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Autoradio..che passione!!

 Autoradio..che passione!!

 

clarion - moltisuoni

Introduzione alle Autoradio:

Stavolta voltiamo pagina rispetto a quanto precedentemente trattato e prendiamo in esame una “frangia” che merità un bel discorso a se : Le Autoradio ! Dunque farò una breve (per modo di dire) carrellata di immagini relativa alla mia piccola collezione di “car stereo” (e altri gustosi prodotti paralleli)  prevalentemente datate nella della decade 1980-1990 dove si è potuto apprezzare al meglio il nascente fenomeno Hi-Fi Car , periodo in cui sono venute fuori le migliori realizzazioni dai più noti costruttori europei e del sol levante .

Schemario autoradio - Moltisuoni

Nei primi anni ’80 il mercato car-audio era in piena involuzione…si inizia,in realtà verso la fine degli anni ’70 ad assaggiare il piacere di una riproduzione audio di qualità nelle vetture…ma complice le relative difficoltà tecniche (all’epoca i finali a ponte o le circuitazione a survoltore erano chimere)  unita alla scarsa diffusione di predisposizioni nelle vetture (europee e nazionali) rendevano di fatto il diffondersi della cultura una questione relegata a pochi affezionati.

autoradio philips - moltisuoni

Philips autostore - moltisuoni

Pioneer pubblicita' - moltisuoni

autovox shuttle - moltisuoni

Va anche detto che,a pari passo ,l’ involuzione tecnologica  è stata sentita anche nei supporti (compact cassette di qualità via via crescente al posto delle “stereo 8” ) e soprattutto nelle stazioni Broadcast nazionali (potenziando piano piano i ponti radio di trasmissione) ,rendendo quindi giustificata la corsa delle varie case costruttrici di autoradio ad un adeguamento frenetico nei loro prodotti.Non per altro tale mercato sollecitava parallelamente quello domestico “invogliando” a sostituire e migliorare i propri impianti…insomma un bel circolo vizioso per chi nutriva questa passione.

Pioneer Keh 9300 - moltisuoni 2

blaupunkt - moltisuoni

moltisuoni -autoradio pioneer fx5 centrate

grundig pubblicità - moltisuoni

pioneer Keh 9300 - moltisuoni

Pioneer,Kenwood,Panasonic,Blaupunkt,Sony,Becker,Grundig Philips  e molte altre marche ancora, erano il rigore o tappa fissa, di chi voleva ascoltare nella propria vettura la musica con decenza.

Moltisuoni - pioneer ts-x 8

Parimenti il mercato dei vari gadget da affiancare alle proprie autoradio vedeva un fiorire di prodotti…..

Moltisuoni Pioneer TS 160

Casse dedicate (Dal semplice monovia biconico ,passando per il largabanda con radiatore passivo ,per finire a vere e proprie realizzazioni  tre vie con cross-over) equalizzatori-booster , amplificatori e sistemi di altoparlanti da predisposizione o da pianale….tutti prodotti con l’intento di guadagnarsi la propria fetta di mercato.

Catalogo coral electronic 1989 - moltisuoni

Le case automobilistiche ben presto si adeguarono nel progettare nelle vetture, predisposizioni dedicate al fronte anteriore e posteriore…Nella foto sotto un esempio di quanto appena detto : Una Fiat Ritmo 65CL ,anno 1979 ,una delle prime berline italiane ad avere predisposizione autoradio con vani in portiera per 4 altoparlanti diametro 130mm,nelle versioni a 5 porte….

Fiat ritmo moltisuoni

Nella foto compare in plancia una Italianissima Autovox Kanguro…più sotto le istruzioni corredate al libretto “uso e manutenzione” della vettura su come procedere alla messa in opera del tutto.

Fiat Ritmo autoradio Voxon

Fiat ritmo montaggio autoradio 1

DSCN1741

Alcune realizzazioni “car stereo” sono davvero al pari (come prestazioni ) di ottimi componenti domestici e considerando le dimensioni della componentistica dell’epoca,per qualcuno si può parlare di prodotti molto innovativi…Se siete nostalgici al punto giusto 🙂 potete ancora usarvele oggigiorno,anche perchè (oltre quelle che hanno a disposizione un ingresso AUX per ipod)il mercato offre accessori ,come la cassetta digitale (vedi foto sotto) che permette l’ascolto di files in mp3 (su sd card) senza modifica alcuna!!!

Cassetta MP3 - moltisuoni

Esistono inoltre anche interfacce da collegare alla presa cambia-cd delle autoradio predisposte a tale funzione , le quali hanno funzione di emulatore e permettono de facto la connessione di Pendrive USB , SD card e collegamenti Bluetooth…pertanto tutte le vecchie autoradio ,se interessanti ,possono avere volentieri una seconda lunga vita nelle vetture odierne…. in quelle d’epoca è scontato 🙂

Yatour-Digital-Media-Player-Car-Audio - moltisuoni

Ma ora spazio alle immagini e a piccoli commenti per ognuno dei modelli proposti, ricordandovi solo di tornare su questa pagina ogni tanto,visto che verrà aggiornata spesso con nuovi modelli aggiunti periodicamente alla mia collezione personale ! Ricordo che le mie autoradio al momento non sono in vendita ,pertanto anche se mi fate proposte interessanti (di cui vi ringrazio,per la fiducia) mio malgrado sarò solito declinarle!

 

PIONEER  (Giappone 1980-1990)

 

Pioneer Centrate FX-K9

Pioneer centrate fx-k9 - moltisuoni 1

Pioneer centrate fx-k9 - moltisuoni 2

Pioneer centrate fx-k9 - moltisuoni 3

Pioneer GM 41 A - Moltisuoni

Pioneer FX-T8 tuner - Moltisuoni

Unità top di gamma, controllata interamente a microprocessore con sintonizzatore ARC 5° generazione ,meccanica autoreverse servoassistita a 3 motori di cui uno DD + caricamento,con dolby B e C,blank skip,music scan,ed equalizzazione per nastri 70 uS – Necessita di unità esterna tuner FX-T8 + amplificatore esterno (In foto GM41A – 30+30 watt) . illuminazione verde esterna e ambra nella sezione cassette

Pioneer Centrate FX-K5

Pioneer centrate fx-k5 - moltisuoni 2

Pioneer centrate fx-k5 - moltisuoni 4

Pioneer centrate fx-k5 - moltisuoni 3

Pioneer centrate fx-k5 - moltisuoni 5

Unità controllata interamente a microprocessore ,con sintonizzatore ARC 5° generazione ,meccanica autoreverse servoassistita a 2 motori ,con dolby B,blank skip,music scan ed equalizzazione nastri 70 uS . Necessita di unità esterna tuner FX-T8 + amplificatore esterno. Illuminazione verde esterna e ambra nella sezione cassette

Pioneer Component KEX 73

pioneer KEX 73 - moltisuoni 1

pioneer KEX 73 - moltisuoni 2

pioneer KEX 73 - moltisuoni 3

Unità con sezione radio PLL (FM+AM) e 5 preset per ognuna ,meccanica autoreverse servoassistita a singolo motore+solenoidi  con dolby B , metal 70 uS – Preamplificata,necessità di amplificatore esterno (GM 4 in foto). Illuminazione verde nello slot cassette

Pio-Cata-1985-uk_05AAM

 

 Pioneer KP 707 ( Con ampli GM4)

Pioneer KP 707 - moltisuoni 1

Lettore di compact cassette con meccanica servoassistita a 1 motore+solenoidi,con dolby B ,Metal70 uS e sensore brani “Music Scan”. Preamplificata,necessita di amplificatore esterno (Nella foto GM4 – 20+20watt)

Pioneer KEH 9300

Pioneer Keh 9300 - Moltisuoni

Unità con tuner  ARC di 5° generazione a sintesi PLL,equalizzatore grafico a 5 bande,possibilità di pilotare 2 o 4 diffusori (2x20watt oppure 4×6,5 watt massimi) . Meccanica autoreverse con dolby B ,Metal 70uS . Telecomando a filo per ricerca stazioni radio . Illuminazione verde

Pio-Cata-1985-uk_10AAM

 

Pioneer KEH 8300

Pioneer Keh 8300 - Moltisuoni

Pioneer KE8300 - Moltisuoni 01

Pioneer KP 8000 - Moltisuoni 2

Unità sintocassette con tuner (fm+Am) ARC di 3° generazione a sintesi PLL e 5 preset per ogni gamma , controlli bassi-acuti separati ,loudness e bilanciamento. Meccanica ad un motore con dolby B,music scan e Metal 70 uS -Pilota una coppia di altoparlanti – 6,5+6,5 watt massimi. Illuminazione verde

KE-8300SDK - moltisuoni

 

Pioneer KPH 4120 SDK

Pioneer KPH 4120 SDK - moltisuoni

Unità con tuner analogico ARC di 3° generazione + Sistema infomat ARI.Meccanica autoreverse con music scan e Metal 70 uS ,può pilotare una coppia di altoparlanti – Bassi e acuti separati,loudness e bilanciamento .Amplificata 20+20 watt massimi.Illuminazione ambra

Pioneer KP3200

Pioneer KP3200 - moltisuoni

Unità con sintonizzatore e meccanica autostop.Pilota una coppia di altoparlanti – Controllo tono e bilanciamento . Amplificata 6.5+6.5 watt massimi. Illuminazione verde

Pioneer KP 8000

Pioneer KP 8000 - Moltisuoni 6

Pioneer KP 8000 - Moltisuoni 5

Pioneer KP 8000 - Moltisuoni 7

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Pioneer KP 8000 - Moltisuoni 1

Pioneer KP 8000 - Moltisuoni 4

Pioneer KE8300 - Moltisuoni 02

Pioneer KP 8000 - Moltisuoni 3

Sintolettore analogico AM-FM con ARC . Cinque memorie meccaniche e ingresso per modulo RF antidisturbo opzionale . Commutatore Lo/Dx . Controllo volume con autoloudness , controlli di tono e bilanciamento . Meccanica con funzione autoreplay ( Funziona con il riavvolgimento rapido del nastro ; Permette a fine riavvolgimento [REW] di dare inizio automaticamente alla riproduzione del nastro) . Amplificata 2×7 watt nominali .

Pioneer KE 2000

Pioneer KE 2000 - Moltisuoni 4

Pioneer KE 2000 - Moltisuoni 2

Pioneer KE 2000 - Moltisuoni 3

Pioneer KE 2000 - Moltisuoni 1

Sintolettore AM/FM (ARC) con sintonia a diodi Varicap e indice scala parlante a matrice di Led . Dieci memorie elettroniche (5 AM + 5 FM), commutatore Lo/Dx . Meccanica manuale , controllo di volume con autoloudness, controlli per tono e bilanciamento. Amplificato 6.5+6.5 watt massimi . Illuminazione scala verde

Pioneer KE 5000

Pioneer KE 5000 - moltisuoni

Pioneer KE 5000 - moltisuoni 2

Unità con tuner a sintesi digitale PLL e circuitazione ARC di 3° generazione. 5 preset per ogni gamma d’onda  , meccanica autostop.Controllo tono e bilanciamento e autoloudness . Amplificata 6.5+6.5 watt massimi . Funzione orologio

Pioneer KEH 4646

Pioneer KEH 4646 Supertuner - Moltisuoni 4

Pioneer KEH 4646 Supertuner - Moltisuoni 2

Pioneer KEH 4646 Supertuner - Moltisuoni 1

Sintolettore Am-Fm Stereo con Supertuner ** ; Costruita per il mercato statunitense (Deenfasi 75uSec , sintonia a passi di 1,5Khz e predisposizione Am stereofonica) , 6+6 preselezioni,commutatore lo/dx . Sezione cassette completamente manuale con autoreverse , dolby B ed equalizzazione per nastri cromo/metal . Controllo di volume con loudness, controlli bassi/acuti separati . Amplificata 2X25 watt, possiede uscita preamplificata per fronte posteriore comandata dal fader interno. Funzione orologio . Illuminazione color Ambra

** : La circuitazione Supertuner è l’equivalente dell’europea “ARC”

Pioneer KEH 3232

Pioneer KE3232 Supertuner - Moltisuoni 2

Pioneer KE3232 Supertuner - Moltisuoni 1

Pioneer KE3232 Supertuner - Moltisuoni 3

Sintolettore Am-Fm Stereo con Supertuner** ; Costruita per il mercato statunitense (Deenfasi 75uSec , sintonia a passi di 1,5Khz e predisposizione Am stereofonica) , 6+6 preselezioni,commutatore lo/dx . Sezione cassette manuale con autoreverse servoassistito , equalizzazione per nastri cromo/metal . Controllo di volume con autoloudness, controlli bassi/acuti separati . Amplificata 2×10 watt, possiede uscita preamplificata per fronte posteriore comandata dal fader interno. Funzione orologio . Illuminazione color Ambra

** : La circuitazione Supertuner è l’equivalente dell’europea “ARC”

Pioneer KEH 500

pioneer keh 500 - moltisuoni

pioneer keh 500 - moltisuoni 2

pioneer keh 500 - moltisuoni 3

Unità controllata a microprocessore con tuner ARC di 3° generazione e 18+6 preset,doppia illuminazione (ambra e verde) .Meccanica autoreverse servoassistita a 2 motori con dolby B,music scan,e blank skip. Può pilotare 4 altoparlanti 4x25watt massimi – controlla eventuale cambiaCD esterno – Sensore per telecomando IR

Pioneer KEH 9000 RDS

Pioneer KEH 9000 rds - moltisuoni

Pioneer KEH 9000 rds - moltisuoni 1

Pioneer KEH 9000 rds - moltisuoni 3

Pioneer KEH 9000 rds - moltisuoni 4

Pioneer KEH 9000 rds - moltisuoni 5

Pioneer KEH 9000 rds - moltisuoni 7

Pioneer remote control - moltisuoni

Unità controllata interamente a microprocessore con tuner ARC di 5 generazione + RDS. Doppia illuminazione (ambra-verde),meccanica autoreverse servoassistita a 2 motori con dolby B+C,music scan,blank skip,program scan ed equalizzazione nastri 70 uS – Può pilotare 4 diffusori 4×25 watt massimi – Dotata di telecomando a cavo e codice di sicurezza “Secret Code”,controlla eventuale cambiaCD esterno

Pioneer KEX-M801

Pioneer kex M801 - moltisuoni 1

Pioneer kex M801 - moltisuoni 4

Pioneer kex M801 - moltisuoni 3

Pioneer kex M801 - moltisuoni 2

Pioneer kex M801 - moltisuoni

Unità controllata interamente a microprocessore con tuner ARC di 3° generazione ,frontalino ribaltabile ed estraibile.Doppia illuminazione (ambra e verde),con meccanica servoassistita a 2 motori,dolby B+C,music scan,blank skip. Necessita di amplificatore esterno e può comandare eventuale cambiaCD opzionale.

Pioneer DEH 9300

Pioneer DEH9300 - moltisuoni

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Pioneer DEH9300 - moltisuoni 3

Pioneer DEH9300 - moltisuoni 2

Pioneer DEH9300 - moltisuoni 4

Unità interamente controllata a microprocessori con tuner ARC di 5 generazione + RDS.Doppia illuminazione (verde+ambra),meccanica servoassistita a 2 motori con dolby B+C,blank skip,music scan,repeat,program scan. Può pilotare una coppia di altoparlanti (25+25W massimi ) e un eventuale cambiaCD esterno.

BLAUPUNKT  (Germania 1980-’90 circa )

 

Blaupunkt Berlin RCM 303A

Blaupunkt rcm 303a - moltisuoni 2

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Blaupunkt rcm 303a - moltisuoni

Blaupunkt rcm 303a - moltisuoni

Unità top di gamma dei primi anni ’90 .  Monitor LCD a colori da 3,5 pollici remoto . Unita di controllo/cassette deck dimensioni standard 1 din, cambiaCD a 10 posti . Amplificatore DSP da 4 x 75w nominali oppure 2 x 150W nominali con uscita low pass per subwoofer . Sintonizzatore esterno RDS con FM diversity a 4 antenne e 4 gamme d’onda (FM+AM+OL+OC) e 30 preset per ognuna . Tutte le unità sono collegate tra loro tramite cavo bus seriale per la gestione e fibre ottiche per quello che riguarda il segnale audio . Upgradabile ulteriormente con modulo navigatore-posizionatore GPS ,telefono GSM ,video retrocamera ,TV tuner e secondo monitor LCD a colori …. Il primo sistema multimediale per vetture costruito con un rigore assoluto, forse uno dei migliori di quell’epoca!!

Blaupunkt Heidelberg RCM 40

Blaupunkt Heidelberg RCM 40 - moltisuoni 2

Blaupunkt Heidelberg RCM 40 - moltisuoni 1

Blaupunkt Heidelberg RCM 40 - moltisuoni 3

Blaupunkt Heidelberg RCM 40 - moltisuoni

Blaupunkt Heidelberg RCM 40 - moltisuoni 4

Blaupunkt Heidelberg RCM 40 - moltisuoni 5

Unità completamente controllata da microprocessore con tuner RDS ARI infomat – Meccanica servoassistita a due motori con Dolby b e DNR ,sistema antifurto con  Keycard . Può pilotare 4 altoparlanti (4 x 15W massimi). illuminazione ambra

Blaupunkt  Nashville  R24

Blaupunkt Nashville - moltisuoni

Blaupunkt Nashville - moltisuoni

Unità con tuner analogico infomat ARI e scala parlante prismatica a due colori.Meccanica autoreverse ad un motore con DNR ed equalizzazione 70uS.Può pilotare due altoparlanti (10+10Watt massimi) . illuminazione ambra

Blaupunkt Melbourne SQR 26

Blaupunkt Melbourne SQR26 - moltisuoni 2

Blaupunkt Melbourne SQR26 - moltisuoni

Unità con sintonizzatore PLL a 3 gamme d’onda (FM-AM-OL) e 6 preset per ognuna. Sezione cassette autoreverse con riduttore di rumore “DB” e sensore brani CPS . Rec function. Controllo di tonalità , bilanciamento e fader .  Autoloudness amplificata 4x 5 watt oppure 2x10watt  . Illuminazione verde

Blaupunkt Frankfurt SM 21

Blaupunkt Frankfurt SM21 - moltisuoni

Blaupunkt Frankfurt SM21 - moltisuoni 1

Unità con tuner analogico infomat ARI e sintonia elettronica a diodi varicap. 4 gamme d’onda e 3 memorie elettroniche sulla Fm. Può pilotare due altoparlanti (8+8 watt massimi). Illuminazione verde

Blaupunkt Nurnberg M26

Blaupunkt Nurnberg M26

Unità tuner analogica con  memorie meccaniche e 3 gamme d’onda.Può pilotare due altoparlanti (8+8 watt massimi). illuminazione colore naturale lampadina   Blaupunkt Blaupunkt

Blaupunkt Amsterdam 11

Blaupunkt Amsterdam 11 - moltisuoni 3

Blaupunkt Amsterdam 11 - moltisuoni 2

Blaupunkt Amsterdam 11 - moltisuoni 1

Blaupunkt Amsterdam 11 - moltisuoni

Sintonizzatore monofonico a due gamme d’onda ( Am-Fm), bandierine per contrassegnare le stazioni sulla scala parlante. Amplificata 7 watt massimi, può pilotare una coppia di altoparlanti . Scala parlante con illuminazione color naturale lampadina

Blaupunkt Stockholm R 24

Blaupunkt Stockholm R24 - Moltisuoni 2

Blaupunkt Stockholm R24 - Moltisuoni 1

Blaupunkt stockholm r24 - moltisuoni

Sintolettore stereo ,tre gamme d’onda (Am-Ol-Fm) , lettore cassette manuale con autoreverse servoassistito e riduttore di rumore “DB” . Amplificato 2×10 watt massimi –Le manopole sul mio esemplare non sono le originali Blaupunkt . Scala parlante con illuminazione ambra

Blaupunkt Coburg Stereo CR

Blaupunkt Coburg Stereo CR - Moltisuoni 1DSCN2842Blaupunkt Coburg Stereo CR - Moltisuoni 2

Blaupunkt-Coburg-Stereo CR - moltisuoni

blaupunkt coburg service - moltisuoni 001

Sintolettore stereo a due gamme d’onda con preselezioni meccaniche (2 in Am e 3 in Fm) . Tasti con referenza fluorescente per facile individuazione al buio. Amplificata 2×9 watt massimi . Scala parlante con illuminazione verde

—— Autoradio Blaupunkt  OEM ——

 

Audi Concert – BOSE Soundsystem

Audi concert - blaupunkt - moltisuoni

Unità controllata totalmente a microprocessore con tuner RDS +infomat – Meccanica servoassistita autoreverse a due motori con Dolby B e ricerca brani CPS – Può essere abbinata ad Amplificatori Bose DSP – Amplificata ,pilota due altoparlanti (20+20W massimi) – Sistema di sicurezza a codice cifrato. Illuminazione rossa Audi

Audi Beta CC Autoreverse

Audi Beta CC - blaupunkt - moltisuoni

Audi Beta CC - blaupunkt - moltisuoni 2

Audi Beta CC - blaupunkt - moltisuoni 3

Unita con tuner PLL e infomat – Meccanica autoreverse ad 1 motore,amplificata può pilotare due altoparlanti (20+20W massimi).Sistema code a codice cifrato. Illuminazione rossa Audi

Opel  M101

Autoradio Opel - blaupunkt - moltisuoni

Autoradio Opel - blaupunkt - moltisuoni

Unità sinto PLL (solo FM) con Autostore – Monofonica,può pilotare due altoparlanti in parallelo ( 2 Ohm –  5W massimi). Illuminazione ambra

Volkswagen Alpha

Autoradio volkswagen alpha - blaupunkt - moltisuoni

Unità Sinto PLL (solo FM) con Autostore – Monofonica ,può pilotare due altoparlanti (2 Ohm – 8W). Illuminazione verde

Bmw Bavaria C Reverse RDS

BMW BAVARIA C Business RDS - Moltisuoni 2

BMW BAVARIA C Business RDS - Moltisuoni 1

Sintolettore Am-Fm stereo con RDS , 12 preselezioni. Lettore di cassette manuale con autoreverse servoassistito , controllo di volume , di tono e bilanciamento . Funzione GALA (aumenta il volume all’aumentare della velocità tramite can-bus) Amplificata 4×16 watt massimi . Illuminazione color rosso Bmw , con regolazione automatica dell’intensità in base alla luce esterna.

 

Philips (Olanda 1978 – 1990 circa )

 

Philips AN 883

Philips AN883 - moltisuoni

Sintonizzatore a 3 gamme d’onda con FM Stereo e preset meccaniche (3 Fm, 2 Am e 1 Ol) , Potenza massima 5+5 watt,controllo di tono e bilanciamento,volume con compensazione fisiologica sulle basse frequenze. Illuminazione colore naturale lampadina

Philips AN 682 ( Su estraibile Bensi )

Philips D862 - moltisuoni 1

Philips D862 - moltisuoni 3

Philips AC 678 - moltisuoni

Sintonizzatore analogico a due gamme d’onda con Fm stereo, Lettore cassette con autostop a fine nastro ,potenza massima 7+7 watt,controllo di tono e bilanciamento,volume con autoloudness. Illuminazione colore naturale lampadina – AC 678 versione con tuner fm fino a 108Mhz

Philips AD 700

Philips D700 - moltisuoni 1

Philips D700 - moltisuoni 2

Sintonizzatore analogico con FM stereo a 3 gamme d’onda con preset meccaniche (3 Fm,2Am e 1 Ol), lettore cassette con autostop a fine nastro ,potenza massima 7+7 watt,controllo di tono e bilanciamento ,volume con autoloudness. Illuminazione colore naturale lampadina

Philips AD 684

Philips AC654 - moltisuoni

Philips AC654 - moltisuoni 2

Sintonizzatore analogico a 3 gamme d’onda con Fm stereo e Infomat,lettore di cassette autoreverse con Dolby B, Amplificato 10+10 watt massimi (oppure 4×5 watt massimi) ,fader ,controllo bassi-acuti separati e loudness. Illuminazione verde

Philips DC 789 Autostore

Philips D 789 - moltisuoni 1

Philips D 789 - moltisuoni 2

Sintonizzatore PLL con fm stereo a 3 gamme d’onda,15 memorie (5fm+5am+5ol) e autostore delle migliori emittenti,meccanica autoreverse, amplificato 20+20 watt massimi (oppure 4x 10 watt), uscite pre-out,controlli bassi e acuti con autoloudness. Illuminazione ambra

Philips Driveman 022

Philips driveman 022 - moltisuoni 1

Philips driveman 022 - moltisuoni 2

Philips driveman 022 - moltisuoni 3

Philips driveman 022 - moltisuoni 5

Philips driveman 022 - moltisuoni 6

Philips driveman 022 - moltisuoni 7

Unità sintocassette con funzione walkman . Sintonia a diodi Varicap con visualizzazione tramite barra di led , riceve soltanto FM  88-108 . Sezione cassette completamente manuale . Controllo di volume con autoloudness e controlli per bassi / acuti e bilanciamento . Amplificata in plancia 2×24 watt , ha uscita sul frontale per una coppia di cuffie stereo da 32 ohm . Scomparto nell’inferiore per  6 batterie tipo LR14 (C) . La Philips Driveman 022 era l’unica autoradio che permetteva l’utilizzo -seppur con cuffie- al di fuori della vettura , funzionando mediante batterie mezze torcia . Fu una vera novità per l’epoca , decretando un buon volume di vendite .

 Philips DC 026 Split Radio

Philips split radio DC 026 - moltisuoni 2

Philips split radio DC 026 - moltisuoni 3   Philips split radio DC 026 - moltisuoni 1

Philips split radio DC 026 - moltisuoni 1

philips split pubblicità - moltisuoni

Sintonizzatore digitale a due gamme d’onda con 10 memorie (5fm+5am), unità amplificatore remota con ingresso ausiliario e uscita pre-out , amplificato 10+10 watt massimi . Illuminazione color ambra . Sistema indubbiamente originale sul concetto di autoradio , fornendo una alternativa leggera e portatile rispetto ai comuni estraibili .

Philips RC 329

Philips RC329 - Moltisuoni 7

Philips RC329 - Moltisuoni 3

Philips RC329 - Moltisuoni 6

Philips RC329 - Moltisuoni 5

Philips RC329 - Moltisuoni 2

Philips RC329 - Moltisuoni 1

Sintolettore AM-FM con RDS . Processore DSP con 5 equalizzazioni preimpostate . Meccanica manuale con autometal . Controllo bassi ,acuti, bilanciamento e fader . Autoloudness , Amplificato 4 x 35 watt massimi . Minifrontalino estraibile deterrente con led lampeggiante . Illuminazione tasti color rosso . Una delle prime autoradio inauguranti l’epoca del DSP

Philips serie 500 (OEM Ford Escort MK 3 e Citroen CX)

Philips D590 Ford Escort - moltisuoni

Sintonizzatore PLL con FM stereo e 8 memorie (4fm + 4am) ,meccanica con autostop a fine nastro,amplificato 8+8 watt ,con controllo di tono e bilanciamento…Loudness disinseribile. illuminazione ambra

Philips AN 360 (OEM Fiat Tipo)

Philips DC 360 Fiat Tipo - moltisuoni

Sintonizzatore analogico a due gamme d’onda con FM stereo , lettore cassette con autostop a fine nastro, amplificato 10+10 watt ,con controllo di tono e bilanciamento. Volume con autoloudness. Illuminazione naturale lampadina

KENWOOD (Giappone 1980-1990 circa)

 

 

Kenwood KRC 929D

Kenwood-Cata-1985-11_06-aam   Kenwood KRC 929 D - Moltisuoni 1

Kenwood KRC 929 D - Moltisuoni 2

Kenwood KRC 929 D - Moltisuoni 3

Unità top di gamma , preamplificata e controllata interamente a microprocessore. Sezione tuner PLL a tre gamme d’onda (FM-AM-OL) con infomat e 6 memorie per ogni banda . Sezione cassette servoassistita con autoreverse e blank skip ad un motore + 2 solenoidi. Dolby B+C ,metal,ricerca brani ABSS. Uscita per due amplificatori (front+rear),controllo bassi-acuti separato,loudness e espansore di dinamica (tasto Hi-Fi). Illuminazione azzurra

Kenwood KRC 838

kenwood KRC 838 - Moltisuoni 1

kenwood KRC 838 - Moltisuoni 2

Unità controllata a microprocessore con tuner PLL a due gamme d’onda (FM-AM) e vu-meter per valutare intensità segnale. Sezione cassette servoassistita ad un motore + solenoide,dolby B+C, metal 70 uS , autoreverse. Amplificatore a quattro canali da 9 watt ognuno,volume digitale con visualizzazione a led,loudness e controllo bassi-acuti separati. Illuminazione azzurra

Kenwood KRC 444 DHA1576

kenwood krc 444 D - Moltisuoni 1

kenwood krc 444 D - Moltisuoni 2

Unita amplificata con sintonizzatore PLL con infomat , due gamme d’onda (FM+AM) e 6 preset per banda . Meccanica autoreverse con Metal 70 uS. Amplificata 2 x 7,5 watt ,controllo di tonalità,bilanciamento e loudness. Illuminazione azzurra

Kenwood KRC 157N

Kenwood KRC 157 N - Moltisuoni 2

Kenwood KRC 157 N - Moltisuoni 1

Sintolettore PLL stereo con due gamme d’onda e preselezioni  (6 in AM e 6 in FM) . Lettore di cassette manuale con autoreverse ed equalizzazione per nastri cromo/metal . Volume con loudness disinseribile e controlli per : bassi , acuti , bilanciamento e fader. Funzione attenuatore -20 dB sul volume . Amplificata 4×15 watt ,può pilotare due coppie di altoparlanti . Frontalino estraibile , funzione orologio , illuminazione color verde.

Kenwood KRC 2560N

Kenwood KRC 2560 N - Moltisuoni 2

Kenwood KRC 2560 N - Moltisuoni 1

Sintolettore PLL stereo con preselezioni (6 in AM e  in FM) ,funzione radio monitor. Sezione cassette manuale con autoreverse . Volume con loudness disinseribile e controlli per : bassi , acuti , bilanciamento e fader. Funzione attenuatore -20 dB sul volume . Amplificata 4×25 watt ,può pilotare due coppie di altoparlanti . Frontalino estraibile , funzione orologio , illuminazione color verde

Kenwood KRC 16 RDS

Kenwood KRC 16 - Moltisuoni 4

Kenwood KRC 16 - Moltisuoni 3

Kenwood KRC 16 - Moltisuoni 2

Kenwood KRC 16 - Moltisuoni 1

Sintolettore PLL stereo con RDS a due gamme d’onda . Preselezioni (18 in FM e 6 in AM) , funzione radio call/ radio monitor) . Sezione cassette manuale con autoreverse . Volume con loudness disinseribile e controlli per : bassi , acuti , bilanciamento e fader. Funzione attenuatore -20 dB sul volume . Può controllare eventuale cambiaCD esterno . Amplificata 4×45 watt , può pilotare due coppie di altoparlanti . Frontalino estraibile , funzione orologio , illuminazione color verde

 

SONY (Giappone 1984-1994 circa)

 

 

Sony XTC-U200RDS

Sony XTC-U200 RDS - Moltisuoni 1

Sony XTC-U200 RDS - Moltisuoni 2

Sony XTC-U200 RDS - Moltisuoni 3

Sony XTC-U200 RDS - Moltisuoni 4

Sony XTC-U200 RDS - Moltisuoni 5

Sony XTC-U200 manual - moltisuoni

Rara unità tuner RDS con possibilità di pilotaggio cd changer coevo. Sintonizzatore PLL a 3 gamme d’onda (FM-AM-OL) con 10 preset per ogni gamma, controllo bassi-acuti separati,fader ,bilanciamento e loudness. Ingresso AUX per Walkman . Amplificata 4x 20Watt massimi (9×4 rms con distorsione inferiore all’ 1% ). Doppia illuminazione Ambra/Verde

Sony XR 5150

Sony XR 5150 - Moltisuoni

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Sony XR 5150 - Moltisuoni 001

Unità con sintonizzatore PLL (Fm+Am) con 18+6 preset . Sezione cassette con autoreverse, dolby B ,metal 70 uS e ricerca brani AMS . Controllo bassi-acuti separati,loudness ,bilanciamento e fader. Amplificata 2x25Watt oppure 4×12 watt . Illuminazione ambra

Sony XR-U440RDS

Sony XR-U 440 RDS - Moltisuoni 1

Sony XR-U 440 RDS - Moltisuoni 2

Sony XR-U 440 RDS - Moltisuoni 3

Sony XR-U 440 RDS - Moltisuoni 4

 

Sony xr-u440 manual - moltisuoni

Unità sintocassette RDS con tuner PLL a 3 gamme d’onda (FM-AM-OL) con 18+6+6 preset. Sezione cassette autoreverse con Dolby B ,Metal,Blank Skip e sensore brani AMS. Controllo bassi-acuti separati,bilanciamento,fader e loudness. Amplificato 4×20 watt,può pilotare cambiaCD esterno. Doppia illuminazione Verde-Ambra

Sony XR 510 R

Sony XR 510 R - Moltisuoni 1

Sony XR 510 R - Moltisuoni 2

Sony XR 510 R - Moltisuoni 3

Unità Sintocassette con tuner PLL a due gamme d’onda (Fm+Am) e 6 preset per ognuna. Sezione cassette con autoreverse e ricerca brani AMS.Controllo bassi-acuti separati ,fader , bilanciamento e autoloudness . Amplificata 2×6 watt oppure 4x 2,5 watt. Telecomando esterno per scansione radio. Illuminazione ambra.

Sony XR510R catalogo - Moltisuoni

 

Sony XR-11

Sony XR 11 - moltisuoni

Sony XR 11 - moltisuoni

Sony XR 11 - moltisuoni

Sintocassette analogico a due gamme d’onda (fm+am) sezione cassette con autoreverse. Amplificato 2×6 watt . Controllo toni e bilanciamento. Illuminazione ambra

Sony XR-5600RDS

Sony XR 5600 RDS - moltisuoni 1

Sony XR 5600 RDS - moltisuoni 2

Unità sintocassette con tuner PLL a due gamme d’onda (fm+am) e 18(fm)+6(am) preset . Sezione cassette autoreverse con dolby B,metal 70uS e sensore brani AMS. Controllo bassi-acuti separati,loudness e fader.Amplificata 4x 20watt . Illuminazione ambra.

 

GRUNDIG (Germania 1980-1990)

Grundig 3101 Reverse

Grundig 3101 Reverse - Moltisuoni 3

Grundig 3101 Reverse - Moltisuoni 2

Grundig 3101 Reverse - Moltisuoni 1

Sintolettore PLL stereo Am/Fm con autostore . Meccanica autoreverse completamente manuale . Volume con autoloudness e controllo per bassi/acuti separati. Amplificata 2×8 watt massimi ,uscita per una coppia di altoparlanti . Minifrontalino estraibile . Illuminazione Ambra

Grundig 1903 RDS

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Grundig 1903 rds - moltisuoni 3

Grundig 1903 rds - moltisuoni 2

Grundig 1903 rds - moltisuoni 1

Sintolettore PLL a due gamme d’onda ( Am / Fm) con RDS . Meccanica competamente manuale . Volume con autoloudness ,controllo di tonalità e bilanciamento. Amplificata 2x9watt, può pilotare una coppia di altoparlanti . Sistema doppio di sicurezza DSS (codice + frontalino estraibile) . Illuminazione Ambra

Grundig WKC 2058

Grundig WKC 2058 - Moltisuoni 1

Grundig WKC 2058 - Moltisuoni 2

Grundig WKC 2058 - Moltisuoni 3

Sintolettore analogico a due gamme d’onda (fm+am) .Sezione cassette con autoreverse e Metal 70uS – Controllo tono e bilanciamento,Autoloudness. Amplificata 4×5 Watt  ,Fader, Illuminazione verde

Grundig RDS 4000 (1994)

Grundig 4000 RDS - Moltisuoni 5

Grundig 4000 RDS - Moltisuoni 3

Grundig 4000 RDS - Moltisuoni 2

Grundig 4000 RDS - Moltisuoni 1

Grundig 4000 RDS - Moltisuoni 01

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Sintolettore AM-OL-FM con RDS Eon – Amplificato 2x20Watt oppure 4×9 Watt massimi- Sezione cassette con autoreverse e autometal- Uscita preamplificata front-rear – Può controllare eventuale cambiaCD esterno. Pomello del volume estraibile contro i furti  (A corredo veniva fornito un portachiave a forma di pallina dove riporre il suddetto) – Ampio e coreografico display fluorescente bicolore . Illuminazione tasti color naturale lampadina

 

Panasonic (Giappone 1980-1990)

 

Panasonic 461

Panasonic CQ 461 - moltisuoni 4

Panasonic CQ 461 - moltisuoni 3

Panasonic CQ 461 - moltisuoni 2

Panasonic CQ 461 - moltisuoni

Sintolettore analogico a due gamme d’onda (Am/Fm) . Sezione cassette manuale con avvolgimento/avanzamento rapido del nastro. Controllo di volume con autoloudness e controlli per tono / bilanciamento. Amplificata 2×7 watt, può pilotare una coppia di altoparlanti . Illuminazione scala color verde

Panasonic 873

Panasonic 873 - moltisuoni 3

Panasonic 873 - moltisuoni 2

Panasonic 873 - moltisuoni 1

Panasonic 873 - moltisuoni

Sintolettore PLL stereo a tre gamme d’onda con preselezioni (6 in Am ,6 in OL e 6 in Fm) . Commutatore Local/Distant .  Lettore cassette completamente manuale con autoreverse servoassistito ; Riduttore di rumore Dolby B ed equalizzazione per nastri cromo/metal. Volume con loudness inseribile e controlli per bassi/acuti e fader. Amplificata 4×9 watt massimi , può pilotare due coppie di altoparlanti. Illuminazione color Ambra e funzione orologio

Altre Marche – Autoradio Miscellanea

 

AIWA CT-Z 8000 (Giappone 1987 circa)

Aiwa CT-Z 8000 - Moltisuoni 1

Aiwa CT-Z 8000 - Moltisuoni 2

Aiwa CT-Z 8000 - Moltisuoni 3

Aiwa CT-Z 8000 - Moltisuoni 4

Aiwa CT-Z 8000 - Moltisuoni 6

Aiwa CT-Z 8000 - Moltisuoni 5

Aiwa CT-Z 8000 - Moltisuoni 7

Unità controllata interamente a microprocessore con tuner PLL a 2 gamme d’onda (FM+AM) e 12(fm)+6(am) preset. Sezione cassette autoreverse servoassistita con dolby B+C ,Metal 70uS ,blank skip, “intro scan” e sensore brani “Music scan” . Ingresso AUX per CD. Controlli bassi-acuti separati ,loudness ,bilanciamento e fader. Amplificata 2×25 watt massimi ,Pre-out per finale di potenza esterno . Telecomando e potenziometro volume motorizzato (!!) . Illuminazione ambra . Display fluorescente . Flip panel deterrente al furto e plancia estraibile.

Fujitsu Ten CE 4432 EX (Giappone 1985 circa)

fujitsu ten CE4432EX - moltisuoni

Fujitsu ten CE 4432 EX - Moltisuoni 2

Unità sintocassette con tuner PLL a due gamme d’onda (fm+am) e 5 preset per ognuna. Sezione cassette autoreverse con riduzione rumore DNR( Dinamic Noise Reduction) ,metal 70uS. Controlli separati per bassi-acuti , autoloudness, fader e pre-out per finale di potenza esterno. Amplificata 2×7 watt — Le manopole sul mio esemplare non sono le originali Fujitsu Ten

Alpine 7284L  –  (ALPS Corporation)

Alpine 7284 I - Moltisuoni 5

Alpine 7284 I - Moltisuoni 3

Alpine 7284 I - Moltisuoni 2

Sintocassette PLL a due gamme d’onda AM/FM – Selettore Lo/Dx . Sezione cassette totalmente servoassistita ; Autoreverse con Dolby B , Music scan , Autometal e Radiomonitor (Funzione che inserisce la radio durante i riavvolgimenti-avanzamenti veloci del nastro) . Testina con traferro SCC a lunga durata . Amplificata 2×20 Watt , controlli bassi e acuti separati , Loudness ,bilanciamento e Fader. Uscita preamplificata Bi-Level per fronte anteriore e posteriore. Illuminazione verde

Cobra Videocar (1985)

Cobra Videocar - Moltisuoni 6

Cobra Videocar - Moltisuoni 1

Cobra Videocar - Moltisuoni 4

Cobra Videocar - Moltisuoni 5

Cobra Videocar - Moltisuoni 2

Spettacolare Sinto – Tv – Cassette della italiana Cobra : Sezione tuner AM/ FM Stereo con PLL e ricerca automatica [seek] . Ben 30 preselezioni radio divise su due banchi (15+15) . Sezione Tv con monitor CRT da 2,5 pollici in bianco e nero , 30 canali tv memorizzabili (Divisi in 3 banchi 10 + 10 + 10) ; Controlli luminosità , ricerca canali e contrasto gestiti da microprocessore . Equalizzatore a 5 bande , volume elettronico . Meccanica manuale con autoreverse servoassistito . Antenna unica per VHF/UHF . Amplificato 2×20 watt massimi . Illuminazione color verde . Regolarmente funzionante prima dell’avvento trasmissioni Tv in digitale , attualmente è in fase di upgrade con decoder DVB esterno . Si può tranquillamente affermare esso sia uno dei primi esempi di sistema multimediale da automobile , certamente un difficile esercizio disciplinare per l’epoca vista la complessità circuitale nel riunire molte funzioni in un solo apparecchio .

moltisuoni - cobra videocar

Becker Monza 695

Becker monza 695 - moltisuoni 4

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Becker monza 695 - moltisuoni 2

Becker monza 695 - moltisuoni

Becker monza 695 istruzioni - moltisuoni

Sintolettore PLL a due gamme d’onda con preselezioni ( 4 Am e 4Fm) Meccanica manuale con autoreverse servoassistito, dolby B ed equalizzazione per nastri cromo/metal . Controllo di volume con autoloudness ; Controlli bassi/acuti separati , bilanciamento e fader. Amplificata 4×10 watt , illuminazione color Ambra Bmw con autoregolazione in base alla luce esterna

Autovox Kanguro 732

Autovox Kanguro - Moltisuoni 2

Autovox Kanguro - Moltisuoni 1

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Sintolettore stereo analogico a tre gamme d’onda (Am/Ol/Fm) . Meccanica manuale con avanzamento veloce e autostop. Controllo di volume con autoloudness , controllo di tono e bilanciamento. Amplificata 2×8 watt (2 Ohm) . Illuminazione color naturale lampadina . Chassis esterno in metallo cromato

 

Gli accessori : Ampli , Booster e varie…..

Dopo la debita carrellata di autoradio , è il momento di passare agli “accessori”. I Booster erano pensati per ampliare le possibilità di autoradio non particolarmente potenti e performanti, il più delle volte prelevando il segnale direttamente dalle uscite casse di queste ultime (Aggirando così il problema della mancanza di una uscita preamplificata) . Potendo contare su equalizzatori e finali a ponte , spuntavano un suono sicuramente più grintoso rispetto alla sola autoradio….Va da sè che era una soluzione frutto di compromessi dove la qualità sonora veniva talvolta sacrificata in virtù di un suono più pomposo con volumi sostenuti. Gli amplificatori invece permettevano di aggirare due problemi tipici delle autoradio anni 80-90 : La scarsa potenza dei finali  e la loro  incapacità di sopportare carichi difficili ; Il tutto con l’occhio alla qualità cercando di limitare al massimo i compromessi. Poi ci sono i subwoofer attivi….pensati per rinforzare l’estrema gamma bassa senza dover stravolgere impianti già esistenti.

 Booster  Equalizzatore : All Star DYB 100

Equalizzatore booster All Star - Moltisuoni

Equalizzatore booster All Star - Moltisuoni 1

Equalizzatore booster All Star - Moltisuoni 2

Equalizzatore booster All Star - Moltisuoni 3

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Equalizzatore – Booster con analizzatore di spettro a matrice di led . Sezione equalizzatore attiva a 7 bande d’intervento con ±10 dB di esaltazione/attenuazione , ingresso audio a basso livello (10+10 ohm , massimo 7watt) . Uscita per due coppie di casse con fader  . Potenza massima 2 x 25 watt oppure 4 x 12,5 watt su 4 Ohm . Consumo massimo 5,5 Ampere @ 13,2 V . Stadio finale a ponte . Illuminazione notturna verde. Funzione “Defeat”  su interrutore di accensione per collegare direttamente l’autoradio alle casse quando spento.

Amplificatore – Booster : CGMI ESA 800 (Sanyo)

Amplificatore-equalizzatore CGMI ESA 800 - moltisuoni

Amplificatore-equalizzatore CGMI ESA 800 - moltisuoni 2

Amplificatore-equalizzatore CGMI ESA 800 - moltisuoni 3

Amplificatore-equalizzatore CGMI ESA 800 - moltisuoni 4

Amplificatore-equalizzatore CGMI ESA 800 - moltisuoni 1

Amplificatore – equalizzatore controllato a microprocessore e analizzatore di spettro a display LCD . Dispone di due opzioni d’ingresso :  Preamplificato (Alto livello : 100+100k) o direttamente dalle uscite altoparlanti dell’autoradio (Basso livello : 25+25 Ohm 15 watt max) . Sezione equalizzatore attiva a sette bande d’intervento  con 4 preselezioni utente e tasto “Flat” per escluderlo quando non necessario. Esaltazione/attenuazione ±10 dB . Uscita per due coppie di altorparlanti con fader. Amplificato 2×30 watt oppure 4×15 watt massimi su 4 Ohm , stadi finali a ponte . Consumo massimo 7 Ampere @ 13,2 V . Funzione “defeat” e Illuminazione notturna rossa . Costruito originariamente dalla Sanyo , è stato “rimarchiato” da svariate ditte negli anni 90 . Costruzione di buon livello, sicuramente uno dei migliori dell’epoca per progetto e prestazioni sonore.

Booster equalizzatore : Arrow GP-870X

Arrow GP-870X - moltisuoni

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Equalizzatore booster arrow - moltisuoniBooster – Equalizzatore a 7 bande d’intervento con ± 15 dB di esaltazione/attenuazione e cursori a step meccanici . Vu-Meter per monitorare il segnale e controllo volume . Ingresso audio a basso livello (20+20 ohm , massimo 15 watt) . Sezione amplificatore con autotrasformatori d’uscita e finali a simmetria complementare : 2×45 watt oppure 4×22,5 Watt nominali su 4 Ohm . Può pilotare due coppie di altoparlanti con fader. Funzione “defeat” su interruttore di accensione . Consumo 14 Ampere @ 13,2 V . Uno dei pochi “booster” con una sezione “finale” particolarmente performante : 90 watt nominali e oltre 150W di picco! Commercializzato anche coi marchi : Proline , Bandridge.

 Equalizzatore adattatore : Majestic EQ-1020 P

Majestic EQ1020P - moltisuoni

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Majestic EQ1020P - moltisuoni5

Equalizzatore / Adattatore : Permetteva di creare quattro uscite preamplificate (Per poter collegare dunque due finali : Uno per il fronte anteriore e uno per quello posteriore)  partendo dal segnale prelevato dall’uscita casse (Basso livello : 18+18 ohm 15 watt max) di una semplice autoradio . Dispone di equalizzatore a sette bande di intervento con curve esaltazione / attenuazione di ± 15dB . Coreografico analizzatore di spettro a matrice led . Comando “defeat” per escludere l’equalizzatore. Consumo 850 mA @ 13,2 V . Illuminazione notturna verde

 

NOTA BENE: I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di più sull’argomento :

 

 

http://www.oldtimerautoradio.nl/

http://www.radiocode.ivgsoft.com/ind

http://retro-caraudio.servehttp.com/guide2/ex.php

http://antique-autoradio-madness.org/page-liens/autoradios-eur.htm

Augusta Audio Control Center 240

Moltisuoni - Augusta Audio Control Center 240 -- 2

 

 

Introduzione:

 

Dopo aver speso precedentemente due parole per  un classico nel panorama Hi-Fi  nostrano come il Perser SA 2050, stavolta è il momento buono un’altrettanto celebre amplificatore….L’ Augusta Audio Control Center 240.

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Foriera di un periodo fertile nel panorama italiano, la ditta di Calliano (Trento)  ha saputo presentare una valida gamma di amplificatori,sintonizzatori,registratori a compact cassette  e sistemi coordinati (Piatto-Radio-Amplificatore) in modo da soddisfare il più ampio bacino di clienti possibile con un prezzo ragionevole , in un periodo dove l’offerta e la quantità di prodotti sul territorio nazionale era davvero nutrita. Specialmente nella metà degli anni ’70, l’Augusta ha vissuto il suo periodo di massimo splendore,dopodichè gradualmente dalla fine dei ’70 verso i primi anni ’80 è lentamente entrata nella fase discendente,dovuta perlopiù alla massiccia presenza estera di apparecchi nel nostro paese a prezzi vantaggiosi; Incominciando di fatto la produzione di elettroniche più “leggere” come contenuti qualitativi….Cosa che decreterà, ben presto ,la chiusura in toto dello stablimento di Trento.

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Quello che vado a recensire nelle prossime righe è “l’entry level” dei componenti separati nella gamma 1977, possiede tutti i requisiti richiesti ad una apparecchiatura Hi-Fi dell’epoca (controllo toni,bilanciamento,loudness ,filtri subsonici,tape monitor) con qualche spunto interessante,come il commutatore sulla scheda Phono per testine ceramiche o magnetiche ….si tenga sempre presente che stiamo parlando di apparecchiature di levatura medio-economica,che si collocavano come valida alternativa ai “mostri sacri” dell’Hi-Fi

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Caratteristiche tecniche Augusta Audio Control Center 240 :

 

Alimentazione : 220Volt AC 50hz – circa 180 Watt

Ingressi : 3 : Tape – Phono – Tuner

Potenza nominale : 20+20 watt su 8 ohm

Controlli : Bassi , Acuti , Bilanciamento , Volume , Contour (Loudness)

Filtri : 2 : Acuti (20khz)  —  Bassi (15Hz)

Uscite : 1 coppia di diffusori (connettore punto linea) + 1  uscita cuffia

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Costruzione :

 

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Come potrete vedere dalle foto, l’Augusta Audio Control Center 240 è costruito in lamierino di acciaio da 2mm ,pertanto risulta essere solido e piacevolmente robusto, il cabinet offre numerose feritoie di ventilazione nel superiore e annovera il fondo removibile (per la gioia dei tecnici chiamati alla manutenzione) con idonee forature per favorire il moto convettivo dell’aria nell’interno dell’apparecchio. Sul frontale spicca la console di comando che ha come base un profilato plastico al cui interno,in un bassofondo, fa capolino una lamierina di alluminio serigrafata (sfondo nero con caratteri bianchi) molto accattivante,in pieno stile anni ’70…nell’insieme  gli conferisce un aspetto gradevole e comunica un certa sensazione  di qualità al tutto…unica nota “dolente” (a mio personale giudizio) sono le manopole e i copri-pulsanti in plastica….per stare entro un determinato “target” di prezzo ,qualcosa si è dovuto sacrificare…evidentemente i progettisti dell’Augusta , hanno preferito tralasciare qualche vezzo estetico in favore della qualità audio.

 

Circuitazione e costruzione interna:

 

Qui vengono fuori le sorprese ! …. L’apparecchio è costruito con un rigore inaspettato,utilizza schede modulari,buona componentistica e ordine circuitale con pochissimo cablaggio volante.

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Con sorpresa ,una volta sfilato il coperchio superiore,rimango piacevolmente sorpreso da un ordine generale di layout ,assolutamente di buon grado, e dalle soluzioni inaspettate in un apparecchio decisamente economico come questo.

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Come potrete osservare dalle foto, ogni stadio di segnale fa capo (rispettivamente per il canale destro e sinistro) ad un certo numero di schedine ,le quali hanno il compito di amplificare e trattare debitamente il segnale a seconda del caso ( Le ultime due vicino allo stadio finale,per esempio, sono del driver).La serigrafia sulla scheda madre suddivisa in blocchi con lettere dell’alfabeto,aiuta  la ricerca guasti nell’apparecchio.

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Questa soluzione permette la facile manutenzione in caso di anomalie,semplificando  il lavoro del tecnico di turno. Sulla scheda madre sono ospitati i condensatori di filtro ,i transistor finali più un certo numero di componenti passivi e condensatori (quasi tutti al poliestere!!) addetti al controllo tono,equalizzazione del segnale e di taglio estremo delle frequenze riproducibili

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Il trasformatore di alimentazione è correttamente dimensionato per le esigenze dell’apparecchio,schermato totalmente da una gabbia di lamierino in alluminio fatta ad hoc , dispone inoltre di una protezione extra data da un interruttore termico a bimetallo (Interviene solo caso di surriscaldamenti dovuti ad un utilizzo prolungato al massimo delle prestazioni  oppure  in caso di scarsa ventilazione …..risulta essere il componente di colore azzurrino che vedete in alto).

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L’alimentazione dell’apparecchio è duale ,viene data dal raddrizzare, mediante un ponte da 4 A , il  secondario del trasformatore  al quale fanno seguito immediatamente  due condensatori di filtro da 3300uf di marca Ducati (Che , come visto in altri apparecchi , di “taglio”  sufficiente a garantire le “performance” del finale,ma un qualcosa in più sarebbe comunque stato meglio…. sarà sicuramente oggetto di upgrade ) ,le alimentazioni delle sezioni attive sulle schedine prendono tensione per costola da qui,mediante un Pi-Greco resistivo e successive capacità di livello da 1000uF  e 470 uf

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La coppia di transistor finali , in simmetria complementare, è saldamente avvitata (previo isolamento) a due distinti dissipatori di calore,sono componenti bipolari europei ,di facile rimpiazzo eventuale con equivalenti a basso costo!

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Due transistor connessi a diodo regolano la deriva termica variando la corrente di riposo dei finali al variare della temperatura (vedi foto sotto)

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Notate la cura progettuale dell’apparecchio….nella prossimità delle alette dissipatrici ,corrisponde foratura del circuito stampato per garantire il moto convettivo e smaltire rapidamente il calore prodotto mediante “effetto camino”

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Per ultimo una vista della scheda madre guardata dal lato piste….tanto per farsi un idea della qualità di questo prodotto….pur restando in canoni di economia!

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Ricerca guasti nell’ Augusta Audio Control Center 240….. E migliorie possibili:

 

L’ho comprato guasto (anche questo su piattaforma eBay diverso tempo fa) per lo sfizio di riportarlo in “vita”,pertanto una volta collegato ad un generatore sinusoidale e ad un carico fittizio ,noto subito il funzionamento di un solo canale,oltre a diversi malfunzionamenti di origine elettromeccanica ,dovuti perlopiù a una presunta inattività (picchi e spurie viste sull’oscilloscopio dovuti ai commutatori e potenziometri,qualche “spiffero” di CC a causa di qualche condensatore in perdita e così via) ; Ben presto,mediante il Signal Tracer ,individuo il guasto  in una delle due schede “driver” che pilotano i finali.

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Vi sono due transistor interrotti (un pre-driver BC 337 e il driver vero e proprio 2N5857) a probabile causa del cortocircuito sul condensatore di accoppiamento di quest’ultimi ( Quello che vedete in alto a destra di colore bianco…un componente EKT elettrolitico non polarizzato da 50uF) dovuto presumibilmente agli anni sulle spalle e alla sua mediocre qualità .

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L’interruzione dei due transistor è stato un fenomeno a catena causato dall’aumento di corrente anomala nel BC 337 dovuta all’accoppiamento diretto in CC del driver 2N 5857…immagino nel giro di breve entrambi siano passati a “miglior vita”…Questo ha coinvolto sicuramente i finali,(anche se stranamente non si sono danneggiati) che, per almeno per un tot , avranno sicuramente erogato corrente continua ai diffusori ad essi collegati … per l’immensa gioia del precedente proprietario.

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Il BC 337 è ancora facilmente reperibile ,mentre il 2N5857 (PNP da 1 Ampere e guadagno 50) un pò meno…può essere vantaggioso in questo caso sostituirlo con un più appropriato 2N2905 (vanno bene anche i BC161 et similia)…leggermente più dimensionato,ma di eguali caratteristiche …logicamente andrà sostituito anche l’elettrolitico non polarizzato….il valore fuori standard di 50uF può essere tranquillamente rimpiazzato con l’odierno 47uF…

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Già che si è nell’opera conviene sostituire i restanti condensatori elettrolitici presenti sulla schedina con qualcosa di recente…almeno sarà una garanzia di non rimetterci più le mani nel  tempo.

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Logicamente stesso lavoro toccherà anche sull’altra scheda ,non ostante essa sia funzionante…per avere equilibrio nei canali! Guardando al resto dell’apparecchio , bisogna in primis sicuramente disossidare,o ancora meglio sostituire (visto il costo ridicolo) i connettori strip-line delle varie schedine…essi sono infatti causa,almeno nel mio esemplare, di malcontatti diffusi  e incertezze varie (tra l’altro bisognerebbe prevedere un fissaggio meccanico perché le schede tendono a sfilarsi con una certa facilità,pecca secondo il mio giudizio rilevante sul piano dell’affidabilità a lungo termine) …chi vuole potrà anche saldare le schedine direttamente alla scheda madre…tuttavia in caso di guasti questo renderà l’accesso più scomodo ai componenti da sostituire.Vale la pena sostituire tutti gl i elettrolitici (almeno tutti quelli di marca EKT) ,generalmente non brillando per qualità,tendono a perdere facilmente le loro caratteristiche

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Le altre operazioni sono circoscritte alla disossidazione di tutti i potenziometri nonchè dei deviatori-commutatori a pulsante….

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Curiosamente nel mio esemplare il tempo aveva venato anche l’involucro di molti condensatori al poliestere…non ostante funzionassero regolarmente… per maggior tranquillità,conviene comunque sostituirli se si presentasse questa situazione

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Per il resto la buona componentistica (eccezzion fatta per gli elettrolitici EKT) utilizzata all’epoca fa si che gli interventi siano pressochè limitati a quanto sopra descritto.Sicuramente una operazione auspicabile, è sostituire i condensatori di filtro principali (3300uF) con qualcosa di più dimensionato ….4700 o giù di lì ,visto  20 Watt nominali erogati….i benefici si vedranno nelle capacità dinamiche di erogazione al carico; Le solite marche conosciute andranno bene,non è il caso di investirci una fortuna….Il mio esemplare monta due Elna da 8000uF solo perchè li avevo in casa…sono certamente fin troppo dimensionati per le prestazioni in gioco.

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Un bel lavoro ,poi ,più di estetica che  di effettivo miglioramento, può essere costituito anche dal ricablaggio (leggermente disordinato) della sezione cuffia e interruttore di alimentazione,seguendo magari un criterio più ordinato .

 

Pregi ,difetti e come suona … l’Augusta Audio Control Center 240 ?

 

Pregi : Costruzione molto curata,componentistica di decente qualità,completo di tutti i controlli che si desiderano avere su un apparecchio del genere ,e non per ultimo molto accattivante come estetica.Dotato di una discreta potenza dinamica e di un buon numero di ingressi,tra cui la possibilità di scegliere la modalità Phono (cristal o MM).

Difetti : Mancanza (grave) di un sistema Antibump all’accensione , così come di un circuito di protezione in caso di anomalie nello stadio finale, ingressi in standard DIN  a 5 poli e uscite “punto e linea”, manopole frontali di plastica verniciata color alluminio (vedi foto sotto).

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Suono : A prescindere che ognuno di noi ha caratteristiche psicoacustiche differenti in termini di percezione…..la mia impressione ,sentendo suonare l’Augusta Audio Control Center 240 , è quella di un apparecchio tutto sommato molto equilibrato,con una prominenza ad enfatizzare leggermente la gamma media del programma musicale. Tuttavia a parte questa leggera inflessione,il resto è molto convincente…oltretutto a differenza dei suoi concorrenti d’epoca,l’Augusta non presenta grossi problemi di interfaccia finale-diffusore,riuscendo nella pratica a pilotare bene qualsiasi tipo di casse ad esso collegate.I comandi di correzione tonalità (Bass-Treble e Contour)  agiscono bene e non sono “debordanti” come in molte realizzazioni nostrane di pari epoca,idem dicasi per i filtri subsonici.La sensibilità degli ingressi linea è piuttosto alta rispetto ai canoni attuali,ma è in linea con lo standard DIN .

 

Somme e conclusioni:

 

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Facendo un paio di considerazioni, può valere la pena possederlo ai giorni odierni…per chi ama le amplificazioni “nostrane” è sicuramente una tappa fondamentale,anche per comprendere come una volta eravamo “bravi” a costruire elettroniche che nulla invidiavano a produzioni europee  e non…L’augusta Audio Control Center 240 si può rintracciare saltuariamente su eBay, e con maggior frequenza su piattaforme alternative come Subito o Kijiji et similia….il prezzo “onesto” varia a seconda delle condizioni elettriche ed estetiche…diciamo che un esemplare in buono stato di conservazione e funzionante alla perfezione si aggira sui 70-100 euro. Chi ha dimestichezza può pure decidere di acquistarlo guasto e poi di riportarlo in vita,spuntando un prezzo decisamente più invitante ; In rete esiste poca documentazione al riguardo,ma non avendo particolari princìpi di funzionamento (lo schema dell’amplificatore è il classico stadio complementare) ,è possibile ripararlo con un minimo di attrezzatura tecnica e un briciolo di passione!

Prossimamente (appena gli impegni lo permetteranno) vaglierò il sintonizzatore coordinato Augusta ST 740 e  il fratello maggiore ,ovvero L’Augusta Audio Control Center 340 ( in mio possesso e già restaurato,giusto per “tributo” alla casa di Calliano) ,un amplificatore di maggiori dimensioni e uscita per 3 coppie di diffusori…..

Alla prossima dunque …

Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://www.radiomuseum.org/r/augusta_audio_control_center_240.html

Pioneer MA-62

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Introduzione :

 

Dopo una relativa pausa dettata dalla solita sequenza di impegni che la vita ci porta ad onorare,ritorno col mio hobby : Ecco qui un simpatico mixer di casa Pioneer,per certi versi una novità vista la limitata diffusione all’epoca….

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Il Pioneer MA-62  è un mixer che si proponeva nel catalogo della casa nipponica ,negli anni a cavallo tra il 1976 e il 1979 e merita , visto l’originale  presenza a catalogo , un certo approfondimento.

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Fu pensato per poter accedere alla registrazione amatoriale di un certo livello, dispone quindi di 6 ingressi mono indipendenti (2 commutabili micro/phono e 4 commutabili  Mic / linea),che possono essere ulteriormente commutati in 3 ingressi stereofonici (quindi si avranno uno Phono e due di Linea)…questo per avere massima versatilità di utilizzo.

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Se usato invece con ingressi indipendenti ,il mixer Pioneer MA-62 garantiva la sonorizzazione di un piccolo fronte musicale,mentre in modalità stereofonica ,poteva venire comodo per missaggi di più sorgenti (3 al massimo) in ambito di piccole discoteche o piccole radio private.

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La qualità di realizzazione del mixer Pioneer MA-62 ,sia sul fronte meccanico,sia su quello elettronico, è medio alta …come consuetudine in molti altri prodotti Pioneer di pari epoca. Il rapporto Segnale/Rumore è di 67dB sulla linea MIC/Phono e  70dB sulla semplice Linea AUX….con risposta di 20-20000Hz avente  separazione stereo utile di oltre 70 dB,queste performance sono dovute principalmente alla buona componentistica utilizzata.Pioneer dichiarava inoltre una uscita rms di 2,5 volt (5 volt Picco-Picco) su carico 50 K ohm,pertanto in grado all’occorrenza,di pilotare anche un amplificatore finale,sempre a favore di una maggiore versatilità

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La dotazione di bordo viene completata da due controlli pan-pot ,e da filtri subsonici  con attenuatori di phono + linea micro , per evitare la saturazione… tutti i comandi sono realizzati con deviatori alps buona fattura.Curiosamente non è stato implementato alcun controllo di tono,forse nell’ottica di evitare ogni storpiatura possibile del segnale applicato.

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Breve e sintetica analisi circuitale:

 

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Approfondendo un minimo l’analisi circuitale del Pioneer MA-62 ,si apprende che il segnale applicato ad ogni ingresso entra in un buffer eseguito intorno a componenti discreti (Jfet) ,preposti alle funzioni di equalizzazione RIAA , filtro bassa basso/alto e amplificazione del segnale  ; I rispettivi “output” di ognuno di questi buffer, raggiunge quindi i relativi Slider di appartenenza, i quali  cursori , mediante partitore resistivo andranno nell’ultimo stadio amplificatore  (in realtà,seguendo lo schema elettrico, si tratta di due sezioni ben distinte…un amplificatore in tensione e uno in corrente unite dal controllo slider Master ) . Una volta transitato nel sopracitato stadio ,il segnale raggiungerà direttamente i connettori RCA (due coppie) di uscita . Da qui, l’amplificatore cuffia prende il segnale utile per essere amplificato ,il tutto è costruito intorno a due piccoli circuiti integrati TA 7066 , unici “chip” di questa realizzazione Pioneer.  Obbiettivamente risulta più difficile raccontarlo a parole che non vederlo su un foglio di carta. Del resto si sà…le cose semplici sono spesso sinomio di affidabiltà nel tempo!

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Il mixer MA-62 viene alimentato per mezzo di una tensione singola rispetto allo zero regolata con transistor e diodo zener (27 volt)…La “raddrizzata” della tensione secondaria è a mezzo di due diodi (quindi,schema a doppia semionda) correttamente accoppiati a due condensatori ceramici atti a smorzare i “rumori” di commutazione propri di quest’ultimi.

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Una piccola lampadina da 8 volt su secondario indipendente segnala l’accensione dell’unità. Degno di nota il trasformatore a calotte completamente schermato e sovradimensionato rispetto alla reale necessità di corrente dell’apparecchio ( Con i criteri dei costruttori odierni ci uscirebbe un amplificatore )

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Una pecca , rilevante a mio giudizio , del Pioneer MA-62 (ma forse meno sentita all’epoca) è la mancanza di un circuito di pre-ascolto dei vari canali,tant’ è vero che molti di questi mixer venivano poi modificati dai proprietari o da conoscenti “maniscalchi” (leggi persone poco avvezze a modifiche con un minimo di criterio), dotandoli di un “casalingo” commutatore rotativo a 6 posizioni facente capo al circuito amplificatore della cuffia….Pure quello in mio possesso non è stato sottratto a questa sorte , potete vedere la modifica nella foto di homepage dove spicca, sotto il cursore del master,una vistosa manopola in alluminio che nulla c’entra col resto dell’apparecchio ; Per spirito di originalità l’ho riportato in condizioni di origine , coprendo il foro con un tappo in alluminio tornito….Altra mancanza progettuale:  L’assenza di un paio di VU-Meter che mi dia l’idea dell’ampiezza nei segnali trattati…Qui ( è un mio pensiero) forse è stata una scelta dettata dalla tipologia di utilizzo…infatti il Pioneer MA-62 veniva pensato per essere affiancato ad un registratore (Open-reel o cassette) il quale nei 99 casi su 100 disponeva sempre di un display  “VU” di livello…tuttavia una sorta di indicatore di livello proprio avrebbe reso l’apparecchio decisamente più completo

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La costruzione è massiccia,il pannello di controllo annovera un pezzo di alluminio sagomato da ben 5mm di spessore , (serigrafato con inchiostro nero resistente) ,quest’ultimo viene imbullonato allo chassis di lamierino zincato ospitante le varie elettroniche, completano l’assemblaggio i fianchetti in legno compensato rivestito in una sorta di Tolex nero. Nel frontale ,una robusta maniglia di alluminio facilita il trasporto dell’unità. Dato l’utilizzo all’epoca di buona componentistica,difficilmente avrete noie nel funzionamento…l’unica cosa da prevedere è una energica pulita dei vari slider e deviatori nel caso si riscontrassero fruscii nell’azionamento …..eventualmente  potrebbe esserci anche la sostituzione della lampadina che segnala l’accensione dell’apparecchio (8V 40mA) …. sul solito sito “Hi-Fi Engine” è possibile scaricare tutta la documentazione esistente per poter procedere ad eventuali riparazioni

Le impressioni di utilizzo del Pioneer Ma-62 sono favorevoli,sebbene ci sia un minimo di difficoltà nell’usarlo dovuto alla mancanza di un preascolto ,e dalla assenza di un qualsivoglia sistema di visualizzazione del livello (speciamente se si è abituati con un mixer odierno)…ma a prescindere da ciò, sonicamente è ancora oggi fruibile al pari di tanti mixer di gamma medio-alta. Se vi capita di trovarne uno in buone condizioni ,ad un prezzo ragionevole (dai 50 ai 120 euro per quelli davvero belli) ,ne vale assolutamente la pena.

Alla prossima….un caro saluto!

Andrea “Moltisuoni”

 

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per maggiori informazioni e curiosità al riguardo:

 

http://www.djresource.eu/Topics/story/54/Pioneer-MA-62/

http://www.hifiengine.com/library/pioneer/ma-62.shtml

 

 

 

 

Pioneer PL 510

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Introduzione:

 

Il Pioneer PL 510 è nato a metà anni ’70 ,si poneva in fascia medio-alta , e…diciamo che l’ho comprato per scherzo,visto le sue pessime condizioni. Era tuttavia ancora funzionante e quindi, dopo alcune prove musicali “al volo”, meritevole di un restauro . Se avrete pazienza di leggere (o avete del tempo da “perdere”…secondo i punti di vista) illustrerò brevemente il dafarsi aiutato dalle foto che rendono al meglio l’idea più di quanto possa impegnarmi a scrivere…anche perché,del resto,questo articoletto vuole essere uno spunto e non un tutorial vero è proprio!

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Il PL 510 è’ stato presentato nel 1976  … si proponeva proprio un gradino sotto all’allora top di gamma PL530 …Possiede un cabinet in truciolare impiallacciato con film vinilico tinta legno ( il quale catturava perfettamente i dettami / gusti estetici dell’epoca) ma soprattutto è dotato di motore a trazione diretta con stroboscopio,regolazione fine della rotazione ,più un buon braccio a S bilanciato staticamente ..particolarmente leggero  . Quindi si presentava (almeno) sulla carta come un buon compagno di ascolti nei salotti di molte persone disposte (per quell’epoca) a sacrificare qualche mese di stipendio per averlo nella loro catena Hi-Fi

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Il mio esemplare non se la passava bene ,quantomeno a livrea esteriore,come si sarà facilmente capito dalle foto (alternate a quelle post-restauro)…ma non ostante i molti anni di inattività, diciamo “funzionava” e le caratteristiche tecniche prese a catalogo miste alle prove musicali fatte dal sottoscritto,mi hanno invogliato a perderci dietro del tempo

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Analisi circuitale …. varianti e modifiche

 

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Una volta levate le viti che trattengono il fondo al cabinet,si accedono a tutte le parti elettriche e meccaniche del giradischi.Come tradizione della casa nipponica ,tutto è dislocato con ordine annoverando il dimensionamento dei vari componenti pensati per funzionare a lungo nel tempo. Si notano principalmente due schede “attive” (l’alimentatore e la scheda di pilotaggio del motore DD) , più una terza che serve da “ponte” ai vari collegamenti elettrici….ospita di fatto il fusibile di rete,il condensatore antidisturbo (parallelo all’interruttore On/Off) e il resistore della lampada-stroboscopio.Fa piacere notare come il trasformatore sia montato su di un supporto flottante per minimizzare il rumore captato dal fonorivelatore…una chicca insolita destinata ad apparecchi di ben altra levatura.

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L’alimentatore è un classico regolatore tipo “serie” a transistor con diodo zener di riferimento…due le capacità di filtro,rispettivamente di 330uF e 100 uF…la tensione in uscita è di 18 volt continui con circa 800mA efficaci

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Non vengono impiegati circuiti integrati ,ma solo transistor per asservire alle funzioni richieste

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La scheda di controllo  motore si basa sui rilevamenti di tre transistor ad effetto Hall che sono posizionati nel motore.A seconda della posizione magnetica del rotore vengono eccitati i poli corrispondenti alla opposta polarità generando così il moto. Un compensatore di temperatura formato da varistor mantiene la rotazione del piatto stabile al cambiare della temperatura in unione al controllo di velocità che invece,si ottiene mediante una circuitazione modulante la tensione indotta prodotta dagli avvolgimenti durante le rivoluzioni del rotore ,la quale viene usata come riferimento negativo proporzionale alla tensione positiva applicata agli avvolgimenti del motore.Questo feedback fa si che il motore sia governabile entro regimi ben definiti.Piccola parentesi : Il motore a trazione diretta (motore detto anche Brushless) ha principalmente il vantaggio di essere un propulsore dal moto accurato e di non emettere alcun disturbo a radiofrequenza,dovuto al fatto che non vi è un collettore come nei tradizionali motori elettrici,ma uno statore fisso con avvolgimenti ( detti poli) governati elettricamente da transistor.Altro vantaggio è la manutenzione pressochè inesistente…questo particolare tipo di motori è largamente impiegato in tutte quelle situazioni dove si richiede silenzionità,coppia elevata e stabilità delle prestazioni nel tempo (non a caso ,questa tipologia di motori sono adottati negli hard disk)

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Sia la scheda di controllo ,sia il motore a trazione diretta sono costruiti dalla Pioneer

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Faccio notare che,nelle versioni successive,questi due componenti cederanno il passo a motori con elettronica incorporata della Mitsumi (o altre marche equivalenti a seconda delle forniture e del lotto produttivo)…ciò renderà di fatto impossibile tentare eventuali riparazioni in caso di avarie 🙁

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L’unica operazione da prevedere è la sostituzione delle capacità elettrolitiche con altre nuove di pari valore (potete al limite aumentare leggermente le capacità di filtro nell’alimentatore, sull’esemplare in oggetto sono ora di 1000uF e 470uF,rispetto ai 330uF e 100 uF di origine) ,senza grossi investimenti in termini di qualità…le solite marche note saranno garanzia di avere una macchina affidabile….nel mio caso ho dovuto disossidare i due potenziometri della regolazione fine …potete anche prevedere una miglioria sostituendoli con una coppia di multigiri per una regolazione più efficace….ma non è indispensabile.La lampada dello stroboscopio è una comune lampadina al neon…se facesse poca luce o tremolasse durante il funzionamento,sostituitela senza indugi…e senza resistenza dato che c’è già un idoneo resistore da 10K e 1 watt sulla scheda di ingresso rete elettrica. Potrà anche capitare di  incontrare noie sul microswitch che commuta i 33/45 giri (sospettate di esso se continuate ad avere irregolarità di rotazione non ostante abbiate disossidato i potenziometri)…nel caso si cambia anche questo con uno nuovo e tagliate la testa al toro! Se presenti invece eventuali avarie nella scheda motore,vi consiglio di andare sul sito “Vinyl Engine”,registrarvi gratuitamente,poi scaricare il manuale “service” del Pioneer PL510 ,dove vi sono tutte le casistiche di malfunzionalmento,nonchè gli schemi elettrici e i vari passaggi per le riparazioni / tarature di tutto il giradischi….anche qui sempre a gratis (che bella parola!)

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Costruzione meccanica – cabinet , restauro ed eventuali modifiche

 

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La base del giradischi del Pioneer PL 510 è in plastica rigida di buon spessore,alloggiante le schede e le parti meccaniche nell’inferiore.Quest’ultima si separa dal cabinet  di legno mediante lo svitare di 8 viti parker

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Il motore ,solidale con il braccio ad S è montato su di un controtelaietto flottante a 4 ammortizzatori con molle smorzate (schema simile ai Thorens TD 160 per intenderci) ,su di questo telaietto vi è un cuscino di poliuretano che se in pessime condizioni va sostituito.Andrà bene un ritaglio di schiuma poliuretanica (tipo quelle che si usano per schermare i tubi).Se smontate le molle perché avete i cuscinetti interni malconci ,marcatevi le loro posizioni perché sono calibrate in maniera differente (più rigide vicino al motore e più morbide verso lato braccio)…questo per assecondare i pesi in gioco in favore del parallelismo piatto – plinto.

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il mobile di truciolare ha una impiallacciatura in vinilico recante un motivo simile al legno…con il passare del tempo questo si sbriciola al contatto con le mani….

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Pertanto conviene ragionare se:

1 – Rivestirlo in vero legno (come nel mio caso) avendo cura di prestare attenzione alle giunzioni tra bordi mobile e base

2 – Rifarlo Ex novo… in caso fosse deformato da umidità oppure recante segni del tempo profondi…del resto la semplice geometria ne rende facile la costruzione sia da parte di chi ama il -fai da te- ,sia da parte di un artigiano chiamato in causa a svolgere questa parte.In questo caso l’MDF da 18mm sarà un toccasana…si potrà poi successivamente re-impiallacciare in noce e ,dopo i consueti strati di turapori-impregnante, verniciare con un paio di mani di trasparente poliuretanico.

L’interno potrà essere eventualmente trattato con antirombo ,anche se non  c’è da aspettarsi chissà cosa in termini di migliorie….

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Una bella modifica invece, è quella di sostituire il fondello di formica (o masonite) ,con un idonea base in alluminio (da 4mm andrà benone) ,debitamente forata per ospitare i piedini e le viti che lo terranno avvitato al mobile (compreso il pin di massa che serve a schermare la superfice da eventuali spurie esterne)…I componenti del resto scaldano pochissimo a regime di funzionamento,quindi si può anche omettere la foratura della ventilazione (peraltro, non avendo sfoghi nella facciata superiore ha poco senso funzionale,in quanto viene meno il moto convettivo).Qui nulla superfice a vista interna si può prevedere un foglio di antirombo in maniera da minimizzare le risonanze … l’effetto migliorativo viene percepito stavolta.

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Se si riesce a distaccare dal vecchio fondello, è buona cosa mantenere l’adesivo originale posto sul fondo dell’apparecchio ( che mette in guardia il profano dall’aprirlo per metterci le manacce dentro ) e riposizionarlo sulla nuova base.

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Nel mio caso, concludendo, ho mantenuto il mobile originale impiallacciando in vero noce la parte esterna e trattata poi successivamente con diverse mani di turapori-impregnante , dopo di che (sorvolando la noia dei vari passaggi con carta vetro) ho dato 4 mani di trasparente al poliuretano.

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Testine e Shell portatestine

 

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A dotazione il Pioneer PL 510 propone uno shell di alluminio abbastanza grosso con, a corredo una testina Pioneer P110 come da foto sopra…un upgrade con un buon portatestina aftermarket ,unito ad una “signor” fonorivelatore ,può giovare seriamente alle già buone prestazioni del gira.Qua è un discorso puramente personale e più che dare le mie impressioni non vado oltre…di “esperti” e santoni-paragnosti ne è pieno il web e non credo di avere titolo per poter aggiungere altra aria fritta a quella già detta in 50 anni di alta fedeltà 🙂 Personalmente ho attrezzato lo shell originale con una testina ADC QLM mark

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Ho acquistato poi a parte uno shell ortofon e una testina NOS (cioè fondo di magazzino mai usata) della americana Pickering ,modello V15 in modo da avere diversi riscontri sonori…il Pioneer PL 510 possiede di fatto un comodo porta-shell in alto a sinistra ,che rende assai veloce il passaggio tra un fonorivelatore e l’altro…quindi perché non adoperarlo?

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L’impressione è quella che con un portatestina in lega il rapporto di bilanciatura delle masse braccio-testina sia un pelo più favorevole sotto il profilo acustico ,tuttavia ognuno trarrà le proprie considerazioni. i caratteri delle due fonorivelatori adoperati in questa configurazione,sono per certi versi diametralmente opposti come timbro….ma convincono entrambi specie se abbinati a generi musicali “compiacenti” In conclusione posso dire che è il Pioneer PL 510 è un giradischi che vale la pena di essere messo in sesto…ha dalla sua parte la buona fattura,con un prezzo ragionevole (specie se da “restaurare”) ,al tempo stesso offre buone doti soniche ed è indicato nelle catene di ascolto di un certo livello….per ultimo,la buona valutazione di mercato, lo rende facilmente rivendibile …. rappresenta dunque una ghiotta alternativa ai pochi giradischi abbordabili di oggi. Qualsiasi domanda abbiate,compilate l’apposito moduletto a fine articolo e ,nel limite delle mie conoscenze ,cercherò di essere d’aiuto per chi necessitasse di alcune “dritte”

Un saluto….Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://www.vinylengine.com/pioneer pl 510

http://www.thevintageknob.org/pioneer-PL-510A.html

 

Perser SA 2050

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Introduzione:

 

Stavolta si spolverano i fasti di una ditta italianissima nata,come molte altre sul territorio nazionale,nei primi anni ’60 con l’obiettivo di produrre apparecchiature elettroacustiche destinate al mercato privato e professionale mantenendo un prezzo competitivo.Il periodo di massimo splendore ricade sulla Perser nel mezzo della forbice degli anni ’70 a causa della crescente richiesta di apparecchiature stereofoniche. In Italia ,di fatto, il “boom” l’abbiamo assaggiato in ritardo rispetto ad altri paesi europei , pertanto il terreno fertile fece si che molte industrie fino a prima abbastanza in ombra,ora brillassero di luce propria…alcuni esempi clamorosi furono : Augusta,Hiletron,Davoli,Hirtel,Voxon…etc etc …. E per l’appunto la Vicentina “Perser” (Acronimo di PERetti SERgio..il suo fondatore) di cui oggi prendo a modello il suo più celebre quanto diffuso prodotto: L’amplificatore integrato Perser SA 2050.Ne sono entrato recentemente in possesso,acquistato su ebay e venduto classicamente come non funzionante dimenticato in chissà quale cantinato per parecchi anni … Visto il poco parlarne in rete ,questa recensione -pseudo seria- può avere a maggior ragione un motivo di esistere  ….

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Se non di altro in qualità di memoria storica … Specie per chi non era nemmeno nato in tale epoca . L’ impostazione estetica è molto cara alla moda negli anni ’70,con cabinet di legno unito al frontale di alluminio nero recante le belle serigrafie azzurrino/bianche.Seguendo fedelmente i dettami dell’epoca,l’abbondanza di comandi unita alla loro razionale dislocazione lo rende accattivante sul piano estetico… Fanno capolino in alto a sinistra una coppia di VU-Meter radiali che in questa veste ricoprono curiosamente il ruolo di modulometri  piuttosto che indicatori di potenza erogata al carico …. Chissà il perchè di questa inusuale scelta progettuale…mah!

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Alcune caratteristiche tecniche:

 

Modello: Perser SA 2050 , costruito a Vicenza (Italia) , circa 1977

Alimentazione: 125-220 volt 50/60Hz

Potenza in uscita RMS: 23+23 watt su 8-16 Ohm

Ingressi: 5 — Tape — Filodiffusione (AUX) — Tuner — Micro — Phono (DIN a 5 poli)

Uscite : 2 coppie di diffusori selezionabili (Punto e linea) più 1 cuffia (Jack 6.3mm)

Controlli di tono : Bassi – Medi – Acuti —- Loudness su 5 posizioni

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Costruzione e breve sintesi circuitale:

 

Una volta “sfilato” il cabinet  al Perser SA 2050, si accede comodamente (Per la gioia dei tecnici) a tutte le parti elettriche dell’amplificatore e colpisce favorevolmente il layout delle varie sezioni; Sono cablate manualmente con ordine inaspettato visto la tipologia di apparecchio…Va ricordato infatti che la vicentina Perser produceva apparecchi dal costo abbordabile rispetto alle produzioni nostrane (Vedi Galactron … Hirtel) …la piccola carrellata di foto vi rende l’idea di come una volta si era soliti costruire apparecchi ben fatti pur “strizzando” l’occhio all’economia.

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Il telaio dell’apparecchio è in lamierino zincato irrobustito da traverse (Due,in alluminio,una avente funzione di dissipatore per i transistor finali) ,su di esso vi è rivettato il trasformatore di alimentazione posizionato sulla sinistra…quest’ultimo è del tipo normale con nucleo ” E I ” ,senza schermature sull’avvolgimento e dotato di due secondari duali.Avvolto con cura nel cartoccio , è giustamente dimensionato per le caratteristiche dell’amplificatore

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Ogni scheda asserve ad una precisa funzione ,risulta quindi facile pensare ad eventuali riparazioni anche senza possedere lo schema elettrico,del resto le circuitazioni dell’amplificatore ricalcano i classici schemi intrapresi da molti costruttori di apparecchiature audio : Partendo da sinistra si può notare : la scheda di alimentazione e livellamento,la scheda relativa al Loudness. Al centro : L’amplificatore finale e la scheda del controllo toni / pre-amplificatore di linea / vu-meter . A destra infine : La scheda Micro / Phono RIAA e la sezione filtri / selettori di sorgente.

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Moltisuoni perser SA2050-7

Perser SA2050 - moltisuoni 7

Non viene fatto uso di circuiti integrati , ma solo di transistor bipolari, le circuitazioni adottate sono classiche e diciamo che non ci sono molti fiori all’occhiello come soluzioni tecniche.Tuttavia un plauso va alla scheda Phono che fa uso di circuitazione separata per l’ingresso micro e quello per giradischi . L’equalizzazione RIAA del segnale è attiva,eseguita nella maglia della controreazione .Il preamplificatore di linea ha la peculiarità di avere il controllo di tonalità passivo (A favore del rapporto Segnale/Rumore) con una circuitazione di compressione dinamica dei picchi in modo da avere sempre il massimo segnale utile al pilotaggio dello stadio finale; I due Vu-Meter presenti mostrano -de facto- l’entità di tale compressione ( Lavorano infatti anche quando il volume è a “zero”) . L’ultima sezione,quella amplificatrice di potenza, configurata nella tipologia a specchio di corrente con alimentazione ritardata dello stadio pilota (Si comporta dunque come un anti-bump all’accensione,cosa assai gradita e spesso inusuale su questa tipologia di apparecchi) , fa uso di uno schema darlington sui transistor finali a simmetria complementare con limitazione della corrente al carico (Anche qui è una sorta di autoprotezione dai cortocircuiti in uscita ,che però penalizza abbastanza sia la potenza in uscita al variare dell’impedenza,sia la capacità di pilotaggio dinamico con altoparlanti “difficili”)  …quest’ultimi sono in contenitore TO220 , saldamente avvitati al generoso dissipatore. Le capacità di filtro appaiono dimensionalmente appena sufficienti nella sezione finale (4000+4000 uF) ,cosa che limita leggermente le prestazioni ( Va detto che per un 22 watt RMS nel passato era un “taglio” ritenuto adeguato) mentre per quello che riguarda la sezione “linea” le capacità in gioco sono dimensionate correttamente a garantire un efficace riduzione del ripple (1000+1000+2200 uF) . La componentistica utilizzata è in gran parte italiana (Facon,Unaohm,Femè,RCA italiana) eccezion fatta (Perlomeno nel mio esemplare) per alcune piccole capacità in poliestere recanti il marchio Wima ,comunque di qualità non eccelsa (Una cosa nella media)  allineata con la classe dell’apparecchio

 

Come suona e come va…..

 

Acusticamente Il Perser SA 2050 è abbastanza neutro e brillante, va accoppiato preferibilmente a diffusori non troppo impegnativi (Soprattutto se avete la sezione di alimentazione in formazione “originale”) , sicuramente era frutto di compromessi già all’epoca della sua uscita commerciale , pertanto non aspettatevi un apparecchiatura di riferimento (Diciamo che dista parecchio da un “hirtel”) . Tuttavia può ancora essere una tappa molto “gustosa” di chi ama le elettroniche vintage , e lo si sfrutta bene ancora oggi grazie al numero elevato di ingressi ….. Ha dalla sua parte , e va detto , un timbro piacevolmente dinamico … Lo stadio Phono riproduce i vinili con la giusta “corposità” unita ad un immagine tutto sommato corretta …. In secondo piano e  meno soddisfacenti invece (Come qualità soniche) , i vari controlli di tono sia sottoforma di Loudness , sia sottoforma di controlli Bassi-Medi-Acuti , per via del loro energico intervento . Gli ingressi di linea sono molto più sensibili rispetto agli standard attuali , pertanto collegando un cd player , ci si ritrova ad avere il massimo della potenza disponibile con solo 1/4 di corsa nella manopola del volume …. Utile prevedere senz’altro una attenuazione esterna per avere un utilizzo più fruibile (Altrimenti tipica situazione : silenzio oppure casino) . La potenza in gioco è comunque sufficiente per sonorizzare a livello sostenuto una sala di ascolto avente dimensioni medio-grandi … Le generose dimensioni del dissipatore e il corretto dimensionamento del trasformatore fanno si che la temperatura , anche a regimi acustici impegnativi ,si mantenga entro livelli accettabili (Il dissipatore dopo 2 ore al banco su carico 8 Ohm ,al limite del clipping era ad una temperatura di 56° ,tenendo conto che quella ambientale era di 23°)

 

Interventi,modifiche e riparazioni:

 

Il mio esemplare era dichiarato guasto da chi lo vendeva …. Nella realtà le uniche problematiche da me riscontrate erano le capacità che in molti casi erano finite in cortocircuito , dovuto alla mutua azione del tempo congiunta all’inattività di molti anni.

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Conseguentemente saltavano i fusibili di protezione ( E non solo…anche un diodo 1N4004 ha fatto il “botto” …come da prima foto) sulla scheda alimentatrice….E’ bastato sostituire come da foto (sotto),i condensatori elettrolitici , mettere dei diodi più consoni e ripristinare i fusibili per farlo tornare al normale funzionamento.

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Oltretutto non tutti i mali vengono per nuocere : Infatti oggi , con modesto impegno economico , si comprano ottimi componenti che quanto a prestazioni , distano anni luce rispetto quanto vi era montato di origine …. Un netto incremento in termini di qualità sonica / prestazionale !

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Una modifica da apportare sicuramente , i cui benefici si risentiranno soprattutto sulle capacità dinamiche dei finali , è quella di portare i condensatori di filtro da 4000 uF ad almeno 6800uF (Nel mio esemplare sono da 10000uF) e conseguentemente sostituire i quattro diodi 1N4004 con altrettanti diodi 1N5402 (Sempre sul mio apparecchio ho montato 4 diodi della IR da ben 20A … per pura botta di fortuna hanno lo stesso interasse dei fori sul circuito stampato ,ci stanno che è una meraviglia!)  oppure se preferite ,con un ponte integrato da 5 Ampere per “reggere” meglio i picchi acustici e le nuove capacità … Già che ci siete cambiate anche i diodi del secondo stadio di alimentazione (Quello delle sezioni “pre” e linea) con un ponte da 1,5 A  ; I valori che vi ho indicato andranno più che bene per le prestazioni in gioco , io ho montato qualcosa di più dimensionato perché in casa avevo questi componenti (Presi nuovi diversi anni fa e poi mai impiegati) quindi non mi andava di acquistarne di altri,ma ad ogni modo risultano ben oltre quello che serve a questo apparecchio. Genericamente è anche vero che un buon stadio di alimentazione è responsabile al 60% delle prestazioni soniche di un apparecchio, pertanto curare questa sezione ne vale sempre la pena !!!!

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Un’altra miglioria interessante che mi viene da suggerire consiste nella sostituzione delle capacità di equalizzazione attorno lo stadio Phono , con qualcosa di meglio qualitativamente parlando , senza esagerare in componenti ultracostosi .

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Oltre non mi spingerei , in quanto il gioco non varrebbe più la candela … Già con queste piccole modifiche si potranno avere benefici interessanti,con costi contenuti e affidabilità superiore …. Sul profilo sicurezza conviene sostituire il cavo di alimentazione (La piattina classica di molti apparecchi “Settantini”) con un cavo da 3 x 0,75 mmq avendo cura di collegare la presa di terra allo chassis dell’apparecchio . Se vi capita per le mani un Perser SA 2050 che è stato dismesso da parecchio tempo,vi sconsiglio vivamente di provarlo subito a collegarlo alla rete 220v…ma conviene altresì alimentarlo gradualmente a mezzo vari-AC per evitare di anticipare i botti di S.Silvestro… Il perchè è presto detto: probabilmente avrete la -nassa- di sostituire (Quasi) tutti gli elettrolitici a bordo…La -Facon- è nota per l’intolleranza ai momenti di “ferma”…

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Difficilmente avrete noie con i transistor grazie alla circuitazione non esasperata e avente punti di lavoro ampiamente entro margini sicuri….ad ogni modo tutti i componenti di questo amplificatore sono rintracciabili a costi minimi ed eventualmente sostituibili con equivalenti senza patire alcun chè..Si dovrà preventivare anche della de-ossidazione dei potenziometri e annessi selettori a slitta ; Essendo di qualità non eccelsa avranno sofferto l’inattività nel 90% dei casi….preferite in questa operazione uno spray disossidante oleoso piuttosto che secco (Vi lascerà i comandi “morbidi” all’azionamento)….In ultima analisi ,le lampadine dei Vu-Meter nel caso siano bruciate : Sono una coppia di bulbetti montati su zoccolo da 12 volt e 1,2 watt di potenza … Quelle che si usano di solito nei quadri delle automobili di qualche tempo fa (Ora ci sono i Led!).

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Il mobile di legno è in truciolare impiallacciato noce…Se in buone condizioni basterà una lucidata o reimpiallacciata….Ma se ha sofferto l’umidità di cantine o ripostigli / dimenticatoi , vi conviene prendere in considerazione l’idea di costruirne uno ex-novo … A chi legge, la scelta di mantenere la stessa essenza o usarne di una più accattivante….Ricordatevi solo di prevedere un adeguato ricircolo di aria, ancor meglio maggiorandolo rispetto all’originale .

E Concludo qui !  …. Come al solito se avete bisogno di delucidazioni , nel limite delle mie conoscenze,basterà fare richiesta nello spazio dei commenti all’articolo.

Alla prossima…Andrea “Moltisuoni”.

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di più sull’argomento :

 

http://www.guanciarossa.it/ieri/index.php?option=com_content&view=article&catid=44%3Ahi-fi-italia&id=179%3Ahi-fi-italia-perser&Itemid=89:

 

Moltisuoni-Pausa settembrina

MOLTISUONI …….. E’ ……. IN PAUSA ESTIVA !!!!!

moltisuoni nixie gif

 

 

 

In attesa del fresco e verso il finire delle (Mie,purtroppo!) ferie ……… vi rimando ai prossimi articoli !!!!!

Le future recensioni sul sito moltisuoni riguarderanno una buona parte di produzione Pioneer (Hi-Fi e pure una bella carrellata di Hi-Fi Car) degli anni d’oro 1975-1983, alcuni diffusori della produzione europea (Heco,Visonik,Teleton) sempre del periodo sopracitato,alcuni stereo portatili ( detti anche boombox o ghettoblaster) e altre elettroniche degne di interesse…..oltre che vari aggiornamenti agli articoli già esistenti.

Qui sotto vedete una piccola anteprima….Un ghiotto Mixer Pioneer MA 62A …apparecchio per uso professionale con strizzatina d’occhio alle prestazioni Hi-Fi…

moltisuoni-mixer pioneer MA62A

Pertanto il mio consiglio,se vi và, è quello di farvi un giro sul sito dalla terza settimana di settembre 2013…..ci saranno cose interessanti !!!!

Un caloroso saluto

Andrea Moltisuoni

Vi rammento il mio account eBay dove a volte vengono messi in vendita parte degli apparecchi in mio possesso: http://myworld.ebay.it/sampeiekanai

 

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I TESTI SONO DI LIBERO UTILIZZO SU SITI DI TERZE PARTI ,PREVIO LA CONDIZIONE DI CITARNE LA FONTE DA CUI AVETE ATTINTO LE INFORMAZIONI

 

 

Radiosveglia Sony

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Introduzione :

 

Diversi anni fa (Circa 2008) sulla piattaforma eBay compro questa Radiosveglia Sony (Modello 8FC-59WA — anno 1971 — La prima serie Digimatic) nutrendo una certa passione di carattere estetico per questo genere di orologi . Poi , per un motivo piuttosto che per un altro l’ho abbandonata in uno scaffale del mio laboratorio . In tempi recenti ,una riorganizzazione / repulisti degli spazi nel  medesimo ha fatto si che mi ricapitasse per le mani . Mi decido quindi a sbloccare la situazione , e la apro per vedere il grattacapo celato al suo interno . Il cabinet si scompone esattamente in due semigusci, levando le 3 viti di fissaggio poste nell’inferiore , permettendo quindi di avere i circuiti e le parti meccaniche comodamente “a giorno” .

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 2

Rcordo che nella descrizione del venditore si asseriva il buon funzionamento della sezione radio,mentre per quello che riguardava l’orologio , c’erano irregolarità nel lungo termine. Collegata alla rete in effetti posso confermare questo comportamento :  La radio riceve molto bene , ( Ottima  la selettività e audio sopportabile , ben migliore di tante realizzazioni odierne ) mentre l’orologio , puntando l’ora corrente , và per circa 10-15 minuti dopodichè si ferma o quantomeno non vi è più avanzamento temporale dei cartellini…

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 3

Una volta aperta ad una prima occhiata sembra che nessuno prima di me ci abbia mai messo mano dentro … Ed è un bene perchè si parte da una base “sana”. Il motorino (Sincrono alimentato direttamente dalla 220 volt , con motoriduttore) responsabile del movimento cartellini gira correttamente e sembra libero da attriti che potrebbero pregiudicare il funzionamento . Anche questo gioca a favore,perchè normalmente in questo tipo di orologi,si deteriorano negli anni gli ingranaggi in plastica del motoriduttore ….. (Trovare i ricambi ad oggi è abbastanza una difficoltà … Comunque qualche negozio specializzato in rete esiste e nel caso , con un pò di pazienza, generalmente si riesce a reperire quello di cui si ha bisogno.. Logicamente essendo ricambi-rarità hanno il risvolto negativo di avere prezzi “salati”)

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Non ostante tutto , i cartellini ( In materiale plastico) rimangono sempre immobili … Dopo un secondo e più attento sguardo noto che nella sezione dei minuti vi è una copiosa patina oleosa (Da montata non si notava a causa del plexiglass azzurrato ) oltre a una buona dose di sporcizia , foriera degli anni di lavoro ….. Del resto per loro natura , i cartellini , stando a contatto e/o sfregando l’uno con l’altro tendono ad immagazzinare la polvere per principio elettrostatico.

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La sporcizia è cosa normale … La copiosa oleata un pò meno 🙂 ( Mi ricrederò ben presto infatti circa le condizioni immacolate della radiosveglia) Arrivo in breve alla conclusione , che qualcuno prima di me in passato l’ha aperta tentando una improbabile manutenzione alla meccanica dell’orologio…. Questo ragionamento viene giustificato dal fatto di aver notando una quantità abnorme di olio sotto la base della meccanica a cartellini . Probabilmente penso sia andata così : La patina di sporco rallentava di suo pian piano l’orologio non facendogli tenere correttamente l’orario….Quindi nel passato qualcuno avrà pensato che con una bella , energica oliata si sarebbe ovviato al problema … Non fù la scelta corretta ! Questo perché stando a contatto uno con l’altro, in presenza di un agente oleoso , i cartellini si incollano tra di loro diventando un “blocco unico”…

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 8

Una volta chiara la dinamica , mi armo di “santa pazienza” e con un panno inumidito di acqua + sgrassatore Chante Clair ( 1 parte di sgrassatore – 5 parti di acqua , per non risultare troppo aggressivo , cosa che potrebbe cancellare le serigrafie dei numeri ) incomincio a far passare tutti i “60” minuti e tutte le “24” ore , aiutandomi a far scorrere le cifre con la manopola per registrare l’orario . Questo lavoro viene fatto per ben due cicli (Un ciclo è inteso come l’avanzamento manuale delle 24H) , cioè fino alla totale eliminazione di tutto l’olio in eccesso .. Operazione noiosamente certosina e molto di “tatto” , da eseguirsi con ferrea pazienza ;  Questo perché i cartellini hanno la fragilità del cristallo! Vengono infatti trattenuti in sede sul disco orario mediante piccoli dentini di plastica , oltremodo delicati e suscettibili a rottura … Pertanto bisogna prestare assai cura in questa operazione . Collego nuovamente l’apparecchio alla rete e appare un miglioramento del “quadro clinico” . Ora i cartellini girano senza interruzioni ma il tempo non viene mantenuto in maniera corretta … Ritarda di circa 1 minuto ogni 5 trascorsi .C’è ancora qualche anomalia da sanare …. Procedo dunque a smontare il motorino per vedere di capire quali siano le cause di tale malfunzionamento

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E’ trattenuto in sede mediante due bulloni M3 e tolti questi due si ha il gruppo motoriduttore svincolato dalla meccanica . Presenta sul volano esterno una curiosa “banda a spirale” e questa serve ad accertarsi del moto regolare nell’ orologio mediante una finestrella illuminata sulla destra rispetto a quelle orarie (Ricorda comunque il “nastro di terra” degli elettricisti 🙂)…L’unità è stata prodotta dalla COPAL ,come quasi tutte le realizzazioni a cartellini degli anni ’70 che ci sono in giro (Eccezzion fatta per gli orologi Solari-Udine) . Una ditta con una buona reputazione (Fa praticamente di tutto ed esiste ancor oggi)…Tale azienda in particolare commercializzava negli anni ’60 e ’70 orologi marchiati propriamente “COPAL” e vendeva poi anche a terzi le proprie meccaniche per realizzazioni personalizzate

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Il sistema prevede l’avanzamento delle cifre orarie mediante una camma sul motoriduttore . Questa va ad azionare un  bilanciere posto nella meccanica oraria , che , mediante un meccanismo a scatto dentato sul disco orario fa avanzare , agganciandolo il cartellino dei “minuti” ad ogni rivoluzione completa della camma . Il problema risiede proprio qua … Il suddetto alberino non ritorna correttamente in sede a seguito della copiosa lubrificata di cui si parlava prima, e rimane “smorzato” a causa della viscosità/densità dell’olio … Gli viene cioè impedito di seguire il profilo sulla camma (Ricordo che il motorino ha forza limitatissima , in favore di una accurata rotazione) rimanendo in una posizione intermedia che decreta talvolta il perdere uno scatto ogni 5 circa . Da qui nasce probabilmente il ritardo notato prima.

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Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 10

Una accurata pulizia dalle morchie che si erano formate è stata l’azione vincente …In pratica anche qui è bastata molta pazienza , e l’uso di diversi cotton-fioc bagnati di alcool . Facendo anche stavolta due cicli di pulizia (Il “disco orario” dei minuti è quello che si vede dietro il pernetto) sono riuscito ad eliminare tutto l’eccesso di lubrificante, una volta rimontato il tutto, il tempo viene ora mantenuto con buonissima precisione , considerando sempre il metodo di funzionamento . Di seguito trovate un breve video (Quick time) sul funzionamento dopo la pulizia  >>>radiosveglia sony<<<  Avendo il gruppo orologio smontato , sostituisco , già che ci sono , la piccola lampadina al neon che illumina al buio i caratteri orari . Ormai emette luce fioca e traballante, sinonimo dell’essere arrivata alla fine del proprio ciclo vitale.

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 12

Piccola parentesi : Gli orologi a palette hanno bisogno di illuminazione per essere consultati anche al buio  : Si adoperano prevalentemente questo genere di lampadine proprio per via della loro longevità  (Durano generalmente 25 anni usate quotidianamente !!!) unita ad una colorazione arancione che ben si intona all’illuminazione notturna . La completa insensibilità agli urti rispetto a quelle col filamento porta oltretutto garanzie in fatto di affidabilità. In esse infatti non esiste alcun tungsteno , la fonte luminosa arancione è ottenuta esclusivamente dalla ionizzazione del gas neon presente al suo interno . Solitamente tali bulbi lavorano con tensioni comprese nella forbice tra 50 e 80 volt…Pertando se alimentati dalla rete , va interposta una adeguata resistenza da mezzo watt  (150K su 220 volt). Parimenti alle più tradizionali lampadine a filamento possono lavorare sia in C.C sia in C.A . Messo a posto il fulcro di questo apparecchio , perchè non dare anche una controllatina anche alla sezione radio? Fortunatamente questa non è stata toccata da nessuno , pertanto ho solo verificato il suo allineamento , notando alcune insolite caratteristiche costruttive

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La realizzazione è di  buon grado…Stupisce come in questo genere di apparecchi fossero comunque curati gli aspetti realizzativi  , usando materiali di qualità

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Notare il trasformatore schermato e la sua dimensione …

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La scheda radio della radiosveglia Sony eroga circa 500mW nominali in altoparlante e viene alimentata con una tensione di 9 volt continui forniti (Previo classica raddrizzata e filtraggio) da un piccolo ma ben fatto trasformatore….Possiede 8 transistor , e sfrutta il principio della supereterodina , quindi ha una ottima selettività / sensibilità , tanto da essere ancora ben sfruttabile al giorno d’oggi. Possiede il volume (simpatica l’idea della finestrella che permette di verificare il “volume”) coassiale con il controllo di tonalità, e la dotazione viene completata con il selettore di banda unito alla presa per un altoparlante/auricolare esterno . Sottolineo l’insolito  geniale  posizionamento dell’altoparlante posto nella base dell’apparecchio il quale ricre un caricamento acustico a tromba , diffondendo  il suono sulla superfice dove appoggia la radiosveglia . Tale malizia facilita l’ascolto da parte dell’utilizzatore  migliorando al contempo l’efficienza del volume acustico riprodotto

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Il condensatore variabile viene azionato mediante un rinvio meccanico a corda coerente con la scala parlante (Quest’ultima viene illuminata,quando in funzione, da due microlampadine a 6 volt collegate alla scheda radio)…Sul suo alberino vi è una frizione meccanica per quando si arriva a fine scala -fine corsa in maniera da scongiurare rotture dovute ad un utilizzo energico…..Una attenzione raffinata generalmente sconosciuta su questi apparecchi

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Questa radiosveglia Sony da inoltre la possibilita di svegliarsi : Sia con la radio , sia con un segnale “buzzer” ( Chiamarlo buzzer è un affronto…è rumore di alternata a 50Hz bello e buono!!!!)  ricavato infatti prelevando dal secondario del trasformatore una parte di tensione alternata , attenuatondola con un partitore resistivo e immettendola poi schiettamente nell’amplificatore della radio mediante un condensatore da 4,7uF per disaccopiamento…Un risveglio “brutale”  🙂 L’orario di “sveglia” viene settato mediante il tamburo orario posto sulla sinistra . Quando impostata la modalità di sveglia esso si illumina di verde mettendo in evidenza (purtroppo) l’orario di “alzata” ; Il principio di funzionamento è sincrono all’avanzamento dei cartellini e chiude un contatto normalmente aperto  di un microswitch all’orario desiderato mediante una serie di rinvii meccanici . Queste di seguito sono le foto a revisione ultimata .  Come tutti gli oggetti degli anni passati non gli si può negare un certo fascino…specialmente al buio !!

 Radiosveglia Sony - Moltisuoni20

 Radiosveglia Sony - Moltisuoni21

 Radiosveglia Sony - Moltisuoni22

Se avete intezione di avventurarvi in un acquisto del genere , eBay vi viene incontro…Cercate specialmente in Germania …i prezzi sono ragionevoli mentre l’offerta del prodotto è generalmente buona (Migliore della situazione italiana dove i pochi che propongono tali elettroniche fanno “casta” vendendole a prezzi inauditi!!!)

Ricordatevi soprattutto che quelle destinate al mercato americano o Giapponese NON POSSONO ESSERE UTILIZZATE  qua in italia !!  Non tanto per i 110 volt (Per il  quale si potrebbe ovviare con un trasformatore riduttore step-down) , ma  per il discorso della frequenza ! Negli USA e nel Sol Levante la rete viaggia a 60 Hz e il motorino prende precisione di rotazione appunto dalla frequenza di rete…Se usato qua sarebbe perennemente fuori cadenza !!!

 

Un caro saluto … Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link sull’argomento :

 

http://www.nidec-copal.com/01/07.html

http://www.atsclock.com/categories/motors_movements.cfm

http://en.wikipedia.org/wiki/Flip_clock

 

 

Fonorivelatori MM-MC

Moltisuoni testine giradischi -2

 

Introduzione:

 

Fonorivelatori MM-MC : (Ovvero: Moving Magnet – Magnete Mobile / Moving Coil – Bobina Mobile)  … Tutti sanno che la differenza consiste nel metodo in cui il movimento meccanico viene translato in segnale elettrico…Non voglio quindi aggiungere altra “acqua calda” a quella già inventata e di pagine su come suonano o quali siano le migliori v’è ne sono a centinaia sul web..La mia intenzione è quindi dare solo un piccolo contributo fotografico a quello che sono i due metodi principali di riproduzione fonografica (in realtà ci sarebbe anche un terzo metodo che fa uso di un cristallo piezoelettrico,ma date le sue scarse qualità ,riservate in genere a fonovalige e affini,ne trascuro qui la discussione). Ah….D’ora in avanti,anche per comodità di scrittura le chiamerò “testine”

Moltisuoni testine giradischi -1

Il motivo che mi spinge in questo piccolo articolo è l’aver tra le mani due testine che rendono bene visivamente l’idea di cosa significhi MM-MC….Si tratta di due fonorivelatori dei primi anni ’80 :

Moltisuoni testina ADC QLM II - 1

La prima,qui sopra su shell Thorens , è una MM , costruita dalla americana ADC : modello QLM II

Moltisuoni testina Pioneer MC 5 - 1

La seconda , su shell proprietario Pioneer, è una MC , costruita sempre dalla Nipponica Pioneer : Modello MC5 (sottolineo come l’avanguardia ingegneristica Pioneer aveva reso possibile anche nelle MC la sostituzione del gruppo stilo in caso di usura , caso raro in questo genere di testine) In pratica e detta alla veloce (per chi fosse a digiuno sull’argomento) , la puntina vibra coerentemente con i solchi presenti sul vinile quando è in riproduzione … Questa vibrazione , trasmessa dallo stilo deve essere convertita in un segnale elettrico da amplificare e pertanto entrano in gioco i due metodi principali : Nel caso dell MM raggiungerà un magnete ( o ,in taluni fonorivelatori,una coppia di magneti)

Moltisuoni testina ADC QLM II - 3

Moltisuoni ADC QLM II - 4

…oppure una coppia di minuscoli avvolgimenti nel caso delle MC

Moltisuoni fonorivelatori MM-MC Pioneer MC5- 2

Moltisuoni fonorivelatori MM-MC Pioneer MC5 - 3

Per funzionare , entrambe le testine necessitano sempre e comunque di un magnete permanente ( in genere si sceglie il neodimio , grazie alla sua densità di flusso) : Nel caso delle MM è solidale stilo (mentre gli avvolgimenti sono nella struttura del fonorivelatore) . Nel caso dell MC il magnete è incorporato con la struttura del fonorivelatore (e quindi inversamente ,gli avvolgimenti sono solidali allo stilo) .. in ogni caso , MM e MC si rifanno al modello fisico del generatore a magneti permanenti . Le tensioni in uscita (come immaginabile) solo molto basse ,nell’ordine dei milliVolt , pertanto necessitano entrambe di pre-amplificazione e debita equalizzazione (oggi lo standard universale è quello RIAA) da parte della catena a cui vengono connesse…Altra parentesi…nel caso delle MC è necessario quasi sempre un ulteriore amplificazione rispetto alle MM , pertanto si è soliti intraporre appositi trasformatori di step-up (perchè ottimi sotto il profilo segnale/rumore,ma costosi) , prima di entrare in un ingresso Phono … questo passaggio è necessario solo in quegli apparecchi che non dispongono della scelta fonorivelatore (generalmente una manopola sul frontale oppure se nel posteriore, un pulsante) . Questo comando oltre ad innalzare la sensibilità dello stadio phono , permette anche una corretta interfaccia capacitiva-resistiva … Sotto vi riporto un esempio di tale comando presente su un Luxman L-510 (foto da archivio internet)

moltisuoni Luxman L510

 

PRO E CONTRO (fino a pochi anni fà….)

 

Fonorivelatori MM : Economicità di acquisto , ha uscita elevata (nell’ordine dei 4 mV) che la rende sorda ad eventuali spurie e disturbi esterni,sostituzione economica dello stilo in caso di usura ,buona risposta in frequenza e separazione dei canali.

Fonorivelatori MC : Generalmente più costosa , suscettibile ad essere inficiata da disturbi esterni di natura elettromagnetica , con minor uscita utile (intorno ad 1 mV)  e molte volte con impossibilità di sostituzione stilo (oggi esistono però ditte che ri-stilano i fonorivelatori meritevoli qualitativamente,ma i costi sono molto elevati ) ,ha però dalla sua parte una maggiore fedeltà e separazione dei canali dovuta sostanzialmente ad una minor inerzia di movimento

Parlando al presente si può dire che esse oggi grossomodo si equivalgano. Le MM sono cresciute (grazie anche a tecniche e materiali migliori) come qualità sonica raggiungendo le MC. Quest’ultime in alcuni casi (Un esempio ad un prezzo ragionevole ne è la Denon DL 110) hanno tensioni di uscita quasi simili alle MM , non prevedono quindi l’uso di  Step-up o amplificatori con ingresso Phono dedicato MM-MC…pertanto la scelta ricade in definitiva su punti di vista e di ascolto che fanno preferire l’una rispetto all’altra .

 

Un caro saluto

 

Andrea Moltisuoni

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

 

Per saperne di più sull’argomento :

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Testina_fonografica

 

 

Semprini ST 240

 

Moltisuoni semprini ST 240

 

 

Introduzione :

 

Recentemente (Luglio 2013) sono entrato in possesso di una unità Semprini ST 240 ,databile intorno alla metà degli anni ’60…avevo sempre letto critiche e recensioni molto favorevoli in rete di queste apparecchiature,e quindi alla prima occasione non me lo sono fatto sfuggire….reperirne uno è stata comunque davvero un impresa!!!!

Le caratteristiche salienti ,di cui tutti parlano sono prevalentemente: Costruzione Massiccia e curata,modulabilità ( quindi versatilità ),componentistica di elevata qualità e ottime doti soniche.Tanto è vero che furono scelti all’epoca da cantanti del calibro di Mina,Jimi Hendrix,Gianni Morandi,Ella Fitzgerald,Frank Sinatra e cosi via…Va anche sottolineato che all’epoca erano probabilmente molto costosi per via delle loro ottime caratteristiche,pertanto la diffusione è stata prevalentemente in ambienti di un certo livello

Il Segreto del successo era dato,come detto poco fa, dalle possibili configurazioni che uno poteva ottenere semplicemente abbinando i relativi moduli in base alle proprie esigenze in fatto di ingressi e sonorizzazioni…infatti esistevano moduli preamplificatrici-miscelatori (Preamplificatore ST240) e moduli amplificatori (Amplificatore-Mixer ST 240…ST280)

La foto sotto,presa dal repertorio internet come esempio,mostra l’accoppiata tra un Preamplificatore ST280 ,sulla destra col suo relativo finale ST280 sulla sinistra

Moltisuoni Semprini ST240/40-internet

Completava il tutto una estetica pulita con comandi razionali montati su uno spettacolare plexiglass retroilluminato (!) recante le orgogliose serigrafie in italiano,come a voler sottolineare le radici del genuino progetto

Purtroppo reperirne uno ,come dicevo poc’anzi,al giorno d’oggi è chimera…Il mio proviene,dopo diversi anni di monitoraggio,dalla piattaforma eBay (di cui foto ad inizio articolo),più precisamente da Roma (Chissà non sia passato nelle mani di qualche artista famoso ?? :D) ed è configurato cosi: Alimentatore Semprini ST 240/40 con Due moduli amplificatori-mixer Semprini ST 240…quindi “strizza l’occhio” ad un possibile utilizzo domestico in una catena Hi-Fi. Fortunatamente,l’esemplare in mio possesso è in discrete condizioni estetico-circuitali, ma soprattutto è IMMACOLATO,cioè nessun “”maniscalco”” ha mai provato/tentato di ripararlo alla “bene e meglio”….mi è stato venduto come non funzionante,ma (alimentato gradualmente con un Variac) in realtà esso funzionava..molto male…ma riusciva ancora a far sentire qualcosa in altoparlante.Restaurato ,leggerete di seguito cosa è in buona sostanza,come è fatto e soprattutto come suona!!

Buona lettura!

 

 Caratteristiche tecniche amplificatore ST 240:

 

Alimentazione (da Modulo ST 240/40) : 110-125-140-160-220 volt 50Hz 500 Watt

Controlli : Volume Generale ,Bassi , Acuti ,Volume microfono (miscelabile su audio)

Ingressi : Tre ; 2 microfono dinamico (4mV) + 1 ingresso magnetofono/linea (200mV)

Uscite : Due ; 1 di potenza e 1 per altoparlante monitor-spia

Tipo connessioni : Connettori XLR / Presa tipo “Geloso”

Tubi impiegati (un solo modulo) : 1 (ECC83) – 1 (EF86) – 1 (ECC85) – 2 ( EL36) – 1 (EM84)

Potenza (ST 240) : 40 Watt nominali su 4-8-16-32-64-128 Ohm + 3 Watt altoparlante spia

Risposta in frequenza : N/D (presunto standard alta fedeltà)

Dimensioni (L x A x P)  e peso :   Circa 360x150x300 — Peso 20 Kg

 

 Descrizione e costruzione :

 

moltisuoni semprini ST240 -21

Il cabinet esterno è in metallo massiccio, forato sopra-sotto , garanzia di un corretto raffreddamento per convenzione ospita al suo interno un vero e proprio rack in alluminio a tre posti con connettori tipo pettine più rispettive guide che alloggiano precisamente i vari moduli. Qui lo potete vedere appena smontato,con ancora la patina appiccicosa degli anni di “fatica”… Sulla Sinistra vi è un portafusibili a 4 posti per avere a portata di mano (e alla svelta!) i ricambi in caso di avaria.

Moltisuoni rack semprini

Il cablaggio è fatto a mano e legato (per tenerlo in ordine) con un filo di canapa ,mediante una sapiente legatura a strozzo.Notate l’interruttore nel posteriore(in corrispondenza dell’ulima guida)..serve per la commutazione Stereo-Mono nel caso ( come questo) si utilizzino due moduli amplificatori e si abbia a che fare con una sorgente audio singola,le forature posteriori sono i “passaggi” per le varie connessioni  “IN-OUT” e per i vitoni di fissaggio dei vari moduli

Moltisuoni rack semprini 2

Moltisuoni Semprini ST240/40-11

Modulo di Alimentazione Semprini ST240/40

 

Il contributo ai 20 kg di peso dell’unità viene ,per un buon 40% da questo modulo,colpisce infatti per le generose (ed è limitato come aggettivo) dimensioni del trasformatore di alimentazione…come ogni buon progetto appare surdimensionato rispetto alle reali necessità ed è garanzia di lunghi periodi di funzionamento senza patire eccessive perdite di rendimento; La sua fattura è ottima,possiede nucleo ad ” E I ” … gli avvolgimenti del cartoccio sono ordinati e disposti razionalmente.

Moltisuoni Semprini ST240/40-4

Moltisuoni Semprini ST240/40

Moltisuoni Semprini ST240/40-2

Moltisuoni Semprini ST240/40-3

L’anodica è tutta in “stato solido”..non ci sono tubi rettificatori in favore di una maggiore affidabilità nel tempo e prestazioni più decise.La tensione alternata (350 Volt) del secondario viene rettificata da una coppia di ponti al selenio (Siemens B300C200) connessi in parallelo,a cui fa subito capo la prima capacità di filtro del doppio pi-greco resistivo.Il livellamento è garantito dall’utilizzo di tre condensatori con capacità di 50uF in ingresso,50uF intemedio,e in uscita un’altro da 50 uF,con i classici condensatori a vitone della Sprague (Che…non ostante gli anni di lavoro e quelli di inattività, funzionano ancora abbastanza bene)

Moltisuoni Semprini ST240/40-5

Sempre sullo stesso modulo vi è la sezione di alimentazione negativa per il Bias ( fisso -30volt ) delle valvole finali ,ed è costituito da un diodo al selenio ,seguito anche qui da un pi-greco resistivo (100uF) per il livellamento.Nella foto sotto lo si può vedere in alto a sinistra nel primo piano

DSCN1400

il secondario dedicato all’accensione dei filamenti nei tubi (6,3 volt 8 Ampere) non viene raddrizzato..vi è solo il classico reostato variabile ai capi di tale secondario,con il cursore connesso alla massa dell’apparecchio (150 Ohm 2 watt..visibile chiaramente nelle prime foto) questo accorgimento serve per poter minimizzare il rumore di fondo (HUM) e dare al contempo, il riferimento a “zero” volt della sezione anodica nei filamenti.

Completano il tutto la spia di alimentazione-illuminazione frontale (6,3 volt 1 watt) , il cambiatensioni con valori: 110-125-140-160-220 volt , il fusibile sul primario del trasformatore ( 5×30 – 250volt 3A) e l’interruttore di accensione (che … come brutta abitudine degli apparecchi di 50 anni fà, leva solo tensione sulla fase di rete, pertanto fate attenzione a prestare manutenzioni quando l’apparecchio è collegato alla 220).

All’epoca non erano previste nemmeno prese di terra (forse nei rack dedicati semprini c’erano ??? Chi può dirlo…) ,tuttavia se considerate di restaurarne uno oppure semplicemente di adoperarlo per vostra gioa ,è consigliabile adottare una modifica con questo accorgimento ..se possibile nel rispetto dell’estetica originale dell’apparecchio.

 

Amplificatore-Mixer Semprini ST 240

Moltisuoni Semprini ST240/40-7

Ogni modulo monta un totale di 6 tubi : 3 di segnale,2 di potenza e un “occhio magico” per avere un idea della potenza impegnata a colpo d’occhio ( battutaccia… 😀 )

Moltisuoni Semprini ST240/40-8

Moltisuoni Semprini ST240/40-9

Moltisuoni Semprini ST240/40-10

Costruito per durare a piena potenza e per molto tempo…ha zoccoli ceramici noval e zoccoli in steatite octal per le finali,resistenze con tolleranza 10% (ricordo che di norma all’epoca,negli apparecchi commerciali,la tolleranza di ogni singola resistenza era nell’ordine del 25-30%..quando andava bene) tutte da 1 watt in carbone,il trasformatore di uscita è correttamente dimensionato per un uso continuo ed è di ottima fattura,anch’esso con nucleo a ” E I ”

Tutto il cablaggio e la disposizione dei componenti sono altamente curate,ragionate e rifinite ( eccezzion fatta,voglio metterlo in chiaro, per l’isolamento anodico tra tubi e Trasfo  di uscita…. che è opera del precedente “tecnico” ..ex possessore di codesto apparecchio…chi sa se costei era conscio del fatto che su ogni cappuccio ci sono ben oltre 400 volt in corrente continua … 😮 😮 )…logicamente ogni modulo veniva assemblato manualmente uno ad uno…da manodopera altamente esperta e qualificata come si evince dalle foto

moltisuoni semprini ST240 -12

Lo schema amplificatore adottato è una rivisitazione dell’arcinoto “Mullard 5-20” con alcune debite modifiche per innalzare la potenza di uscita (utilizza tubi EL36 al posto delle celebri EL34,probabilmente per un fattore di robustezza unita all’economia di esercizio-facile rintracciamento dei ricambi ) con varianti minori dovute alla presenza del preamplificatore microfonico (basato sulle due sezioni presenti nella ECC83)  e dell’occhio magico EM84.Fa inoltre comparsa,benchè fisso,il bias a polarizzazione negativa dei tubi finali,cosa che nello schema mullard mancava.Diverso anche il trasformatore di uscita,che dispone di avvolgimento dedicato per la controreazione ,inoltre, differenza significativa la troviamo nell’alimentazione totalmente a stato solido….Appena disponibile l’originale Semprini (sempre che riesca a reperirlo…) pubblicherò in rete lo schema elettrico relativo al modulo ST 240 …per il momento,tanto per dare un l’idea circuitale , pubblico lo schema del Mullard 5-20 a carattere di linea guida generale.

 

Principio di funzionamento del finale:

 

In breve … il pentodo EF86 da una prima amplificata al segnale di ingresso,che verrà poi portato alla sfasatrice split costituita dalla ECC85..le due porzioni speculari di segnale (polarizzate debitamente dal bias negativo) verranno poi applicate alla coppia di pentodi finali EL36 che piloteranno il primario del trasformatore d’uscita.Un secondario dedicato alla controreazione proporrà parte del segnale amplificato alla EF86 fornendo così la retroazione necessaria alla stabilità e linearità del finale.Versioni più potenti (cito ST 280,ma anche altri apparecchi Semprini adottavano questo accorgimento) usavano il medesimo schema adottando 4 tubi finali ,anzichè due con debiti partitori resistivi a valle della ECC85 per polarizzazione e punto di lavoro . Il trasformatore di uscita audio disponeva quindi in questo caso di 4 doppi primari anodici dedicati ad ogni EL 36.

moltisuoni mullard 5-20

Piccola parentesi :

Verso il finire degli anni ’60 la Mullard rilasciò un certo numero di progetti (all’epoca vera e propria novità) che la rivista “wireless world” rese in anteprima celebri e di dominio pubblico..a distanza di breve usci il famoso “mullard -circuit for audio amplifier-” che vedete in copertina qui sotto:

Moltisuoni-Mullard_Circuits_for_Audio_Amplifiers

In europa  furono molti i costruttori che ne fecero tesoro di tale manuale …..

Cito fra i tanti :

Philips,Davoli,Geloso,Binson,Semprini,Grundig,Saba,Farfisa,Fbt,Meazzi etc etc  ,  i quali  presero spunto come base per le proprie elettroniche consumer , spesse volte con minime varianti..Questo fa si che ripararli sia tutto sommato una impresa abbastanza semplice avendo un minimo di bagaglio sul mondo delle amplificazioni valvolari

moltisuoni semprini ST240 -13

I controlli di tono(bassi-alti) coassiali sono passivi e non hanno coinvolgimenti col circuito di controreazione (come spesso si vede in circuitazioni valvolari retrò),sono a monte della EF86 e sfruttano la sensibilità di questo pentodo..come detto poco fa,l’unica sezione attiva la si può ricondurre allo stadio microfonico costruito intorno alla ECC83 (nello schema classico di amplificatore di tensione) ,l’uscita fa capo al potenziometro del “volume micro” cui a sua volta si va ad immettere nel cursore del “volume generale”,rendendo così possibile di fatto una miscelazione tra parlato e base musicale ,se lo si desiderava.

moltisuoni semprini ST240 -14

Nota di riguardo sul trasformatore di uscita che annovera doppi secondari : Il primo serve per pilotare le casse a cui è collegato l’amplificatore, con la possibilità di scegliere impedenze di : 4-8-16-32-64-128,mediante un comodissimo selettore rotativo…Il secondo “secondario” serve per pilotare un altoparlante spia (oggi lo chiameremmo monitor) ed è studiato per aver potenza contenuta (circa 3 watt) con la prerogativa di essere totalmente indipendente dal sistema principale,a scanso di perdite in potenza..una soluzione raffinata se pensiamo ad un apparecchio d 50 anni fa.Completano l’ottima fattura del modulo ,le prese XLR-Geloso che vedete nell foto sopra (notate anche la qualità del pettine di connessione al rack)

moltisuoni semprini ST240 -15

L’occhio magico EM84 (tenuto saldamente in sede mediante un clamp a molla) è stato da me prima definito impropriamente VU-Meter,in realtà la sua funzione è quella di valutare l’indice di potenza erogata dal finale per prevedere eventuali clipping…esso infatti viene pilotato,mediante rettifica a doppia semionda da due diodi al germanio + capacità di livellamento, direttamente dal segnale disponibile sul secondario del  T.U, proprio come accadrebbe per un VU-Meter a lancetta…ma la sua inerzia,unita all’assenza di scala graduata,ne fanno più un uso “indice” rispetto ad un vero strumento di misura.Notate in alto a destra la lampadina di illuminazione da 1 watt del plexiglass frontale,che avviene per riflesso..questa “chicca” oltre a donare un aspetto scenografico spettacolare al buio,permette al tempo stesso di individuare immediatamente i comandi in condizioni di chiaroscuro.

 

Fotogallery del restauro ( in costruzione-aggiornamento al 21/7/2013 )

 

Il termine restauro viene inteso dal sottoscritto come : pulizia,controllo,ricablaggio(se necessario) e sostituzione delle parti usurate,taratura finale strumentale e collaudo al banco per sincerarsi del buon esito.

Nello specifico il mio esemplare necessita della sostituzione (classico difetto) di buona parte delle capacità di filtro e accoppiamento/disaccoppiamento,di alcune resistenze e logicamente di alcuni tubi usurati dagli anni di lavoro,meccanicamente avrò da sostituire un certo numero di viti arrugginite e riverniciare sicuramente il contenitore che appare malconcio.Qualche piccola opera di ricablaggio completerà il lavoro che rimetterà a nuova vita questo meritevole Semprini !

Fotogallery restauro modulo Amplificatore-mixer Semprini ST 240

moltisuoni semprini ST240 -24

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Moltisuoni-Under_Construction

 

Considerazioni finali e giudizio

 

 

Moltisuoni-Under_Construction

 

 

 

 

 

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di più sull’argomento Semprini :

https://www.facebook.com/pages/Semprini-History/166017446765410

http://www.radiomuseum.org/r/liare_semprini_st280st_28.html

 

 

 

Moltisuoni …. Chi Sono?

Blaupunkt Amsterdam 11 - moltisuoni 1

 

Classe 1976 nato in quel di Genova e ivi attualmente residente in questa ormai snaturata cittadina . Da piccolo , per gioia e disperazione dei miei genitori ,ero sovente a smontare qualsiasi tipo di apparecchiatura avesse a che vedere con circuiti e affini. La mia fame di capire (per quanto potesse farlo un bambino) in un epoca dove non esisteva internet era il pane di tutti i giorni. Complice la passione per la musica che alimentava come un mantice le braci di un neonato hobby che dall’età di 5 anni circa si svegliò in me. Oggi (fortunatamente) ho mezzi intellettuali sufficienti per poter divertirmi a riparare e costruire apparecchi audio e non…Oltretutto  come per molte persone accade , di mestiere faccio tutt’altro rispetto a quello che la mia passione imporrebbe , dunque uno sfogo è doveroso 😉

Moltisuoni Rogers HD 88

A dire la verità non avevo mai pensato di mettere su un “baraccone” on line di quello che sono i miei “maneggi” (per dirla in genovese) , tuttavia un giorno pensai che quel bagaglio di esperienze man mano accumulato , sarebbe stato corretto condividerlo con altre persone le quali nutrono i miei medesimi interessi. Per spirito di avventura,guardando un pò in rete e leggendo alcuni tutorial…ho dunque iniziato su questo spazio Altervista!

moltisuoni sub pioneer gtx

Moltisuoni philips AG9016

Moltisuoni woofer ESB cdx1

La differenza rispetto ai tanti siti che uno può trovare curiosando on-line stà nel fatto che gli oggetti proposti a scadenza variabile sono delle più disparate estrazioni, perchè saranno quelli che piacciono a me e che ritengo doverosi di approfondimento . Diciamo che il senso di “moltisuoni” è quello di comportarsi come un diario di bordo relativo alle mie esperienze. Specifico che non è un blog a carattere commerciale….cioè potrà capitare che io ceda qualche apparecchiatura su altri siti e-commerce,ma non soddisferò richieste di riparazione elettroniche guaste per conto terzi.

Moltisuoni marantz 5025

Logicamente l’idea di partenza nell’aprire il blog , è quella di essere anche di aiuto per chi ha medesimi interessi e necessiti di qualche dritta (nel limite delle mie conoscenze)…o semplicemente abbia piacere nel vedere l’interno degli apparecchi in mio possesso, venendo a conoscenza di caratteristiche tecniche,circuitali,di fattura costruttiva e così via. Come in tutte le cose anche critiche e pareri sono sempre ben accettti perchè aiutano a capire e migliorarsi (L’importante ,fondamentale requisito,è essere sempre educati col prossimo,proprio come lo si vorrebbe con se stessi 😉 ) pertanto se lo riterrete opportuno potrete contattarmi se vi servissero dei pareri.

Moltisuoni jukebox seeburg

Sicuramente tratterò ,con recensioni più o meno dettagliate ( oppure con semplici gallerie ) tanti apparecchi legati alla riproduzione audio, e non per forza Hi-Fi ( di quelli il web ne è già pieno fin troppo e credo che non se ne senta la mancanza di un altro in tema…come cita il titolo sarà una panoramica audio “diversa” ). Quindi sarà fattibile leggere in questo blog di giradischi,come di autoradio,passando poi per radioregistratori portatili e cosi via. Oltre al fattore suono, prediligo anche l’aspetto emozionale / estetico che l’oggetto comunica alla persona….E non è neanche detto però che,  non troviate una ricetta di cucina suggerita da mia moglie,in occasione di qualche festività!

Moltisuoni AIWA CS-M1 microboombox

La mia passione coincide ( guarda caso ) anche con un account su eBay.it ( Lo potrete raggiungere al link in fondo pagina ,oppure tramite il pulsante “IN VENDITA” sulla sinistra del desktop ) , fonte inesauribile di alimentazione a questa passione nata da bambino .Sempre sulla piattaforma appena citata, puntualmente vengono messi anche in vendita apparecchi da me posseduti…in modo da avere un “ricambio generazionale” nel parco delle mie elettroniche….e far felice qualcuno che desiderava proprio quell’oggetto!

moltisuoni pioneer RT303 reel to reel

Concludo qui  per non annoiarvi con sermoni che son poco utili , del resto ognuno saprà dare un giudizio  sul mio operato e dilungarsi non serve!

Moltisuoni Scott A299

Un caro saluto …. 🙂

 

 

Andrea “MOLTISUONI”

 

 

 

moltisuoni garrard lab 80