerarsi del buon esito.

Nello specifico il mio esemplare necessita della sostituzione (classico difetto) di buona parte delle capacità di filtro e accoppiamento/disaccoppiamento,di alcune resistenze e logicamente di alcuni tubi usurati dagli anni di lavoro,meccanicamente avrò da sostituire un certo numero di viti arrugginite e riverniciare sicuramente il contenitore che appare malconcio.Qualche piccola opera di ricablaggio completerà il lavoro che rimetterà a nuova vita questo meritevole Semprini !

Fotogallery restauro modulo Amplificatore-mixer Semprini ST 240

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Considerazioni finali e giudizio

 

 

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NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di più sull’argomento Semprini :

https://www.facebook.com/pages/Semprini-History/166017446765410

http://www.radiomuseum.org/r/liare_semprini_st280st_28.html