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Hornyphon Souveran 61

Sulla breccia estiva un altro bel sintoamplificatore Fm  in veste di radio d’epoca . Devo essere sincero: Nutro una certa passione per questo confine….Dove la radio d’epoca si trasforma in apparecchiatura Hi-Fi mantenendo tuttavia canoni estetici tipici .

Questo apparecchio veniva costruito da almeno due ditte dell’Est Europa nei primi anni ’60 (Horny Radio e Verdik)  su licenza Philips , infatti tecnicamente risulta essere identica alla Philips Premiere 61  eccezion fatta per diverse caratterizzazioni di natura estetica nel mobile di legno .

Sulla carta abbiamo un sintonizzatore supereterodina a 5 valvole con doppia scala sintonizzatrice contornato da un ottimo stadio finale sviluppato attorno a due EL84 in single ended altrettanto ben servite da una coppia di doppio-cono Philips serie ottagonale .

Completa il bel quadretto  poc’anzi descritto , lo stadio alimentatore misto induttivo / resistivo su cui a monte troneggia una bella EZ81…..e l’immancabile occhio magico per un totale di ben 9 valvole . Non da meno ,molte raffinate soluzioni meccaniche per attuare tutte le funzioni di cui è dotato questo ricevitore (cito i cavi bowden tra tutti) …. Valeva quindi  sicuramente la pena scriverci dietro qualcosa 🙂

 

Uno sguardo alle scelte progettuali elettro-meccaniche della Hornyphon Souveran 61

 

Il set-up ricevente è tipico dell’epoca ,troviamo infatti due front-end separati per FM e OM – OL -OC . Nel primo la soluzione di accordo sintonia è a nucleo magnetico permeabile , mentre per le restanti gamme d’onda si ricorre al più classico condensatore variabile . Adeguatamente demoltiplicati , e comandati a mezzo cordina + carrucole , entrambi fanno capo ad un unico comando meccanico dove spicca la prima chicca : Una presa di forza “mobile” azionata da un riinvio a cavo bowden posto sulla tastiera selettrice.

In pratica a seconda della gamma radio prescelta sulla tastiera, questo cavo azionava due distinte pulegge spostandosi assialmente su di esse  . Questo permetteva di avere quindi due indici sulla scala parlante e un unico comando.

La sezione Fm concentra nella ECC 85 le funzioni di oscillatore e mixer-amplificatore AF accordato  . L’uscita di tale stadio viene accomodata all’ingresso degli altri stadi successivi (tra poco descritti) per l’opportuna rivelazione ed amplificazione in tensione.

Le sezioni OM-OL-OC invece sfruttano il collaudato trio formato dalle arcinote   ECH 81 – EF183 – EABC 80 in unione a convenienti stadi L – C di accordo selezionati a tastiera : Anche qui la commutazione delle varie bobine sulla sezione AF avveniva mediante due commutatori multivia a slitta azionati da altrettanti cavi Bowden facenti capolino ai tasti di selezione….Tanto per non dire mai che alla Philips  non erano capaci a progettare 😀

L’antenna OM-OL-OC poteva essere selezionata tra Interna / Esterna anche stavolta grazie a eleganti scelte meccaniche .

Coassialmente al comando di sintonia principale troviamo infatti un comando che potrei chiamare, di “sintonia fine”, anche se non è poi del tutto appropriato definirlo così . Era infatti tipico negli apparecchi di classe in quell’epoca , trovare antenne OM rotanti ( Questo escamotage permetteva la discriminazione in maniera selettiva dei disturbi radio rispetto al segnale trasmesso senza dover ruotare la radio sul suo asse come avveniva in passato )  .

Una camma presente alla base del “Ferroceptor” (Questo il suo nome corretto) azionava a sua volta un deviatore che escludeva la ferrite interna in favore di un dipolo esterno …. In Olanda avevano a cuore le cose precise e complicate, scalzando agli svizzeri questo primato!

Il tuner veniva arricchito da un occhio magico EM84 per avere una interfaccia uomo-macchina circa l’intensità del segnale captato.

Faccio notare la presenza di una uscita preamplificata dedicata alla possibilità di collegare un registratore a nastro per incidere le trasmissioni ricevute .

 

Stadio finale

Un classicone della EL84 : Collegata in single ended e connessa a pentodo puro , il quale eroga circa 2,5 watt continui per canale contando su due trasformatorini ben costruiti dalla Philips …Qui sotto in compagnia del nuovo elettrolitico di filtro da 50+100+100 uF 385V

La parte di preamplificazione è curiosamente insolita : Assegnata alla una sezione triodo di EABC 80 per il canale sinistro e ad una EBC 81 per il segnale destro (Che è poi la copia conforme del triodo incorporato nella EABC 80) .

I controlli di tonalità acustica sono asserviti in maniera mista :  Intervenendo sull’anello di controreazione dello stadio finale per quanto riguarda l’intervento dei toni gravi …

Il dosaggio dei toni acuti è invece appannaggio di modifiche sulla banda passante del segnale audio applicato all’ingresso , come si evince dai rettangoli verdi qua sotto! Immancabile la presenza di una presa fisiologica sulla corsa del volume , a mò di loudness , per rendere più corposo l’ascolto ai moderati volumi di ascolto (rettangoli rossi sullo schema elettrico) . Una nota ,infine, circa la possibilità di escludere l’intervento dei controlli di tono mediante l tasti “Mixer bass – hohen”…Precursore di 20 anni  del tasto “direct” di molti amplificatori

Il registro sonoro della radio poteva contare ,oltre ai filtri poc’anzi accennati, anche a 2+2 preselezioni a tastiera aventi funzione di esaltare (almeno le intenzioni erano quelle 😉 ) un determinato programma musicale

Coassialmente al controllo volume , troviamo per ultimo il comando del  “Balance” responsabile del bilanciamento canali .

Non poteva mancare anche qui il fiore all’occhiello non scevro da difficolta realizzative : Una rappresentazione visuale dello “zero” relativo al perfetto bilanciamento.

Mosso da due carrucole e altri due Bowden , l’alberino del potenziometro fa capo ad una ruota dentata su cui fa cremaliera un filtro ottico (Debitamente retroilluminato ) a due colori divisi diagonalmente da un sottile profilo bianco  .

Questo permetteva di farsi un’idea di quando gli amplificatori lavoravano equalmente, contribuendo al contempo ad arricchire la “palette” di curiosità che attorniano questo ricevitore poliedrico .

Gli altoparlanti (Philips AD3700) presenti nella Hornyphon Souveran 61 sono tutt’oggi appannaggio di molti appassionati di autocostruzione diffusori legata al mondo dei valvolari. Molto sensibili ( Col mio “”orecchiometro”” oltre 90dB di efficienza almeno) coprono egregiamente lo spettro audio con un brio sconosciuto a molti monovia moderni. Hanno magnete in Alnico e un diametro utile di cono intorno ai 150mm pertanto anche i toni gravi hanno la loro giustizia nella riproduzione del programma musicale. Il generoso mobile della radio contribuisce favorevolmente nel metterli a proprio agio !

Anomalie , noie e fastidi vari …..

Prima di procedere oltre, vi ricordo sempre di porre la massima attenzione : Noisamente ridico e riscrivo per la 101esima volta che gli apparecchi valvolari “viaggiano” con tensioni interne elevate, prossime  in questa circostanza ai 300 Volt in corrente continua dunque potenzialmente letali per animali e persone . Prendete sempre tutte le distanze necessarie affinché non vi siano pericoli per Voi e i Vostri cari !!!!

Difficilmente una radio usata ( Oppure mai ser-viziata) con più di mezzo secolo funzionerà bene al primo ascolto….Anzi guardatevene sempre bene prima di collegarla alla rete perché qualche elettrolitico “scontroso” vi potrebbe scoppiare inzozzandovi di isolante dielettrico mezza radio . Questa in mio possesso oltretutto pativa diversi lustri di letargo in qualche scantinato della bassa Olandese ed era arrivata a me mezza distrutta causa imballo ridicolo , provarla preliminarmente avrebbe avuto poco senso .

Senza soffermarmi troppo nel dire che tutte le capacità (sia elettrolitiche ,sia ceramiche/micacee) erano praticamente “morte” o di parecchio fuori valore nominale …..

Ho riscontrato l’insolita anomalia nella  interruzione delle piste di molti potenziometri come da foto (!)

E’ una situazione abbastanza rara, perché questi componenti solitamente patiscono solo il fermo-azione ….Ma generalmente anche i più ossidati con buona pazienza tornano a rivivere . Di interrotti son sincero è uno dei primi casi in molti anni . Sotto potete osservare la pista chiaramente assente su uno del trio “difettosi”

Sostituirli non è un grosso problema fintanto non fate i conti con quelli aventi alberino lungo . Non se ne trovano più in giro (Soprattutto oltre il valore tabù 500kΩ) e quei pochi vengono venduti a peso d’oro perché odiernamente vengono relegati al mondo dell’ elite valvolare …. Anche le mie riserve sono agli sgoccioli  🙁  dovrò sperare di rintracciarne alcuni in qualche fiera !

Qualche altro fastidio me l’hanno provocato gli zoccoli delle finali, che essendo “cotti” ,di bachelite (e decisamente economici made in Philips) tendevano a generare scariche tra i reofori durante i transitori . Sostituiti immediatamente con due ceramici , i problemi si sono tacitati prontamente ….

Uno dei due riinvi /demoltiplica a cordina era usurato , si è pertanto reso necessario il cambio con una odierna cavettatura in Nylon da 1mm . Allego lo schema del giro corretto cordina per praticità di chi si troverà ad affrontare una delle “12 fatiche di Asterix” … Qui la pazienza umana trova il suo benchmark ideale …

Le valvole presenti facevano ancora la loro onesta parte , eccezion fatta per la EZ81 e la EABC 80 , infatti , il giudizio del mio severissimo provavalvole -Mercurio- decretava come “stanco” il loro operato 🙂 . L’occhio magico era superfluo menzionarlo….Essendo “cinquantino” la sua luminosità era al tramonto….

In totale quindi solo 3 tubi sostituiti e qualche lampadina …. Tutti contenti , nessun salasso al bilancio familiare !

Rivisto in parte il caotico cablaggio interno, ho preferito upgradare con RG174 tutti i transiti di segnale debole visto la fattura discutibile dei cavetti coassiali utilizzati all’epoca….Nell’ottica del riordino prevedete il passaggio qualitativo relativo al cavo di rete . Un buon 3 x 0.75 garantirà sicurezza e ascolti maggiormente selettivi ( La presa di terra aumenta sempre il coefficiente di segnale ricevuto in antenna , quindi ha più di una ragione il fare questa modifica 😉 ) . Utilizzando oltretutto uno dei recenti cavi “tessili”  coadiuvato da una opportuna presa sarà il ” tocco d’antan ” alla vostra radio , sinonimo di un restauro meticoloso e bello a vedersi

Le parti in ottone e le manopole ( Nel mio esemplare non originali benché carine esteticamente … Credo siano di provenienza Grundig )  dovranno essere ripulite dagli anni di sudiciume .

Merita la solita attenzione dedicata alla scala parlante…. Spolveratela solamente se potete , e fate attenzione anche all’acqua : Molte serigrafie se invecchiate o secche possono esser cancellate in un sol colpo!

Evito a piè pari il restauro del mobile essendo un argomento “borderline” e abbastanza complesso se eseguito con tutti i crismi . L’unico consiglio in questa direzione è quella di preferire una Souveran in buono stato estetico spendendoci magari qualche soldo in più anche se da revisionare completamente…..Discorso differente se avete parenti o amici “impelagati” nella sfera della falegnameria  !

 

Considerazioni finali :

 

Chi è appassionato di radio d’epoca non avrà bisogno di sentirsi tessere lodi sulle potenzialità della Hornyphon Souveran 61 perché molto probabilmente ne sarà ben conscio senza le mie proselie .

Queste poche righe sono rivolte a chi non ne ha mai posseduto uno e si vuole levare lo sfizio perché fortemente incuriosito da quanto si vede o si legge nella rete . Sono scoperte piacevoli…Per un tot di fattori appagati ; Dalla riproduzione acustica di qualità , per passare al fattore “arredo” e concludendo per l’alta qualità manufatturiera nonché unica ,cose che non torneranno più ahimè . E vero non si possono definire del tutto Hi-Fi (almeno questa in particolare) ,ma il suono riprodotto è davvero gradevole e mai affaticante. Difficile poter fare paragoni con oggetti odierni, sembra comunque che quasi 60 anni abbiano marcato poco il confine di queste apparecchiature che nascevano di fatto in un periodo d’albore per quello che sarebbe poi stata la riproduzione audio di qualità

Questo genere di radio hanno oltretutto la possibilità di collegarci (all’ingresso fonografo) apparecchi di moderna estrazione quali Pc , lettori Mp3 e cellulari per sfruttare le proprie playlist musicali , riprodotte in un ruggente suono stereofonico al solo impegno di costruirgli un cavetto di connessione ad hoc .

In particolare la Hornyphon è succulenta per l’insolita presenza di comandi e caratteristiche che la scorporano dalle molte in circolazione . Non per ultimo sottolineo la possibilità  (visto lo stadio finale stereo) di arricchirla  , un domani , di un decoder Fm Stereo…..Il mio esemplare ne è al momento sprovvisto ma sto accarezzando l’idea…..Ultima foto dedicata alla “spazzatura” come mio consueto rituale dopo un restauro 🙂

Si conclude anche questa volta , pronti al prossimo progettino! Rimango come sempre disponibile per delucidazioni in merito usando l’apposito tasto “vuoi contattarmi” posto sulla sinistra del desktop.

 

Un caro saluto “estivo” !

Andrea Moltisuoni

 


 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 


Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://www.radiomuseum.org/r/hornyphon_souveraen_w671a_w_671_a.html

 

http://www.hifi-forum.de/viewthread-84-24716.html

 

http://www.radiomuseum.org/r/philips_premiere_61_b6a04a.html

 

http://ev.stiftswiese.at/web/1102_Philips/Philips_Premiere61.htm

 


Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buon 1° Maggio !!!!

Un caloroso augurio di Buon 1° Maggio a tutti i lavoratori , con l’auspicio contemporaneo che in questa malandata Italia possano cambiare le cose anche per chi attualmente è in faticosa cerca di occupazione !

A. Moltisuoni

 

 

Per saperne di più circa la radio nelle due fotografie:

Produttore : Philips / Hornyphon 

Modello : Souveran 61 Stereo

 

Charlie Chaplin – Tempi Moderni (1936)

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

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Pioneer SA-508

Moltisuoni Pioneer SA-508

Per ben cominciare l’anno nuovo , apriamo con un classicissimo dell’amplificazione giapponese classe 1979 ,  collocabile nella lunga lista degli integrati Hi-Fi entry level del periodo . Il Pioneer SA-508 era l’austero debuttante della famiglia  fluoroscan , vi erano infatti della stessa serie anche il 608 e il 708 , i quali differivano principalmente per potenza erogata e per altre caratteristiche minori . Questi erano stati concepiti come alternativa abbordabile alla serie capostipite SA7800 / 8800 / 9800 , meglio conosciute al pubblico come “Non Switching Amp” e decisamente mooolto più costose . Il mio esemplare è dunque il “brutto anatroccolo” che nasconde in realtà al suo interno la possibilità di trasformarsi in un bel cigno con pochissime modifiche , oltretutto sempre reversibili e poco costose , che vi illustrerò tra breve .

Moltisuoni - Pioneer SA-508 catalogo

 


 Introduzione veloce al Pioneer SA-508

 

Dotato di funzioni basilari , ha tutto quello che occorre per poterlo “ammettere” nel calderone degli integrati ad alta fedeltà . L’economia di progetto ha fortunatamente risparmiato il down-sizing , almeno nei punti cruciali , dei componenti generalmente sottoposti a stress ; Quindi troviamo all’interno un trasformatore ben dimensionato per i 25 watt a canale , sezione di filtro da 8000+8000 uF e transistor finali da 6A per ramo racchiusi nel un poco comune contenitore XM20 e , a loro volta assemblati su di un dissipatore ad “U”  in alluminio di generosa sezione .

Moltisuoni Pioneer SA-508

Moltisuoni Pioneer SA-508

Il pannello frontale è in alluminio rettificato / spazzolato di spessore più esiguo rispetto alle versioni costose , infatti ha solo il bordo del lato superiore da 4mm ( Per appagare meglio l’occhio ) mentre le restanti superfici mostrano spessore totale di 2mm

Moltisuoni Pioneer SA508

Tutte le manopole sono di alluminio , non ricavate dal pieno come nei modelli “ricchi” , ma rivestite all’interno da un anima di plastica per renderle solide al tatto . Sotto vi fate l’idea : SA-508 vs SA-8500

Moltisuoni Pioneer SA508

Il telaio , per ultimo , è di lamiera stampata con buon spessore e la comoda possibilità di levare il fondello permettendo così  l’accesso al circuito stampato madre in caso di riparazioni .

Moltisuoni Pioneer SA-508

Come sottolineo sempre , in passato anche negli oggetti economici vi era la coscienza di poterli riparare e tenere in vita al contrario di quanto si costruisce oggi ….. Non ostante si parli molto di ecologia .

Moltisuoni Pioneer SA508

Frutto dell’economia , gli ingegneri Pioneer hanno quindi disegnato una circuitazione molto semplice , raggruppabile in soli 4 blocchi attivi : Alimentatore , stadio phono , amplificatore audio e stadio vu-meter . Questo fa si che il segnale abbia ben pochi passaggi di transito , a tutto vantaggio della qualità . E se una volta poteva sembrare spartano , ai giorni d’oggi è dogma progettuale di elettroniche molto costose . Sotto lo schema a blocchi illustra brevemente i vari stadi di cui è composto il Pioneer SA-508 .

Moltisuoni - Pioneer Sa508 schema a blocchi

Mi preme evidenziare come i controlli di tono e filtro subsonico in questo ampli siano passivi ed implementati dell’anello di controreazione dello stadio finale (Evidenziato nel quadrato rosso) evitando quindi rumore e degrado aggiuntivi , una elegante chicca circuitale che molti costruttori noti hanno usato in elettroniche di gran pregio (Un esempio fra tutti ? Luxman! Con la sua serie L 510 -530 – 550 ). La cosa assurda è che , nei modelli di fascia superiore (SA-608 e SA-708)  del produttore nipponico , questa valida tipologia circuitale non verrà adottata , facendo ricorso invece a classici controlli di tono “attivi” che introdurranno giocoforza un leggero peggioramento del rapporto  S/N dato che in cascata :O tanto è vero che nei modelli superiori farà infatti  comparsa sul frontale un comando a levetta denominato per l’appunto “tone defeat” il quale compito è quello di escludere fisicamente lo stadio dal percorso del segnale ….. Una inutile complicanza!

Moltisuoni Pioneer SA-508

I suoi 25 watt a canale in regime nominale garantiscono un corretto ascolto di ogni genere musicale senza doversi preoccupare più di tanto sui diffusori ad esso collegati . Tranne alcune eccezioni infatti , il Pioneer SA-508 è in grado di pilotare correttamente il 90% delle casse in circolazione , da 4 a 16 Ohm . Questo era propriamente una politica della Pioneer , che dotava i propri apparecchi di robusti alimentatori e generosi stadi finali . Di seguito , le caratteristiche tecniche dichiarate dal costruttore , un po’ appiattite per farcele stare in una sola pagina (Notate un curioso particolare : Le versione con cabinet in legno , vendute principalmente all’estero , venivano chiamate SA-5800 e SA-6800 ) :

moltisuoni - pioneer SA508 specification

 

Moltisuoni Pioneer SA-508

 


Come e cosa migliorare nel Pioneer SA-508 ?

 

moltisuoni - Pioneer SA-508

Parto col precisare che per mia prerogativa non ho intenzione stravolgere l’apparecchio , ne elettricamente , ne tantomeno esteticamente . Detto ciò andrò solo ad intervenire modificando alcune scelte circuitali che per mero marketing sono state poste  . Il perché di queste scelte ? Presto detto : Per evitare una concorrenza interna tra modelli di pari marchio con caratteristiche tecniche un po’ troppo similari . Se andiamo a vedere , il più altolocato SA-608 non aveva detto in sincerità molto di più da offrire , se non una ventina di watt  a canale , rispetto al Pioneer SA-508  tale soprattutto da giustificare un esborso extra di 50mila lire all’epoca (Fonte annuario Suono 1980 . Non erano certo spiccioli) In ragione di ciò , il più economico veniva “limitato”  applicando “impasse” circuitali e lesinando in termini di componentistica di contorno per aumentare il divario nel listino . Capisco che affermare una cosa del genere sia al giorno d’oggi ” Politically Scorrect ”  ma non sono certo cose che mi invento , basta leggere lo schema elettrico  per rendersi conto che vi era proprio la precisa volontà di  ” strozzare ” determinate performance . State tranquilli : Oggi nel mondo dell’elettronica di consumo c’e , e si fa , di peggio 😉 . Le modifiche che tra breve andrò a proporre , seppur semplici , sono comunque rivolte alle persone che possiedono una certa familiarità con amplificatori e circuitazioni affini. Di conseguenza va che ognuno ,” conscio dei propri limiti “ , deciderà cosa fare (e cosa non fare) sotto la propria responsabilità ed arbitrio . All’interno le tensioni d’esercizio sono ancora in categoria ” E.L.V. “ , ma dovete far anche i conti con la tensione di rete , presente in alcune parti “vive” come le prese “outlet” o la piastra fusibili / cambio rete  .

Quindi mi raccomando,sempre attenzione ad apparecchio aperto !

Moltisuoni Pioneer SA-508

 

1° modifica : Stadio alimentatore

E’ conveniente aggiungere , in parallelo ad ogni diodo del ponte destinato ad alimentare lo stadio finale , un condensatore in mylar da 1,5nF che andrà a smorzare i picchi di commutazione durante la raddrizzatura , specie se l’amplificatore si troverà a lavorare con carichi fortemente induttivi  . Vanno altrettanto bene anche quelli ceramici se non  li reperite in Mylar !

Moltisuoni Pioneer SA508

Gli elettrolitici di filtro sono già ampiamente dimensionati per la potenza erogata , quindi se sono in buona salute non dovrete sostituirli ne tantomeno maggiorarli . Verrà utile dotarli di un ulteriore bypass verso le alte frequenze essendo singoli e di grossa capacità … In ragione di ciò,in parallelo ai due da 8000uF , andremo a metterci anche altrettante due capacità al poliestere da 0,1uF 100V.

Moltisuoni Pioneer SA-508

Sempre in questo stadio sarà opportuno aumentare leggermente la capacità del regolatore di tensione dedicato allo stadio phono e al primo stadio di segnale del finale , portando da 330 a 470 uF il valore del condensatore di filtro ,  questo contribuirà ad abbassare ulteriormente il ripple residuo a tutto vantaggio del rapporto segnale/rumore.

 

2° modifica : Loudness

Questo è propriamente una vigliaccata circuitale , come amo definirle 🙁 . Se vi andate a leggere le specifiche tecniche del manuale d’istruzioni , apprenderete che il loudness su questo apparecchio enfatizza solo i toni bassi  senza adeguare anche gli acuti e leggendo lo schema elettrico del “service manual” capirete subito il perchè . Si evince infatti che la levetta in questione non fa altro che inserire un filtro passabasso sulla presa intermedia del potenziometro . A moderati volumi di riproduzione  , (La classica condizione degli ascolti serali ) l’audio risulta dunque eccessivamente ricco di basse frequenze . Più che venire in aiuto alla natura dell’orecchio umano è un penalizzare il suono senza aver peraltro una sua funzione effettiva .

moltisuoni-loudness

Poco male , si ovvia aggiungendo i quattro componenti di numero come da schemino sopra  e facendo riferimento ai punti dove collegarsi come da foto qua sotto . Attenzione a non invertire i canali diversamente metterete in MONO l’apparecchio , almeno entro una certa corsa del potenziometro volume . Se possibile i condensatori dovranno essere al poliestere  … Evitate qui i materiali ceramici !

Moltisuoni Pioneer SA508

In corso d’opera abbiate cura di scollegare inoltre i due condensatori da 120pF che limitano l’estremo acuto del programma musicale . La cosa migliore è sollevarli da un reoforo e lasciarli li in loco …. Potrete così ripristinarli come e quando volete un domani senza troppi problemi !

Moltisuoni Pioneer SA-508

Se non siete fanatici del “loudness”  potete anche evitare questo passaggio , ma già che ci siete avete un occasione per riportare un po’ di giustizia in questo amplificatore.

 

3° Modifica : Qualità componentistica sul segnale

 

moltisuoni pioneer sa508 condensatori

Senza accendere un mutuo , si può avere un importante miglioramento sonico sostituendo tutte le piccole capacità elettrolitiche ( 0.1 – 0.47 – 2.2 uF ) presenti  sul segnale con altrettanta componentistica in poliestere , le quali annoverano tra le altre cose anche una tolleranza più stretta sui valori riportati a tutto vantaggio dell’equità tra i canali destro e sinistro .

moltisuoni - pioneer SA-508 - elettrolitici

Moltisuoni Pioneer SA508

Ne risulterà da questo impegno profuso , un miglior dettaglio in tutta la gamma  del programma musicale e il maggior beneficiario di tal upgrade sarà , manco a dirlo , lo stadio Phono . A riguardo di quest’ultimo , prestate attenzione al flat cable responsabile del trasferimento segnale sorgenti al selettore posto nel frontale . Non sopporta l’essere strapazzato più di un tot … La conseguenza di tal “offesa” è l’irrimediabile interruzione elettrica di uno o più conduttori al suo interno . Provvedere nel caso alla sua sostituzione diventa una vera e propria prova di pazienza umana , hoc satis!

Moltisuoni - Pioneer SA-508 - stadio phono

4° Modifica : Schermatura scheda Phono e Ingressi linea

Sostituite tutte le vecchie capacità elettrolitiche con le nuove al poliestere , un’altro grazioso upgrade consiste nel creare una schermatura lato piste per cercare di minimizzare ogni possibile interferenza spuria proveniente dall’esterno .

Oltretutto il lato piste del circuito stampato rimane esposto a vista sulla griglia superiore e tende nel tempo a ricoprirsi di polvere ( Oltre a rimanere più vulnerabile circa eventuali disturbi a radiofrequenza in quanto l’effetto “gabbia di faraday” risulta più debole in prossimità delle feritoie ) . Un ritaglio di rame (circa 100×80 mm) distanziato circa 10mm dalle piste risulterà perfetto per risolvere le problematiche sopra accennate  .

Moltisuoni Pioneer SA-508

Questo schermo si collegherà al telaio dell’amplificatore avendo cura di utilizzare dei cubetti di neoprene bi-adesivo per garantire esso non vada a creare corto circuiti ai componenti sottostanti .

Moltisuoni Pioneer SA-508

A lavoro ultimato oltretutto dona un gradevole tocco estetico facendo contrasto con il nero della griglia di areazione … L’utile al dilettevole in un sol colpo  😉

 


 Controlli e verifiche

Norma vuole che se tutto funziona , è sempre attenzione gradita dare un’occhiata almeno alla corrente di riposo degli stadi finali per evitare brutte sorprese durante  l’utilizzo di tutti i giorni . Nel Pioneer SA508 il bias è fisso ; Deve essere compreso nella forbice tra :  4 e 35 milliVolt  letti con adeguato voltmetro ai capi della coppia di ” Test Point ” (TP 1-2 e 3-4) , dopo aver acceso  l’apparecchio da almeno 10 minuti col volume  a zero per potersi stabilizzare termicamente .

Moltisuoni - Pioneer SA-508 - idle current

E da considerarsi normale una certa differenza sui valori letti tra canale destro e canale sinistro come da foto sopra e sotto … Questo “gap” è dovuto al  ß dei transistor. Nulla avrà effetto sul suono riprodotto , state sereni 🙂 e soprattutto non sarà necessario diventare alienati sul lastrico a cercare coppie selezionate di finali 😉

Moltisuoni Pioneer SA-508

Fate  però attenzione a due cose : La temperatura ambiente della Vostra stanza (Se molto bassa o troppo alta potrebbe indurvi in false letture seppur tutto OK ) e gli eventuali sbalzi termici dovuti a finestre aperte o condizionatori . Essi saranno inevitabilmente la variabile capace di rendere altalenante la lettura . Il dissipatore di calore , essendo abbastanza ampio capta e trasmette le variazioni di T° al diodo responsabile di regolare la corrente di riposo al variare della temperatura (Quell’elemento posto in mezzo ai due transistor finali) , quest’ultimo oltretutto è abbastanza sensibile da mettere in atto variazioni repentine al pari di un sensore da termostato .

Moltisuoni Pioneer SA-508

Ritornando al discorso iniziato : Se il valore letto , dopo tutto quanto sopra , fosse inferiore ai 4 mV occorre tagliare il ponticello in foto  per inserire una resistenza atta a “sollevare” la tensione che scorre nelle basi dei finali rispetto a massa . Questa necessità  la avvertirete oltretutto  sotto forma di una fastidiosa distorsione crescente  a basso volume che tende a strappare il segnale in stile “noise gate” . Questa casistica è perlopiù confinata solo alla circostanza di quando si “rifanno” gli stadi finali ….

Moltisuoni Pioneer SA-508

Se invece , la lettura eccedesse di parecchio  oltre i 35mV andranno controllati valori Hfe dei driver Q107-108-109-110  passibili di una probabile anomalia nelle giunzioni interne e stessa attenzione va posta anche per  i pre-driver Q105 e Q106 ( Se possedete un traccia-curve a comparazione ancora meglio) . Tale avaria è generalmente  più subdola perché sembra funzionare tutto normalmente …. Potreste accorgervi , al limite , di codesta problematica solo se fate caso ad una certa mole  di temperatura sul dissipatore  senza amplificare nulla … Similare “alla lontana” al comportamento di un finale in classe A . Il perdurare di questa situazione nel tempo può portare alla distruzione dei transistor finali , quindi va posta assoluta attenzione perché il costo dei 4 transistor vale circa la metà dell’intero apparecchio . Un set di 4 pezzi , marca Toshiba o Sanken , si trova dai grossisti  mediamente alla cifra di 80 euro …. 20€ cadauno . Ipse dixit : Prevenire è meglio che curare (Come recitava un famoso spot di qualche tempo fa …. ) . In tema attinente , non fatevi nemmeno invogliare da chi propone gli stessi nuovi e a prezzi stracciati  ; Generalmente sono dei transistor “rimarchiati” di provenienza Cina o Taiwan , i quali oltre a non possedere le medesime caratteristiche elettriche , rendono di fatto impossibile una messa a punto stabile dello stadio finale . Ho voluto riportare questo aneddoto perché occorso personalmente al sottoscritto non più tardi di tre anni fa  ! La vicenda dei transistor “tarocchi” è un fenomeno dilagante e coinvolge specialmente quelli di tipologia al Germanio . Si possono comunque osservare casi anche tra quelli in Silicio specie se di scarsa reperibilità , o senza equivalenza diretta .

Moltisuoni Pioneer SA-508

Altro controllino doveroso riguarda la taratura della scheda  vu-meter . Questo display , contrariamente a quanti affermino sia un LCD illuminato a led blu ,  è di tipo termoionico a bassa tensione . Viene pilotato da una serie di comparatori per canale (Tanti quanti sono i segmenti da accendere) preceduto da un pre-compressore costruito attorno all’integrato TA7318P . Di suo , la scheda , ha anche dedicato un piccolo trasformatore responsabile dell’alimentazione , e riferimento verso massa , dei filamenti catodici

Moltisuoni Pioneer SA-508

Moltisuoni - Pioneer SA-508

Moltisuoni Pioneer SA-508

La verifica della coerenza consiste nell’applicare un segnale sinusoidale da 1Khz all’ingresso destro e sinistro (AUX) dell’amplificatore . Successivamente alle uscite diffusori andrà connesso un carico fittizio da 8 ohm . Dando volume si dovrà arrivare a leggere una tensione alternata di 9 volt sul carico ; Fatto questo si tareranno i due trimmer fino a illuminare simmetricamente i segmenti relativi ai 10 Watt di uscita . Se i trimmer faticano a tenere la taratura , provvedete a rimpiazzarli con una coppia di nuovi . Anche qui l’upgrade della componentistica è a discrezione , ma se di revisione seria si tratta….

Moltisuoni Pioneer SA-508

Questa ultima operazione completa la “messa a punto” del vu-meter come da dettami del service manual Pioneer . In ultimo , se rumorosi , disossidate potenziometri e commutatori con un buon puliscicontatti secco , unito ad una energica soffiata di aria compressa,asciugando l’eventuale eccedenza fuoriuscita . Pari attenzione anche per gli RCA di ingresso e il jack 6.3mm per le cuffie . Utilizzate un panno imbevuto del sopracitato pulisci contatti e  per il jack un cotton fioc . Normalmente i morsetti a molla destinati ai diffusori non sono soliti a creare problemi .

Moltisuoni Pioneer SA-508

Finisco con un’attenzione spesso dimenticata : Il settaggio corretto della tensione di rete : Quasi tutte le elettroniche del secolo scorso hanno il cambio tensioni , posto nel fondello posteriore oppure dentro al loro interno …. E quasi tutte sono impostate di default sul valore di 220Volt perlomeno sul nostro territorio . Tenete presente che dal 1993 in poi  , l’ente nazionale per l’esercizio elettrico  ha gradualmente portato la tensione di rete nei vari comuni , dagli storici 217-223 V agli attuali 227-235V per via del progressivo aggiornamento di stazioni e sottostazioni distributive che hanno visto dunque il passaggio dai trasformatori trifase a quelli monofase sulle linee di bassa destinate ai clienti residenziali . E’ assai saggio , pertanto , settare (Se vi è il cambia-tensioni )  i Vostri  set up Hi-Fi sul valore 230-240V . Questo certamente vi farà perdere qualche watt (Argomento confinato solo alla categoria “amplificatori”) , ma vi guadagnerete la tranquillità non indifferente di far lavorare in “agio” le vostre care elettroniche , preservandole ancora per molti anni a venire , specialmente in caso di sbalzi e/o picchi nella fornitura elettrica ; Questo perché andrete a ripristinare la giusta tolleranza verso la rete nello stadio alimentatore . Gli amplificatori Pioneer SA508 destinati al mercato europeo ( Siglati  : HE – HB – HP ) dispongono solo di due “varianti” di alimentazione . Per attuare quanto detto poco fa , dovrete spostare ( A spina disconnessa , ovvio , ma preferisco sempre ribadirlo ! ) un fusibile internamente dalla sede 220V a quella 240V come in foto . Il valore rimane sempre lo stesso ( Di tipo ritardato da 1 A – sezione 5x20mm)

Moltisuoni Pioneer SA508


 Pulizia del frontale in alluminio

Moltisuoni Pioneer SA-508

Moltisuoni Pioneer SA-508

Già che lo si ha per le mani vale la pena di dargli una ripulita come si deve . Utilizzo di solito in queste circostanze uno sgrassatore (quello che profuma di sapone marsigliese) per levarci il grosso del sudiciume, passando poi ad un accurato risciacquo sotto acqua calda .  Sempre attuale il consiglio di fare una prova preliminare sulle serigrafie nascoste per evitare brutte sorprese dovute a inchiostri deboli . La scritta sul selettore di funzioni (OBA 8561 – N° di serie del frontale ) viene comoda allo scopo di cavia !

Moltisuoni Pioneer SA-508

Se sono presenti righine o macchioline superficiali , si può procedere ad una successiva lucidatura  . Scordatevi di eliminarle , la superficie è rettificata .. Non arriverete mai manualmente a tal grado di finitura meccanica . Accontentatevi di renderle meno visibili senza farci una malattia e senza portarvi via le serigrafie con abrasivi troppo tosti !

Moltisuoni Pioneer SA-508

Per attuare quanto detto , io di norma utilizzo un abrasivo finissimo per vetri (serve ad eliminare graffi ed aloni)….Può comunque venire utile allo scopo anche un buon polish di finizione per carrozziere . Su quest’ultimo scegliete tagli finissimi (>5000) pena il rischio tangibile di  cancellare irrimediabilmente le serigrafie . Attenzione ad un particolare importante : Nel lucidare seguite sempre la direzione delle linee di rettifica , diversamente andrete a rigare ulteriormente il frontale , al pari di quanto potreste fare carteggiando un pezzo di legno in senso opposto alle sue venature !

Moltisuoni Pioneer SA-508

Moltisuoni Pioneer SA-508

Per comodità di lavoro , vi consiglio di smontare le guide dei selettori e il filtro blu del display ; Questo accorgimento  permetterà di non avere residui di abrasivo negli interstizi . I medesimi verranno ripristinati successivamente nelle loro posizioni originarie con un velo di Bostik trasparente dal lato interno.

Moltisuoni Pioneer SA-508

Per le manopole vale stessa procedura appena vista per il frontale , con la sola differenza di utilizzare una spazzolina per raggiungere tutti gli spazi angusti di smussi e spigoli e bassifondi .

Moltisuoni Pioneer SA-508 - manopole

Moltisuoni - Pioneer SA-508 - frontale lucido

Il frontale una volta lucidato rimane di una lucentezza imbarazzante, dispiace fin metterci le mani per utilizzare i vari comandi…. 🙂


Prima e dopo……E cosa mancherebbe….

 

Se ve lo siete ascoltato un po’ di tempo in formazione originale, noterete che dopo le piccole modifiche , il suono è meno sbracato e più preciso , nulla di eclatante per carità ma sulla distanza di ascolto la differenza della cura si nota eccome . Il loudness , per  chi l’utilizza , ora funziona davvero e compensa la naturale carenza logaritmica dell’orecchio senza sacrificare il suono in un rimbombante tripudio di basse frequenze . Tutto sommato pur essendo un entry level senza troppe pretese , lo si può benissimo utilizzare in abbinamento ad elettroniche di un certo interesse con piacevole profitto . Molto più disinvoltamente di quanto fanno tanti blasonati amplificatori odierni nella modaiola  classe D . Considerate che a livello di ingressi di linea , vi collegate direttamente allo stadio finale , previo potenziometro del volume , come nei finali costosi . Mancherebbe se vogliamo (Non ostante esista una forma di ritardo d’accensione dello stadio finale per non sentire brutti rumori sui woofer) , un serio anti-bump /protezione elettronica a relè verso i diffusori . Si potrebbe implementare tranquillamente e senza troppe difficoltà , ma ritengo sia snaturare un pelo troppo un apparecchiatura nata volutamente semplice . Comunque in rete ne trovate di ogni senza che il sottoscritto vi dica cosa scegliere 😉

Alla prossima egregi !

 

Andrea Moltisuoni

 


 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Pioneer

https://www.hifiengine.com/manual_library/pioneer/sa-508.shtml

http://www.radiomuseum.org/r/pioneer_stereo_amplifier_sa_508.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Standard_elettrici_nel_mondo

https://en.wikipedia.org/wiki/Vacuum_fluorescent_display

https://it.wikipedia.org/wiki/Bassissima_tensione

 

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

 

 

Augusta Stereo Tuner 740

 

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 27

Passate come un lampo le agoniate ferie estive ci si ritrova nuovamente a Settembre !!! Si  torna sui banchi di scuola e per qualcuno….sui banchi di laboratorio ….. Ad ognuno il suo “trastullo” !

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 26

Sul mio banco , seppur non di scuola , oggi è  il momento del sintonizzatore Augusta stereo tuner 740 , promesso di recensione qualche tempo fa sulle pagine di questo stesso blog .

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 9

Pensato espressamente come gemello al già recensìto amplificatore Augusta 240 ( http://moltisuoni.altervista.org/tag/augusta-240/ ) anche questa realizzazione Trentina ha peculiarità e soluzioni molto originali pur rimanendo in un contesto marcatamente economico . Questo non significa necessariamente una malfatta costruzione….Ma anzi , come si vedrà in seguito , vi sono scelte costruttive molto azzeccate nonchè funzionali , racchiuse in uno chassis metallico di decente fattura e robustezza .

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La caratteristica di avere una sola gamma di ricezione (FM)  è un’altra scelta progettuale che denota la volontà di un prodotto ben fatto a prescindere dal costo finale contenuto.

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 29

Il frontale , oltre alla scenografica quanto originale scala parlante verde (Munita di strumentino atto a dirci la qualità del segnale ricevuto e  spia FM Stereo) , ospita i comandi di : Accensione , AFC (Centraggio automatico e cattura della stazione) , muting e selettore Stereo/Mono . Le manopole , benchè appaiano ad un primo sguardo , di alluminio sono invece di plastica verniciata…. E’un piccolo sacrificio a vantaggio della qualità posta in altre parti dove peggio sarebbe stato lesinare .

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 8

Sul retro , nello stile più spartano possibile , troviamo ingresso a 75 Ohm per antenna esterna e uscita audio (Standard DIN) con la possibilità di inserire o meno ,un’attenuatore sul percorso segnale.

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 12

Fatte le dovute presentazioni è il momento di vedere come è costruito al suo interno ! Al solito , razionalità e pulizia di esecuzione regnano sovrane e ci  si aspetterebbe di  trovarle in elettroniche di levatura maggiore ….

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 13

Sicuramente la prima caratteristica che non passa inosservata è il modulo tuner “all-in-one” della milanese Lares , al quale fanno capo tutte le funzioni sopra descritte . Del tutto similare ad un comune tuner TV , assolve tutte le funzioni richieste ad un moderno sintonizzatore supereterodina Hi-Fi … Decodifica stereo compresa!

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 Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 19

Sebbene oggi possa sembrare una scelta desueta  , 40 anni fa era una vera e propria novità d’avanguardia ( Tanto vi basti pensare che anche nel sintonizzatore Brionvega TXS 1000 vi erano state fatte scelte similari…il divario di prezzo tra il sopracitato e l’Augusta stereo tuner 740 erano notevoli , mi preme ricordare! ) oltre a rappresentare una certa innovazione nel modo di concepire la radio . L’utilizzo di circuitazioni accordate con diodi varicap permettevano non per ultimo precise sintonie (Eccezion  fatta per quei sinto  dell’epoca con memorie “slittanti”….Ma è un’altra storia) e una certa libertà costruttiva non avendo più il vincolo del condesatore variabile . Di fatto , il circuito stampato “madre” ospita solamente un certo numero di componenti relegati principalmente all’alimentazione , sintonia e trattamento del segnale . Purtroppo non  avendo trovato in rete alcunchè sui tuner Lares (Vuoi anche perchè pure questa eccellenza italiana risulta essere in fallimento 🙁 ) mi vedo impossibilitato a fornire indicazioni circa la verifica della taratura , ma va anche detto che si tratta di componenti dove raramente c’è necessità di intervenire per il fatto che molte bobine di accordo sono “strip-line” direttamente incise su circuito stampato. Gli unici trimmer presenti quindi sullo stampato servono per regolare : La sensibilità di aggancio AFC , il fondo scala dello strumentino S-Meter , il centraggio della sintonia rispetto a quanto indicato nella  scala parlante e per ultimo , la soglia d’intervento del muting detto anche in gergo  “Threshold”

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 16

La sezione di alimentazione , oltre al ponte di diodi , impiega curiosamente  un circuito integrato per stabilizzare la tensione (Al posto del consueto transistor + zener) , nel dettaglio  un TDA 1415 , parente strettissimo (pin to pin) dell’odierno uA 7815 .

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 17

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 3

Il modulo Lares, come anzidetto possiede al suo interno anche il decoder FM stereo , pertanto propone nelle sue uscite , un segnale già stereofonico al quale va applicata solamente la giusta deenfasi (filtro passa basso) in base allo stato in cui ci si trova a ricevere  (In europa il valore di deenfasi è fissato in 50uSec….stati uniti e giappone invece abbracciano lo standard di  equalizzazione 75uSec )

DEENFASI 50 uSec - MOLTISUONI

Per finire la “presentazione” interna non poteva mancare il gruppo di sintonia , nel quale il potenziometro è cardine ! In fronte ad esso si trova il circuito stampato ospitante le 3 lampadine di illuminazione

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 20

 

Qualche modifica …. ? …. Si , grazie!!!

 

Senza stravolgere l’economicità posta come base dai progettisti di  Calliano , è tuttavia possibile apportare qualche piccola miglioria sul piano acustico – funzionale, senza spese eccessive e con modesto impegno . Prima fra tutte quelle consigliate : I due condensatori di disaccoppiamento sul segnale audio che risultano essere normali elettrolitici da 10 uF ; Sicuramente un ottimo beneficio è passare al poliestere, di pari valore!

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 25

Le dimensioni in gioco non permettono però il montaggio “lato componenti” , pertanto una volta levato il fondello dell’apparecchio dovrete farceli stare dal “lato rame”.

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 2

Sempre in tema di capacità ,  un’altra miglioria è intervenire con un filtraggio più accurato nella sezione alimentatrice . Il valore attuale è fissato in 470uF …. Ma il passaggio a 680uF specie se con bassa ESR  (Nel mio caso ho utilizzato un ROE serie EKM)  porterà un beneficio in termini di segnale / rumore . Altrettanto consigliato è dotare il regolatore di un piccolo dissipatore . A regime di funzionamento risulta piuttosto caldo , tanto da scottare le dita ! Se lo ritenete conveniente è possibile sostituire anche il potenziometro responsabile della sintonia con qualcosa di più recente , ma se correttamente deossidato, quello presente in loco funzionerà impeccabilmente . Nella giostra dei controlli includete anche i trimmer…Se “traballano” nel tenere le tarature , cambiateli con altrettanti di pari valore , ma di nuova fattura !

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 4

Conclusioni sul finire…..

Senza spenderci grosse parole , l’Augusta stereo tuner 740 è un prodotto onesto , funziona bene e riceve con brio tutte le stazioni , mantenendo allo stesso tempo  una buona selettività . Dopo la piccola cura oltretutto suona in modo assai decoroso , regalando ascolti piacevoli nella timbrica , e non per ultimo con un’estetica particolarmente accattivante . Ottimo quindi se accoppiato col suo amplificatore Augusta 240 , ma altrettanto valido se inserito in una catena audio qualsiasi . Sulle varie piattaforme “on-line” lo si trova di solito a prezzi stracciatissimi…..dalle 20 alle 40 euro! Dato il modesto impegno economico vale sicuramente la pena di possederlo per levarsi se non altro una curiosità …. Sarà un’ulteriore occasione (Semmai fosse il caso) per accertarsi della bontà di un prodotto tutto italiano 🙂 .

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 7

Augusta stereo tuner 740 - Moltisuoni 5

 

Alla prossima……tanti cari saluti da Moltisuoni !!!

 

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I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://scuoladigiornalismo.blogspot.it/2010/07/cera-una-volta-la-lares.html

 

 

 

 

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Mivar Lero UCM 601 (Buon 2 Giugno)

festa-repubblica-2-giugno

Egregi signori : In occasione del settantesimo anno della Repubblica Italiana  ,  Moltisuoni decide di onorare tale importante ricorrenza a modo suo . E in logica coerenza col blog , lo fa con una radio costruita da uno storico marchio Italiano !

moltisuoni - mivar delo ucm 601/2

La radio  Lero UCM 601 e’ stata prodotta dalla ditta VAR  di Abbiategrasso , meglio poi conosciuta da tutti come MIVAR ( MIlano Vichi Apparecchi Radio )  nel 1959 . Dispone di FM e AM + banda VHF per la ricezione dell’audio tv ( Ad oggi , con l’avvento delle trasmissioni in digitale, risulta purtroppo muta ) . Si aggiunge poi , a quanto sopra in elenco , la comoda possibilita’ di collegare una sorgente esterna quale poteva essere un giradischi ( Con testina ceramica / piezo ) o un registratore a nastro.

Abbiategrasso alla Mivar Carlo Vichi con i cc. - Fotografo: Borsotti
Carlo Vichi – Fotografo: Borsotti

Il signor Carlo Vichi , vulcanico imprenditore ha prodotto e costruito ( Per chi non lo sapesse ) il 30 % degli apparecchi tv che gli italiani avevano in casa prima dell’avvento ( O piaga per l’industria nostrana ?) della tecnologia LCD ,nonche’ sforno’ in gran numero tutta una serie di apparecchi radio di pregevole fattura , dal design accattivamente , tipico del nostro buon gusto . Pertanto ho ritenuto corretto festeggiare questo 2 Giugno con un prodotto concepito da un azienda che ha tutto da insegnare al nostro tempo odierno . Mi piacerebbe esprimermi in maniera piu’ decisa ( Forse anche dai toni rabbiosi, visto il deprecabile andazzo delle cose in una ennesima grossa realta’ aziendale italiana ) , ma per impostazione di questo blog , voglio lasciare fuori politica e considerazioni su questi “strani giorni” per dirla con una canzone di Battiato . Le immagini dunque che vedrete poc’anzi sono del mio esemplare , ritrovato e restaurato ,con qualche breve consiglio per una fruizione moderna  . Volutamente non scendero’ questa volta nei particolari tecnici …. Ma al solito , se avrete bisogno di dritte e informazioni , c’e’ sempre il moduletto a fine pagina per i contatti   🙂  oppure il tasto a sinistra per l’e-mail…….Buona visione e buon Ponte!

 

Mivar Lero UCM 601

 

La solita “ramanzina” sulle tensioni elevate e’ doverosa : Le valvole lavorano con tensioni nell’ordine dei 250-300V in corrente continua , pertanto se non siete esperti o non avete dimestichezza con le circuitazioni a tubi , evitate di metterci le mani . Non voglio apparire presuntuoso ne tantomeno saccente , quello che Vi voglio dire e’ : Una incauta manipolazione puo’ portare conseguenze gravi e talvolta irreversibili , quindi valutate sempre se potete far da Voi o se e’ meglio affidarsi a terzi per il ripristino di tali circuitazioni ! Non mettetevi mai in situazioni di pericolo , ragionateci prima !!

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E’ interessante notare la compattezza razionale di tutto il telaio radio , che ospita pure l’altoparlante per risultare agevole nelle operazioni di riparazione e/o controllo . Lo chassis si inserisce stabilmente nel mobile grazie a spine di centraggio presenti su quest’ultimo , le quali a loro volta vanno a fare scontro nel telaio radio . Due viti M4 trattengono infine il tutto in maniera definitiva .

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La polverosa coltre del tempo poco galantuomo …..

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Secondo Voi : Il Facon di livellamento era ancora  funzionante? 😀 😀

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Il foglietto sotto lo chassis e’ lo schema elettrico della radio,da avere per future referenze a portata di mano.

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La famosa levetta che attuava il passaggio dalla gamma FM alla banda VHF che ospitava la portante audio  TV , permettendo cosi’ la ricezione di musica o parlato relativo al programma televisivo . E’ montata a stretto ridosso della sezione tuner costituita dalla ECC85 L’ adesivo sul mobile ricordava di controllare sempre la corretta posizione , perche’ infatti se posta a meta’ della sua corsa rendeva l’apparecchio impossibilitato a ricevere . Nel restauro di questa radio disossidatelo a dovere e controllate minuziosamente le saldature

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Utilizzo con sorgenti esterne

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Per semplificazione viene fatto uso di un autotrasformatore di alimentazione in questa radio, pertanto non esiste isolamento galvanico dalla rete . Ne consegue che il telaio , benche’ a potenziale zero volt , sia sempre giocoforza interessato dalla fase . Per poter connettere senza rischio di scosse o danneggiamenti  una sorgente esterna avete sostanzialmente a disposizione due possibili vie : La prima (Come chiaramente indicato nel retro dell’apparecchio) e’ interporre un trasformatore d’isolamento 220-220.

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La seconda invece prende in considerazione l’utilizzo di un piccolo trasformatore audio d’interstadio (In questa precisa circostanza  ho utilizzato quello usato nelle piastre a cassette per modulare lo stadio “record” ) .

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Questa seconda opzione ha tra l’altro il vantaggio , di poter essere direttamente integrata nella radio visto le ridotte dimensioni , senza turbare in nessun modo l’estetica . Come potete osservare nella foto sotto , se non lo utilizzate vi “beccate” la fase di rete direttamente nella vostra sorgente , il bulbetto al neon (Dal sottoscritto utilizzato impropriamente come  cercafase )  vale piu’ di mille parole !!! Le odierne delicate elettroniche potrebbero uscirne -offese- da tale “spiffero” di rete …. Ma non solo loro….. 🙂 🙂

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Oltretutto rimarrete stupiti dalla piacevole qualita’ di riproduzione ; Merito sicuramente della UL84 (Che e’ poi del tutto identica alla EL84 eccezion fatta della tensione filamento)  , ma soprattutto del trasformatore e altoparlante (Diametro 100mm) in alnico di buona qualita’ . Come ho avuto modo di ribadire in altre occasioni , scoprirete come 2 watt in abbinamento ad un altoparlante efficiente sappiano fare la voce grossa  🙂

 

Un caro saluto a tutti …. Andrea Moltisuoni

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di piu’ sull’argomento:

 

 

 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Mivar

 

http://www.mivar.it/

 

http://www.radiomuseum.org/r/mivar_delo_ucm_6012_ucm6012.html

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Vichi

 

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

 

Shell e Testine : Il loro giusto collegamento!

Moltisuoni Denon DL110

Un brevissimo “Express Cut” circa il collegamento degli Shell  con standard SME, verso le testine con l’aggiunta di qualche consiglio per la loro buona resa (Non me ne vogliate, ma chiamarli “fonorivelatori” mi piace poco…Troppa “prolissaggine”  per un piccolo oggettino 🙂 ) . Lo spunto di questo micro-articolo è il regolare afflusso di domande al sottoscritto da parte di molta gente , che , alle prese col proprio giradischi non trovavano riscontro su come collegare la testina … Specie quando lo Shell è privo dei cavetti d’origine.

 

1 – Collegamenti visti dallo Shell

Moltisuoni - Shell Technics

Allora : Questo qui sopra è quanto vi appare in sostanza alla vista quando guardate lo Shell “SME”  dal davanti (E senza cavetti…) . Nello specifico  ho usato per le foto un modello economico in lega della Technics di qualche tempo fà , comunque l’aspetto sarà sempre lo stesso …. Siano essi originali del costruttore o after market.

Moltisuoni-Shell-Technics MOD

Questo che vedete è invece , è lo schema delle connessioni che dovranno assumere i Jumper ( Detti anche “ponticelli”) tra Shell portatestina e testina stessa . Fate sempre molta attenzione che i pin presenti sullo Shell siano scevri da ossidazione e patine in genere (Cosa molto facile se vi sono stati anni di fermo); Il segnale in ballo è nell’ordine dei millivolt ,quindi molto suscettibile di alterazioni ,rumori o falsi contatti se le connessioni non sono più che “pulite” . Nel caso provvedete al ripristino prima di montare la testina … Le cose saranno più agevoli! Per la cronaca di chi ama l’autocostruzione: I suddetti ponticelli  dovranno avere una lunghezza complessiva di circa 30mm connettori dorati compresi…Pena il ritrovarsi con un groviglio di fili nello shell oltre  al fatto di favorire l’eventuale “captata” di interferenze presenti nell’etere (In realtà ci sarebbe  da parlare volentieri anche di capacità parassite , magari lo faremo in un prossimo articolo…)

 

2 – Connessioni Testina

Dissipati i dubbi sul primo punto, passiamo alla testina : A seconda del costruttore e dell’anno di fabbricazione , sarà possibile generalmente incontrare due “famiglie” di connessioni : Per colori o per lettere abbreviate ( LS – LG – RS – RG)

2.1 – Connessioni testina per colore

Moltisuoni - ADC

Ci sono poche parole da spendere : Si seguiranno parimenti i colori dei cavetti (Jumper) abbinandoli ai pallini colorati presenti sulla testina . Nella foto una ADC (Made in U.S.A.) con cavetti troppo lunghi … Si vede infatti il vistoso groviglio sotto lo shell …. Situazione possibilmente da evitare !!

 

2.2 – Connessione testina per lettere abbreviate

Moltisuoni - Shure M75

Anche qua nulla di difficile …. Basta tenere a mente il presente schemino qui sotto che svela il significato delle lettere alle quali si dovrà fare riferimento con i colori dei cavetti . Nella foto ho preso ad esempio una testina Shure M75 , più che altro perchè ben si prestava a rendere l’idea di quanto si sta dicendo. Le lettere impresse sul retro significano:

L -oppure- LS  (Left – Left Signal) = Segnale canale sinistro (Bianco)

LG – (Left Ground)  = Massa segnale canale sinistro

R -oppure- RS  (Right – Right Signal) = Segnale canale destro

RG – (Right Ground)  = Massa segnale destro

 

Malizie e curiosità

A volte ,ed è il caso della Shure , è possibile osservare la presenza (Sulla massa del canale destro) , di una piazzuola la quale scherma alcune parti interne della testina , di norma più sensibili . Il collegamento fisico  tra testina e amplificatore risulta essere a tutti gli effetti una connessione “bilanciata” pertanto salvo casi particolari di  interferenze robuste (Grossi trasformatori vicini al giradischi,telefoni cellulari o cordless…per esempio) , non dovrete preoccuparvi  circa la schermatura dei “ponticelli” … Normalmente impiegando Jumper di buona qualità non ci saranno mai problemi di sorta . Direi anche di evitare il “twistare” (Attorcigliare fra di loro) i fili perchè rischiate di peggiorare la situazione sotto il profilo delle interazioni deboli tra canale destro e sinistro … A dirla in soldoni riducete la separazione stereo tra i canali !!! Erano cose care agli anni ’70 ma non migliorano l’insensibilità alle eventuali spurie esterne ! Se invece vi capitasse di udire un forte ronzio di alternata negli altoparlanti quando non riproducede il vostro disco , dubitate subito dello scarso collegamento a massa nello shell rispetto al braccio (Cosa abbastanza usuale nei Thorens) o di entrambi i componenti non connessi correttamente alla massa dell’amplificatore … Ve ne accorgete perchè toccando con le dita il braccio o il portatestina , “modulerete” il ronzio di alternata . In questo caso per risolvere dovrete verificare i piani di massa del vostro giradischi …. Ma qui sconfiniamo in un’altra storia!

 

3 – Casi particolari di Shell fuori standard “SME”

Shell Garrard - moltisuoni

Prendo a cuore l’argomento più che altro per dare una dritta veloce a chi si trova per le mani un giradischi con lo shell proprietario senza cavetti. Generalmente è tipico dei britannici Garrard e BSR ,anche se in qualche caso pure l’olandese Philips si era cimentata nella produzione di giradischi con portatestine “personalizzati” . Come noterete nella foto sopra, a seconda del modello e lotto produttivo , le connessioni cambiavano … e tralascio volutamente di parlare  delle loro singolari forme geometriche . Alla Garrard piaceva fare così (Ma non erano gli unici..anche in quel della BSR gradivano gli shell “a slitta” sui  giradischi). Dunque per venirne a capo , il mio consiglio è quello di “battervi” con un tester (Precedentemente settato per prove di continuità ) i fili tra RCA e Shell … Individuando quindi le giuste connessioni per sequenza logica ; Fatevi sempre uno schemino per i riferimenti futuri e se potete divulgatelo in modo da fornire nel tempo una “mappatura” utile ad altri possessori .

Giradischi BSR - Moltisuoni

Termino  “linkandovi”  sotto , un ottimo articolo redatto da Suono (FdS)  su come procedere alla -messa in opera- della testina Vs braccio, passo assolutamente necessario per eseguire un corretto set-up del vostro giradischi e godervi i Vostri cari ed amati dischi!

 

Un caro saluto !!!

 

Andrea Moltisuoni

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://www.atelierdelsuono.it/Suono/suo392_bracci.pdf

https://it.wikipedia.org/wiki/Giradischi

http://www.digivideo.biz/it/support/come_si_fa/come_sostituire_la_testina_phono.htm

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

Halloween 2015

AEG bimby 61 - moltisuoni

 

 

 

In trepida attesa del Grande Cocomero…….Buon Halloween 2015 a tutti,grandi e piccini!!!!

 

 

Per saperne di più sulla radio….. e non :

 

http://www.radiomuseum.org/r/aeg_bimby_61.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Grande_Cocomero

https://it.wikipedia.org/wiki/Halloween

 

 

http://www.radiomuseum.org/r/aeg_bimby_61.html

 

 

 

 

Williamson AIE 2000

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 59

Alzi la mano chi non ha mai ascoltato musica all’aperto!!! Credo e penso quasi tutti almeno una volta nella vita , e molto probabilmente giusto con un radioregistratore….Dunque ,da qui partiamo a colmare un argomento per adesso non ancora trattato sul mio blog ,prendendo come riferimento proprio questo atipico “boombox”! Il perchè lo potrete leggere tra breve, ma prima ,  per chi si accinge alla lettura come neofita sull’argomento, direi che è conveniente fare una piccola  “introduzione” al vasto argomento per cercare di comprendere meglio questa particolare categoria e il suo periodo storico !

Boombox moltisuoni

I Radioregistratori … alias … Boombox o Ghettoblaster :

 

Una piena involuzione ( Al pari di quanto accadde nel mondo delle autoradio ) colpì anche  questa frangia merceologica, facendo sì che il semplice radioregistratore , molte volte di bassa qualità audio , incominciasse ad avere man mano caratteristiche sempre più allineate a quelle di Hi-Fi domestici . Tecnici e ingegneri di note marche si impegnarono  a migliorarli sino al punto di trovare il compromesso massimo possibile tra un portatile e un vero impianto Hi-Fi trasportabile . Tutto prese campo verso il finire degli anni ’70 e il loro massimo splendore lo si potrà osservare nella prima metà degli ’80 supportati massivamente dalla moda Breakdancer che in tale epoca si diffuse a livello planetario , diventando ben presto lo status symbol di una giovane generazione !

Sony Boombox APM - moltisuoni

Sharp , Hitachi , Sanyo, JVC , Philips , Sony e molte altre, si sono letteralmente “sgomitate”nella decade 1980 per poter competere al podio di miglior radioregistratore sul mercato , proponendo in certi casi soluzioni davvero raffinate nonchè complesse (Il Sony CFS 9000 qua sopra ne è un esempio lampante). Venivano proposti ad un costo di media onerosità per l’epoca…oggetti per altro molto belli ancora ai giorni d’oggi , con quotazioni  (Per qualche modello particolarmente in netto rialzo) che sfiorano da vicino, la retribuzione di un operaio specializzato (!)  Considerate oltretutto che parliamo di beni “consumer”….. Non di elettroniche dalle granitiche fatture quali potrebbero essere per esempio i McIntosh o gli Accuphase , dove la destinazione “utente finale” era una nicchia di persone privilegiate e benestanti .

mars jr 600 - moltisuoni

Prerogative comuni a tutti i radioregistratori “big size” che si fregiassero di tale nome ,dovevano essere : Altoparlanti a due o più vie di generoso diametro (Normalmente 130 o 160mm….in qualche caso si è arrivati anche ai 200mm) pilotati con finali a partire dai 5 Watt a canale in su , Radio con almeno 4 gamme d’onda , Controlli di tono (Bassi/acuti , Loudness ed eventuale ampliamento/riverbero della base stereo) , Sezione cassette con possibilità di registrazione su nastri Cr02/Metal , scale parlanti illuminate comprensive degli immancabili Vu-Meter (A Lancette oppure barra di Led) per monitorare : L’intensità del segnale radio ricevuto, verificare lo stato delle batterie e valutare la modulazione del nastro in registrazione.

nordmende globecorder - moltisuoni

Senza bisogno di sottolinearlo ,complice in parte una integrazione ancora acerba della componentistica , le dimensioni di tali radioregistratori erano imponenti (Mediamente dai 30 ai 50 cm di larghezza)….Come imponenti erano il numero di batterie torcia “D” necessarie al loro funzionamento lontano dalla rete nazionale. Quasi tutti questi radioregistratori , infatti , lavorano a regime con tensioni comprese tra 9 e 15 volt ; Tale tensione è motivata perlopiù dalla presenza di finali audio ad IC  impiegati generalmente in applicazioni ‘automotive’ (ndr : Autoradio) . E’ abbastanza usuale infatti poter trovare oltre alla normale 220v anche una presa a 12 volt per alimentare il boombox direttamente dalla batteria di una automobile , aggirando il salasso derivato dall’acquisto di 8/10 pile torcia “D” size.

pioneer boombox- moltisuoni

Ad oggi,dopo quasi 30 anni , il rincalco sulle scene di tali elettroniche è dovuto principalmente ad una rivalutata cultura Hip-Hop  ,la quale per genesi implica feste di strada e balli dove la musica la fà da padrona…(Prodromo,anche se di genere musicale differente , un famoso video di Madonna  [2005], che la ritraeva in compagnia di un altrettanto famoso Boombox >Vela Discolite< Quello dei celebri woofer bianchi con al centro bobina le lucine mimanti gli spot da discoteca accesi in sincronia al brano musicale riprodotto.)

madonna-vela discolite-moltisuoni

In questo settore i Ghettoblaster sono nel loro ‘habitat’ naturale , godendo di vita facile in quanto le attuali elettroniche prodotte per l’audio “outdoor” non reggono minimamente il confronto ; Per pressione sonora prodotta, qualità del suono e non per ultimo , per robustezza….Tralascio  volutamente il fattore estetico essendo un argomento soggettivo ,ognimodo, per chi vuole un sistema audio di buona fattura e/o prestazioni la scelta non lascia tante diverse alternative . Considerate infine che tutti questi radioregistratori portatili hanno nel 99% dei casi un ingresso AUX che permette la connessione di elettroniche moderne quali Ipod ,telefonini et similia Questa peculiarità ha permesso loro di essere sempre in un certo modo -attuali- .

Sharp GF 777 - Moltisuoni

 

Passiamo al “nocciolo” : Il Williamson AIE 2000

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 57

Il Williamson AIE 2000 Enviro Stereo, non è sicuramente molto noto ai più, principalmente per la marca che in europa risulta essere sconosciuta. Veniva prodotto dalla Emperor inc. di Hong Kong ,ditta di medie dimensioni che all’epoca commercializzava elettroniche consumer sia col proprio nome sia , sotto diversa marca (Williamson , Aitron etc etc) . Tuttavia qualità di spicco in questo radioregistratore risulta essere la presenza di ben 7 (Sette) altoparlanti .

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 56

Nel dettaglio: 2 Fullrange frontali da 130mm ; 2 Tweeter da 50mm sempre sul frontale ; 2 Squawker ellittici laterali da 70x40mm e infine : 1 Woofer da 230×160 mm sul posteriore dell’apparecchio. Valeva sicuramente la pena di scriverci una recensione se non altro per l’atipicità del progetto

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 7

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 6

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 48

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 9

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 3

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 5

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 4

Viene difficile solo pensare di farceli stare tutti dentro un unico apparecchio!  Notate inoltre due cose:  1) L’insolita presenza di altoparlanti in Alnico (Eccezion fatta per il Woofer) ,cosa che dona un timbro particolarmente felice alla radio e … 2) La marca dei medesimi: Hokutone! … Se non vi suonasse famigliare il nome ,tanto vi basti pensare che sono ottimi altoparlanti sfoggianti fattura al pari di Foster, Diatone, JRC et similia .

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 10

Per pilotare agevolmente sette altoparlanti si è scelto uno schema di tri-amplificazione che vede coinvolti  tre integrati  TA7205AP ( Quasi 6 Watt @ 13.2 Volt)

TA7205AP - moltisuoni

Due dedicati all’amplificazione dei canali destro/sinistro ,e uno dedicato al Woofer .

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 31

La dotazione di questo Boombox viaggia al pari della concorrenza,pertanto troviamo una nutrita sezione tuner a 6 gamme d’onda con AFC, sezione cassette con possibilità di utilizzare nastri Ferro/Cromo, vu-meter per monitorare i livelli di segnale + batteria, volume (con Autoloudness), equalizzazione “Enviro” e controlli di tono bassi/acuti.

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 63

In merito a questi ultimi, a colpo d’occhio si nota sulle prime una particolarità: Il controllo acuti ha il potenziometro doppio (In quanto stereo) e il controllo di Bassi invece no….Come mai???

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 61

Semplice! Perchè in questo radioregistratore il controllo di tonalità è stato concepito con ragionamenti totalmente differenti dagli schemi usuali e si avvicina più al princìpio di un cross-over .. Mi spiego meglio: Il controllo acuti non è altro che un filtro sul segnale che attenua o enfatizza in una certa misura la gamma medio-acuta del programma musicale il quale giunge poi ai finali dei canali destro e sinistro (Previo un filtro passa alto tarato intorno ai 200 Hz di cut-off). Il controllo dei bassi , invece , varia l’ampiezza del segnale (L+R mono) che giunge al finale del woofer (Anche qui previo circuitazione passa basso che “incrocia” quella passa alto )….Si comporta dunque nella realtà come un controllo di sensibilità ma al tempo stesso permette di “dosare” la quantità di basse frequenze riprodotte dalla radio….una chicca mica da tutti! Qua sotto trovate uno schemino semplificato a mano libera relativo alla circuitazione accennata che meglio di tante parole spiega il funzionamento

Williamson aie2000 schema controllo toni - moltisuoni

 

Pregi…Difetti…..e Upgrade!

Come detto poco fa: I Pregi di questo radioregistratore si fanno notare su: Altoparlanti e loro qualità , Suono (Inteso come piacevolezza di ascolto ,sia come pressione sonora generata) e singolari scelte circuitali! I difetti : Difficilmente ne troverete uno in perfetta efficienza ! Oltre alle consuete cinghie nella sezione “cassette” ,dovrete preventivare un certo numero di condensatori da sostituire . Curiosamente vi è un netto divario di qualità ;  Si passa negli elettrolitici dai Rubycon alla cineseria più spietata (Marca Fecon… con “font” uguali agli omonimi Facon … non so se la cosa è stata voluta,ma la similitudine fa pensar male)

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 1

Tutti i selettori andranno accuratamente disossidati perchè di marca ignota e molto economici…

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 39

Va un pelo meglio sul versante potenziometri dove è stato fatto utilizzo di componenti economici Alps. Tanto per fare un esempio nel mio esemplare ,non particolarmente ben messo, ho dovuto cambiare tutte le capacità nella sezione “pre” cassette, tutti i condensatori di disaccoppiamento sul segnale audio (Sia “lato” segnale che potenza) e idem sull’alimentatore AC-DC. Qualcosa anche nella sezione Tuner benchè si sia limitata la cosa ,alla sezione che pilota il VU-Meter del segnale radio ricevuto

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 28

Segnalo come vi sia un abbondante cablaggio disordinato rispetto alle altre radio che ho avuto modo di ispezionare nel passato

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 41

Purtroppo non si è fatto altrettanto uso di connettori per facilitare la manutenzione, quindi in caso di “interventi” si lavora scomodi. La costruzione nell’insieme è un pò caotica, si possono intravedere parecchi errori di progettazione nel layout delle due schede madri (Corretti poi in fase di montaggio componenti) per non dover rifare i master di incisione.

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 52

Una lancia spezzata ad ogni modo in favore di un progetto ambizioso ,che era mirato probabilmente alla competizione con le marche “sacre” di allora in un mercato “stretto” . Testimone di questo pensiero : La bontà degli altoparlanti, il corretto dimensionamento di alcuni componenti (Vedi meccanica cassette tutta in metallo e il trasformatore di alimentazione)

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 27

E la robustezza più in generale dell’oggetto considerando infine  il “gap” di essere costruito a Taiwan (In un’epoca dove il loro know-how era ancora agli albori) piuttosto che in Giappone come la stragrande maggioranza dei radioloni portatili……Passiamo a qualche “upgrade” consigliatissimo e soprattutto reversibilissimo !

 

1) Altoparlanti e loro filtri:

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 11

I 6 altoparlanti dedicati alle frequenze medio acute,vengono filtrati ulteriormente da componenti passivi in serie. Tale filtraggio riguarda i due Tweeter (Foto sotto : Condensatore da 47uF)

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 37

e i due Squawker laterali ( Foto sotto : Condensatore da 10uF).

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 36

Se leggete le capacità penserete ad un mio errore di trascrizione….No! Nessun errore,avete letto bene…i Tweeter sono “tagliati” con 47uF (Praticamente si comportano come midrange) e i due Squawker invece sono relegati alla riproduzione delle alte frequenze…Altra anomalia da segnalarsi riguarda  l’uso di normali componenti polarizzati dove per regola si “dovrebbero” impiegare SOLO componenti NP ; Senza dirlo troppo , il suono emesso da questa singolare “composizione” non è dei più felici come equilibrio. Ho quindi “ridimensionato” i ruoli in questo modo e coi seguenti cut-off : 8,2 uF sui tweeter e 68uF per i due ellittici laterali .. Le polarità su cui comparivano i condensatori sono invece rimaste come d’origine ( Vedi schemino allegato qui sotto ) per favorire una certa “spazialità” del suono giocando sullo sfasamento capacitivo introdotto.

schema 2.1 - moltisuoni

L’orecchio ora ringrazia…

 

2) Motorino sezione cassette:

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 25

E’ uno dei primissimi modello a controllo elettronico integrato (In corrente costante) , e , come tutti i “primissimi” patisce le fluttuazioni di tensione,  viene dunque preceduto da un (Brutto e malfatto,  ) regolatore di tensione costruito intorno a uno zener + transistor di potenza. Questo escamotage garantiva una migliore precisione di rotazione  del motore specie se in presenza di alimentazione a batterie. Prendendo la palla al balzo sul fatto che i motorini con quasi 40 anni non sono poi così accurati nel loro funzionamento, procedo con la sostituzione impiegando un moderno elemento a 12v con controllo elettronico a IC .

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 26

Così facendo si omette quell’obbrobrio di regolatore che diviene quindi inutile……..

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 23

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 21

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 18

Taratura velocita: La faccio breve : Orecchio + un brano musicale che conoscete come le Vostre tasche !! 🙂 !! Oppure se  disponete di attrezzatura e tempo , per tarare la velocità del nastro alla rigorosa andatura di 4,75 cm/sec si potrà precedere in due modi :

Il primo (più semplice) si avvale della cassetta “test tape NAB” in unione ad un frequenzimetro, regolando il trimmer fino a leggere sul display la medesima frequenza registrata sulla cassetta (generalmente 1000Hz)

Il secondo metodo , ( leggermente più complesso ma molto più preciso ) si avvale sempre del “tape test” abbinato questa volta ad altre due apparecchiature : Un generatore sinusoidale e un oscilloscopio . Si collegherà quindi il canale X all’uscita audio rca dell’apparecchio (previo resistenza in parallelo da 47KΩ 1%)  e il canale Y al generatore di segnale (Impostato alla medesima frequenza della cassetta NAB ) . Fatto questo si mette in play e si regola il trimmer presente sul motorino fino a vedere la  1° figura di Lissajous sullo schermo dell’oscilloscopio (Cerchio) . Questo garantirà che il nastro sta viaggiando alla velocità standard !

lissajous-moltisuoni

Già che avete la meccanica per le mani, prevedete la sostituzione della testina Record/Playback … Sarà con tutta probabilità arrivata al “capolinea lavorativo” complice l’usura unita alla sporcizia lasciata dai nastri (e dalla pigrizia manutentiva di cui il 90% dei registratori soffriva per incuria dei proprietari) . Mi preme sottolineare che una testina usurata , oltre a far ascoltare malissimo le proprie cassette (ancor peggio se tentate una registrazione) , porta quasi sempre alla loro rovina nel 90% dei casi perché l’abrasione o solco che viene a formarsi nel traferro col passare del tempo porta a “pizzicare” il nastro magnetico danneggiandolo irreparabilmente . Se opterete quindi per la sostituzione dovrete necessariamente ri-tarare l’azimuth (Ovvero l’allineamento della testina rispetto al nastro) . Per fare questa operazione vi sono diverse strade da percorrere : La prima , la più “empirica per definizione” è quella di affidarsi a cassette “originali” preregistrate in fabbrica come riferimento ufficiale di allineamento (sperando che all’epoca della loro incisione i macchinari delle case discografiche siano stati manutentati correttamente sotto questo aspetto , il chè non è dato per scontato) .

 

Azimuth -Moltisuoni

Ruotando la vitina-registro di sinistra si cercherà semplicemente la posizione dove il suono risulta più nitido e aperto al Vostro orecchio.

La seconda via è la taratura “ufficiale” (sicuramente più complessa ma di miglior risultato) che coinvolge anche in questa circostanza l’uso dell’oscilloscopio collegato alle uscite L-R (sempre previo resistenze in parallelo da 47KΩ 1%)  in unione alla”cara” cassettina “test tape NAB” . Si procederà massimizzando il picco di risposta del brano campione (generalmente 5 KHz) avendo poi cura di far sovrapporre le due sinusoidi giocando con la vitina di calibrazione , questo garantirà de facto il corretto allineamento nastro – testina . Esiste poi , lo riporto a dovere di cronaca , un curioso ulteriore trucchetto per la taratura senza l’uso di apparecchiature , ma di efficacia assai disarmante : Procuratevi una cuffia stereo alla quale avrete cura di scollegare i due negativi sul jack ( Lasciandoli però tra di loro collegati in modo da mettere a ponte i due altoparlantini tra i canali sinistro e destro)  e connettetela poi al registratore : Prendete una cassetta originale preregistrata in fabbrica e mettetela in play . Ruotando successivamente la “solita” vitina  troverete prima o poi un “punto” dove le voci udite in cuffia tendono a cancellarsi lasciando solo la musica . Questo “punto” denota l’allineamento ottimale “al volo” e vi posso garantire che è molto molto vicino a quanto si può ottenere con l’oscilloscopio !!!

E’ buona prassi , infine ,bloccare con un punto di Loctite la vitina per evitare essa possa nel tempo allentarsi ,facendo perdere la taratura tanto agoniata

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 20

Pulite bene anche tutto il resto : Capstan , Pinch Roller (Prestate attenzione che il suddetto non sia deformato…Pena una riproduzione delle cassette col “mal di mare”) testina di cancellazione e il tendinastro che è ubicato tra le due testine , quello responsabile a fine cassetta di sbloccare il play fermando il motorino . Non trascurate nemmeno la sezione “trascinamento” (frizioni avvolgitori bobine, idler etc etc) …. Le cinghiette non le ho menzionate perché ormai è prassi trovarle distrutte o ridotte in poltiglia (Nera e molto appiccicosa) dal tempo.

 

3) Sezione di Alimentazione :

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 33

Troviamo il  classico ponte di 4 diodi 1N4004 con capacità al seguito (Due elementi da 4700 uF in parallelo). In questa circostanza il semplice upgrade consiste nell’impiegare un elemento da 10.000uF 25v disaccoppiato in parallelo con una capacità al poliestere da 0,47uF…

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 32

Cercando al contempo di dare un ordine al caos presente nella dislocazione della componentistica.

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 29

Sarà conveniente fissare meccanicamente il condensatore con un goccio di colla a caldo.  >> Verificate che , in assenza di segnale , la tensione ai capi del sopracitato dia una lettura di 13,6- 14 Volt con alimentazione di rete ….. Se doveste leggere valori inferiori dubitate dell’integrità di qualcuno dei quattro diodi 1N4004 <<

 

4) Illuminazione Vu-Meter e scala parlante :

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 43

Tremenda mancanza di questo Radioregistratore!!! C’è il tasto per controllare (Mediante lo strumentino graduato) lo stato delle batterie ,ma nessuna sorta di illuminazione. Normalmente in tutte le altre radio di pari categoria, questo tasto assolve anche la funzione di “illuminator” perchè da così una doppia idea (Lancetta più luce)  circa lo stato degli accumulatori.

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 15

Faremo che sia così anche in questo esemplare utilizzando 2 led … visto la loro insensibilità alle vibrazioni! Ecco come procedere: Bisogna per prima cosa procurarsi due led        ( Ad alta efficienza e con prisma 360°…Se possibile…Sono specifici per ruoli di illuminazione) ,una resistenza di caduta pari a 1,2 Kohm 1W. Un led sarà relegato alla illuminazione dei due vu-meter, il secondo invece si occuperà di rendere leggibili al buio i caratteri della scala parlante.

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 16

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 14

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 13

Un lato del deviatore “check battery” non viene utilizzato,pertanto faciliterà la “mia” modifica…..L’alimentazione dei led verrà prelevata direttamente dal condensatore di filtro/disaccoppiamento alimentazione (Previo come accennato prima, resistenza da 1,2K /1W).Per mitigare l’assenza di inerzia  e per smorzare al tempo stesso l’accensione dei led, verrà fatto uso di un elettrolitico da 470uF che rende il loro funzionamento più simile a quello di un bulbo ad incandescenza….Questo renderà più verosimile la modifica . L’utilizzo di nastro adesivo di alluminio contribuirà invece a diffondere meglio l’illuminazione schermando al tempo stesso l’irradiazione dove non voluta. Per i led ho scelto il colore verde ; Scelta motivata dalle serigrafie sulla scala parlante , che sono di tale tonalità e che quindi vengono messe in risalto . Ma è lapalissiano che ognuno però, potrà scegliere la colorazione che più gli aggrada!

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 60

Per consuetudine  ,verso il volgere al termine di questa  panoramica, ecco la foto ,qua sotto,  di tutta la componentistica sostituita! …..

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 2

E alcune foto a restauro concluso ,dopo aver ripulito anni di sudiciume sulla scocca in plastica…..

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 106

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 107

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 108

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 104

Gli ingressi che potete osservare servono per collegare : Una sorgente esterna preamplificata ( Loop per registratori …. line in-out)  in doppio  standard : DIN e RCA , una coppia di microfoni esterni mediante jack da 3,5mm e per finire una coppia di altoparlanti (connessioni RCA sulla destra), i quali andranno a disinserire gli interni presenti lasciando attivo solo il woofer posto sul retro.

Williamson AIE 2000 - Moltisuoni 101

Qui si conclude !  Colmando una parte di “lacuna” sul tema -ghettoblaster- , almeno per il momento (L’argomento meriterà sicuramente un “ritorno” prima o poi). Il Williamson AIE 2000 se lo trovate nelle varie piattaforme e-commerce  oscilla tra 25 e 100 euro di valore (Per quelli davvero -belli- e raramente funzionanti)…Visto cosa offre vale la pena di farci un pensierino…Avrete comunque per le mani un “utensile” per riprodurre a volumi sostenuti i vostri brani musicali conservando al tempo stesso una briosissima qualità audio….E’ sarà anche occasione di vedere uno dei pochi portatili con 7 altoparlanti !!!!

 

Un caro saluto

 

Andrea Moltisuoni

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per sapere di più sull’argomento:

 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Ghetto_blaster

www.stereo2go.com

www.shizaudio.ru

www.stereo80s.com

 

 

Disclaimer: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001. Alcune immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno rimossi.

 

 

 

Ferragosto 2015

moltisuoni - tromba d'aria genova ferragosto 2015

Tra acquazzoni e grigliate fatte di soppiatto nei momenti di tregua meteo, vi auguro di trascorrere un buon Ferragosto 2015 insieme alle Vostre famiglie. moltisuoni - barbecue

moltisuoni - barbecue 2Coi primi freschi di settembre,complice il rinnovo quasi al termine del mio laboratorio ( Parallelo  purtroppo al volgere verso il termine delle mie ferie 🙁  sight!! ),inizieremo un nuovo percorso ricco di elettroniche e curiosita’ varie dal mondo della riproduzione audio e non….moltisuoni - sony apm woofer

williamson aie 2000 - moltisuoni

 

Un caro saluto ,e ……. buone ferie!!!!!!!

Andrea Moltisuoni

 

Se desiderate maggiori informazioni circa il turbo barbecue visibile nella seconda foto al centro , visitate il seguente link :

http://www.sonofhibachionline.com/

Seppur di ridotte dimensioni riesce a cuocere carne e pesce per un reggimento di persone affamate 🙂

Di seguito alcune dritte per una grigliata doc:

https://it.wikipedia.org/wiki/Grigliata

 

 

 

Saba Digital 9241

Saba Digital 9241 - moltisuoni3

Per un attimo ,con la mente, torniamo al 1976 e immaginiamolo su uno scaffale di un bel negozio di Hi-Fi…Di quelli seri e ben forniti. La sua inconfondibile livrea nera,la doppia scala parlante caldamente retroilluminata,quel mezzo metro scarso di lunghezza per quasi 15kg di peso e la trionfale scritta “Saba Digital 9241”.Un manufatto che trasmette senza bisogno di caratteristiche tecniche alla mano,il senso di imponenza e qualità , con l’occhio giustamente appagato da una sequela ordinata di pulsantini, vu meter e lucine…Insomma una vera  “goloseria” made in Germany per gli occhi degli appassionati.

Saba Digital 9241 - moltisuoni 1

Sicuramente chi all’epoca poteva permettersi la spesa di ben Lire 470.000 -franco consegna-  , se lo poteva portare a casa … Con la certezza di aver ben speso i propri denari sudati!

Saba Digital 9241 - moltisuoni2

Il Saba 9241 fa parte infatti della triade (9240 -9260) relativa ai sintoamplificatori d’alta gamma prodotti dal casato tedesco ed era in competizione coi mostri sacri d’oltreoceano quali fra tanti , Pioneer serie “SX”  e Marantz. Il mastodontico dissipatore posteriore (Che ospita anche tutte le connessioni di ingresso e uscita) dava un’idea della ricchissima riserva di potenza di questo sintoampli…Da ben 120+120 watt musicali su carico 4 Ohm !!!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

La nutrita dotazione veniva completata dalla possibilità di collegare un telecomando al 9241 per gestirlo in remoto

Saba9241 - remote - moltisuoni

 

Costruzione e fattura

 

Saba Digital 9241 - moltisuoni 4

Il 9241 ha una costruzione modulare a schede ,le quali a loro volta fanno capo a due grosse piastre madri distinte per AF e BF. Di seguito un po’ di foto relative alle schedine di segnale (Alcune prima e dopo “upgrade” nella componentistica passiva) : Equalizzazione Phono, rilevatore AM, driver strumentini ad ago , per finire con i driver degli stadi finali.

Saba Digital 9241 - mono - moltisuoni

Saba Digital 9241 - treiber - moltisuoni

Saba Digital 9241 - phono refurbished - moltisuoni

Saba Digital 9241 - abstimmung - moltisuoni

Saba Digital 9241 - AM - moltisuoni

E , ça va sans dire , tutti i componenti sono ragionati per essere funzionanti nel lungo termine lavorando ben sopra i loro margini elettrici..Il trasformatore di alimentazione “in primis” fra tutti !!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Le persone che seguirono il progetto di tale sintoamplificatore si dettero come linea guida la possibilità di poterlo riparare un numero pressochè infinito di volte…Il criterio con cui è stato ragionato il layout è talmente lineare che permette  il ripristino anche senza schemi elettrici davanti al naso!  In rete ad ogni modo, si trovano i “service manual” gratuiti (Di cui link a fondo articolo) su cui trarre preziose informazioni al riguardo

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Questo che vado a recensire non è di mia proprietà, ma è di un caro amico che s’è l’era preso per se…Purtroppo vuoi per l’eta ,vuoi (diciamocela tutta) per un briciolo di malafede di chi glielo ha venduto -come revisionato-  ha presentato dopo pochi mesi di utilizzo quotidiano,tutta una serie di inconvenienti che di seguito andrò nel dettaglio a descrivere….Segnalo inoltre che le manopole sulla sinistra NON sono le originali dell’apparecchio!

Saba 9241 - Suono 1976 - moltisuoni  

Qua sotto le caratteristiche tecniche..purtroppo in tedesco!

saba9241 caratteristiche elettriche - moltisuoni

Cosa non funzionava?

Il “sinto” si accendeva regolarmente ,ma presentava nel normale utilizzo i seguenti difetti ,alcuni rilevabili solo dopo un pò di attenzione e confidenza verso l’apparecchio….nel dettaglio:

> La sezione “radio” , all’accensione dell’apparecchio viene selezionata di default in priorità rispetto ad altri ingressi…Ma quando si passava per esempio da AUX o Phono e poi si ritornava su “Tuner” ,la sezione sinto rimaneva ammutolita. Bisognava spegnere e riaccendere il tutto per poter continuare ad ascoltare la radio.

> Il circuito di ritardo altoparlanti/protezione attaccava immediatamente all’accensione del Saba e in presenza di CC sugli stadi finali non sganciava i diffusori (Ma che bellezza!)

> Il canale sinistro dell’ingresso Tape 1 (tonband) era muto o meglio vi era un soffio/fruscio

> Il loudness  interveniva solo sul canale sinistro

> I finali del canale destro frusciavano in assenza di segnale,con schiocchi e rumorini vari, non ostante l’amplificazione del segnale audio applicato avvenisse senza particolari squilibri

> Il modulo digitale per la visualizzazione della frequenza emittente sintonizzata ogni tanto e casualmente sfarfallava mostrando sul display numeri a casaccio

Insomma per un apparecchio pagato come -revisionato- direi che c’è ne era fin d’avanzo… sicuramente le condizioni nel tempo non sarebbero migliorate se non si fosse intervenuto per tempo.

 

Interventi correttivi

Partiamo col Loudness … mi piace “vincere facile”   🙂  ! Il controllo fisiologico infatti è realizzato intorno ad un classico potenziometro con prese intermedie e  relativi componenti passivi di equalizzazione come da circuitazione visibile qua sotto tanto da rendere l’idea moltisuoni loudness

Il suo inserimento nella catena audio viene però di fatto “comandato” nel Saba 9241 da una coppia di integrati digitali SD5000N al posto del classico deviatore meccanico, i quali incorporano al loro interno interruttori logici ad alta impedenza con carattere bistabile. Possono quindi essere comandati tramite flip-flop da un pulsante sul frontale dell’apparecchio .

Saba 9241 loudness - moltisuoni

Qui uno dei due   -non mi è chiaro il perchè-   era aperto…Cioè non eseguiva alcuna azione quando sottoposto a livello logico 1. Fortunatamente il rigore dell’ingegneria tedesca dell’epoca aveva previsto per ogni IC uno zoccolo per semplificare alla grande la sostituzione….Nulla da aggiungere,se non la nota dolente che per via della rarità sul mercato  ,quei pochi (esteri) venditori che lo possiedono,se lo fanno pagare in media 15€ cadacranio. Tuttavia o si rinuncia o “nisba”…. Beh in realtà si potrebbe ovviare con dei similari CD 4066 ma il loro rumore di fondo non è dei più bassi,specialmente se utilizzati in una maglia così delicata come il controllo del volume!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

La scheda del ritardo/protezione altoparlanti, è formata da 4  transistor: Uno si occupa del ritardo all’accensione (il BC558 presente sulla destra dello schema -T684) ,altri due provvedono invece a rilevare la presenza di CC sulle uscite diffusori (BC558+ BC548+ ponte di quattro diodi 1N4001 sulla sinistra dello schema elettrico)  ,infine, tramite il quarto transistor (BC 635) provvede ad eccitare la bobina di un relè a doppio scambio.

Saba 9241 speaker relay - moltisuoni

Il problema risiedeva (fate riferimento allo schema sopra,componenti cerchiati di rosso) nel BC635 che era in cortocircuito,ciò significava alimentare perennemente la bobina del relay…In verità più tardi scopro che la stessa sorte era prossima al condensatore (al tantalio) da 2,2 uF posto sulla base del BC558…Questa anomalia causava l’insensibilità ad eventuali componenti continue presenti sugli stadi finali in direzione altoparlanti.Due stupidaggini dal costo irrisorio che avrebbero  potuto creare danni molto costosi in caso di avarie allo stadio finale.

saba relais - moltisuoni

Altro problema portato dalla “tecnologia” digitale (che all’epoca faceva tanto futuro se impiegata nelle apparecchiature Hi-Fi)….Il canale sinistro dell’ingresso registratore (tonband 1 ) non era funzionante.  Anche qui seppur in maniera differente rispetto alla circuitazione del loudness poc’anzi trattata, si fa uso di integrati a commutazione digitale ,nel dettaglio si utilizzano ben tre TDA 1029 comandati da flip flop bistabili basati su integrati logici CD4016 a cui fanno poi capo i pulsanti di preselezione sul frontale.

Saba 9241 tonband - moltisuoni

Le cause dell’interruzione sono perlopiù imputabili a sorgenti (utilizzate magari nel passato) con forti componenti di tensione continua , cosa generalmente non gradita  da questi IC che tendono a defungere per distruzione interna dei loro Fet ad alta impedenza.

Saba Digital 9241 - TDA1029 - moltisuoni

Qui visto il ridicolo costo conviene sostituirli in trittico per garantirsi la certezza di non dover rimetterci mano….Se fate una revisione “coi” fiocchi è tappa di rigore. Tenete anche presente la variante del “malcontatto” dovuto agli zoccoli onnipresenti su ogni integrato a bordo del Saba 9241…Buona cosa è pensare alla loro sostituzione in toto, se notate incertezze di contatto (Facilmente intuibili “picchiettando” con una penna sul relativo IC ad apparecchio acceso) . Procedendo oltre , il -vizietto- della radio a non suonare più se commutata dopo il passaggio ad altri ingressi (aux, phono -tape 1/2)  risiedeva anche qui nel cattivo funzionamento del primo IC (IS2161) che non commutava più in posizione prioritaria in assenza di stati logici dai flip-flop nei suoi piedini 11-12-13. Considerate infine che il gruppo FM/AM ,viene chiamato in servizio dai pulsanti delle sorgenti anche agendo sull’alimentatore tramite la scheda “impulsplatte” e , quando non in uso ,un relè dedicato spegne sia il tuner ,sia al gruppo scaler che visualizza la frequenza sintonizzata dall’oscillatore locale. Controllate pertanto che tale scheda  abbia tutti i transistor/diodi/capacità in ordine…Diversamente avrete malfunzionamenti dovuti anche a questa problematica.

saba 9241 impulse platter - moltisuoni

Altra tappa : Controllare lo stadio finale coi suoi schiocchi e fruscii vari. In prima battuta avevo colpevolizzato le saldature presenti sulle torrette che cablano di fatto la “scheda transistor finali” alla scheda driver….

Saba Digital 9241 - pin amp - moltisuoni

Qualcosa in effetti era dovuto al loro malcelato contatto elettrico…tuttavia il fruscio rimaneva! Controllata la schedina pilota (Denominata “treiber”) e appurato il suo corretto funzionamento ci si indirizza verso la scheda dei finali assicurata al dissipatore,sulla quale spicca all’occhio una resistenza bruciacchiata.

Saba Digital 9241 - verstarker - moltisuoni

Una volta scollegata , controllando uno ad uno i transistor che equipaggiano tale scheda, scopro ben presto che i due driver BD 417 e 418 sono arrivati prossimi alla fine del loro ciclo vitale, ed occorre sostituirli . Ad oggi non sono più in produzione, tuttavia è possibile ancora trovarli come fondo di magazzino (A prezzi di gioielleria : 12-16 € al pezzo! ) presso qualche rivenditore on-line ben fornito . Se giustamente non volete accendere un finanziamento per questa revisione 🙂 si può ,in seconda battuta, optare più saggiamente per dei loro equivalenti BD 139-BD140 i quali si rintracciano praticamente ovunque , con prezzi ragionevoli (circa 1,50€ la coppia). Non per ultimo, infine le loro caratteristiche elettriche (80V – 2A – beta 30>300) identiche agli originali li rendono perfettamente  compatibili con la circuitazione senza bisogno di modifica alcuna.

saba 9241 finali - moltisuoni

Qui l’unica attenzione che si deve prestare è quella di adeguare la piedinatura dei nuovi transistor al layout del circuito stampato secondo lo schemino qua sotto riportato,in quanto la base dei BD 139-140 risulta esterna a destra e non al centro come negli originali.

Saba Digital 9241 - transistor cross reference - moltisuoni

Per motivo di comodità ,in quanto “accoppiati” meccanicamente insieme per rilevare la deriva termica, conviene la sostituzione anche del BD417  che regola la corrente di riposo con un altrettanto BD139, più che altro ,per rendersi la vita facile.

Qua sotto a sinistra il “prima” e a destra il “dopo” cura.

Saba Digital 9241 - moltisuoniSaba Digital 9241 - verstarker - moltisuoni

I finali sono due coppie di classici BD 245 – 246 …La sostituzione in caso di misure elettriche incerte si affronta senza particolari problemi…Anzi quelli di nuova concezione generalmente semplificano il lavoro di isolamento sul dissipatore avendo il foro per la vite di fissaggio flottante rispetto al loro corpo metallico

Anche stavolta : A sinistra il “prima ” e , a destra , il “dopo” la cura

DSCN2389

Saba Digital 9241 - BD 140 - moltisuoni

In caso di sostituzione degli elementi finali è doverosa la ritaratura della corrente di riposo (trimmer presente sulla scheda “finali”) e del valore di “offset” (trimmer presente sulla schedina “treiber” di pilotaggio) seguendo i dettami del “service manual” ed aiutandosi con i comodi “test point” presenti sulla scheda dei finali di potenza.

Per ciliegina sulla torta il malfunzionamento del frequenzimetro visualizzatore della frequenza radio su cui si è sintonizzati.

saba

La prima impressione è quella di qualche saldatura o componente interno con un contatto incerto , perchè il suo malfunzionamento è sporadico, senza una precisa casistica ; Il solo darci un colpetto  con la mano sopra la schermatura  fa sparire l’anomalia. Va smontato.Un operazione particolarmente noiosa e di tatto,specie per quanto riguarda il pettine che collega l’unità al display led sul frontale dell’apparecchio !

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Man mano che lo si svincola dalla scheda madre, la sua costruzione fa viaggiare la mente …. E’ un misto tra un tuner tv di 40 anni fa e la tecnologia dei primi personal computer di 30 anni fa (Commodore Vic 20 , C64 , Spectrum…et similia)

Saba Digital 9241 - counter - moltisuoni

Colpiscono infatti i due integrati in contenitore TO3 per la stabilizzazione della tensione ( uno dedicato allo scaler/counter e uno al modulo display)

Saba Digital 9241 - LM 340 - moltisuoni

La macro-costruzione a componenti discreti e la poca integrazione per svolgere una funzione per la quale oggi è richisto un solo integrato, denota ancora l’acerbo mondo dell’elettronica digitale .Tolti gli schermi vi sono al suo interno , ben due schede :

Saba Digital 9241 - counter digital - moltisuoni

Una è il contatore scaler costruito intorno a cinque IC  .Il suo compito è quello di convertire la frequenza dell’oscillatore locale Am/Fm in una sequenza logica atta a pilotare la  seconda scheda presente all’interno dello scatolotto , ovvero il  “driver”  display, di fatto costruito facendo uso dell’integrato multiplexer AY8100 ….Prego notate l’oscillatore quarzato esterno (!!) nonché tutti i filtri passa basso LC a monte del display a led , per evitare che il clock di sistema venisse captato dalle sezioni radio del sintonizzatore.

Saba Digital 9241 - display driver - moltisuoni

saba9241 counter - moltisuoni

Il mio sentore di malcontatto è stato confermato…Le due schede “comunicano” tra di loro mediante torrette di ottone maschio-femmina…che il tempo aveva normalmente ossidato. Conviene  ,oltre che disossidarle adeguatamente, assicurare il contatto elettrico con un piccolo punto di saldatura

Saba Digital 9241 - counter - moltisuoni

Il contributo a rendere le cose ancor più delicate , lo ritroviamo invece sulla scheda “scaler”:   Una coppia di jumper metallici che giovano alla inaffidabilità nel tempo della continuità elettrica.

Saba Digital 9241 - counter jumper - moltisuoni

Anche qui prevedete senza indugi la sostituzione con due cavallotti stagnati…dubito che sentirete la necessità in futuro di doverci intervenire, pertanto conviene optare per soluzioni “solide”

DSCN2410

Non serve dirlo… Già che ci si mette mano ,vanno sostituite tutte le capacità elettrolitiche al suo interno!!!

 

Modifiche e migliorie

 

La “miglioria” più importante (A mio avviso) da attuare, risiede nella sostituzione di tutte le capacità interessate dal segnale audio…Non per altro vista la mediocre qualità degli elettrolitici utilizzati . Questo upgrade ridona giustizia al famoso timbro delle elettroniche “Made in Germany”, mettendo nuovamente in primo piano la spazialità e la brillantezza della gamma medio-alta…Tra l’altro, oltre al beneficio di cui sopra, avere l’apparecchio smontato giustifica ulteriormente la pena di questa fatica….Visto i valori non particolarmente critici, ( 1 – 2,2 -4,7 uF) si può pensare all’upgrade utilizzando ottimi componenti al poliestere. Nella foto sotto ,la “sacchettata” di componenti sostituiti  dal sottoscritto su questo Saba 9241…Considerate che i 3/4 sono capacità sul segnale audio destro-sinistro!

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Per quanto riguarda l’alimentazione dei finali (duale +/-  42Volt) sottolineo la finezza circuitale di questo sintoampli Saba che prevede ben due distinte unità raddrizzatore-filtro per canale, con tutto vantaggio della separazione stereo  e l’attenuazione delle interazioni deboli . Una chicca progettuale generalmente destinata ad elettroniche di caratura ben superiore !

saba 9241 alimentatore finali - moltisuoni

I valori  nella cella filtro di serie , sono da 3300uF/50V…Un loro rimpiazzo con dei nuovi elementi da 4700uF 50V amplierà sicuramente il margine dinamico dell’apparecchio,a tutto vantaggio dei diffusori. Per la cronaca…. I condensatori marca ERO, adibiti al filtraggio, presenti su questo esemplare erano ancora in ottima salute elettrica non ostante quasi 40 anni di vita !

Saba Digital 9241 - moltisuoni

Il resto della componentistica è di buon grado…Le migliorie in tema possono essere soggettive . Per quello che mi riguarda potrei solo suggerire la sostituzione del potenziometro volume con qualcosa di un po’ più serio…Questa considerazione nasce dal fatto che nel primo quarto di corsa , vi è un leggero squilibrio tra i canali destro-sinistro…cosa peraltro “giostrabile” col selettore di guadagno (denominato “Pegel”) posto sul frontale dell’apparecchio.Non saprei dire se è un male comune a molti 9241 oppure una “particolare” defezione dell’esemplare tra le mie mani. Ma ad eccezzion di questo ,tutto il resto è allineato con le aspettative dell’apparecchio e in questa ottica non vedo tanto altro da dover migliorare. Se proprio si vuole cercare il pelo nell’uovo, un filtro di rete sul primario del trasformatore sarebbe  un buon investimento ,soprattutto a tutela dell’abbondante circuitazione digitale presente nel 9241 , proteggendolo da eventuali spurie presenti sulla linea .

Un tipico esempio già bello e pronto qua sotto: filtro rete moltisuoni

E con questo si conclude! Ma ,come al solito, se avete domande o curiosità in merito potete contattarmi liberamente,sarà mia premura cercare di risponde il prima possibile

 

Un caro saluto e buon inizio di primavera!

 

Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link per saperne di più sull’argomento:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/SABA

http://www.saba.pytalhost.com/9241t/

http://www.mackern.de/index.php/2008/06/03/saba-9241-receiver/

http://saba.magnetofon.de/board.php?boardid=48

 

 

Manuale di servizio:

 

http://elektrotanya.com/saba_9240_9240s_9241.pdf/download.html

 

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