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RCF UP 121

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Tra una mangiata e l’altra durante queste festività Natalizie  ,finalmente si trova il tempo per dedicarsi un attimo ai propri interessi e questa volta “tocca” ad una eccellenza nostrana … La RCF (Acronimo di Radio Cine Forniture) che dal tardi degli anni ’40 fino ad oggi non ha mai smesso di “sfornare” apparecchiature interessanti in quel di Reggio Emilia,di notevole prestazioni e con costi allineati alla qualità offerta . Se ci farete caso quando andate in giro, in ogni : Garage , centro commerciale , stazione del treno , stadio o chiesa troverete quasi sempre elettroniche RCF pronte a perorare il messaggio sonoro alle persone … E tristemente diciamo che al giorno d’oggi in italia è rimasta una delle ultime realtà industriali del mondo audio professionale di un certo rango.

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Quello che leggerete nei prossimi trafiletti va a recensire un finale destinato ad un uso professionale (Discoteche o sale comizi prevalentemente) prodotto nel 1979… La costruzione è senza risparmi,massicciamente sovradimensionata quanto basta per garantire anni di servizio -severo- senza intoppi… Ma nel caso di forzata manutenzione causa avaria, è stato anche ragionato per essere riparato un numero pressochè infinito di volte . La rete (ma non solo!) , come sovente succede, ha presto “dimenticato”  questo genere di apparecchi perché poco redditizi in termine di puro consumismo … Vale quindi la pena di rispolverare per un attimo quello che è stato un classico delle amplificazioni nostrane ad uso PRO.

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Caratteristiche tecniche Amplificatore RCF UP 121

 

Alimentazione : 110 – 220 volt AC oppure 24 Volt DC

Consumo massima : RETE 400 Watt circa – BATTERIE : 10 A su 24 volt

Potenza erogata Nominale : 120 W (rete) – 70 W (batteria)

Potenza erogata Musicale : 180 Watt (rete) – 130 W (batteria)

Risposta in frequenza : 50 – 17000Hz (Hi-Fi) —- 600 – 8000 Hz (PA)

Impedenze accettate : 4-8-16 Ohm + linea 50 / 100 Volt

Ingresso: DIN (5 poli) Sbilanciato con controllo sensibilità

Uscita : DIN (5 poli) Sbilanciata

Peso : 15 Kg

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Costruzione e caratteristiche salienti:

 

L’RCF UP 121 è interamente a transistor, si divide essenzialmente in due blocchi ben distinti : Alimentatore e Amplificatore BF

L’unità è dotata di un generoso trasformatore di alimentazione

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Ed è munita di un altrettanto generoso trasformatore di uscita

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Questo perchè partendo dal presupposto di avere una doppia alimentazione (rete + batterie), e posta la condizione di dover operare su diverse impedenze,la scelta più coerente è quella di adottare una circuitazione che impieghi un trasformatore come elemento elevatore di potenza .Poi, più avanti, vedremo come questa soluzione sia il classico uovo di colombo, permettendo di aggirare molte difficoltà in maniera semplice ,ma soprattutto affidabile.Andando con ordine si parte dalla sezione alimentatrice…. Dal trasformatore di alimentazione ,abbiamo un secondario a 26 Volt con zero centrale (26-0-26) ,al quale fa capo il raddrizzatore a doppia semionda composto da due diodi da 30 A ognuno (Di schietta derivazione automobilistica…si era soliti trovarli  nel ponte raddrizzatore degli alternatori da autovetture…. e sono praticamente eterni in una tale realizzazione in quanto ben remoti dal loro limite elettrico )

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Seguito subito dopo da 3 capacità di filtro da 4700uF. Un terzo diodo si trova in serie alla presa batteria 24 Volt e il suo catodo  va a connettersi a monte delle capacità di filtro ( La sua funzione è quella di protezione alle inversioni di polarità ). Questa soluzione permette di avere una fonte di alimentazione affidabile nel tempo,semplice da riparare e con ripple contenuto. A vuoto la tensione nominale ai capi dell’amplificatore è di circa 34 volt.

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La sezione BF invece ,è costruita intorno al canonico amplificatore a simmetria complementare,con la sola differenza di avere un uscita ottimizzata per lavorare col primario del trasformatore di uscita.La sezione finale pertanto annovera ben 4 finali 2N3055 (due in parallelo per semionda = 30A di corrente) idonei a pilotare  il primario a bassa impedenza del trasformatore di uscita.

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Il rapporto di quest’ultimo è circa 1:4 …la sua presenza rende oltretutto superflui tutte le circuitazioni di protezione che normalmente troviamo in tutti i finali di una certa potenza,grazie al fatto che l’isolamento galvanico tra transistor e carico collegato blocca di suo eventuali presenze di tensioni continue in caso di avaria nei finali. Questo permette una semplicità circuitale ridotta all’osso ….seguendo la regola di : quello che non c’è difficilmente si guasta. Nella foto sotto potete osservare i due “driver”complementari da ben 10A ognuno atti a pilotare i 2N3055

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Un piccolo approfondimento circuitale… L’utilizzo di un trasformatore di uscita permette in primo luogo di avere a disposizione sempre una potenza nominale uguale su qualsiasi impedenza di carico (cosa molto gradita specialmente nel settore PRO),in secondo luogo consente lo sviluppo di potenze ragguardevoli partendo da una tensione di alimentazione contenuta. Nel passato infatti era l’unica alternativa circuitale per avere potenze nominali elevate partendo da una alimentazione modesta… non per caso ,si era soliti osservarle con una certa frequenza specialmente nella realizzazione di finali da automobile…Nelle 3 foto successive ne avete un chiaro esempio: Le prime due ritraggono una coppia di “booster” amplificatori da 40 watt rms ,mentre nella terza immagine osservate lo schema elettrico (tratto dallo schemario autoradio della C.E.L.I. ) di un finale marca Roadstar da 45+45 watt nominali

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Equalizzatore booster arrow - moltisuoni

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Successivamente,grazie alla crescita tecnologica  l’utilizzo di survoltori ha soppiantato questa tecnologia ,non tanto per validità ,quanto per riduzione di pesi e costi (un trasformatore di uscita,se ben fatto e con banda passante degna di tal nome è sempre costoso)…. Tornando al discorso rcf,si nota infine nella scheda madre che ospita l’elettronica del finale,la presenza di un piccolo deviatore ; Serve per far lavorare l’ampli in regime hi-fi oppure in modalità PA (Pubblic Address), e in realtà si tratta di una opportunità per inserire o meno nel segnale di ingresso un filtro passabanda che limita la risposta in frequenza in caso di utilizzo per diffondere solo la voce.

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Questo torna comodo con l’utilizzo di trombe direzionali e/o colonne sonore permettendo di ottimizzare il rendimento dell’unità…peccato che per interagire su di esso bisogna sempre levare il coperchio….un comando esterno avrebbe reso la vita più comoda.

Modifiche ,azioni manutentive e eventuali “Upgrading”

1) Se il vostro ampli è funzionante ,basterà solo una controllata alle solite capacità (filtro + segnale) e se proprio volete star sereni,una controllata allo stato di salute dei quattro 2N3055 misurandone le caratteristiche con un idoneo prova-transistor o tracciacurve

2) Se invece è un recupero (come nel mio caso) fermo da anni e sfruttato senza pietà , dovrete valutare voi stessi l’entità del danno e le azioni correttive necessarie… Dal mio canto vi illustro di seguito quello che per il mio caso è stato necessario intraprendere … Partiamo dallo stadio alimentatore : I vecchi condensatori SEM italia sono tutti e tre passati a migliore esistenza…non c’era da aspettarsi il contrario… come tutte le capacità made in italy dell’epoca, forse tranne qualche rarissima eccezione , diventano veri e propri cortocircuiti

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Opterò quindi per la sostituzione con altrettanti elementi nuovi  da 50 V , aumentando leggermente le capacità di ognuno da 4700 a 6800 uF (passeremo quindi da 14100 uF totali a ben 20400 uF)

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Meccanicamente bisognerà ingegnarsi leggermente per poter ospitare/adattare i nuovi componenti sul supporto in alluminio originale….a tal proposito ricordo che tutta la superficie è attraversata da tensione POSITIVA che andrà debitamente isolata dallo chassis del finale ,pena il corto circuito, mediante il supporto in bakelite che vedete nella prima foto e relative viti isolate.

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Risolta la prima problematica , viene il tempo di dedicarsi allo stadio finale dove spiccano subito all’occhio due transistor “martirizzati” da un uso poco riguardevole fatto da chi lo possedeva prima di me…..

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Onestamente non capita tutti i giorni di vedere un tale barbecue elettronico….

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Senza bisogno che lo dica ,si intuiva che non era funzionante il mio UP121,ma fortunatamente, complice la tipologia costruttiva di cui sopra si parlava ,il danno si è limitato solo ai finali di potenza ,risparmiando driver e quant’altro. Prima di smontare il finale fisicamente dallo chassis, è utile prendersi nota delle connessioni elettriche presenti sulla scheda!!

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Per procedere alla sostituzione è necessario poi procurarsi 4 transistor 2N3055 con caratteristiche elettriche quanto più possibile similari (lavorano in parallelo e per tanto abbiano resistenze sugli emettitori ,un forte squilibrio farebbe lavorare un elemento più dell’altro) … già che si deve intervenire è conveniente sostituire anche le capacità di filtro e segnale.

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Qui ognuno potrà anche prevedere di montare sul dissipatore gli zoccoli per TO3 ,che all’atto pratico permettono la rapida sostituzione dei finali in caso di avaria…oltre a raggirare la “menata” dell’isolamento pezzo per pezzo

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Certo è una spesa in più,ma si lavora con più agio nel futuro….anche stavolta bisogna prima di tutto farsi uno schemino delle connessione (specie perché i transistor sul dissipatore sono montati uno al reverso dell’altro,pertanto può essere facile commettere un errore nella fase del successivo ricablaggio)

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Sempre nel tema del lavoro “upgradato”,una buona ricablatura con cavo di sezione più ragguardevole è assai consigliato (2,5mmq sui collettori – 1,5mmq sugli emettitori – 0,5 sulle basi)

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Anche se non del tutto necessario, vi consiglio di sostituire pure i due diodi 1N4002 presenti sul dissipatore nella veste di rilevatore termico per la corrente di riposo dei finali

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Visto il loro costo insignificante e visto gli stress termici a cui sono sottoposti è conveniente metterli nuovi e stare a cuor leggero…Ricordatevi di mettere su tutti i transistor e su tutte le miche isolatrici,il grasso al silicone!

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Una piccola quantità al centro del transistor ,garantirà un corretto accoppiamento termico…Una volta stretto al dissipatore ,il grasso traborderà leggermente fuori la sagoma a garanzia di una completa copertura delle superfici…Una volta terminato il montaggio dei transistor verificate il corretto isolamento di quest’ultimi rispetto al dissipatore. Rimontato il tutto si controllerà poi ,come ultima operazione mediante un multimetro (in serie al cavo arancione presente sulla scheda) che la corrente di riposo, dopo circa 5 minuti dall’accensione (e senza segnale in ingresso) ,stia sul valore di 55-60mA … eventualmente ricontrollatela dopo qualche periodo di utilizzo in quanto i transistor finali andranno piano piano ad assecondarsi…l’unico trimmer sulla scheda madre serve proprio a questa funzione . E con questo si finisce…

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Due considerazioni su quanto visto …

Come suona e come va? Beh,sicuramente non sarà l’oggetto del desiderio audiofilo,questo è quasi superfluo dirlo; Ma nel suo arco ha sicuramente più di un paio di frecce interessanti: Prima tra tutte una decente qualità acustica che tradisce in parte la sua vocazione professionale…infatti grazie al trasformatore di uscita (che scende oltre l’estremo dei 50hz dichiarati dalla rcf) lo scenario acustico è gradevole e il clipping avviene in maniera molto più morbida rispetto ad un pilotaggio diretto ,sicchè anche con valori di  distorsione sopra l’1% l’ascolto non è ancora compromesso (idem gli altoparlanti ad esso collegati … non dimentichiamolo)  . In secondo luogo la qualità di costruzione fa innamorare chi predilige un apparecchio destinato a durare per tanti anni anche con usi al limite….se uno deve sonorizzare una piccola saletta ,una taverna o un piccolo palco con dj set, è sicuramente una scelta ideale alle produzioni economiche di oggi ,vendute a prezzi miracolosi e molte volte dalle prestazioni deludenti .Qua la potenza c’è ed è tanta (misurata al clipping ben 134 watt nominali con 1,5% di distorsione…) ,non si inginocchia ai carichi difficili ed è di qualità dignitosa….pertanto a mio modesto avviso ha ancora più di una ragione di essere usato ai giorni d’oggi, considerando anche la comodità (non indifferente) di poter essere alimentato al -volo- con due accumulatori da auto !!! Una coppia di UP 121 generalmente spunta il prezzo di circa 70-130 euro se funzionanti,ma il loro valore può essere ben maggiore se lo stato di conservazione è decoroso…il fatto che a cavallo tra gli anni 70 e 80 amplificavano discoteche e teatri li fa quasi sempre trovare in coppia sul mercato dell’usato.

Un caro saluto e buone festività a tutti!

 

Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/RCF_(azienda)

http://www.radiomuseum.org/r/rcf_ela_up_121.html

http://www.radiomuseum.org/r/rcf_pa_amplifier_up_121_n.html

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

La Musica Liquida !!!!

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Prefazione:

C’è poco da dire….La curiosità di provare questi moduletti MP3 ha avuto il sopravvento non ostante Io, sia di indole piùttosto analogica!!! Quindi,appena li ho visti ne ho subito presi 3 di varia fattura per farmi un idea circa le loro potenzialità ,facendo qualche prova per vedere pregi e difetti…

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La musica liquida …..  Il “Do it Yourself” ….. E il sito AliExpress!

 

Generalmente fino a poco tempo fa ,chi voleva avvicinarsi al mondo della musica liquida nel campo dell’autocostruzione, non aveva molte chances ,se non quella di comperarsi un lettore Mp3 economico da “moddare” successivamente in base alle proprie esigenze…sempre che questo fosse possibile e sicuramente con molti limiti ; Ultimamente invece è possibile acquistare a prezzi ridicoli, da aziende (guardacaso)del Sol Levante, schede -open source- preposte alla lettura via USB o tramite slot per SD card. Il sito che le vende con maggior affidabilità  AliExpress.com. Quest’ultimo si propone come una piattaforma web molto curata, strutturata a cavallo di un mix tra eBay e Amazon…..nello specifico -Aliexpress- è un grosso sito Cinese di intermediazione tra le innumerevoli fabbriche di elettroniche (e non) site in Hong Kong ( Alla pari di quanto fa Amazon con i fornitori locali in Europa) ,ma, allo stesso tempo sfrutta il sistema di punteggio a feedback   come fa eBay, con il quale è possibile farsi un idea circa la serietà del venditore, nonché la qualità dei prodotti da egli messi in vendita e parallelamente l’indice di puntualità nel fornire le tracciature per la merce acquistata . E’ disponibile in più, una sorta di protezione acquirente che promette di tutelare l’avventore da disguidi di varia natura…..Il pagamento dei beni infatti avviene  (una volta creato un proprio account) mediante circuito Visa-MasterCard (quindi ottimo per chi possiede una Postepay)…..Alla fine della favola,forte dei prezzi al limite del ridicolo, unito alle spese di spedizione a gratis, ho acquistato per personale curiosità, questi 3 lettori ….di cui in seguito recensirò le impressioni sia d’ascolto ,sia d’utilizzo.Il tempo di attesa medio oscilla tra i 25 e i 30 giorni per poterli avere tra le mani….se si considerano le spese di spedizioni a gratis ci può anche stare….la dogana viene accuratamente evitata per il fatto che la merce viaggia in dichiarazione come “Gift – Commercial Sample”…..fintanto che il gioco regge…..

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Con ordine :

Il primo a sinistra è un lettore Mp3-waw lossless ( Mp3 da 96 fino a 320 Kb/s) con slot per SD card e presa USB 500 mA, ha radio integrata FM 88-108,equalizzazione con 5 preset (Rock-Jazz-Classical-Pop-Disco) e ingresso AUX. Si alimenta con 5 Volt stabilizzati ….prezzo € 3,80 spedito ….è il più economico del trittico.

Il secondo al centro è un lettore Mp3 – Mp4 – waw – Flac ,ha un display da 2,4 pollici con grafica ad icone e sistema operativo proprietario,può leggere eBook, film (in qualsiasi formato DiVx – wmv e Quicktime ),ha radio Fm integrata e logicamente lettore audio con equalizzatore a 6 preset….uscita video PAL/NTSC , Ingresso per microfono stereo (può registrare con tre livelli di qualità audio),telecomando + mascherina frontale autoadesiva,marcata curiosamente RealPlayer (come l’omonimo programma per Pc  opensource su base Helix ) …Anche questo si alimenta con una tensione di 5 Volt stabilizzati …. prezzo € 15 spedito  E’ il più ricco del trittico ,con molte funzioni tra cui la capacità di gestire Hard Disk fino a 250Gb….un vero e proprio “media center” insomma.

L’ultimo sulla destra è un altro lettore Mp3 ,molto simile al primo descritto come funzioni ,costruito con una qualità apparentemente migliore ,e, con in più il Bluetooth basato sul protocollo EDR3 per lo streaming dei file audio da cellulari …infine spicca la possibilità di fornire fino ad 1A alla presa USB e questo esemplare possiede regolatore integrato,percui è possibile alimentarlo con tensioni da 9 a 16 volt ,non necessariamente stabilizzate. … prezzo € 8,90 spedito

Poi per completare il test, dato che tutti i 3 lettori sono preamplificati ,mi sono fatto tentare da una coppia di microamplificatorini (prezzo 2,70 euro alla coppia spediti !) in classe D ,basati sul neonato Chip PAM 8403 che eroga ,grazie ad una circuitazione a ponte e al suo rendimento pari al 90%  ,ben 3+3 watt con soli 5 volt su un carico di  4ohm …le dimensioni sono pressappoco quelli di una monetina da 1 € 🙂 ……. Questo completa il set-up di prova di questi simpatici lettori.

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Utilizzo, pregi , limiti e considerazioni in tema.

 

Partiamo dai primi due più economici….

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Entrambi hanno architettura nativa ,nel senso che utilizzano processori identici (purtroppo con sigle limate) e cambia la cura costruttiva in base al prezzo, tutti e due sfoderano prestazioni molto buone se collegati a catene hi-fi (su un brano da 320Kb/sec la resa è identica al cd ,nessun rumore di commutazione e nessun ronzio da jitter residuo),ma al tempo stesso diventano oggetti di facile integrazione in progetti personali dove sono probabilmente più a loro agio… Mediante i 4 pulsanti presenti sul frontale dei due player,  è possibile governare perfettamente tutte le loro funzioni ; Dal volume al cambio traccia,fino alla selezione della sorgente musicale da scegliere ( radio-aux-mp3 player [e nel caso del lettore da 8,90 euro]  Bluetooth) …tutte le funzioni sono replicabili dal telecomando in dotazione ,tra cui la comoda funzione di inserire direttamente la frequenza radio. A tal proposito la sezione Fm non brilla moltissimo per prestazioni assolute…innanzitutto è molto sensibile e non permette la ricerca manuale (se non nella modalità descritta prima,inserendo la frequenza conosciuta dell’emittente col telecomando),ma solo quella automatica con preset incorporato delle migliori in stile “autostore”….in secondo luogo è MONOFONICA (quindi necessiterà di un eventuale decoder fm stereo esterno in cascata)….diciamo che le emittenti forti si captano senza grossi problemi,ma in zone dove l’etere è affollato la ricezione può presentare difficoltà. Per contro il lettore Mp3 è dotato di una buona qualità di suono,con una uscita robusta (circa 170mV per canale) ,il passaggio da un brano al successivo avviene con un leggero effetto “fading” che risulta piacevole; Inoltre entrambi i lettori hanno memoria per posizione volume e traccia ,questo permetterà di spegnere e riaccendere l’apparecchio ricordandosi dell’ultimo status. Il più economico ha costruzione e componentistica al limite della decenza, il secondo invece è già su un altro livello qualitativo…..sebbene per entrambi siano consigliati capacità di filtro sull’alimentazione aggiuntive….una carrellata di foto vi renderanno meglio l’idea di quanto detto fin’ora.

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Qui sotto il moduletto Bluetooth EDR3…qui sopra la fattura del più economico….

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Il regolatore 7805 che vedete è una mia aggiunta … Passiamo adesso al modello di punta del trittico….


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Si tratta di un sistema totalmente differente dai due lettori precedenti, munito di un suo boot loader ,nonché di un sistema operativo proprietario con icone in stile Microsoft Windows.

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Le righe che vedete sono un limite della mia fotocamera che “aggancia” la frequenza di refresh del display,ma di fatto la rappresentazione delle varie icone appare nitida e ben contrastata…la navigazione nelle varie cartelle può avvenire mediante i tasti presenti sul lettore,oppure mediante telecomando fornito a corredo. Sull’icona “common” è possibile settare la lingua di sistema nonché lo sfondo e altre operazioni tra cui la versione del software,l’uscita video out (PAL oppure NTSC) e l’hard reset.

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Collegato ad un disco fisso esterno può divenire un completo mediacenter su cui caricare file musicali e video…..Riproduce foto nei comuni formati Jpeg e da quest’ultima cartella è poi possibile usare foto come salvaschermo.

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Qui potete vedere la cover di un’album dei DireStraits presente sulla cartella in mp3….la navigazione dei vari brani musicali ricalcano quelle dei lettori multimediali di ultima generazione,dove spiccano le informazioni relative al bit-rate dei brani e ad altre info,quali la durata e l’equalizzazione.

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La costruzione dell’insieme è soddisfacente se pensate che costa solo 15 Euro,dispone di tutte le caratteristiche che servono per una navigazione appropriata nelle varie cartelle. La radio FM risulta però appena sufficiente; Come per i casi precedenti ,anche qui si fa lamentela della esagerata sensibilità e della poca selettività….purtroppo anche in questo caso si tratta di un ricevitore MONOFONICO….la nota positiva risiede nella possibilità però di “scandagliare” l’etere manualmente e di salvare a proprio gusto l’emittente preferita con una grafica a mò di scala parlante analogica.

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La fattura del lettore “più ricco” è di buon grado,componentistica di marche note e buona razionalità delle saldature…la main board è incisa con precisione e il layout ha una buona ingegnerizzazione. Ho notato nel mio esemplare una tendenza a “clessidrarsi” quando si richiedono velocemente più comandi…potrebbe essere un limite del mio lettore oppure un bug di progettazione ( possiede infatti solo 2Mb di memoria sdram)….tuttavia nell’utilizzo normale tutto funziona senza impuntamenti particolari

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Qualche parola la spendo anche sull’amplificazione che ho acquistato per poter sentire direttamente in altoparlante l’audio di questi lettori. Si tratta di un piccolo integrato della DIODES INC. (sconosciuta ai più,tra cui il sottoscritto…ma andate a vedere cosa costruiscono questi signori….) modello PAM8403….la cui classe di funzionamento è la tanto ostentata (specie di questi tempi) D.
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In tutta onestà non ho mai nutrito folle simpatia per tali amplificatori…purtroppo per età anagrafica sono più legato alle classiche circuitazioni in classe A … AB e B ,tuttavia devo dire che la grinta sfoderata da questo piccolo ritaglio di silicio fa venire la voglia di ricredersi…almeno in parte! I punti di forza sono sicuramente il minimo ingombro e la potenza erogata in funzione della tensione di alimentazione; Infatti è possibile spremere con soli 5 Volt ben 2 watt continui con distorsione dello 0.5% per canale….tale valore tende però a salire drasticamente già a 2,5 W per arrivare ad un abbondante 10% alla soglia dei 3W massimi erogati. Non vi è in pratica alcuna dissipazione termica e questo insieme alle minute dimensioni lo rendono occultabile in qualsiasi spazio angusto. Dichiarato 5-80Khz di banda passante,può essere tranquillamente impiegato anche per scopi dove un minimo di qualità è richiesta. E’ consigliabile bypassare l’alimentazione con un condensatore da almeno 680uF per potergli dare un minimo di margine dinamico. Su youtube molti lo alimentano mediante la presa USB dei pc…all’atto pratico infatti il consumo con due altoparlanti da 4Ohm non sconfina oltre i 500mA. Sicuramente non sarà in grado di pilotare woofer da 15″ 🙂 . In conclusione considerato il costo relativamente contenuto,questi lettori possono essere un valido spunto di sperimentazione, aggiungendo il fatto che la loro versatilità li rende integrabili in ogni progetto si abbia in testa (essendo preamplificati e tutti con almeno un ingresso AUX)…..certamente sono lungi dall’essere schede di riferimento ed hanno le loro pecche,ma permettono comunque di ampliare il range normalmente a disposizione dell’autocostruttore,conservando tuttavia una qualità tutto sommato accettabile….Ultime due considerazioni: la qualità ottenibile è come ben noto dal tipo di file utilizzato ,nonché dal relativo bitrate (sotto i 192Kb/sec incominciate ad avere un suono innaturale) quindi in buona misura dipende il risultato finale dalla qualità dei vostri files…in secondo luogo,le schedine viaggiano quasi sempre senza alcun schema elettrico applicativo…tuttavia le abbondanti serigrafie presenti sul circuito stampato fanno sì che i cablaggi siano alla portata di chi un minimo “mastica” di elettronica…in ogni caso ho sempre notato una certa disponibilità da parte dei venditori al dialogo in caso di dubbi…qualsiasi domanda abbiate compilate il form a fine articolo e nel limite delle mie conoscenze cercherò di essere d’aiuto al bisogno!

 

Un caro saluto

Andrea Moltisuoni

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di più sull’argomento :

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Amplificatore_(elettronica)

http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_liquida

 

 Dove poter acquistare i lettori mp3 e l’amplificatore:

http://www.aliexpress.com/item/New-Remote-LED-5V-DIY-Lossless-MP3-WMA-WAV-Decoder-Board-Reader-Version-US-Jecksion/1934541294.html

http://www.aliexpress.com/item/2-4-TFT-Screen-HD-MP5-Player-Module-w-Remote-Controller-PCB-Decoding-Board/1909548048.html

http://www.aliexpress.com/item/Wholesale-Brand-New-7-12V-Car-Handsfree-Bluetooth-MP3-decode-board-with-Bluetooth-module-FM-free/1852169959.html

http://www.aliexpress.com/item/2pcs-lot-PAM8403-Super-mini-digital-power-amplifier-board-miniature-class-D-power-amplifier-board-2/1716217241.html

 

Datasheet amplificatore PAM8403

 

http://diodes.com/datasheets/PAM8403.pdf

Perser SA 2050

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Introduzione:

 

Stavolta si spolverano i fasti di una ditta italianissima nata,come molte altre sul territorio nazionale,nei primi anni ’60 con l’obiettivo di produrre apparecchiature elettroacustiche destinate al mercato privato e professionale mantenendo un prezzo competitivo.Il periodo di massimo splendore ricade sulla Perser nel mezzo della forbice degli anni ’70 a causa della crescente richiesta di apparecchiature stereofoniche. In Italia ,di fatto, il “boom” l’abbiamo assaggiato in ritardo rispetto ad altri paesi europei , pertanto il terreno fertile fece si che molte industrie fino a prima abbastanza in ombra,ora brillassero di luce propria…alcuni esempi clamorosi furono : Augusta,Hiletron,Davoli,Hirtel,Voxon…etc etc …. E per l’appunto la Vicentina “Perser” (Acronimo di PERetti SERgio..il suo fondatore) di cui oggi prendo a modello il suo più celebre quanto diffuso prodotto: L’amplificatore integrato Perser SA 2050.Ne sono entrato recentemente in possesso,acquistato su ebay e venduto classicamente come non funzionante dimenticato in chissà quale cantinato per parecchi anni … Visto il poco parlarne in rete ,questa recensione -pseudo seria- può avere a maggior ragione un motivo di esistere  ….

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Se non di altro in qualità di memoria storica … Specie per chi non era nemmeno nato in tale epoca . L’ impostazione estetica è molto cara alla moda negli anni ’70,con cabinet di legno unito al frontale di alluminio nero recante le belle serigrafie azzurrino/bianche.Seguendo fedelmente i dettami dell’epoca,l’abbondanza di comandi unita alla loro razionale dislocazione lo rende accattivante sul piano estetico… Fanno capolino in alto a sinistra una coppia di VU-Meter radiali che in questa veste ricoprono curiosamente il ruolo di modulometri  piuttosto che indicatori di potenza erogata al carico …. Chissà il perchè di questa inusuale scelta progettuale…mah!

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Alcune caratteristiche tecniche:

 

Modello: Perser SA 2050 , costruito a Vicenza (Italia) , circa 1977

Alimentazione: 125-220 volt 50/60Hz

Potenza in uscita RMS: 23+23 watt su 8-16 Ohm

Ingressi: 5 — Tape — Filodiffusione (AUX) — Tuner — Micro — Phono (DIN a 5 poli)

Uscite : 2 coppie di diffusori selezionabili (Punto e linea) più 1 cuffia (Jack 6.3mm)

Controlli di tono : Bassi – Medi – Acuti —- Loudness su 5 posizioni

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Costruzione e breve sintesi circuitale:

 

Una volta “sfilato” il cabinet  al Perser SA 2050, si accede comodamente (Per la gioia dei tecnici) a tutte le parti elettriche dell’amplificatore e colpisce favorevolmente il layout delle varie sezioni; Sono cablate manualmente con ordine inaspettato visto la tipologia di apparecchio…Va ricordato infatti che la vicentina Perser produceva apparecchi dal costo abbordabile rispetto alle produzioni nostrane (Vedi Galactron … Hirtel) …la piccola carrellata di foto vi rende l’idea di come una volta si era soliti costruire apparecchi ben fatti pur “strizzando” l’occhio all’economia.

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Il telaio dell’apparecchio è in lamierino zincato irrobustito da traverse (Due,in alluminio,una avente funzione di dissipatore per i transistor finali) ,su di esso vi è rivettato il trasformatore di alimentazione posizionato sulla sinistra…quest’ultimo è del tipo normale con nucleo ” E I ” ,senza schermature sull’avvolgimento e dotato di due secondari duali.Avvolto con cura nel cartoccio , è giustamente dimensionato per le caratteristiche dell’amplificatore

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Ogni scheda asserve ad una precisa funzione ,risulta quindi facile pensare ad eventuali riparazioni anche senza possedere lo schema elettrico,del resto le circuitazioni dell’amplificatore ricalcano i classici schemi intrapresi da molti costruttori di apparecchiature audio : Partendo da sinistra si può notare : la scheda di alimentazione e livellamento,la scheda relativa al Loudness. Al centro : L’amplificatore finale e la scheda del controllo toni / pre-amplificatore di linea / vu-meter . A destra infine : La scheda Micro / Phono RIAA e la sezione filtri / selettori di sorgente.

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Moltisuoni perser SA2050-7

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Non viene fatto uso di circuiti integrati , ma solo di transistor bipolari, le circuitazioni adottate sono classiche e diciamo che non ci sono molti fiori all’occhiello come soluzioni tecniche.Tuttavia un plauso va alla scheda Phono che fa uso di circuitazione separata per l’ingresso micro e quello per giradischi . L’equalizzazione RIAA del segnale è attiva,eseguita nella maglia della controreazione .Il preamplificatore di linea ha la peculiarità di avere il controllo di tonalità passivo (A favore del rapporto Segnale/Rumore) con una circuitazione di compressione dinamica dei picchi in modo da avere sempre il massimo segnale utile al pilotaggio dello stadio finale; I due Vu-Meter presenti mostrano -de facto- l’entità di tale compressione ( Lavorano infatti anche quando il volume è a “zero”) . L’ultima sezione,quella amplificatrice di potenza, configurata nella tipologia a specchio di corrente con alimentazione ritardata dello stadio pilota (Si comporta dunque come un anti-bump all’accensione,cosa assai gradita e spesso inusuale su questa tipologia di apparecchi) , fa uso di uno schema darlington sui transistor finali a simmetria complementare con limitazione della corrente al carico (Anche qui è una sorta di autoprotezione dai cortocircuiti in uscita ,che però penalizza abbastanza sia la potenza in uscita al variare dell’impedenza,sia la capacità di pilotaggio dinamico con altoparlanti “difficili”)  …quest’ultimi sono in contenitore TO220 , saldamente avvitati al generoso dissipatore. Le capacità di filtro appaiono dimensionalmente appena sufficienti nella sezione finale (4000+4000 uF) ,cosa che limita leggermente le prestazioni ( Va detto che per un 22 watt RMS nel passato era un “taglio” ritenuto adeguato) mentre per quello che riguarda la sezione “linea” le capacità in gioco sono dimensionate correttamente a garantire un efficace riduzione del ripple (1000+1000+2200 uF) . La componentistica utilizzata è in gran parte italiana (Facon,Unaohm,Femè,RCA italiana) eccezion fatta (Perlomeno nel mio esemplare) per alcune piccole capacità in poliestere recanti il marchio Wima ,comunque di qualità non eccelsa (Una cosa nella media)  allineata con la classe dell’apparecchio

 

Come suona e come va…..

 

Acusticamente Il Perser SA 2050 è abbastanza neutro e brillante, va accoppiato preferibilmente a diffusori non troppo impegnativi (Soprattutto se avete la sezione di alimentazione in formazione “originale”) , sicuramente era frutto di compromessi già all’epoca della sua uscita commerciale , pertanto non aspettatevi un apparecchiatura di riferimento (Diciamo che dista parecchio da un “hirtel”) . Tuttavia può ancora essere una tappa molto “gustosa” di chi ama le elettroniche vintage , e lo si sfrutta bene ancora oggi grazie al numero elevato di ingressi ….. Ha dalla sua parte , e va detto , un timbro piacevolmente dinamico … Lo stadio Phono riproduce i vinili con la giusta “corposità” unita ad un immagine tutto sommato corretta …. In secondo piano e  meno soddisfacenti invece (Come qualità soniche) , i vari controlli di tono sia sottoforma di Loudness , sia sottoforma di controlli Bassi-Medi-Acuti , per via del loro energico intervento . Gli ingressi di linea sono molto più sensibili rispetto agli standard attuali , pertanto collegando un cd player , ci si ritrova ad avere il massimo della potenza disponibile con solo 1/4 di corsa nella manopola del volume …. Utile prevedere senz’altro una attenuazione esterna per avere un utilizzo più fruibile (Altrimenti tipica situazione : silenzio oppure casino) . La potenza in gioco è comunque sufficiente per sonorizzare a livello sostenuto una sala di ascolto avente dimensioni medio-grandi … Le generose dimensioni del dissipatore e il corretto dimensionamento del trasformatore fanno si che la temperatura , anche a regimi acustici impegnativi ,si mantenga entro livelli accettabili (Il dissipatore dopo 2 ore al banco su carico 8 Ohm ,al limite del clipping era ad una temperatura di 56° ,tenendo conto che quella ambientale era di 23°)

 

Interventi,modifiche e riparazioni:

 

Il mio esemplare era dichiarato guasto da chi lo vendeva …. Nella realtà le uniche problematiche da me riscontrate erano le capacità che in molti casi erano finite in cortocircuito , dovuto alla mutua azione del tempo congiunta all’inattività di molti anni.

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Conseguentemente saltavano i fusibili di protezione ( E non solo…anche un diodo 1N4004 ha fatto il “botto” …come da prima foto) sulla scheda alimentatrice….E’ bastato sostituire come da foto (sotto),i condensatori elettrolitici , mettere dei diodi più consoni e ripristinare i fusibili per farlo tornare al normale funzionamento.

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Oltretutto non tutti i mali vengono per nuocere : Infatti oggi , con modesto impegno economico , si comprano ottimi componenti che quanto a prestazioni , distano anni luce rispetto quanto vi era montato di origine …. Un netto incremento in termini di qualità sonica / prestazionale !

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Una modifica da apportare sicuramente , i cui benefici si risentiranno soprattutto sulle capacità dinamiche dei finali , è quella di portare i condensatori di filtro da 4000 uF ad almeno 6800uF (Nel mio esemplare sono da 10000uF) e conseguentemente sostituire i quattro diodi 1N4004 con altrettanti diodi 1N5402 (Sempre sul mio apparecchio ho montato 4 diodi della IR da ben 20A … per pura botta di fortuna hanno lo stesso interasse dei fori sul circuito stampato ,ci stanno che è una meraviglia!)  oppure se preferite ,con un ponte integrato da 5 Ampere per “reggere” meglio i picchi acustici e le nuove capacità … Già che ci siete cambiate anche i diodi del secondo stadio di alimentazione (Quello delle sezioni “pre” e linea) con un ponte da 1,5 A  ; I valori che vi ho indicato andranno più che bene per le prestazioni in gioco , io ho montato qualcosa di più dimensionato perché in casa avevo questi componenti (Presi nuovi diversi anni fa e poi mai impiegati) quindi non mi andava di acquistarne di altri,ma ad ogni modo risultano ben oltre quello che serve a questo apparecchio. Genericamente è anche vero che un buon stadio di alimentazione è responsabile al 60% delle prestazioni soniche di un apparecchio, pertanto curare questa sezione ne vale sempre la pena !!!!

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Un’altra miglioria interessante che mi viene da suggerire consiste nella sostituzione delle capacità di equalizzazione attorno lo stadio Phono , con qualcosa di meglio qualitativamente parlando , senza esagerare in componenti ultracostosi .

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Oltre non mi spingerei , in quanto il gioco non varrebbe più la candela … Già con queste piccole modifiche si potranno avere benefici interessanti,con costi contenuti e affidabilità superiore …. Sul profilo sicurezza conviene sostituire il cavo di alimentazione (La piattina classica di molti apparecchi “Settantini”) con un cavo da 3 x 0,75 mmq avendo cura di collegare la presa di terra allo chassis dell’apparecchio . Se vi capita per le mani un Perser SA 2050 che è stato dismesso da parecchio tempo,vi sconsiglio vivamente di provarlo subito a collegarlo alla rete 220v…ma conviene altresì alimentarlo gradualmente a mezzo vari-AC per evitare di anticipare i botti di S.Silvestro… Il perchè è presto detto: probabilmente avrete la -nassa- di sostituire (Quasi) tutti gli elettrolitici a bordo…La -Facon- è nota per l’intolleranza ai momenti di “ferma”…

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Difficilmente avrete noie con i transistor grazie alla circuitazione non esasperata e avente punti di lavoro ampiamente entro margini sicuri….ad ogni modo tutti i componenti di questo amplificatore sono rintracciabili a costi minimi ed eventualmente sostituibili con equivalenti senza patire alcun chè..Si dovrà preventivare anche della de-ossidazione dei potenziometri e annessi selettori a slitta ; Essendo di qualità non eccelsa avranno sofferto l’inattività nel 90% dei casi….preferite in questa operazione uno spray disossidante oleoso piuttosto che secco (Vi lascerà i comandi “morbidi” all’azionamento)….In ultima analisi ,le lampadine dei Vu-Meter nel caso siano bruciate : Sono una coppia di bulbetti montati su zoccolo da 12 volt e 1,2 watt di potenza … Quelle che si usano di solito nei quadri delle automobili di qualche tempo fa (Ora ci sono i Led!).

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Il mobile di legno è in truciolare impiallacciato noce…Se in buone condizioni basterà una lucidata o reimpiallacciata….Ma se ha sofferto l’umidità di cantine o ripostigli / dimenticatoi , vi conviene prendere in considerazione l’idea di costruirne uno ex-novo … A chi legge, la scelta di mantenere la stessa essenza o usarne di una più accattivante….Ricordatevi solo di prevedere un adeguato ricircolo di aria, ancor meglio maggiorandolo rispetto all’originale .

E Concludo qui !  …. Come al solito se avete bisogno di delucidazioni , nel limite delle mie conoscenze,basterà fare richiesta nello spazio dei commenti all’articolo.

Alla prossima…Andrea “Moltisuoni”.

 

 

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