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Philips Match-Line 22AV1993

L’anno nuovo lo battezziamo subito con un curioso sistema di altoparlanti : I Philips Match-line 22AV1993! Di forma a piramide e con emissione omnidirezionale , giusto per non farsi mancare nulla 🙂 Facevano parte della lussuosa serie “Match-Line” di Philips , una punta di diamante nel 1986 per quanto concerneva il nascente mercato “AV” in cui la casa Olandese , obiettivamente con molta lungimiranza , aveva creduto in netto anticipo rispetto ai suoi agguerriti concorrenti.

Nascevano come satelliti da affiancare a due unità sub-woofer a scelta . Ma come si vedrà più avanti , possono  essere usati come sistema a se stante ponendo in essere poche , ma mirate , modifiche atte a migliorare seriamente le qualità soniche di questi curiosi diffusori

moltisuoni - philips match line 22av1993 -2

E’ oltretutto una ottima occasione per “giocare” con un sistema omnidirezionale economico : Ciò permetterà di farsi una idea precisa sui pregi e difetti che tale sistema acustico offre , per poi passare eventualmente un domani a realizzazioni più ambiziose !

Photo courtesy: MFB Freaks.nl

Non per ultimo come in tutte le cose , merita un plauso il loro insolito ed elegante design a piramide , che ben si presta ad una integrazione in qualsiasi odierno salotto…


Costruzione , altoparlanti e smontaggio ….

 

Dal basso si svitano le quattro parker a croce , e la piramide di rete nera viene via lasciando a nudo il cabinet plastico il quale ospita woofer e tweeter. Ha un volume interno  di circa 1,5 litri al netto.

Altre 6 viti (Cerchiate in rosso…Due sulla flangia tweeter e quattro sulle flangiature del Woofer) e il tronco di piramide  si apre esattamente in due semi-metà .

I foam del woofer sono chiaramente belli marci , ma si sà !!!! Il tempo non è galantuomo…. All’interno si scorge un primordiale filtro cross-over deputato al taglio frequenze verso i due altoparlanti.

Si tratta di un semplice filtro passa alto a 6 dB per ottava ( A dirla tutta in realtà la cella del tweeter ha un comportamento in fatto di pendenza riconducibile e similare ad filtro del terzo ordine) i quali cut-off sono fissati in 200hz per il woofer e 9000Hz per il tweeter . Via , pedalare senza troppi complimenti ! Qua sotto ,se occorre , avete lo schema elettrico !

Va bene che queste Philips Match-Line erano concepite e parte di un sistema AudioVideo , va bene la qualità dei condensatori Roederstein …. Ma comunque si poteva fare sicuramente di meglio visto la fascia di prezzo in cui questo prodotto si poneva.

Philips match line 22av1993 tweeter

Il tweeter è un componente da 19mm a cupola rigida in Mylar (dotata di rifasatore acustico)  con magnete in alnico.

moltisuoni - philips match-line 22av1993

Il woofer (Sarebbe molto più corretto chiamarlo largabanda) è un componente da 120mm con bobina mobile da 15mm in alluminio e gruppo magnetico schermato come di prassi negli impianti “AV” Questo per non interferire col CRT del tv se posti nelle vicinanze.

I dati di “targa” sul finire dichiarano una tenuta nominale di 30 watt con picchi sulla 60ina e un’impedenza vista dall’ampli di 8 ohm . Nella prima serie non era prevista la morsettiera per i cavi : I diffusori avevano dunque un cavo uscente come unica terminazione casse-ampli 🙁 ! Fortunatamente le serie successive sopperiranno di grazia , a questa mancanza con una coppia di morsetti a molla.


Buoni propositi e migliorie….

Quanto propongo è frutto di una serie di esperienze condotte dal sottoscritto , il quale ha torchiato le due Philips Match-Line per diverse settimane in diversi ambienti . Di base tale modifica trova cardine sul cross-over e nella sostituzione del tweeter con un’ottimo componente Ciare-SEC . Nulla da ridire sul Philips nativo , che è di buona fattura , ma non c’è paragone tra una cupola in mylar ed una in seta come dettaglio e dolcezza!

philips match-line

Il nuovo cross-over  vanta celle del 2° ordine con una frequenza d’incrocio a circa 6000hz , di seguito lo schema per familiarizzare …  Il Ciare-Sec utilizzato è un elemento da 4Ω , che viene abbinato ad un attenuatore L-pad in modo da avere un fronte “acuti” ritagliabile a misura d’ambiente . In caso di necessità , quindi volendo può essere nettamente in predominio rispetto al woofer : I motivi di questa particolare scelta verranno poi trattati più avanti .

moltisuoni - philips match-line crossover 22av1993

La basetta viene riutilizzata per ospitare i componenti del nuovo cross-over essendo quest’ultima un circuito stampato universale.

Col nuovo “cut-off” il woofer si trova quindi in condizione di salire in gamma medio-acuta senza però accusare distorsione negli estremi acuti del programma musicale  .

Va ad aggiungersi a quanto sopra, l’ulteriore vantaggio di non avere più “strozzature” in gamma bassa  .

La qualità dei componenti deve essere nella norma…Gli induttori però , sempre meglio se avvolti in aria ! E via al suo posto d’origine…

Il volume interno va riempito di fonoassorbente , dato che in origine non era nemmeno previsto . A scelta se lana di vetro o cascame d’ovatta , l’importante è che ques’ultimo non venga compresso una volta chiuso il cabinet con gli altoparlanti in sede.

I cavi conviene siano della giusta lunghezza per una manovra agevole dei componenti nelle operazioni di assemblaggio . Sotto il woofer ribordato con la sospensione in gomma butilica e un nuovo dust cap in carbonio 🙂

L’attenuatore L-PAD verrà fissato sul fondello delle casse , in un foro già esistente , che andrà allargato al Ø di 9mm . A posteri di questo lavoro sarà necessario poi accorciare il perno di comando per farlo rimanere sottomesso al piano d’appoggio .

La foto a sinistra mostra il fondo della cassa come concepita da mamma Philips . Quella di destra invece sfoggia il post-intervento, dove spiccano la morsettiera a vite e l’attenuatore L-PAD prima accennato. Il foro dove prima usciva il cavo, verrà reso cieco da una idonea vite conica M4 con  rondella in gomma dal lato interno.

Ho riposizionato infine a destra l’etichetta (Prima si trovava a coprire il foro dove ora compare l’attenuatore , si scorge infatti il testimone dell’adesivo … in attesa della targhetta custom). I serra-cavo a vite sono una “reinterpretazione” delle affidabilissime morsettiere da cablaggi nei quadri elettrici con jumper in rame OFC .


Malizie nel ri-assemblaggio del tutto….

 

I due semi-gusci andranno sigillati con colla a contatto (bostik o similari) nei profili di mezzeria come da prospetto soprastante evidenziato in giallo , rispettando scrupolosamente i salti maschio / femmina degli incastri . Attenzione al cavo del tweeter che stia nella sua sede , diversamente non riuscite a richiudere il tutto….

Il tweeter Ciare prenderà sede nell’alloggiamento previsto al vertice della piramide , il volume interno del cono difrattore verrà riempito anch’esso di fonoassorbente .

La faccia superiore dove ha sede la flangia , va coibentata con uno strato di poliuretano in modo da schermare l’emissione sottostante del woofer.

Il woofer è buona prassi dotarlo di una guarnizione in neoprene sul cestello ,  da garantire così la tenuta quando sarà alloggiato in sede.

 


Cosa cambia dopo le modifiche ?

Le Philips Match-Line , alla stregua di tanti piccoli diffusori restituiscono ora una gamma bassa presente seppur inevitabilmente risicata . In soldoni il subwoofer , post-modifica non è più una grossa mancanza benché sia sempre un domani implementabile .

Sentir suonare un diffusore omnidirezionale è davvero una novità. La musica viene dispersa effettivamente a 360° quindi , in linea teorica ogni ascoltatore gode di un ottimale punto d’ascolto a prescindere dalla loro posizione nella stanza con una “ariosità” sconosciuta ai convenzionali diffusori acustici.

Il mio (personale) giudizio è che per fruire appieno di tale tecnologia costruttiva , la piramide debba essere posizionata in spazi sufficientemente aperti e comunque senza oggetti riflettenti posti nelle vicinanze per potersi esprimere al meglio .

Una parete , o una tenda ad esempio enfatizzano o attenuano in larga misura l’emissione medio acuta (Qui si scopre il perché di avere un tweeter a 4 Ω che possa all’occorrenza farsi “sentire” regolandolo caso per caso) alterando notevolmente le qualità acustiche del sistema. La modifica proposta permette dunque di interfacciarsi al meglio nell’ambiente .  Adatte in sostanza per una amplificazione contenuta ma di qualità . In ragione delle modifiche proposte è corretto quindi riconsiderare la loro tenuta in potenza in un 15 Watt nominali e grossomodo 40w di picco con un modulo di impedenza prossimo ai 6Ω . Certamente è una piccola rinuncia da contrapporre però al vantaggio della qualità sonora acquisita ….

 

Alla prossima egregi!

Andrea Moltisuoni

 

 


 

NOTA BENE:
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Link per saperne di più sull’argomento

 

http://pokazywarka.pl/3yg2to/

https://www.audiovintage.fr/leforum/viewtopic.php?t=53209

http://obsoletetellyemuseum.blogspot.it/2011/05/philips-25ml876608b-idtv-100hz-match_14.html

 


 

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