Archivi categoria: Hi-Fi

Radiosveglia Sony

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 18

 

Introduzione :

 

Diversi anni fa (Circa 2008) sulla piattaforma eBay compro questa Radiosveglia Sony (Modello 8FC-59WA — anno 1971 — La prima serie Digimatic) nutrendo una certa passione di carattere estetico per questo genere di orologi . Poi , per un motivo piuttosto che per un altro l’ho abbandonata in uno scaffale del mio laboratorio . In tempi recenti ,una riorganizzazione / repulisti degli spazi nel  medesimo ha fatto si che mi ricapitasse per le mani . Mi decido quindi a sbloccare la situazione , e la apro per vedere il grattacapo celato al suo interno . Il cabinet si scompone esattamente in due semigusci, levando le 3 viti di fissaggio poste nell’inferiore , permettendo quindi di avere i circuiti e le parti meccaniche comodamente “a giorno” .

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 2

Rcordo che nella descrizione del venditore si asseriva il buon funzionamento della sezione radio,mentre per quello che riguardava l’orologio , c’erano irregolarità nel lungo termine. Collegata alla rete in effetti posso confermare questo comportamento :  La radio riceve molto bene , ( Ottima  la selettività e audio sopportabile , ben migliore di tante realizzazioni odierne ) mentre l’orologio , puntando l’ora corrente , và per circa 10-15 minuti dopodichè si ferma o quantomeno non vi è più avanzamento temporale dei cartellini…

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 3

Una volta aperta ad una prima occhiata sembra che nessuno prima di me ci abbia mai messo mano dentro … Ed è un bene perchè si parte da una base “sana”. Il motorino (Sincrono alimentato direttamente dalla 220 volt , con motoriduttore) responsabile del movimento cartellini gira correttamente e sembra libero da attriti che potrebbero pregiudicare il funzionamento . Anche questo gioca a favore,perchè normalmente in questo tipo di orologi,si deteriorano negli anni gli ingranaggi in plastica del motoriduttore ….. (Trovare i ricambi ad oggi è abbastanza una difficoltà … Comunque qualche negozio specializzato in rete esiste e nel caso , con un pò di pazienza, generalmente si riesce a reperire quello di cui si ha bisogno.. Logicamente essendo ricambi-rarità hanno il risvolto negativo di avere prezzi “salati”)

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 7

Non ostante tutto , i cartellini ( In materiale plastico) rimangono sempre immobili … Dopo un secondo e più attento sguardo noto che nella sezione dei minuti vi è una copiosa patina oleosa (Da montata non si notava a causa del plexiglass azzurrato ) oltre a una buona dose di sporcizia , foriera degli anni di lavoro ….. Del resto per loro natura , i cartellini , stando a contatto e/o sfregando l’uno con l’altro tendono ad immagazzinare la polvere per principio elettrostatico.

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 5

6

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 4

La sporcizia è cosa normale … La copiosa oleata un pò meno 🙂 ( Mi ricrederò ben presto infatti circa le condizioni immacolate della radiosveglia) Arrivo in breve alla conclusione , che qualcuno prima di me in passato l’ha aperta tentando una improbabile manutenzione alla meccanica dell’orologio…. Questo ragionamento viene giustificato dal fatto di aver notando una quantità abnorme di olio sotto la base della meccanica a cartellini . Probabilmente penso sia andata così : La patina di sporco rallentava di suo pian piano l’orologio non facendogli tenere correttamente l’orario….Quindi nel passato qualcuno avrà pensato che con una bella , energica oliata si sarebbe ovviato al problema … Non fù la scelta corretta ! Questo perché stando a contatto uno con l’altro, in presenza di un agente oleoso , i cartellini si incollano tra di loro diventando un “blocco unico”…

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 8

Una volta chiara la dinamica , mi armo di “santa pazienza” e con un panno inumidito di acqua + sgrassatore Chante Clair ( 1 parte di sgrassatore – 5 parti di acqua , per non risultare troppo aggressivo , cosa che potrebbe cancellare le serigrafie dei numeri ) incomincio a far passare tutti i “60” minuti e tutte le “24” ore , aiutandomi a far scorrere le cifre con la manopola per registrare l’orario . Questo lavoro viene fatto per ben due cicli (Un ciclo è inteso come l’avanzamento manuale delle 24H) , cioè fino alla totale eliminazione di tutto l’olio in eccesso .. Operazione noiosamente certosina e molto di “tatto” , da eseguirsi con ferrea pazienza ;  Questo perché i cartellini hanno la fragilità del cristallo! Vengono infatti trattenuti in sede sul disco orario mediante piccoli dentini di plastica , oltremodo delicati e suscettibili a rottura … Pertanto bisogna prestare assai cura in questa operazione . Collego nuovamente l’apparecchio alla rete e appare un miglioramento del “quadro clinico” . Ora i cartellini girano senza interruzioni ma il tempo non viene mantenuto in maniera corretta … Ritarda di circa 1 minuto ogni 5 trascorsi .C’è ancora qualche anomalia da sanare …. Procedo dunque a smontare il motorino per vedere di capire quali siano le cause di tale malfunzionamento

DSCN1487

E’ trattenuto in sede mediante due bulloni M3 e tolti questi due si ha il gruppo motoriduttore svincolato dalla meccanica . Presenta sul volano esterno una curiosa “banda a spirale” e questa serve ad accertarsi del moto regolare nell’ orologio mediante una finestrella illuminata sulla destra rispetto a quelle orarie (Ricorda comunque il “nastro di terra” degli elettricisti 🙂)…L’unità è stata prodotta dalla COPAL ,come quasi tutte le realizzazioni a cartellini degli anni ’70 che ci sono in giro (Eccezzion fatta per gli orologi Solari-Udine) . Una ditta con una buona reputazione (Fa praticamente di tutto ed esiste ancor oggi)…Tale azienda in particolare commercializzava negli anni ’60 e ’70 orologi marchiati propriamente “COPAL” e vendeva poi anche a terzi le proprie meccaniche per realizzazioni personalizzate

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 11

Il sistema prevede l’avanzamento delle cifre orarie mediante una camma sul motoriduttore . Questa va ad azionare un  bilanciere posto nella meccanica oraria , che , mediante un meccanismo a scatto dentato sul disco orario fa avanzare , agganciandolo il cartellino dei “minuti” ad ogni rivoluzione completa della camma . Il problema risiede proprio qua … Il suddetto alberino non ritorna correttamente in sede a seguito della copiosa lubrificata di cui si parlava prima, e rimane “smorzato” a causa della viscosità/densità dell’olio … Gli viene cioè impedito di seguire il profilo sulla camma (Ricordo che il motorino ha forza limitatissima , in favore di una accurata rotazione) rimanendo in una posizione intermedia che decreta talvolta il perdere uno scatto ogni 5 circa . Da qui nasce probabilmente il ritardo notato prima.

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 9

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 10

Una accurata pulizia dalle morchie che si erano formate è stata l’azione vincente …In pratica anche qui è bastata molta pazienza , e l’uso di diversi cotton-fioc bagnati di alcool . Facendo anche stavolta due cicli di pulizia (Il “disco orario” dei minuti è quello che si vede dietro il pernetto) sono riuscito ad eliminare tutto l’eccesso di lubrificante, una volta rimontato il tutto, il tempo viene ora mantenuto con buonissima precisione , considerando sempre il metodo di funzionamento . Di seguito trovate un breve video (Quick time) sul funzionamento dopo la pulizia  >>>radiosveglia sony<<<  Avendo il gruppo orologio smontato , sostituisco , già che ci sono , la piccola lampadina al neon che illumina al buio i caratteri orari . Ormai emette luce fioca e traballante, sinonimo dell’essere arrivata alla fine del proprio ciclo vitale.

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 12

Piccola parentesi : Gli orologi a palette hanno bisogno di illuminazione per essere consultati anche al buio  : Si adoperano prevalentemente questo genere di lampadine proprio per via della loro longevità  (Durano generalmente 25 anni usate quotidianamente !!!) unita ad una colorazione arancione che ben si intona all’illuminazione notturna . La completa insensibilità agli urti rispetto a quelle col filamento porta oltretutto garanzie in fatto di affidabilità. In esse infatti non esiste alcun tungsteno , la fonte luminosa arancione è ottenuta esclusivamente dalla ionizzazione del gas neon presente al suo interno . Solitamente tali bulbi lavorano con tensioni comprese nella forbice tra 50 e 80 volt…Pertando se alimentati dalla rete , va interposta una adeguata resistenza da mezzo watt  (150K su 220 volt). Parimenti alle più tradizionali lampadine a filamento possono lavorare sia in C.C sia in C.A . Messo a posto il fulcro di questo apparecchio , perchè non dare anche una controllatina anche alla sezione radio? Fortunatamente questa non è stata toccata da nessuno , pertanto ho solo verificato il suo allineamento , notando alcune insolite caratteristiche costruttive

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 13

La realizzazione è di  buon grado…Stupisce come in questo genere di apparecchi fossero comunque curati gli aspetti realizzativi  , usando materiali di qualità

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 14

Notare il trasformatore schermato e la sua dimensione …

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 15

La scheda radio della radiosveglia Sony eroga circa 500mW nominali in altoparlante e viene alimentata con una tensione di 9 volt continui forniti (Previo classica raddrizzata e filtraggio) da un piccolo ma ben fatto trasformatore….Possiede 8 transistor , e sfrutta il principio della supereterodina , quindi ha una ottima selettività / sensibilità , tanto da essere ancora ben sfruttabile al giorno d’oggi. Possiede il volume (simpatica l’idea della finestrella che permette di verificare il “volume”) coassiale con il controllo di tonalità, e la dotazione viene completata con il selettore di banda unito alla presa per un altoparlante/auricolare esterno . Sottolineo l’insolito  geniale  posizionamento dell’altoparlante posto nella base dell’apparecchio il quale ricre un caricamento acustico a tromba , diffondendo  il suono sulla superfice dove appoggia la radiosveglia . Tale malizia facilita l’ascolto da parte dell’utilizzatore  migliorando al contempo l’efficienza del volume acustico riprodotto

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 16

Il condensatore variabile viene azionato mediante un rinvio meccanico a corda coerente con la scala parlante (Quest’ultima viene illuminata,quando in funzione, da due microlampadine a 6 volt collegate alla scheda radio)…Sul suo alberino vi è una frizione meccanica per quando si arriva a fine scala -fine corsa in maniera da scongiurare rotture dovute ad un utilizzo energico…..Una attenzione raffinata generalmente sconosciuta su questi apparecchi

Radiosveglia a cartellini Sony - Moltisuoni 17

Questa radiosveglia Sony da inoltre la possibilita di svegliarsi : Sia con la radio , sia con un segnale “buzzer” ( Chiamarlo buzzer è un affronto…è rumore di alternata a 50Hz bello e buono!!!!)  ricavato infatti prelevando dal secondario del trasformatore una parte di tensione alternata , attenuatondola con un partitore resistivo e immettendola poi schiettamente nell’amplificatore della radio mediante un condensatore da 4,7uF per disaccopiamento…Un risveglio “brutale”  🙂 L’orario di “sveglia” viene settato mediante il tamburo orario posto sulla sinistra . Quando impostata la modalità di sveglia esso si illumina di verde mettendo in evidenza (purtroppo) l’orario di “alzata” ; Il principio di funzionamento è sincrono all’avanzamento dei cartellini e chiude un contatto normalmente aperto  di un microswitch all’orario desiderato mediante una serie di rinvii meccanici . Queste di seguito sono le foto a revisione ultimata .  Come tutti gli oggetti degli anni passati non gli si può negare un certo fascino…specialmente al buio !!

 Radiosveglia Sony - Moltisuoni20

 Radiosveglia Sony - Moltisuoni21

 Radiosveglia Sony - Moltisuoni22

Se avete intezione di avventurarvi in un acquisto del genere , eBay vi viene incontro…Cercate specialmente in Germania …i prezzi sono ragionevoli mentre l’offerta del prodotto è generalmente buona (Migliore della situazione italiana dove i pochi che propongono tali elettroniche fanno “casta” vendendole a prezzi inauditi!!!)

Ricordatevi soprattutto che quelle destinate al mercato americano o Giapponese NON POSSONO ESSERE UTILIZZATE  qua in italia !!  Non tanto per i 110 volt (Per il  quale si potrebbe ovviare con un trasformatore riduttore step-down) , ma  per il discorso della frequenza ! Negli USA e nel Sol Levante la rete viaggia a 60 Hz e il motorino prende precisione di rotazione appunto dalla frequenza di rete…Se usato qua sarebbe perennemente fuori cadenza !!!

 

Un caro saluto … Andrea “Moltisuoni”

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

Link sull’argomento :

 

http://www.nidec-copal.com/01/07.html

http://www.atsclock.com/categories/motors_movements.cfm

http://en.wikipedia.org/wiki/Flip_clock

 

 

Fonorivelatori MM-MC

Moltisuoni testine giradischi -2

 

Introduzione:

 

Fonorivelatori MM-MC : (Ovvero: Moving Magnet – Magnete Mobile / Moving Coil – Bobina Mobile)  … Tutti sanno che la differenza consiste nel metodo in cui il movimento meccanico viene translato in segnale elettrico…Non voglio quindi aggiungere altra “acqua calda” a quella già inventata e di pagine su come suonano o quali siano le migliori v’è ne sono a centinaia sul web..La mia intenzione è quindi dare solo un piccolo contributo fotografico a quello che sono i due metodi principali di riproduzione fonografica (in realtà ci sarebbe anche un terzo metodo che fa uso di un cristallo piezoelettrico,ma date le sue scarse qualità ,riservate in genere a fonovalige e affini,ne trascuro qui la discussione). Ah….D’ora in avanti,anche per comodità di scrittura le chiamerò “testine”

Moltisuoni testine giradischi -1

Il motivo che mi spinge in questo piccolo articolo è l’aver tra le mani due testine che rendono bene visivamente l’idea di cosa significhi MM-MC….Si tratta di due fonorivelatori dei primi anni ’80 :

Moltisuoni testina ADC QLM II - 1

La prima,qui sopra su shell Thorens , è una MM , costruita dalla americana ADC : modello QLM II

Moltisuoni testina Pioneer MC 5 - 1

La seconda , su shell proprietario Pioneer, è una MC , costruita sempre dalla Nipponica Pioneer : Modello MC5 (sottolineo come l’avanguardia ingegneristica Pioneer aveva reso possibile anche nelle MC la sostituzione del gruppo stilo in caso di usura , caso raro in questo genere di testine) In pratica e detta alla veloce (per chi fosse a digiuno sull’argomento) , la puntina vibra coerentemente con i solchi presenti sul vinile quando è in riproduzione … Questa vibrazione , trasmessa dallo stilo deve essere convertita in un segnale elettrico da amplificare e pertanto entrano in gioco i due metodi principali : Nel caso dell MM raggiungerà un magnete ( o ,in taluni fonorivelatori,una coppia di magneti)

Moltisuoni testina ADC QLM II - 3

Moltisuoni ADC QLM II - 4

…oppure una coppia di minuscoli avvolgimenti nel caso delle MC

Moltisuoni fonorivelatori MM-MC Pioneer MC5- 2

Moltisuoni fonorivelatori MM-MC Pioneer MC5 - 3

Per funzionare , entrambe le testine necessitano sempre e comunque di un magnete permanente ( in genere si sceglie il neodimio , grazie alla sua densità di flusso) : Nel caso delle MM è solidale stilo (mentre gli avvolgimenti sono nella struttura del fonorivelatore) . Nel caso dell MC il magnete è incorporato con la struttura del fonorivelatore (e quindi inversamente ,gli avvolgimenti sono solidali allo stilo) .. in ogni caso , MM e MC si rifanno al modello fisico del generatore a magneti permanenti . Le tensioni in uscita (come immaginabile) solo molto basse ,nell’ordine dei milliVolt , pertanto necessitano entrambe di pre-amplificazione e debita equalizzazione (oggi lo standard universale è quello RIAA) da parte della catena a cui vengono connesse…Altra parentesi…nel caso delle MC è necessario quasi sempre un ulteriore amplificazione rispetto alle MM , pertanto si è soliti intraporre appositi trasformatori di step-up (perchè ottimi sotto il profilo segnale/rumore,ma costosi) , prima di entrare in un ingresso Phono … questo passaggio è necessario solo in quegli apparecchi che non dispongono della scelta fonorivelatore (generalmente una manopola sul frontale oppure se nel posteriore, un pulsante) . Questo comando oltre ad innalzare la sensibilità dello stadio phono , permette anche una corretta interfaccia capacitiva-resistiva … Sotto vi riporto un esempio di tale comando presente su un Luxman L-510 (foto da archivio internet)

moltisuoni Luxman L510

 

PRO E CONTRO (fino a pochi anni fà….)

 

Fonorivelatori MM : Economicità di acquisto , ha uscita elevata (nell’ordine dei 4 mV) che la rende sorda ad eventuali spurie e disturbi esterni,sostituzione economica dello stilo in caso di usura ,buona risposta in frequenza e separazione dei canali.

Fonorivelatori MC : Generalmente più costosa , suscettibile ad essere inficiata da disturbi esterni di natura elettromagnetica , con minor uscita utile (intorno ad 1 mV)  e molte volte con impossibilità di sostituzione stilo (oggi esistono però ditte che ri-stilano i fonorivelatori meritevoli qualitativamente,ma i costi sono molto elevati ) ,ha però dalla sua parte una maggiore fedeltà e separazione dei canali dovuta sostanzialmente ad una minor inerzia di movimento

Parlando al presente si può dire che esse oggi grossomodo si equivalgano. Le MM sono cresciute (grazie anche a tecniche e materiali migliori) come qualità sonica raggiungendo le MC. Quest’ultime in alcuni casi (Un esempio ad un prezzo ragionevole ne è la Denon DL 110) hanno tensioni di uscita quasi simili alle MM , non prevedono quindi l’uso di  Step-up o amplificatori con ingresso Phono dedicato MM-MC…pertanto la scelta ricade in definitiva su punti di vista e di ascolto che fanno preferire l’una rispetto all’altra .

 

Un caro saluto

 

Andrea Moltisuoni

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

 

 

Per saperne di più sull’argomento :

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Testina_fonografica

 

 

Semprini ST 240

 

Moltisuoni semprini ST 240

 

 

Introduzione :

 

Recentemente (Luglio 2013) sono entrato in possesso di una unità Semprini ST 240 ,databile intorno alla metà degli anni ’60…avevo sempre letto critiche e recensioni molto favorevoli in rete di queste apparecchiature,e quindi alla prima occasione non me lo sono fatto sfuggire….reperirne uno è stata comunque davvero un impresa!!!!

Le caratteristiche salienti ,di cui tutti parlano sono prevalentemente: Costruzione Massiccia e curata,modulabilità ( quindi versatilità ),componentistica di elevata qualità e ottime doti soniche.Tanto è vero che furono scelti all’epoca da cantanti del calibro di Mina,Jimi Hendrix,Gianni Morandi,Ella Fitzgerald,Frank Sinatra e cosi via…Va anche sottolineato che all’epoca erano probabilmente molto costosi per via delle loro ottime caratteristiche,pertanto la diffusione è stata prevalentemente in ambienti di un certo livello

Il Segreto del successo era dato,come detto poco fa, dalle possibili configurazioni che uno poteva ottenere semplicemente abbinando i relativi moduli in base alle proprie esigenze in fatto di ingressi e sonorizzazioni…infatti esistevano moduli preamplificatrici-miscelatori (Preamplificatore ST240) e moduli amplificatori (Amplificatore-Mixer ST 240…ST280)

La foto sotto,presa dal repertorio internet come esempio,mostra l’accoppiata tra un Preamplificatore ST280 ,sulla destra col suo relativo finale ST280 sulla sinistra

Moltisuoni Semprini ST240/40-internet

Completava il tutto una estetica pulita con comandi razionali montati su uno spettacolare plexiglass retroilluminato (!) recante le orgogliose serigrafie in italiano,come a voler sottolineare le radici del genuino progetto

Purtroppo reperirne uno ,come dicevo poc’anzi,al giorno d’oggi è chimera…Il mio proviene,dopo diversi anni di monitoraggio,dalla piattaforma eBay (di cui foto ad inizio articolo),più precisamente da Roma (Chissà non sia passato nelle mani di qualche artista famoso ?? :D) ed è configurato cosi: Alimentatore Semprini ST 240/40 con Due moduli amplificatori-mixer Semprini ST 240…quindi “strizza l’occhio” ad un possibile utilizzo domestico in una catena Hi-Fi. Fortunatamente,l’esemplare in mio possesso è in discrete condizioni estetico-circuitali, ma soprattutto è IMMACOLATO,cioè nessun “”maniscalco”” ha mai provato/tentato di ripararlo alla “bene e meglio”….mi è stato venduto come non funzionante,ma (alimentato gradualmente con un Variac) in realtà esso funzionava..molto male…ma riusciva ancora a far sentire qualcosa in altoparlante.Restaurato ,leggerete di seguito cosa è in buona sostanza,come è fatto e soprattutto come suona!!

Buona lettura!

 

 Caratteristiche tecniche amplificatore ST 240:

 

Alimentazione (da Modulo ST 240/40) : 110-125-140-160-220 volt 50Hz 500 Watt

Controlli : Volume Generale ,Bassi , Acuti ,Volume microfono (miscelabile su audio)

Ingressi : Tre ; 2 microfono dinamico (4mV) + 1 ingresso magnetofono/linea (200mV)

Uscite : Due ; 1 di potenza e 1 per altoparlante monitor-spia

Tipo connessioni : Connettori XLR / Presa tipo “Geloso”

Tubi impiegati (un solo modulo) : 1 (ECC83) – 1 (EF86) – 1 (ECC85) – 2 ( EL36) – 1 (EM84)

Potenza (ST 240) : 40 Watt nominali su 4-8-16-32-64-128 Ohm + 3 Watt altoparlante spia

Risposta in frequenza : N/D (presunto standard alta fedeltà)

Dimensioni (L x A x P)  e peso :   Circa 360x150x300 — Peso 20 Kg

 

 Descrizione e costruzione :

 

moltisuoni semprini ST240 -21

Il cabinet esterno è in metallo massiccio, forato sopra-sotto , garanzia di un corretto raffreddamento per convenzione ospita al suo interno un vero e proprio rack in alluminio a tre posti con connettori tipo pettine più rispettive guide che alloggiano precisamente i vari moduli. Qui lo potete vedere appena smontato,con ancora la patina appiccicosa degli anni di “fatica”… Sulla Sinistra vi è un portafusibili a 4 posti per avere a portata di mano (e alla svelta!) i ricambi in caso di avaria.

Moltisuoni rack semprini

Il cablaggio è fatto a mano e legato (per tenerlo in ordine) con un filo di canapa ,mediante una sapiente legatura a strozzo.Notate l’interruttore nel posteriore(in corrispondenza dell’ulima guida)..serve per la commutazione Stereo-Mono nel caso ( come questo) si utilizzino due moduli amplificatori e si abbia a che fare con una sorgente audio singola,le forature posteriori sono i “passaggi” per le varie connessioni  “IN-OUT” e per i vitoni di fissaggio dei vari moduli

Moltisuoni rack semprini 2

Moltisuoni Semprini ST240/40-11

Modulo di Alimentazione Semprini ST240/40

 

Il contributo ai 20 kg di peso dell’unità viene ,per un buon 40% da questo modulo,colpisce infatti per le generose (ed è limitato come aggettivo) dimensioni del trasformatore di alimentazione…come ogni buon progetto appare surdimensionato rispetto alle reali necessità ed è garanzia di lunghi periodi di funzionamento senza patire eccessive perdite di rendimento; La sua fattura è ottima,possiede nucleo ad ” E I ” … gli avvolgimenti del cartoccio sono ordinati e disposti razionalmente.

Moltisuoni Semprini ST240/40-4

Moltisuoni Semprini ST240/40

Moltisuoni Semprini ST240/40-2

Moltisuoni Semprini ST240/40-3

L’anodica è tutta in “stato solido”..non ci sono tubi rettificatori in favore di una maggiore affidabilità nel tempo e prestazioni più decise.La tensione alternata (350 Volt) del secondario viene rettificata da una coppia di ponti al selenio (Siemens B300C200) connessi in parallelo,a cui fa subito capo la prima capacità di filtro del doppio pi-greco resistivo.Il livellamento è garantito dall’utilizzo di tre condensatori con capacità di 50uF in ingresso,50uF intemedio,e in uscita un’altro da 50 uF,con i classici condensatori a vitone della Sprague (Che…non ostante gli anni di lavoro e quelli di inattività, funzionano ancora abbastanza bene)

Moltisuoni Semprini ST240/40-5

Sempre sullo stesso modulo vi è la sezione di alimentazione negativa per il Bias ( fisso -30volt ) delle valvole finali ,ed è costituito da un diodo al selenio ,seguito anche qui da un pi-greco resistivo (100uF) per il livellamento.Nella foto sotto lo si può vedere in alto a sinistra nel primo piano

DSCN1400

il secondario dedicato all’accensione dei filamenti nei tubi (6,3 volt 8 Ampere) non viene raddrizzato..vi è solo il classico reostato variabile ai capi di tale secondario,con il cursore connesso alla massa dell’apparecchio (150 Ohm 2 watt..visibile chiaramente nelle prime foto) questo accorgimento serve per poter minimizzare il rumore di fondo (HUM) e dare al contempo, il riferimento a “zero” volt della sezione anodica nei filamenti.

Completano il tutto la spia di alimentazione-illuminazione frontale (6,3 volt 1 watt) , il cambiatensioni con valori: 110-125-140-160-220 volt , il fusibile sul primario del trasformatore ( 5×30 – 250volt 3A) e l’interruttore di accensione (che … come brutta abitudine degli apparecchi di 50 anni fà, leva solo tensione sulla fase di rete, pertanto fate attenzione a prestare manutenzioni quando l’apparecchio è collegato alla 220).

All’epoca non erano previste nemmeno prese di terra (forse nei rack dedicati semprini c’erano ??? Chi può dirlo…) ,tuttavia se considerate di restaurarne uno oppure semplicemente di adoperarlo per vostra gioa ,è consigliabile adottare una modifica con questo accorgimento ..se possibile nel rispetto dell’estetica originale dell’apparecchio.

 

Amplificatore-Mixer Semprini ST 240

Moltisuoni Semprini ST240/40-7

Ogni modulo monta un totale di 6 tubi : 3 di segnale,2 di potenza e un “occhio magico” per avere un idea della potenza impegnata a colpo d’occhio ( battutaccia… 😀 )

Moltisuoni Semprini ST240/40-8

Moltisuoni Semprini ST240/40-9

Moltisuoni Semprini ST240/40-10

Costruito per durare a piena potenza e per molto tempo…ha zoccoli ceramici noval e zoccoli in steatite octal per le finali,resistenze con tolleranza 10% (ricordo che di norma all’epoca,negli apparecchi commerciali,la tolleranza di ogni singola resistenza era nell’ordine del 25-30%..quando andava bene) tutte da 1 watt in carbone,il trasformatore di uscita è correttamente dimensionato per un uso continuo ed è di ottima fattura,anch’esso con nucleo a ” E I ”

Tutto il cablaggio e la disposizione dei componenti sono altamente curate,ragionate e rifinite ( eccezzion fatta,voglio metterlo in chiaro, per l’isolamento anodico tra tubi e Trasfo  di uscita…. che è opera del precedente “tecnico” ..ex possessore di codesto apparecchio…chi sa se costei era conscio del fatto che su ogni cappuccio ci sono ben oltre 400 volt in corrente continua … 😮 😮 )…logicamente ogni modulo veniva assemblato manualmente uno ad uno…da manodopera altamente esperta e qualificata come si evince dalle foto

moltisuoni semprini ST240 -12

Lo schema amplificatore adottato è una rivisitazione dell’arcinoto “Mullard 5-20” con alcune debite modifiche per innalzare la potenza di uscita (utilizza tubi EL36 al posto delle celebri EL34,probabilmente per un fattore di robustezza unita all’economia di esercizio-facile rintracciamento dei ricambi ) con varianti minori dovute alla presenza del preamplificatore microfonico (basato sulle due sezioni presenti nella ECC83)  e dell’occhio magico EM84.Fa inoltre comparsa,benchè fisso,il bias a polarizzazione negativa dei tubi finali,cosa che nello schema mullard mancava.Diverso anche il trasformatore di uscita,che dispone di avvolgimento dedicato per la controreazione ,inoltre, differenza significativa la troviamo nell’alimentazione totalmente a stato solido….Appena disponibile l’originale Semprini (sempre che riesca a reperirlo…) pubblicherò in rete lo schema elettrico relativo al modulo ST 240 …per il momento,tanto per dare un l’idea circuitale , pubblico lo schema del Mullard 5-20 a carattere di linea guida generale.

 

Principio di funzionamento del finale:

 

In breve … il pentodo EF86 da una prima amplificata al segnale di ingresso,che verrà poi portato alla sfasatrice split costituita dalla ECC85..le due porzioni speculari di segnale (polarizzate debitamente dal bias negativo) verranno poi applicate alla coppia di pentodi finali EL36 che piloteranno il primario del trasformatore d’uscita.Un secondario dedicato alla controreazione proporrà parte del segnale amplificato alla EF86 fornendo così la retroazione necessaria alla stabilità e linearità del finale.Versioni più potenti (cito ST 280,ma anche altri apparecchi Semprini adottavano questo accorgimento) usavano il medesimo schema adottando 4 tubi finali ,anzichè due con debiti partitori resistivi a valle della ECC85 per polarizzazione e punto di lavoro . Il trasformatore di uscita audio disponeva quindi in questo caso di 4 doppi primari anodici dedicati ad ogni EL 36.

moltisuoni mullard 5-20

Piccola parentesi :

Verso il finire degli anni ’60 la Mullard rilasciò un certo numero di progetti (all’epoca vera e propria novità) che la rivista “wireless world” rese in anteprima celebri e di dominio pubblico..a distanza di breve usci il famoso “mullard -circuit for audio amplifier-” che vedete in copertina qui sotto:

Moltisuoni-Mullard_Circuits_for_Audio_Amplifiers

In europa  furono molti i costruttori che ne fecero tesoro di tale manuale …..

Cito fra i tanti :

Philips,Davoli,Geloso,Binson,Semprini,Grundig,Saba,Farfisa,Fbt,Meazzi etc etc  ,  i quali  presero spunto come base per le proprie elettroniche consumer , spesse volte con minime varianti..Questo fa si che ripararli sia tutto sommato una impresa abbastanza semplice avendo un minimo di bagaglio sul mondo delle amplificazioni valvolari

moltisuoni semprini ST240 -13

I controlli di tono(bassi-alti) coassiali sono passivi e non hanno coinvolgimenti col circuito di controreazione (come spesso si vede in circuitazioni valvolari retrò),sono a monte della EF86 e sfruttano la sensibilità di questo pentodo..come detto poco fa,l’unica sezione attiva la si può ricondurre allo stadio microfonico costruito intorno alla ECC83 (nello schema classico di amplificatore di tensione) ,l’uscita fa capo al potenziometro del “volume micro” cui a sua volta si va ad immettere nel cursore del “volume generale”,rendendo così possibile di fatto una miscelazione tra parlato e base musicale ,se lo si desiderava.

moltisuoni semprini ST240 -14

Nota di riguardo sul trasformatore di uscita che annovera doppi secondari : Il primo serve per pilotare le casse a cui è collegato l’amplificatore, con la possibilità di scegliere impedenze di : 4-8-16-32-64-128,mediante un comodissimo selettore rotativo…Il secondo “secondario” serve per pilotare un altoparlante spia (oggi lo chiameremmo monitor) ed è studiato per aver potenza contenuta (circa 3 watt) con la prerogativa di essere totalmente indipendente dal sistema principale,a scanso di perdite in potenza..una soluzione raffinata se pensiamo ad un apparecchio d 50 anni fa.Completano l’ottima fattura del modulo ,le prese XLR-Geloso che vedete nell foto sopra (notate anche la qualità del pettine di connessione al rack)

moltisuoni semprini ST240 -15

L’occhio magico EM84 (tenuto saldamente in sede mediante un clamp a molla) è stato da me prima definito impropriamente VU-Meter,in realtà la sua funzione è quella di valutare l’indice di potenza erogata dal finale per prevedere eventuali clipping…esso infatti viene pilotato,mediante rettifica a doppia semionda da due diodi al germanio + capacità di livellamento, direttamente dal segnale disponibile sul secondario del  T.U, proprio come accadrebbe per un VU-Meter a lancetta…ma la sua inerzia,unita all’assenza di scala graduata,ne fanno più un uso “indice” rispetto ad un vero strumento di misura.Notate in alto a destra la lampadina di illuminazione da 1 watt del plexiglass frontale,che avviene per riflesso..questa “chicca” oltre a donare un aspetto scenografico spettacolare al buio,permette al tempo stesso di individuare immediatamente i comandi in condizioni di chiaroscuro.

 

Fotogallery del restauro ( in costruzione-aggiornamento al 21/7/2013 )

 

Il termine restauro viene inteso dal sottoscritto come : pulizia,controllo,ricablaggio(se necessario) e sostituzione delle parti usurate,taratura finale strumentale e collaudo al banco per sincerarsi del buon esito.

Nello specifico il mio esemplare necessita della sostituzione (classico difetto) di buona parte delle capacità di filtro e accoppiamento/disaccoppiamento,di alcune resistenze e logicamente di alcuni tubi usurati dagli anni di lavoro,meccanicamente avrò da sostituire un certo numero di viti arrugginite e riverniciare sicuramente il contenitore che appare malconcio.Qualche piccola opera di ricablaggio completerà il lavoro che rimetterà a nuova vita questo meritevole Semprini !

Fotogallery restauro modulo Amplificatore-mixer Semprini ST 240

moltisuoni semprini ST240 -24

moltisuoni semprini ST240 -21

moltisuoni semprini ST240 -22

moltisuoni semprini ST240 -23

moltisuoni semprini ST240 -19

moltisuoni semprini ST240 -16

Moltisuoni-Under_Construction

 

Considerazioni finali e giudizio

 

 

Moltisuoni-Under_Construction

 

 

 

 

 

 

 

NOTA BENE:

I TESTI e LE FOTO PRESENTI SUL SITO SONO PROPRIETA’ INTELLETTUALE RISERVATA … Ogni utilizzo a sproposito sarà perseguibile secondo legislatura vigente.

 

Link per saperne di più sull’argomento Semprini :

https://www.facebook.com/pages/Semprini-History/166017446765410

http://www.radiomuseum.org/r/liare_semprini_st280st_28.html

 

 

 

Moltisuoni …. Chi Sono?

Blaupunkt Amsterdam 11 - moltisuoni 1

 

Classe 1976 nato in quel di Genova e ivi attualmente residente in questa ormai snaturata cittadina . Da piccolo , per gioia e disperazione dei miei genitori ,ero sovente a smontare qualsiasi tipo di apparecchiatura avesse a che vedere con circuiti e affini. La mia fame di capire (per quanto potesse farlo un bambino) in un epoca dove non esisteva internet era il pane di tutti i giorni. Complice la passione per la musica che alimentava come un mantice le braci di un neonato hobby che dall’età di 5 anni circa si svegliò in me. Oggi (fortunatamente) ho mezzi intellettuali sufficienti per poter divertirmi a riparare e costruire apparecchi audio e non…Oltretutto  come per molte persone accade , di mestiere faccio tutt’altro rispetto a quello che la mia passione imporrebbe , dunque uno sfogo è doveroso 😉

Moltisuoni Rogers HD 88

A dire la verità non avevo mai pensato di mettere su un “baraccone” on line di quello che sono i miei “maneggi” (per dirla in genovese) , tuttavia un giorno pensai che quel bagaglio di esperienze man mano accumulato , sarebbe stato corretto condividerlo con altre persone le quali nutrono i miei medesimi interessi. Per spirito di avventura,guardando un pò in rete e leggendo alcuni tutorial…ho dunque iniziato su questo spazio Altervista!

moltisuoni sub pioneer gtx

Moltisuoni philips AG9016

Moltisuoni woofer ESB cdx1

La differenza rispetto ai tanti siti che uno può trovare curiosando on-line stà nel fatto che gli oggetti proposti a scadenza variabile sono delle più disparate estrazioni, perchè saranno quelli che piacciono a me e che ritengo doverosi di approfondimento . Diciamo che il senso di “moltisuoni” è quello di comportarsi come un diario di bordo relativo alle mie esperienze. Specifico che non è un blog a carattere commerciale….cioè potrà capitare che io ceda qualche apparecchiatura su altri siti e-commerce,ma non soddisferò richieste di riparazione elettroniche guaste per conto terzi.

Moltisuoni marantz 5025

Logicamente l’idea di partenza nell’aprire il blog , è quella di essere anche di aiuto per chi ha medesimi interessi e necessiti di qualche dritta (nel limite delle mie conoscenze)…o semplicemente abbia piacere nel vedere l’interno degli apparecchi in mio possesso, venendo a conoscenza di caratteristiche tecniche,circuitali,di fattura costruttiva e così via. Come in tutte le cose anche critiche e pareri sono sempre ben accettti perchè aiutano a capire e migliorarsi (L’importante ,fondamentale requisito,è essere sempre educati col prossimo,proprio come lo si vorrebbe con se stessi 😉 ) pertanto se lo riterrete opportuno potrete contattarmi se vi servissero dei pareri.

Moltisuoni jukebox seeburg

Sicuramente tratterò ,con recensioni più o meno dettagliate ( oppure con semplici gallerie ) tanti apparecchi legati alla riproduzione audio, e non per forza Hi-Fi ( di quelli il web ne è già pieno fin troppo e credo che non se ne senta la mancanza di un altro in tema…come cita il titolo sarà una panoramica audio “diversa” ). Quindi sarà fattibile leggere in questo blog di giradischi,come di autoradio,passando poi per radioregistratori portatili e cosi via. Oltre al fattore suono, prediligo anche l’aspetto emozionale / estetico che l’oggetto comunica alla persona….E non è neanche detto però che,  non troviate una ricetta di cucina suggerita da mia moglie,in occasione di qualche festività!

Moltisuoni AIWA CS-M1 microboombox

La mia passione coincide ( guarda caso ) anche con un account su eBay.it ( Lo potrete raggiungere al link in fondo pagina ,oppure tramite il pulsante “IN VENDITA” sulla sinistra del desktop ) , fonte inesauribile di alimentazione a questa passione nata da bambino .Sempre sulla piattaforma appena citata, puntualmente vengono messi anche in vendita apparecchi da me posseduti…in modo da avere un “ricambio generazionale” nel parco delle mie elettroniche….e far felice qualcuno che desiderava proprio quell’oggetto!

moltisuoni pioneer RT303 reel to reel

Concludo qui  per non annoiarvi con sermoni che son poco utili , del resto ognuno saprà dare un giudizio  sul mio operato e dilungarsi non serve!

Moltisuoni Scott A299

Un caro saluto …. 🙂

 

 

Andrea “MOLTISUONI”

 

 

 

moltisuoni garrard lab 80