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Augusta Stereo Tuner 740

 

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Passate come un lampo le agoniate ferie estive ci si ritrova nuovamente a Settembre !!! Si  torna sui banchi di scuola e per qualcuno….sui banchi di laboratorio ….. Ad ognuno il suo “trastullo” !

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Sul mio banco , seppur non di scuola , oggi è  il momento del sintonizzatore Augusta stereo tuner 740 , promesso di recensione qualche tempo fa sulle pagine di questo stesso blog .

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Pensato espressamente come gemello al già recensìto amplificatore Augusta 240 ( http://moltisuoni.altervista.org/tag/augusta-240/ ) anche questa realizzazione Trentina ha peculiarità e soluzioni molto originali pur rimanendo in un contesto marcatamente economico . Questo non significa necessariamente una malfatta costruzione….Ma anzi , come si vedrà in seguito , vi sono scelte costruttive molto azzeccate nonchè funzionali , racchiuse in uno chassis metallico di decente fattura e robustezza .

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La caratteristica di avere una sola gamma di ricezione (FM)  è un’altra scelta progettuale che denota la volontà di un prodotto ben fatto a prescindere dal costo finale contenuto.

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Il frontale , oltre alla scenografica quanto originale scala parlante verde (Munita di strumentino atto a dirci la qualità del segnale ricevuto e  spia FM Stereo) , ospita i comandi di : Accensione , AFC (Centraggio automatico e cattura della stazione) , muting e selettore Stereo/Mono . Le manopole , benchè appaiano ad un primo sguardo , di alluminio sono invece di plastica verniciata…. E’un piccolo sacrificio a vantaggio della qualità posta in altre parti dove peggio sarebbe stato lesinare .

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Sul retro , nello stile più spartano possibile , troviamo ingresso a 75 Ohm per antenna esterna e uscita audio (Standard DIN) con la possibilità di inserire o meno ,un’attenuatore sul percorso segnale.

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Fatte le dovute presentazioni è il momento di vedere come è costruito al suo interno ! Al solito , razionalità e pulizia di esecuzione regnano sovrane e ci  si aspetterebbe di  trovarle in elettroniche di levatura maggiore ….

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Sicuramente la prima caratteristica che non passa inosservata è il modulo tuner “all-in-one” della milanese Lares , al quale fanno capo tutte le funzioni sopra descritte . Del tutto similare ad un comune tuner TV , assolve tutte le funzioni richieste ad un moderno sintonizzatore supereterodina Hi-Fi … Decodifica stereo compresa!

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Sebbene oggi possa sembrare una scelta desueta  , 40 anni fa era una vera e propria novità d’avanguardia ( Tanto vi basti pensare che anche nel sintonizzatore Brionvega TXS 1000 vi erano state fatte scelte similari…il divario di prezzo tra il sopracitato e l’Augusta stereo tuner 740 erano notevoli , mi preme ricordare! ) oltre a rappresentare una certa innovazione nel modo di concepire la radio . L’utilizzo di circuitazioni accordate con diodi varicap permettevano non per ultimo precise sintonie (Eccezion  fatta per quei sinto  dell’epoca con memorie “slittanti”….Ma è un’altra storia) e una certa libertà costruttiva non avendo più il vincolo del condesatore variabile . Di fatto , il circuito stampato “madre” ospita solamente un certo numero di componenti relegati principalmente all’alimentazione , sintonia e trattamento del segnale . Purtroppo non  avendo trovato in rete alcunchè sui tuner Lares (Vuoi anche perchè pure questa eccellenza italiana risulta essere in fallimento 🙁 ) mi vedo impossibilitato a fornire indicazioni circa la verifica della taratura , ma va anche detto che si tratta di componenti dove raramente c’è necessità di intervenire per il fatto che molte bobine di accordo sono “strip-line” direttamente incise su circuito stampato. Gli unici trimmer presenti quindi sullo stampato servono per regolare : La sensibilità di aggancio AFC , il fondo scala dello strumentino S-Meter , il centraggio della sintonia rispetto a quanto indicato nella  scala parlante e per ultimo , la soglia d’intervento del muting detto anche in gergo  “Threshold”

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La sezione di alimentazione , oltre al ponte di diodi , impiega curiosamente  un circuito integrato per stabilizzare la tensione (Al posto del consueto transistor + zener) , nel dettaglio  un TDA 1415 , parente strettissimo (pin to pin) dell’odierno uA 7815 .

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Il modulo Lares, come anzidetto possiede al suo interno anche il decoder FM stereo , pertanto propone nelle sue uscite , un segnale già stereofonico al quale va applicata solamente la giusta deenfasi (filtro passa basso) in base allo stato in cui ci si trova a ricevere  (In europa il valore di deenfasi è fissato in 50uSec….stati uniti e giappone invece abbracciano lo standard di  equalizzazione 75uSec )

DEENFASI 50 uSec - MOLTISUONI

Per finire la “presentazione” interna non poteva mancare il gruppo di sintonia , nel quale il potenziometro è cardine ! In fronte ad esso si trova il circuito stampato ospitante le 3 lampadine di illuminazione

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Qualche modifica …. ? …. Si , grazie!!!

 

Senza stravolgere l’economicità posta come base dai progettisti di  Calliano , è tuttavia possibile apportare qualche piccola miglioria sul piano acustico – funzionale, senza spese eccessive e con modesto impegno . Prima fra tutte quelle consigliate : I due condensatori di disaccoppiamento sul segnale audio che risultano essere normali elettrolitici da 10 uF ; Sicuramente un ottimo beneficio è passare al poliestere, di pari valore!

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Le dimensioni in gioco non permettono però il montaggio “lato componenti” , pertanto una volta levato il fondello dell’apparecchio dovrete farceli stare dal “lato rame”.

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Sempre in tema di capacità ,  un’altra miglioria è intervenire con un filtraggio più accurato nella sezione alimentatrice . Il valore attuale è fissato in 470uF …. Ma il passaggio a 680uF specie se con bassa ESR  (Nel mio caso ho utilizzato un ROE serie EKM)  porterà un beneficio in termini di segnale / rumore . Altrettanto consigliato è dotare il regolatore di un piccolo dissipatore . A regime di funzionamento risulta piuttosto caldo , tanto da scottare le dita ! Se lo ritenete conveniente è possibile sostituire anche il potenziometro responsabile della sintonia con qualcosa di più recente , ma se correttamente deossidato, quello presente in loco funzionerà impeccabilmente . Nella giostra dei controlli includete anche i trimmer…Se “traballano” nel tenere le tarature , cambiateli con altrettanti di pari valore , ma di nuova fattura !

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Conclusioni sul finire…..

Senza spenderci grosse parole , l’Augusta stereo tuner 740 è un prodotto onesto , funziona bene e riceve con brio tutte le stazioni , mantenendo allo stesso tempo  una buona selettività . Dopo la piccola cura oltretutto suona in modo assai decoroso , regalando ascolti piacevoli nella timbrica , e non per ultimo con un’estetica particolarmente accattivante . Ottimo quindi se accoppiato col suo amplificatore Augusta 240 , ma altrettanto valido se inserito in una catena audio qualsiasi . Sulle varie piattaforme “on-line” lo si trova di solito a prezzi stracciatissimi…..dalle 20 alle 40 euro! Dato il modesto impegno economico vale sicuramente la pena di possederlo per levarsi se non altro una curiosità …. Sarà un’ulteriore occasione (Semmai fosse il caso) per accertarsi della bontà di un prodotto tutto italiano 🙂 .

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Alla prossima……tanti cari saluti da Moltisuoni !!!

 


NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.


 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://scuoladigiornalismo.blogspot.it/2010/07/cera-una-volta-la-lares.html

 


 

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Augusta Audio Control Center 240

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Introduzione:

 

Dopo aver speso precedentemente due parole per  un classico nel panorama Hi-Fi  nostrano come il Perser SA 2050, stavolta è il momento buono un’altrettanto celebre amplificatore….L’ Augusta Audio Control Center 240.

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Foriera di un periodo fertile nel panorama italiano, la ditta di Calliano (Trento)  ha saputo presentare una valida gamma di amplificatori,sintonizzatori,registratori a compact cassette  e sistemi coordinati (Piatto-Radio-Amplificatore) in modo da soddisfare il più ampio bacino di clienti possibile con un prezzo ragionevole , in un periodo dove l’offerta e la quantità di prodotti sul territorio nazionale era davvero nutrita. Specialmente nella metà degli anni ’70, l’Augusta ha vissuto il suo periodo di massimo splendore,dopodichè gradualmente dalla fine dei ’70 verso i primi anni ’80 è lentamente entrata nella fase discendente,dovuta perlopiù alla massiccia presenza estera di apparecchi nel nostro paese a prezzi vantaggiosi; Incominciando di fatto la produzione di elettroniche più “leggere” come contenuti qualitativi….Cosa che decreterà, ben presto ,la chiusura in toto dello stablimento di Trento.

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Quello che vado a recensire nelle prossime righe è “l’entry level” dei componenti separati nella gamma 1977, possiede tutti i requisiti richiesti ad una apparecchiatura Hi-Fi dell’epoca (controllo toni,bilanciamento,loudness ,filtri subsonici,tape monitor) con qualche spunto interessante,come il commutatore sulla scheda Phono per testine ceramiche o magnetiche ….si tenga sempre presente che stiamo parlando di apparecchiature di levatura medio-economica,che si collocavano come valida alternativa ai “mostri sacri” dell’Hi-Fi

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Caratteristiche tecniche Augusta Audio Control Center 240 :

 

Alimentazione : 220Volt AC 50hz – circa 180 Watt

Ingressi : 3 : Tape – Phono – Tuner

Potenza nominale : 20+20 watt su 8 ohm

Controlli : Bassi , Acuti , Bilanciamento , Volume , Contour (Loudness)

Filtri : 2 : Acuti (20khz)  —  Bassi (15Hz)

Uscite : 1 coppia di diffusori (connettore punto linea) + 1  uscita cuffia

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Costruzione :

 

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Come potrete vedere dalle foto, l’Augusta Audio Control Center 240 è costruito in lamierino di acciaio da 2mm ,pertanto risulta essere solido e piacevolmente robusto, il cabinet offre numerose feritoie di ventilazione nel superiore e annovera il fondo removibile (per la gioia dei tecnici chiamati alla manutenzione) con idonee forature per favorire il moto convettivo dell’aria nell’interno dell’apparecchio. Sul frontale spicca la console di comando che ha come base un profilato plastico al cui interno,in un bassofondo, fa capolino una lamierina di alluminio serigrafata (sfondo nero con caratteri bianchi) molto accattivante,in pieno stile anni ’70…nell’insieme  gli conferisce un aspetto gradevole e comunica un certa sensazione  di qualità al tutto…unica nota “dolente” (a mio personale giudizio) sono le manopole e i copri-pulsanti in plastica….per stare entro un determinato “target” di prezzo ,qualcosa si è dovuto sacrificare…evidentemente i progettisti dell’Augusta , hanno preferito tralasciare qualche vezzo estetico in favore della qualità audio.

 

Circuitazione e costruzione interna:

 

Qui vengono fuori le sorprese ! …. L’apparecchio è costruito con un rigore inaspettato,utilizza schede modulari,buona componentistica e ordine circuitale con pochissimo cablaggio volante.

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Con sorpresa ,una volta sfilato il coperchio superiore,rimango piacevolmente sorpreso da un ordine generale di layout ,assolutamente di buon grado, e dalle soluzioni inaspettate in un apparecchio decisamente economico come questo.

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Come potrete osservare dalle foto, ogni stadio di segnale fa capo (rispettivamente per il canale destro e sinistro) ad un certo numero di schedine ,le quali hanno il compito di amplificare e trattare debitamente il segnale a seconda del caso ( Le ultime due vicino allo stadio finale,per esempio, sono del driver).La serigrafia sulla scheda madre suddivisa in blocchi con lettere dell’alfabeto,aiuta  la ricerca guasti nell’apparecchio.

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Questa soluzione permette la facile manutenzione in caso di anomalie,semplificando  il lavoro del tecnico di turno. Sulla scheda madre sono ospitati i condensatori di filtro ,i transistor finali più un certo numero di componenti passivi e condensatori (quasi tutti al poliestere!!) addetti al controllo tono,equalizzazione del segnale e di taglio estremo delle frequenze riproducibili

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Il trasformatore di alimentazione è correttamente dimensionato per le esigenze dell’apparecchio,schermato totalmente da una gabbia di lamierino in alluminio fatta ad hoc , dispone inoltre di una protezione extra data da un interruttore termico a bimetallo (Interviene solo caso di surriscaldamenti dovuti ad un utilizzo prolungato al massimo delle prestazioni  oppure  in caso di scarsa ventilazione …..risulta essere il componente di colore azzurrino che vedete in alto).

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L’alimentazione dell’apparecchio è duale ,viene data dal raddrizzare, mediante un ponte da 4 A , il  secondario del trasformatore  al quale fanno seguito immediatamente  due condensatori di filtro da 3300uf di marca Ducati (Che , come visto in altri apparecchi , di “taglio”  sufficiente a garantire le “performance” del finale,ma un qualcosa in più sarebbe comunque stato meglio…. sarà sicuramente oggetto di upgrade ) ,le alimentazioni delle sezioni attive sulle schedine prendono tensione per costola da qui,mediante un Pi-Greco resistivo e successive capacità di livello da 1000uF  e 470 uf

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La coppia di transistor finali , in simmetria complementare, è saldamente avvitata (previo isolamento) a due distinti dissipatori di calore,sono componenti bipolari europei ,di facile rimpiazzo eventuale con equivalenti a basso costo!

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Due transistor connessi a diodo regolano la deriva termica variando la corrente di riposo dei finali al variare della temperatura (vedi foto sotto)

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Notate la cura progettuale dell’apparecchio….nella prossimità delle alette dissipatrici ,corrisponde foratura del circuito stampato per garantire il moto convettivo e smaltire rapidamente il calore prodotto mediante “effetto camino”

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Per ultimo una vista della scheda madre guardata dal lato piste….tanto per farsi un idea della qualità di questo prodotto….pur restando in canoni di economia!

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Ricerca guasti nell’ Augusta Audio Control Center 240….. E migliorie possibili:

 

L’ho comprato guasto (anche questo su piattaforma eBay diverso tempo fa) per lo sfizio di riportarlo in “vita”,pertanto una volta collegato ad un generatore sinusoidale e ad un carico fittizio ,noto subito il funzionamento di un solo canale,oltre a diversi malfunzionamenti di origine elettromeccanica ,dovuti perlopiù a una presunta inattività (picchi e spurie viste sull’oscilloscopio dovuti ai commutatori e potenziometri,qualche “spiffero” di CC a causa di qualche condensatore in perdita e così via) ; Ben presto,mediante il Signal Tracer ,individuo il guasto  in una delle due schede “driver” che pilotano i finali.

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Vi sono due transistor interrotti (un pre-driver BC 337 e il driver vero e proprio 2N5857) a probabile causa del cortocircuito sul condensatore di accoppiamento di quest’ultimi ( Quello che vedete in alto a destra di colore bianco…un componente EKT elettrolitico non polarizzato da 50uF) dovuto presumibilmente agli anni sulle spalle e alla sua mediocre qualità .

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L’interruzione dei due transistor è stato un fenomeno a catena causato dall’aumento di corrente anomala nel BC 337 dovuta all’accoppiamento diretto in CC del driver 2N 5857…immagino nel giro di breve entrambi siano passati a “miglior vita”…Questo ha coinvolto sicuramente i finali,(anche se stranamente non si sono danneggiati) che, per almeno per un tot , avranno sicuramente erogato corrente continua ai diffusori ad essi collegati … per l’immensa gioia del precedente proprietario.

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Il BC 337 è ancora facilmente reperibile ,mentre il 2N5857 (PNP da 1 Ampere e guadagno 50) un pò meno…può essere vantaggioso in questo caso sostituirlo con un più appropriato 2N2905 (vanno bene anche i BC161 et similia)…leggermente più dimensionato,ma di eguali caratteristiche …logicamente andrà sostituito anche l’elettrolitico non polarizzato….il valore fuori standard di 50uF può essere tranquillamente rimpiazzato con l’odierno 47uF…

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Già che si è nell’opera conviene sostituire i restanti condensatori elettrolitici presenti sulla schedina con qualcosa di recente…almeno sarà una garanzia di non rimetterci più le mani nel  tempo.

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Logicamente stesso lavoro toccherà anche sull’altra scheda ,non ostante essa sia funzionante…per avere equilibrio nei canali! Guardando al resto dell’apparecchio , bisogna in primis sicuramente disossidare,o ancora meglio sostituire (visto il costo ridicolo) i connettori strip-line delle varie schedine…essi sono infatti causa,almeno nel mio esemplare, di malcontatti diffusi  e incertezze varie (tra l’altro bisognerebbe prevedere un fissaggio meccanico perché le schede tendono a sfilarsi con una certa facilità,pecca secondo il mio giudizio rilevante sul piano dell’affidabilità a lungo termine) …chi vuole potrà anche saldare le schedine direttamente alla scheda madre…tuttavia in caso di guasti questo renderà l’accesso più scomodo ai componenti da sostituire.Vale la pena sostituire tutti gl i elettrolitici (almeno tutti quelli di marca EKT) ,generalmente non brillando per qualità,tendono a perdere facilmente le loro caratteristiche

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Le altre operazioni sono circoscritte alla disossidazione di tutti i potenziometri nonchè dei deviatori-commutatori a pulsante….

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Curiosamente nel mio esemplare il tempo aveva venato anche l’involucro di molti condensatori al poliestere…non ostante funzionassero regolarmente… per maggior tranquillità,conviene comunque sostituirli se si presentasse questa situazione

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Per il resto la buona componentistica (eccezzion fatta per gli elettrolitici EKT) utilizzata all’epoca fa si che gli interventi siano pressochè limitati a quanto sopra descritto.Sicuramente una operazione auspicabile, è sostituire i condensatori di filtro principali (3300uF) con qualcosa di più dimensionato ….4700 o giù di lì ,visto  20 Watt nominali erogati….i benefici si vedranno nelle capacità dinamiche di erogazione al carico; Le solite marche conosciute andranno bene,non è il caso di investirci una fortuna….Il mio esemplare monta due Elna da 8000uF solo perchè li avevo in casa…sono certamente fin troppo dimensionati per le prestazioni in gioco.

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Un bel lavoro ,poi ,più di estetica che  di effettivo miglioramento, può essere costituito anche dal ricablaggio (leggermente disordinato) della sezione cuffia e interruttore di alimentazione,seguendo magari un criterio più ordinato .

 

Pregi ,difetti e come suona … l’Augusta Audio Control Center 240 ?

 

Pregi : Costruzione molto curata,componentistica di decente qualità,completo di tutti i controlli che si desiderano avere su un apparecchio del genere ,e non per ultimo molto accattivante come estetica.Dotato di una discreta potenza dinamica e di un buon numero di ingressi,tra cui la possibilità di scegliere la modalità Phono (cristal o MM).

Difetti : Mancanza (grave) di un sistema Antibump all’accensione , così come di un circuito di protezione in caso di anomalie nello stadio finale, ingressi in standard DIN  a 5 poli e uscite “punto e linea”, manopole frontali di plastica verniciata color alluminio (vedi foto sotto).

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Suono : A prescindere che ognuno di noi ha caratteristiche psicoacustiche differenti in termini di percezione…..la mia impressione ,sentendo suonare l’Augusta Audio Control Center 240 , è quella di un apparecchio tutto sommato molto equilibrato,con una prominenza ad enfatizzare leggermente la gamma media del programma musicale. Tuttavia a parte questa leggera inflessione,il resto è molto convincente…oltretutto a differenza dei suoi concorrenti d’epoca,l’Augusta non presenta grossi problemi di interfaccia finale-diffusore,riuscendo nella pratica a pilotare bene qualsiasi tipo di casse ad esso collegate.I comandi di correzione tonalità (Bass-Treble e Contour)  agiscono bene e non sono “debordanti” come in molte realizzazioni nostrane di pari epoca,idem dicasi per i filtri subsonici.La sensibilità degli ingressi linea è piuttosto alta rispetto ai canoni attuali,ma è in linea con lo standard DIN .

 

Somme e conclusioni:

 

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Facendo un paio di considerazioni, può valere la pena possederlo ai giorni odierni…per chi ama le amplificazioni “nostrane” è sicuramente una tappa fondamentale,anche per comprendere come una volta eravamo “bravi” a costruire elettroniche che nulla invidiavano a produzioni europee  e non…L’augusta Audio Control Center 240 si può rintracciare saltuariamente su eBay, e con maggior frequenza su piattaforme alternative come Subito o Kijiji et similia….il prezzo “onesto” varia a seconda delle condizioni elettriche ed estetiche…diciamo che un esemplare in buono stato di conservazione e funzionante alla perfezione si aggira sui 70-100 euro. Chi ha dimestichezza può pure decidere di acquistarlo guasto e poi di riportarlo in vita,spuntando un prezzo decisamente più invitante ; In rete esiste poca documentazione al riguardo,ma non avendo particolari princìpi di funzionamento (lo schema dell’amplificatore è il classico stadio complementare) ,è possibile ripararlo con un minimo di attrezzatura tecnica e un briciolo di passione!

Prossimamente (appena gli impegni lo permetteranno) vaglierò il sintonizzatore coordinato Augusta ST 740 e  il fratello maggiore ,ovvero L’Augusta Audio Control Center 340 ( in mio possesso e già restaurato,giusto per “tributo” alla casa di Calliano) ,un amplificatore di maggiori dimensioni e uscita per 3 coppie di diffusori…..

Alla prossima dunque …

Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://www.radiomuseum.org/r/augusta_audio_control_center_240.html

Moltisuoni …. Chi Sono?

Blaupunkt Amsterdam 11 - moltisuoni 1

 

Classe 1976 nato in quel di Genova e ivi attualmente residente in questa ormai snaturata cittadina . Da piccolo , per gioia e disperazione dei miei genitori ,ero sovente a smontare qualsiasi tipo di apparecchiatura avesse a che vedere con circuiti e affini. La mia fame di capire (per quanto potesse farlo un bambino) in un epoca dove non esisteva internet era il pane di tutti i giorni. Complice la passione per la musica che alimentava come un mantice le braci di un neonato hobby che dall’età di 5 anni circa si svegliò in me. Oggi (fortunatamente) ho mezzi intellettuali sufficienti per poter divertirmi a riparare e costruire apparecchi audio e non…Oltretutto  come per molte persone accade , di mestiere faccio tutt’altro rispetto a quello che la mia passione imporrebbe , dunque uno sfogo è doveroso 😉

Moltisuoni Rogers HD 88

A dire la verità non avevo mai pensato di mettere su un “baraccone” on line di quello che sono i miei “maneggi” (per dirla in genovese) , tuttavia un giorno pensai che quel bagaglio di esperienze man mano accumulato , sarebbe stato corretto condividerlo con altre persone le quali nutrono i miei medesimi interessi. Per spirito di avventura,guardando un pò in rete e leggendo alcuni tutorial…ho dunque iniziato su questo spazio Altervista!

moltisuoni sub pioneer gtx

Moltisuoni philips AG9016

Moltisuoni woofer ESB cdx1

La differenza rispetto ai tanti siti che uno può trovare curiosando on-line stà nel fatto che gli oggetti proposti a scadenza variabile sono delle più disparate estrazioni, perchè saranno quelli che piacciono a me e che ritengo doverosi di approfondimento . Diciamo che il senso di “moltisuoni” è quello di comportarsi come un diario di bordo relativo alle mie esperienze. Specifico che non è un blog a carattere commerciale….cioè potrà capitare che io ceda qualche apparecchiatura su altri siti e-commerce,ma non soddisferò richieste di riparazione elettroniche guaste per conto terzi.

Moltisuoni marantz 5025

Logicamente l’idea di partenza nell’aprire il blog , è quella di essere anche di aiuto per chi ha medesimi interessi e necessiti di qualche dritta (nel limite delle mie conoscenze)…o semplicemente abbia piacere nel vedere l’interno degli apparecchi in mio possesso, venendo a conoscenza di caratteristiche tecniche,circuitali,di fattura costruttiva e così via. Come in tutte le cose anche critiche e pareri sono sempre ben accettti perchè aiutano a capire e migliorarsi (L’importante ,fondamentale requisito,è essere sempre educati col prossimo,proprio come lo si vorrebbe con se stessi 😉 ) pertanto se lo riterrete opportuno potrete contattarmi se vi servissero dei pareri.

Moltisuoni jukebox seeburg

Sicuramente tratterò ,con recensioni più o meno dettagliate ( oppure con semplici gallerie ) tanti apparecchi legati alla riproduzione audio, e non per forza Hi-Fi ( di quelli il web ne è già pieno fin troppo e credo che non se ne senta la mancanza di un altro in tema…come cita il titolo sarà una panoramica audio “diversa” ). Quindi sarà fattibile leggere in questo blog di giradischi,come di autoradio,passando poi per radioregistratori portatili e cosi via. Oltre al fattore suono, prediligo anche l’aspetto emozionale / estetico che l’oggetto comunica alla persona….E non è neanche detto però che,  non troviate una ricetta di cucina suggerita da mia moglie,in occasione di qualche festività!

Moltisuoni AIWA CS-M1 microboombox

La mia passione coincide ( guarda caso ) anche con un account su eBay.it ( Lo potrete raggiungere al link in fondo pagina ,oppure tramite il pulsante “IN VENDITA” sulla sinistra del desktop ) , fonte inesauribile di alimentazione a questa passione nata da bambino .Sempre sulla piattaforma appena citata, puntualmente vengono messi anche in vendita apparecchi da me posseduti…in modo da avere un “ricambio generazionale” nel parco delle mie elettroniche….e far felice qualcuno che desiderava proprio quell’oggetto!

moltisuoni pioneer RT303 reel to reel

Concludo qui  per non annoiarvi con sermoni che son poco utili , del resto ognuno saprà dare un giudizio  sul mio operato e dilungarsi non serve!

Moltisuoni Scott A299

Un caro saluto …. 🙂

 

 

Andrea “MOLTISUONI”

 

 

 

moltisuoni garrard lab 80