Perser SA 2050

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Introduzione:

 

Stavolta si spolverano i fasti di una ditta italianissima nata,come molte altre sul territorio nazionale,nei primi anni ’60 con l’obiettivo di produrre apparecchiature elettroacustiche destinate al mercato privato e professionale mantenendo un prezzo competitivo.Il periodo di massimo splendore ricade sulla Perser nel mezzo della forbice degli anni ’70 a causa della crescente richiesta di apparecchiature stereofoniche. In Italia ,di fatto, il “boom” l’abbiamo assaggiato in ritardo rispetto ad altri paesi europei , pertanto il terreno fertile fece si che molte industrie fino a prima abbastanza in ombra,ora brillassero di luce propria…alcuni esempi clamorosi furono : Augusta,Hiletron,Davoli,Hirtel,Voxon…etc etc …. E per l’appunto la Vicentina “Perser” (Acronimo di PERetti SERgio..il suo fondatore) di cui oggi prendo a modello il suo più celebre quanto diffuso prodotto: L’amplificatore integrato Perser SA 2050.Ne sono entrato recentemente in possesso,acquistato su ebay e venduto classicamente come non funzionante dimenticato in chissà quale cantinato per parecchi anni … Visto il poco parlarne in rete ,questa recensione -pseudo seria- può avere a maggior ragione un motivo di esistere  ….

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Se non di altro in qualità di memoria storica … Specie per chi non era nemmeno nato in tale epoca . L’ impostazione estetica è molto cara alla moda negli anni ’70,con cabinet di legno unito al frontale di alluminio nero recante le belle serigrafie azzurrino/bianche.Seguendo fedelmente i dettami dell’epoca,l’abbondanza di comandi unita alla loro razionale dislocazione lo rende accattivante sul piano estetico… Fanno capolino in alto a sinistra una coppia di VU-Meter radiali che in questa veste ricoprono curiosamente il ruolo di modulometri  piuttosto che indicatori di potenza erogata al carico …. Chissà il perchè di questa inusuale scelta progettuale…mah!

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Alcune caratteristiche tecniche:

 

Modello: Perser SA 2050 , costruito a Vicenza (Italia) , circa 1977

Alimentazione: 125-220 volt 50/60Hz

Potenza in uscita RMS: 23+23 watt su 8-16 Ohm

Ingressi: 5 — Tape — Filodiffusione (AUX) — Tuner — Micro — Phono (DIN a 5 poli)

Uscite : 2 coppie di diffusori selezionabili (Punto e linea) più 1 cuffia (Jack 6.3mm)

Controlli di tono : Bassi – Medi – Acuti —- Loudness su 5 posizioni

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Costruzione e breve sintesi circuitale:

 

Una volta “sfilato” il cabinet  al Perser SA 2050, si accede comodamente (Per la gioia dei tecnici) a tutte le parti elettriche dell’amplificatore e colpisce favorevolmente il layout delle varie sezioni; Sono cablate manualmente con ordine inaspettato visto la tipologia di apparecchio…Va ricordato infatti che la vicentina Perser produceva apparecchi dal costo abbordabile rispetto alle produzioni nostrane (Vedi Galactron … Hirtel) …la piccola carrellata di foto vi rende l’idea di come una volta si era soliti costruire apparecchi ben fatti pur “strizzando” l’occhio all’economia.

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Il telaio dell’apparecchio è in lamierino zincato irrobustito da traverse (Due,in alluminio,una avente funzione di dissipatore per i transistor finali) ,su di esso vi è rivettato il trasformatore di alimentazione posizionato sulla sinistra…quest’ultimo è del tipo normale con nucleo ” E I ” ,senza schermature sull’avvolgimento e dotato di due secondari duali.Avvolto con cura nel cartoccio , è giustamente dimensionato per le caratteristiche dell’amplificatore

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Ogni scheda asserve ad una precisa funzione ,risulta quindi facile pensare ad eventuali riparazioni anche senza possedere lo schema elettrico,del resto le circuitazioni dell’amplificatore ricalcano i classici schemi intrapresi da molti costruttori di apparecchiature audio : Partendo da sinistra si può notare : la scheda di alimentazione e livellamento,la scheda relativa al Loudness. Al centro : L’amplificatore finale e la scheda del controllo toni / pre-amplificatore di linea / vu-meter . A destra infine : La scheda Micro / Phono RIAA e la sezione filtri / selettori di sorgente.

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Moltisuoni perser SA2050-7

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Non viene fatto uso di circuiti integrati , ma solo di transistor bipolari, le circuitazioni adottate sono classiche e diciamo che non ci sono molti fiori all’occhiello come soluzioni tecniche.Tuttavia un plauso va alla scheda Phono che fa uso di circuitazione separata per l’ingresso micro e quello per giradischi . L’equalizzazione RIAA del segnale è attiva,eseguita nella maglia della controreazione .Il preamplificatore di linea ha la peculiarità di avere il controllo di tonalità passivo (A favore del rapporto Segnale/Rumore) con una circuitazione di compressione dinamica dei picchi in modo da avere sempre il massimo segnale utile al pilotaggio dello stadio finale; I due Vu-Meter presenti mostrano -de facto- l’entità di tale compressione ( Lavorano infatti anche quando il volume è a “zero”) . L’ultima sezione,quella amplificatrice di potenza, configurata nella tipologia a specchio di corrente con alimentazione ritardata dello stadio pilota (Si comporta dunque come un anti-bump all’accensione,cosa assai gradita e spesso inusuale su questa tipologia di apparecchi) , fa uso di uno schema darlington sui transistor finali a simmetria complementare con limitazione della corrente al carico (Anche qui è una sorta di autoprotezione dai cortocircuiti in uscita ,che però penalizza abbastanza sia la potenza in uscita al variare dell’impedenza,sia la capacità di pilotaggio dinamico con altoparlanti “difficili”)  …quest’ultimi sono in contenitore TO220 , saldamente avvitati al generoso dissipatore. Le capacità di filtro appaiono dimensionalmente appena sufficienti nella sezione finale (4000+4000 uF) ,cosa che limita leggermente le prestazioni ( Va detto che per un 22 watt RMS nel passato era un “taglio” ritenuto adeguato) mentre per quello che riguarda la sezione “linea” le capacità in gioco sono dimensionate correttamente a garantire un efficace riduzione del ripple (1000+1000+2200 uF) . La componentistica utilizzata è in gran parte italiana (Facon,Unaohm,Femè,RCA italiana) eccezion fatta (Perlomeno nel mio esemplare) per alcune piccole capacità in poliestere recanti il marchio Wima ,comunque di qualità non eccelsa (Una cosa nella media)  allineata con la classe dell’apparecchio

 

Come suona e come va…..

 

Acusticamente Il Perser SA 2050 è abbastanza neutro e brillante, va accoppiato preferibilmente a diffusori non troppo impegnativi (Soprattutto se avete la sezione di alimentazione in formazione “originale”) , sicuramente era frutto di compromessi già all’epoca della sua uscita commerciale , pertanto non aspettatevi un apparecchiatura di riferimento (Diciamo che dista parecchio da un “hirtel”) . Tuttavia può ancora essere una tappa molto “gustosa” di chi ama le elettroniche vintage , e lo si sfrutta bene ancora oggi grazie al numero elevato di ingressi ….. Ha dalla sua parte , e va detto , un timbro piacevolmente dinamico … Lo stadio Phono riproduce i vinili con la giusta “corposità” unita ad un immagine tutto sommato corretta …. In secondo piano e  meno soddisfacenti invece (Come qualità soniche) , i vari controlli di tono sia sottoforma di Loudness , sia sottoforma di controlli Bassi-Medi-Acuti , per via del loro energico intervento . Gli ingressi di linea sono molto più sensibili rispetto agli standard attuali , pertanto collegando un cd player , ci si ritrova ad avere il massimo della potenza disponibile con solo 1/4 di corsa nella manopola del volume …. Utile prevedere senz’altro una attenuazione esterna per avere un utilizzo più fruibile (Altrimenti tipica situazione : silenzio oppure casino) . La potenza in gioco è comunque sufficiente per sonorizzare a livello sostenuto una sala di ascolto avente dimensioni medio-grandi … Le generose dimensioni del dissipatore e il corretto dimensionamento del trasformatore fanno si che la temperatura , anche a regimi acustici impegnativi ,si mantenga entro livelli accettabili (Il dissipatore dopo 2 ore al banco su carico 8 Ohm ,al limite del clipping era ad una temperatura di 56° ,tenendo conto che quella ambientale era di 23°)

 

Interventi,modifiche e riparazioni:

 

Il mio esemplare era dichiarato guasto da chi lo vendeva …. Nella realtà le uniche problematiche da me riscontrate erano le capacità che in molti casi erano finite in cortocircuito , dovuto alla mutua azione del tempo congiunta all’inattività di molti anni.

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Conseguentemente saltavano i fusibili di protezione ( E non solo…anche un diodo 1N4004 ha fatto il “botto” …come da prima foto) sulla scheda alimentatrice….E’ bastato sostituire come da foto (sotto),i condensatori elettrolitici , mettere dei diodi più consoni e ripristinare i fusibili per farlo tornare al normale funzionamento.

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Oltretutto non tutti i mali vengono per nuocere : Infatti oggi , con modesto impegno economico , si comprano ottimi componenti che quanto a prestazioni , distano anni luce rispetto quanto vi era montato di origine …. Un netto incremento in termini di qualità sonica / prestazionale !

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Una modifica da apportare sicuramente , i cui benefici si risentiranno soprattutto sulle capacità dinamiche dei finali , è quella di portare i condensatori di filtro da 4000 uF ad almeno 6800uF (Nel mio esemplare sono da 10000uF) e conseguentemente sostituire i quattro diodi 1N4004 con altrettanti diodi 1N5402 (Sempre sul mio apparecchio ho montato 4 diodi della IR da ben 20A … per pura botta di fortuna hanno lo stesso interasse dei fori sul circuito stampato ,ci stanno che è una meraviglia!)  oppure se preferite ,con un ponte integrato da 5 Ampere per “reggere” meglio i picchi acustici e le nuove capacità … Già che ci siete cambiate anche i diodi del secondo stadio di alimentazione (Quello delle sezioni “pre” e linea) con un ponte da 1,5 A  ; I valori che vi ho indicato andranno più che bene per le prestazioni in gioco , io ho montato qualcosa di più dimensionato perché in casa avevo questi componenti (Presi nuovi diversi anni fa e poi mai impiegati) quindi non mi andava di acquistarne di altri,ma ad ogni modo risultano ben oltre quello che serve a questo apparecchio. Genericamente è anche vero che un buon stadio di alimentazione è responsabile al 60% delle prestazioni soniche di un apparecchio, pertanto curare questa sezione ne vale sempre la pena !!!!

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Un’altra miglioria interessante che mi viene da suggerire consiste nella sostituzione delle capacità di equalizzazione attorno lo stadio Phono , con qualcosa di meglio qualitativamente parlando , senza esagerare in componenti ultracostosi .

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Oltre non mi spingerei , in quanto il gioco non varrebbe più la candela … Già con queste piccole modifiche si potranno avere benefici interessanti,con costi contenuti e affidabilità superiore …. Sul profilo sicurezza conviene sostituire il cavo di alimentazione (La piattina classica di molti apparecchi “Settantini”) con un cavo da 3 x 0,75 mmq avendo cura di collegare la presa di terra allo chassis dell’apparecchio . Se vi capita per le mani un Perser SA 2050 che è stato dismesso da parecchio tempo,vi sconsiglio vivamente di provarlo subito a collegarlo alla rete 220v…ma conviene altresì alimentarlo gradualmente a mezzo vari-AC per evitare di anticipare i botti di S.Silvestro… Il perchè è presto detto: probabilmente avrete la -nassa- di sostituire (Quasi) tutti gli elettrolitici a bordo…La -Facon- è nota per l’intolleranza ai momenti di “ferma”…

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Difficilmente avrete noie con i transistor grazie alla circuitazione non esasperata e avente punti di lavoro ampiamente entro margini sicuri….ad ogni modo tutti i componenti di questo amplificatore sono rintracciabili a costi minimi ed eventualmente sostituibili con equivalenti senza patire alcun chè..Si dovrà preventivare anche della de-ossidazione dei potenziometri e annessi selettori a slitta ; Essendo di qualità non eccelsa avranno sofferto l’inattività nel 90% dei casi….preferite in questa operazione uno spray disossidante oleoso piuttosto che secco (Vi lascerà i comandi “morbidi” all’azionamento)….In ultima analisi ,le lampadine dei Vu-Meter nel caso siano bruciate : Sono una coppia di bulbetti montati su zoccolo da 12 volt e 1,2 watt di potenza … Quelle che si usano di solito nei quadri delle automobili di qualche tempo fa (Ora ci sono i Led!).

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Il mobile di legno è in truciolare impiallacciato noce…Se in buone condizioni basterà una lucidata o reimpiallacciata….Ma se ha sofferto l’umidità di cantine o ripostigli / dimenticatoi , vi conviene prendere in considerazione l’idea di costruirne uno ex-novo … A chi legge, la scelta di mantenere la stessa essenza o usarne di una più accattivante….Ricordatevi solo di prevedere un adeguato ricircolo di aria, ancor meglio maggiorandolo rispetto all’originale .

E Concludo qui !  …. Come al solito se avete bisogno di delucidazioni , nel limite delle mie conoscenze,basterà fare richiesta nello spazio dei commenti all’articolo.

Alla prossima…Andrea “Moltisuoni”.

 

 

NOTA BENE:

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Link per saperne di più sull’argomento :

 

http://www.guanciarossa.it/ieri/index.php?option=com_content&view=article&catid=44%3Ahi-fi-italia&id=179%3Ahi-fi-italia-perser&Itemid=89:

 

10 pensieri su “Perser SA 2050”

  1. Grazie per la bella recensione…
    Ho a casa, in soffitta, lo stesso apparecchio, ora lo “riesumo” per vedere se funziona ancora…
    Un saluto
    Paolo

    1. Buonasera Paolo….se ha bisogno son qua!

      grazie per il complimento!! 🙂

      Saluti & buona serata

      Andrea

      1. Buonasera, Andrea. Grazie mille per l’articolo.
        Ho trovato un SA 2050 in un mercatino.
        Purtroppo tutti i fili di uscita del trasformatore di alimentazione sono cotti e ossidati.
        Potresti darmi qualche info sul tipo di trasformatore e su come sostituirlo.
        Grazie mille
        Giulio

        1. Salve Giulio

          Pazienti fino al fine settimana e le fornisco tutti i dati del trasformatore più altre dritte!!

          Saluti

          Andrea

  2. salve, gentilmente chiedo se fosse possibile avere lo schema ed altre info del Galactron MK10 IC perfavore, grazie e buona giornata.

    1. Buongiorno Fabrizio

      Nel fine settimana controllo i miei “carteggi”..qualcosa della galactron avevo,ma adesso sinceramente dirle il modello mi sfugge.

      Grazie a Lei della fiducia

      Saluti

      Andrea M.

      1. buongiorno, ci sono novità per lo schema/info del mio Galactron MK10IC perfavore ? grazie.

        1. Buongiorno Fabrizio

          Perdoni il ritardo alla Sua domanda ,dovuto a motivi di lavoro; Purtroppo non le porto buone notizie in quanto a memoria ricordavo di avere qualcosa di relativo ai Galactron …ma non possiedo lo schema del suo MK10. Può provare a chiedere all’audiosynthesis se le possono dare lo schema (penso a pagamento)..mi dispiace non esserle stato di aiuto. 🙁

          Grazie della Sua fiducia..saluti

          Andrea

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