Pioneer PL 510

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Introduzione:

 

Il Pioneer PL 510 è nato a metà anni ’70 ,si poneva in fascia medio-alta , e…diciamo che l’ho comprato per scherzo,visto le sue pessime condizioni. Era tuttavia ancora funzionante e quindi, dopo alcune prove musicali “al volo”, meritevole di un restauro . Se avrete pazienza di leggere (o avete del tempo da “perdere”…secondo i punti di vista) illustrerò brevemente il dafarsi aiutato dalle foto che rendono al meglio l’idea più di quanto possa impegnarmi a scrivere…anche perché,del resto,questo articoletto vuole essere uno spunto e non un tutorial vero è proprio!

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Il PL 510 è’ stato presentato nel 1976  … si proponeva proprio un gradino sotto all’allora top di gamma PL530 …Possiede un cabinet in truciolare impiallacciato con film vinilico tinta legno ( il quale catturava perfettamente i dettami / gusti estetici dell’epoca) ma soprattutto è dotato di motore a trazione diretta con stroboscopio,regolazione fine della rotazione ,più un buon braccio a S bilanciato staticamente ..particolarmente leggero  . Quindi si presentava (almeno) sulla carta come un buon compagno di ascolti nei salotti di molte persone disposte (per quell’epoca) a sacrificare qualche mese di stipendio per averlo nella loro catena Hi-Fi

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Il mio esemplare non se la passava bene ,quantomeno a livrea esteriore,come si sarà facilmente capito dalle foto (alternate a quelle post-restauro)…ma non ostante i molti anni di inattività, diciamo “funzionava” e le caratteristiche tecniche prese a catalogo miste alle prove musicali fatte dal sottoscritto,mi hanno invogliato a perderci dietro del tempo

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Analisi circuitale …. varianti e modifiche

 

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Una volta levate le viti che trattengono il fondo al cabinet,si accedono a tutte le parti elettriche e meccaniche del giradischi.Come tradizione della casa nipponica ,tutto è dislocato con ordine annoverando il dimensionamento dei vari componenti pensati per funzionare a lungo nel tempo. Si notano principalmente due schede “attive” (l’alimentatore e la scheda di pilotaggio del motore DD) , più una terza che serve da “ponte” ai vari collegamenti elettrici….ospita di fatto il fusibile di rete,il condensatore antidisturbo (parallelo all’interruttore On/Off) e il resistore della lampada-stroboscopio.Fa piacere notare come il trasformatore sia montato su di un supporto flottante per minimizzare il rumore captato dal fonorivelatore…una chicca insolita destinata ad apparecchi di ben altra levatura.

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L’alimentatore è un classico regolatore tipo “serie” a transistor con diodo zener di riferimento…due le capacità di filtro,rispettivamente di 330uF e 100 uF…la tensione in uscita è di 18 volt continui con circa 800mA efficaci

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Non vengono impiegati circuiti integrati ,ma solo transistor per asservire alle funzioni richieste

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La scheda di controllo  motore si basa sui rilevamenti di tre transistor ad effetto Hall che sono posizionati nel motore.A seconda della posizione magnetica del rotore vengono eccitati i poli corrispondenti alla opposta polarità generando così il moto. Un compensatore di temperatura formato da varistor mantiene la rotazione del piatto stabile al cambiare della temperatura in unione al controllo di velocità che invece,si ottiene mediante una circuitazione modulante la tensione indotta prodotta dagli avvolgimenti durante le rivoluzioni del rotore ,la quale viene usata come riferimento negativo proporzionale alla tensione positiva applicata agli avvolgimenti del motore.Questo feedback fa si che il motore sia governabile entro regimi ben definiti.Piccola parentesi : Il motore a trazione diretta (motore detto anche Brushless) ha principalmente il vantaggio di essere un propulsore dal moto accurato e di non emettere alcun disturbo a radiofrequenza,dovuto al fatto che non vi è un collettore come nei tradizionali motori elettrici,ma uno statore fisso con avvolgimenti ( detti poli) governati elettricamente da transistor.Altro vantaggio è la manutenzione pressochè inesistente…questo particolare tipo di motori è largamente impiegato in tutte quelle situazioni dove si richiede silenzionità,coppia elevata e stabilità delle prestazioni nel tempo (non a caso ,questa tipologia di motori sono adottati negli hard disk)

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Sia la scheda di controllo ,sia il motore a trazione diretta sono costruiti dalla Pioneer

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Faccio notare che,nelle versioni successive,questi due componenti cederanno il passo a motori con elettronica incorporata della Mitsumi (o altre marche equivalenti a seconda delle forniture e del lotto produttivo)…ciò renderà di fatto impossibile tentare eventuali riparazioni in caso di avarie 🙁

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L’unica operazione da prevedere è la sostituzione delle capacità elettrolitiche con altre nuove di pari valore (potete al limite aumentare leggermente le capacità di filtro nell’alimentatore, sull’esemplare in oggetto sono ora di 1000uF e 470uF,rispetto ai 330uF e 100 uF di origine) ,senza grossi investimenti in termini di qualità…le solite marche note saranno garanzia di avere una macchina affidabile….nel mio caso ho dovuto disossidare i due potenziometri della regolazione fine …potete anche prevedere una miglioria sostituendoli con una coppia di multigiri per una regolazione più efficace….ma non è indispensabile.La lampada dello stroboscopio è una comune lampadina al neon…se facesse poca luce o tremolasse durante il funzionamento,sostituitela senza indugi…e senza resistenza dato che c’è già un idoneo resistore da 10K e 1 watt sulla scheda di ingresso rete elettrica. Potrà anche capitare di  incontrare noie sul microswitch che commuta i 33/45 giri (sospettate di esso se continuate ad avere irregolarità di rotazione non ostante abbiate disossidato i potenziometri)…nel caso si cambia anche questo con uno nuovo e tagliate la testa al toro! Se presenti invece eventuali avarie nella scheda motore,vi consiglio di andare sul sito “Vinyl Engine”,registrarvi gratuitamente,poi scaricare il manuale “service” del Pioneer PL510 ,dove vi sono tutte le casistiche di malfunzionalmento,nonchè gli schemi elettrici e i vari passaggi per le riparazioni / tarature di tutto il giradischi….anche qui sempre a gratis (che bella parola!)

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Costruzione meccanica – cabinet , restauro ed eventuali modifiche

 

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La base del giradischi del Pioneer PL 510 è in plastica rigida di buon spessore,alloggiante le schede e le parti meccaniche nell’inferiore.Quest’ultima si separa dal cabinet  di legno mediante lo svitare di 8 viti parker

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Il motore ,solidale con il braccio ad S è montato su di un controtelaietto flottante a 4 ammortizzatori con molle smorzate (schema simile ai Thorens TD 160 per intenderci) ,su di questo telaietto vi è un cuscino di poliuretano che se in pessime condizioni va sostituito.Andrà bene un ritaglio di schiuma poliuretanica (tipo quelle che si usano per schermare i tubi).Se smontate le molle perché avete i cuscinetti interni malconci ,marcatevi le loro posizioni perché sono calibrate in maniera differente (più rigide vicino al motore e più morbide verso lato braccio)…questo per assecondare i pesi in gioco in favore del parallelismo piatto – plinto.

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il mobile di truciolare ha una impiallacciatura in vinilico recante un motivo simile al legno…con il passare del tempo questo si sbriciola al contatto con le mani….

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Pertanto conviene ragionare se:

1 – Rivestirlo in vero legno (come nel mio caso) avendo cura di prestare attenzione alle giunzioni tra bordi mobile e base

2 – Rifarlo Ex novo… in caso fosse deformato da umidità oppure recante segni del tempo profondi…del resto la semplice geometria ne rende facile la costruzione sia da parte di chi ama il -fai da te- ,sia da parte di un artigiano chiamato in causa a svolgere questa parte.In questo caso l’MDF da 18mm sarà un toccasana…si potrà poi successivamente re-impiallacciare in noce e ,dopo i consueti strati di turapori-impregnante, verniciare con un paio di mani di trasparente poliuretanico.

L’interno potrà essere eventualmente trattato con antirombo ,anche se non  c’è da aspettarsi chissà cosa in termini di migliorie….

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Una bella modifica invece, è quella di sostituire il fondello di formica (o masonite) ,con un idonea base in alluminio (da 4mm andrà benone) ,debitamente forata per ospitare i piedini e le viti che lo terranno avvitato al mobile (compreso il pin di massa che serve a schermare la superfice da eventuali spurie esterne)…I componenti del resto scaldano pochissimo a regime di funzionamento,quindi si può anche omettere la foratura della ventilazione (peraltro, non avendo sfoghi nella facciata superiore ha poco senso funzionale,in quanto viene meno il moto convettivo).Qui nulla superfice a vista interna si può prevedere un foglio di antirombo in maniera da minimizzare le risonanze … l’effetto migliorativo viene percepito stavolta.

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Se si riesce a distaccare dal vecchio fondello, è buona cosa mantenere l’adesivo originale posto sul fondo dell’apparecchio ( che mette in guardia il profano dall’aprirlo per metterci le manacce dentro ) e riposizionarlo sulla nuova base.

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Nel mio caso, concludendo, ho mantenuto il mobile originale impiallacciando in vero noce la parte esterna e trattata poi successivamente con diverse mani di turapori-impregnante , dopo di che (sorvolando la noia dei vari passaggi con carta vetro) ho dato 4 mani di trasparente al poliuretano.

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Testine e Shell portatestine

 

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A dotazione il Pioneer PL 510 propone uno shell di alluminio abbastanza grosso con, a corredo una testina Pioneer P110 come da foto sopra…un upgrade con un buon portatestina aftermarket ,unito ad una “signor” fonorivelatore ,può giovare seriamente alle già buone prestazioni del gira.Qua è un discorso puramente personale e più che dare le mie impressioni non vado oltre…di “esperti” e santoni-paragnosti ne è pieno il web e non credo di avere titolo per poter aggiungere altra aria fritta a quella già detta in 50 anni di alta fedeltà 🙂 Personalmente ho attrezzato lo shell originale con una testina ADC QLM mark

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Ho acquistato poi a parte uno shell ortofon e una testina NOS (cioè fondo di magazzino mai usata) della americana Pickering ,modello V15 in modo da avere diversi riscontri sonori…il Pioneer PL 510 possiede di fatto un comodo porta-shell in alto a sinistra ,che rende assai veloce il passaggio tra un fonorivelatore e l’altro…quindi perché non adoperarlo?

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L’impressione è quella che con un portatestina in lega il rapporto di bilanciatura delle masse braccio-testina sia un pelo più favorevole sotto il profilo acustico ,tuttavia ognuno trarrà le proprie considerazioni. i caratteri delle due fonorivelatori adoperati in questa configurazione,sono per certi versi diametralmente opposti come timbro….ma convincono entrambi specie se abbinati a generi musicali “compiacenti” In conclusione posso dire che è il Pioneer PL 510 è un giradischi che vale la pena di essere messo in sesto…ha dalla sua parte la buona fattura,con un prezzo ragionevole (specie se da “restaurare”) ,al tempo stesso offre buone doti soniche ed è indicato nelle catene di ascolto di un certo livello….per ultimo,la buona valutazione di mercato, lo rende facilmente rivendibile …. rappresenta dunque una ghiotta alternativa ai pochi giradischi abbordabili di oggi. Qualsiasi domanda abbiate,compilate l’apposito moduletto a fine articolo e ,nel limite delle mie conoscenze ,cercherò di essere d’aiuto per chi necessitasse di alcune “dritte”

Un saluto….Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://www.vinylengine.com/pioneer pl 510

http://www.thevintageknob.org/pioneer-PL-510A.html

 

4 pensieri su “Pioneer PL 510”

  1. ciao Andrea,
    ho anche io questo giradischi (PL-510A) e suona da decenni ininterrottamente senza problemi. ultimamente però il braccio casca sul disco senza nessun rallentamento (la testina è una Grado gold a 1,5 gr.) ho provato ad aprirlo dopo aver scaricato i manuali da vinylengine ma non ci ho capito molto. puoi darmi qualche suggerimento?

    1. Buongiorno Gianni

      Il problema (diffuso) della discesa “rapida” riguarda il pistoncino idraulico. L’olio al suo interno perde col tempo le proprietà e da qui si ha la caduta senza nessuna inerzia del braccio. Il problema è che : In alcuni PL 510 questo pistoncino si può aprire tramite una ghiera e quindi risulta fattibile la sostituzione dell’olio (Si va per prove…generalmente olio motore da auto 10W40 va bene allo scopo,ne servono solo un paio di gocce)…altri invece sono sigillati è pertanto risulta impossibile porvi rimedio. Ulteriore rogna : Per verificare quanto sopra bisogna smontare mezzo giradischi….

      Veda se è il caso di procedere…se avesse bisogno mi scriva pure!

      Saluti e buona giornata

      Andrea

  2. grazie per la pronta risposta, proverò a controllare se il mio si apre oppure no. Stiamo parlando del pistoncino su cui poggia il braccio giusto?
    se ho ben capito dovrebbe avere una ghiera sulla parte inferiore (quindi all’interno del giradischi) per poterla aprire.

    1. Esattamente, proprio quel pistoncino! viene comandato dall’interno da un cavetto metallico che fa capo alla levetta on-off

      Saluti

      Andrea

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