Williamson AIE 2000

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Alzi la mano chi non ha mai ascoltato musica all’aperto!!! Credo e penso quasi tutti almeno una volta nella vita , e molto probabilmente giusto con un radioregistratore….Dunque ,da qui partiamo a colmare un argomento per adesso non ancora trattato sul mio blog , prendendo come riferimento proprio questo atipico “boombox”! Il perchè lo potrete leggere tra breve, ma prima , ma per chi si accinge alla lettura come neofita sull’argomento, direi che è conveniente fare una piccola “introduzione” al vasto argomento per cercare di comprendere meglio questa particolare categoria e il suo periodo storico !

Boombox moltisuoni

I Radioregistratori … alias … Boombox o Ghettoblaster :

 

Una piena involuzione ( Al pari di quanto accadde nel mondo delle autoradio ) colpì anche  questa frangia merceologica, facendo sì che il semplice radioregistratore , molte volte di bassa qualità audio , incominciasse ad avere man mano caratteristiche sempre più allineate a quelle di Hi-Fi domestici . Tecnici e ingegneri di note marche si impegnarono  a migliorarli sino al punto di trovare il compromesso massimo possibile tra un portatile e un vero impianto Hi-Fi trasportabile . Tutto prese campo verso il finire degli anni ’70 e il loro massimo splendore lo si potrà osservare nella prima metà degli ’80 supportati massivamente dalla moda Breakdancer che in tale epoca si diffuse a livello planetario , diventando ben presto lo status symbol di una giovane generazione !

Sony Boombox APM - moltisuoni

Sharp , Hitachi , Sanyo, JVC , Philips , Sony e molte altre, si sono letteralmente “sgomitate”nella decade 1980 per poter competere al podio di miglior radioregistratore sul mercato , proponendo in certi casi soluzioni davvero raffinate nonchè complesse (Il Sony CFS 9000 qua sopra ne è un esempio lampante). Venivano proposti ad un costo di media onerosità per l’epoca…oggetti per altro molto belli ancora ai giorni d’oggi , con quotazioni  (Per qualche modello particolarmente in netto rialzo) che sfiorano da vicino, la retribuzione di un operaio specializzato (!)  Considerate oltretutto che parliamo di beni “consumer”….. Non di elettroniche dalle granitiche fatture quali potrebbero essere per esempio i McIntosh o gli Accuphase , dove la destinazione “utente finale” era una nicchia di persone privilegiate e benestanti .

mars jr 600 - moltisuoni

Prerogative comuni a tutti i radioregistratori “big size” che si fregiassero di tale nome ,dovevano essere : Altoparlanti a due o più vie di generoso diametro (Normalmente 130 o 160mm….in qualche caso si è arrivati anche ai 200mm) pilotati con finali a partire dai 5 Watt a canale in su , Radio con almeno 4 gamme d’onda , Controlli di tono (Bassi/acuti , Loudness ed eventuale ampliamento/riverbero della base stereo) , Sezione cassette con possibilità di registrazione su nastri Cr02/Metal , scale parlanti illuminate comprensive degli immancabili Vu-Meter (A Lancette oppure barra di Led) per monitorare : L’intensità del segnale radio ricevuto, verificare lo stato delle batterie e valutare la modulazione del nastro in registrazione.

nordmende globecorder - moltisuoni

Senza bisogno di sottolinearlo ,complice in parte una integrazione ancora acerba della componentistica , le dimensioni di tali radioregistratori erano imponenti (Mediamente dai 30 ai 50 cm di larghezza)….Come imponenti erano il numero di batterie torcia “D” necessarie al loro funzionamento lontano dalla rete nazionale. Quasi tutti questi radioregistratori , infatti , lavorano a regime con tensioni comprese tra 9 e 15 volt ; Tale tensione è motivata perlopiù dalla presenza di finali audio ad IC  impiegati generalmente in applicazioni ‘automotive’ (ndr : Autoradio) . E’ abbastanza usuale infatti poter trovare oltre alla normale 220v anche una presa a 12 volt per alimentare il boombox direttamente dalla batteria di una automobile , aggirando il salasso derivato dall’acquisto di 8/10 pile torcia “D” size.

pioneer boombox- moltisuoni

Ad oggi,dopo quasi 30 anni , il rincalco sulle scene di tali elettroniche è dovuto principalmente ad una rivalutata cultura Hip-Hop  ,la quale per genesi implica feste di strada e balli dove la musica la fà da padrona…(Prodromo,anche se di genere musicale differente , un famoso video di Madonna  [2005], che la ritraeva in compagnia di un altrettanto famoso Boombox >Vela Discolite< Quello dei celebri woofer bianchi con al centro bobina le lucine mimanti gli spot da discoteca accesi in sincronia al brano musicale riprodotto.)

madonna-vela discolite-moltisuoni

In questo settore i Ghettoblaster sono nel loro ‘habitat’ naturale , godendo di vita facile in quanto le attuali elettroniche prodotte per l’audio “outdoor” non reggono minimamente il confronto ; Per pressione sonora prodotta, qualità del suono e non per ultimo , per robustezza….Tralascio  volutamente il fattore estetico essendo un argomento soggettivo ,ognimodo, per chi vuole un sistema audio di buona fattura e/o prestazioni la scelta non lascia tante diverse alternative . Considerate infine che tutti questi radioregistratori portatili hanno nel 99% dei casi un ingresso AUX che permette la connessione di elettroniche moderne quali Ipod ,telefonini et similia Questa peculiarità ha permesso loro di essere sempre in un certo modo -attuali- .

Sharp GF 777 - Moltisuoni

 

Passiamo al “nocciolo” : Il Williamson AIE 2000

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Il Williamson AIE 2000 Enviro Stereo, non è sicuramente molto noto ai più, principalmente per la marca che in europa risulta essere sconosciuta. Veniva prodotto dalla Emperor inc. di Hong Kong ,ditta di medie dimensioni che all’epoca commercializzava elettroniche consumer sia col proprio nome sia , sotto diversa marca (Williamson , Aitron etc etc) . Tuttavia qualità di spicco in questo radioregistratore risulta essere la presenza di ben 7 (Sette) altoparlanti .

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Nel dettaglio: 2 Fullrange frontali da 130mm ; 2 Tweeter da 50mm sempre sul frontale ; 2 Squawker ellittici laterali da 70x40mm e infine : 1 Woofer da 230×160 mm sul posteriore dell’apparecchio. Valeva sicuramente la pena di scriverci una recensione se non altro per l’atipicità del progetto

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Viene difficile solo pensare di farceli stare tutti dentro un unico apparecchio!  Notate inoltre due cose:  1) L’insolita presenza di altoparlanti in Alnico (Eccezion fatta per il Woofer) ,cosa che dona un timbro particolarmente felice alla radio e … 2) La marca dei medesimi: Hokutone! … Se non vi suonasse famigliare il nome ,tanto vi basti pensare che sono ottimi altoparlanti sfoggianti fattura al pari di Foster, Diatone, JRC et similia .

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Per pilotare agevolmente sette altoparlanti si è scelto uno schema di tri-amplificazione che vede coinvolti  tre integrati  TA7205AP ( Quasi 6 Watt @ 13.2 Volt)

TA7205AP - moltisuoni

Due dedicati all’amplificazione dei canali destro/sinistro ,e uno dedicato al Woofer .

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La dotazione di questo Boombox viaggia al pari della concorrenza,pertanto troviamo una nutrita sezione tuner a 6 gamme d’onda con AFC, sezione cassette con possibilità di utilizzare nastri Ferro/Cromo, vu-meter per monitorare i livelli di segnale + batteria, volume (con Autoloudness), equalizzazione “Enviro” e controlli di tono bassi/acuti.

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In merito a questi ultimi, a colpo d’occhio si nota sulle prime una particolarità: Il controllo acuti ha il potenziometro doppio (In quanto stereo) e il controllo di Bassi invece no….Come mai???

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Semplice! Perchè in questo radioregistratore il controllo di tonalità è stato concepito con ragionamenti totalmente differenti dagli schemi usuali e si avvicina più al princìpio di un cross-over .. Mi spiego meglio: Il controllo acuti non è altro che un filtro sul segnale che attenua o enfatizza in una certa misura la gamma medio-acuta del programma musicale il quale giunge poi ai finali dei canali destro e sinistro (Previo un filtro passa alto tarato intorno ai 200 Hz di cut-off). Il controllo dei bassi , invece , varia l’ampiezza del segnale (L+R mono) che giunge al finale del woofer (Anche qui previo circuitazione passa basso che “incrocia” quella passa alto )….Si comporta dunque nella realtà come un controllo di sensibilità ma al tempo stesso permette di “dosare” la quantità di basse frequenze riprodotte dalla radio….una chicca mica da tutti! Qua sotto trovate uno schemino semplificato a mano libera relativo alla circuitazione accennata che meglio di tante parole spiega il funzionamento

Williamson aie2000 schema controllo toni - moltisuoni

 

Pregi…Difetti…..e Upgrade!

Come detto poco fa: I Pregi di questo radioregistratore si fanno notare su: Altoparlanti e loro qualità , Suono (Inteso come piacevolezza di ascolto ,sia come pressione sonora generata) e singolari scelte circuitali! I difetti : Difficilmente ne troverete uno in perfetta efficienza ! Oltre alle consuete cinghie nella sezione “cassette” ,dovrete preventivare un certo numero di condensatori da sostituire . Curiosamente vi è un netto divario di qualità ;  Si passa negli elettrolitici dai Rubycon alla cineseria più spietata (Marca Fecon… con “font” uguali agli omonimi Facon … non so se la cosa è stata voluta,ma la similitudine fa pensar male)

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Tutti i selettori andranno accuratamente disossidati perchè di marca ignota e molto economici…

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Va un pelo meglio sul versante potenziometri dove è stato fatto utilizzo di componenti economici Alps. Tanto per fare un esempio nel mio esemplare ,non particolarmente ben messo, ho dovuto cambiare tutte le capacità nella sezione “pre” cassette, tutti i condensatori di disaccoppiamento sul segnale audio (Sia “lato” segnale che potenza) e idem sull’alimentatore AC-DC. Qualcosa anche nella sezione Tuner benchè si sia limitata la cosa ,alla sezione che pilota il VU-Meter del segnale radio ricevuto

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Segnalo come vi sia un abbondante cablaggio disordinato rispetto alle altre radio che ho avuto modo di ispezionare nel passato

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Purtroppo non si è fatto altrettanto uso di connettori per facilitare la manutenzione, quindi in caso di “interventi” si lavora scomodi. La costruzione nell’insieme è un pò caotica, si possono intravedere parecchi errori di progettazione nel layout delle due schede madri (Corretti poi in fase di montaggio componenti) per non dover rifare i master di incisione.

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Una lancia spezzata ad ogni modo in favore di un progetto ambizioso ,che era mirato probabilmente alla competizione con le marche “sacre” di allora in un mercato “stretto” . Testimone di questo pensiero : La bontà degli altoparlanti, il corretto dimensionamento di alcuni componenti (Vedi meccanica cassette tutta in metallo e il trasformatore di alimentazione)

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E la robustezza più in generale dell’oggetto considerando infine  il “gap” di essere costruito a Taiwan (In un’epoca dove il loro know-how era ancora agli albori) piuttosto che in Giappone come la stragrande maggioranza dei radioloni portatili……E’ il momento   ora  di qualche “upgrade” consigliatissimo e soprattutto reversibilissimo.

 

1) Altoparlanti e loro cut-off :

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I 6 altoparlanti dedicati alle frequenze medio acute,vengono filtrati ulteriormente da componenti passivi in serie. Tale filtraggio riguarda i due Tweeter (Foto sotto : Condensatore da 47uF)

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e i due Squawker laterali ( Foto sotto : Condensatore da 10uF).

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Se leggete le capacità penserete ad un mio errore di trascrizione….No! Nessun errore,avete letto bene…i Tweeter sono “tagliati” con 47uF (Praticamente si comportano come midrange) e i due Squawker invece sono relegati alla riproduzione delle alte frequenze…Altra anomalia da segnalarsi riguarda  l’uso di normali componenti polarizzati dove per regola si “dovrebbero” impiegare SOLO componenti NP ; Senza dirlo troppo , il suono emesso da questa singolare “composizione” non è dei più felici come equilibrio. Ho quindi “ridimensionato” i ruoli in questo modo e coi seguenti cut-off : 8,2 uF sui tweeter e 68uF per i due ellittici laterali .. Le polarità su cui comparivano i condensatori sono invece rimaste come d’origine ( Vedi schemino allegato qui sotto ) per favorire una certa “spazialità” del suono giocando sullo sfasamento capacitivo introdotto.

schema 2.1 - moltisuoni

L’orecchio ora ringrazia…

 

2) Motorino sezione cassette:

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E’ uno dei primissimi modello a controllo elettronico integrato (In corrente costante) , e , come tutti i “primissimi” patisce le fluttuazioni di tensione,  viene dunque preceduto da un (Brutto e malfatto,  ) regolatore di tensione costruito intorno a uno zener + transistor di potenza. Questo escamotage garantiva una migliore precisione di rotazione  del motore specie se in presenza di alimentazione a batterie. Prendendo la palla al balzo sul fatto che i motorini con quasi 40 anni non sono poi così accurati nel loro funzionamento, procedo con la sostituzione impiegando un moderno elemento a 12v con controllo elettronico a IC .

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Così facendo si omette quell’obbrobrio di regolatore che diviene quindi inutile……..

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Taratura velocita: La faccio breve : Orecchio + un brano musicale che conoscete come le Vostre tasche !! 🙂 !! Oppure se  disponete di attrezzatura e tempo , per tarare la velocità del nastro alla rigorosa andatura di 4,75 cm/sec si potrà precedere in due modi :

Il primo (più semplice) si avvale della cassetta “test tape NAB” in unione ad un frequenzimetro, regolando il trimmer fino a leggere sul display la medesima frequenza registrata sulla cassetta (generalmente 1000Hz)

Il secondo metodo , ( leggermente più complesso ma molto più preciso ) si avvale sempre del “tape test” abbinato questa volta ad altre due apparecchiature : Un generatore sinusoidale e un oscilloscopio . Si collegherà quindi il canale X all’uscita audio rca dell’apparecchio (previo resistenza in parallelo da 47KΩ 1%)  e il canale Y al generatore di segnale (Impostato alla medesima frequenza della cassetta NAB ) . Fatto questo si mette in play e si regola il trimmer presente sul motorino fino a vedere la  1° figura di Lissajous sullo schermo dell’oscilloscopio (Cerchio) . Questo garantirà che il nastro sta viaggiando alla velocità standard !

lissajous-moltisuoni

Già che avete la meccanica per le mani, prevedete la sostituzione della testina Record/Playback … Sarà con tutta probabilità arrivata al “capolinea lavorativo” complice l’usura unita alla sporcizia lasciata dai nastri (e dalla pigrizia manutentiva di cui il 90% dei registratori soffriva per incuria dei proprietari) . Mi preme sottolineare che una testina usurata , oltre a far ascoltare malissimo le proprie cassette (ancor peggio se tentate una registrazione) , porta quasi sempre alla loro rovina nel 90% dei casi perché l’abrasione o solco che viene a formarsi nel traferro col passare del tempo porta a “pizzicare” il nastro magnetico danneggiandolo irreparabilmente . Se opterete quindi per la sostituzione dovrete necessariamente ri-tarare l’azimuth (Ovvero l’allineamento della testina rispetto al nastro) . Per fare questa operazione vi sono diverse strade da percorrere : La prima , la più “empirica per definizione” è quella di affidarsi a cassette “originali” preregistrate in fabbrica come riferimento ufficiale di allineamento (sperando che all’epoca della loro incisione i macchinari delle case discografiche siano stati manutentati correttamente sotto questo aspetto , il chè non è dato per scontato) .

 

Azimuth -Moltisuoni

Ruotando la vitina-registro di sinistra si cercherà semplicemente la posizione dove il suono risulta più nitido e aperto al Vostro orecchio.

La seconda via è la taratura “ufficiale” (sicuramente più complessa ma di miglior risultato) che coinvolge anche in questa circostanza l’uso dell’oscilloscopio collegato alle uscite L-R (sempre previo resistenze in parallelo da 47KΩ 1%)  in unione alla”cara” cassettina “test tape NAB” . Si procederà massimizzando il picco di risposta del brano campione (generalmente 5 KHz) avendo poi cura di far sovrapporre le due sinusoidi giocando con la vitina di calibrazione , questo garantirà de facto il corretto allineamento nastro – testina . Esiste poi , lo riporto a dovere di cronaca , un curioso ulteriore trucchetto per la taratura senza l’uso di apparecchiature , ma di efficacia assai disarmante : Procuratevi una cuffia stereo alla quale avrete cura di scollegare i due negativi sul jack ( Lasciandoli però tra di loro collegati in modo da mettere a ponte i due altoparlantini tra i canali sinistro e destro)  e connettetela poi al registratore : Prendete una cassetta originale preregistrata in fabbrica e mettetela in play . Ruotando successivamente la “solita” vitina  troverete prima o poi un “punto” dove le voci udite in cuffia tendono a cancellarsi lasciando solo la musica . Questo “punto” denota l’allineamento ottimale “al volo” e vi posso garantire che è molto molto vicino a quanto si può ottenere con l’oscilloscopio !!!

E’ buona prassi , infine ,bloccare con un punto di Loctite la vitina per evitare essa possa nel tempo allentarsi ,facendo perdere la taratura tanto agoniata

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Pulite bene anche tutto il resto : Capstan , Pinch Roller (Prestate attenzione che il suddetto non sia deformato…Pena una riproduzione delle cassette col “mal di mare”) testina di cancellazione e il tendinastro che è ubicato tra le due testine , quello responsabile a fine cassetta di sbloccare il play fermando il motorino . Non trascurate nemmeno la sezione “trascinamento” (frizioni avvolgitori bobine, idler etc etc) …. Le cinghiette non le ho menzionate perché ormai è prassi trovarle distrutte o ridotte in poltiglia (Nera e molto appiccicosa) dal tempo.

 

3) Sezione di Alimentazione :

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Troviamo il  classico ponte di 4 diodi 1N4004 con capacità al seguito (Due elementi da 4700 uF in parallelo). In questa circostanza il semplice upgrade consiste nell’impiegare un elemento da 10.000uF 25v disaccoppiato in parallelo con una capacità al poliestere da 0,47uF…

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Cercando al contempo di dare un ordine al caos presente nella dislocazione della componentistica.

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Sarà conveniente fissare meccanicamente il condensatore con un goccio di colla a caldo.  >> Verificate che , in assenza di segnale , la tensione ai capi del sopracitato dia una lettura di 13,6- 14 Volt con alimentazione di rete ….. Se doveste leggere valori inferiori dubitate dell’integrità di qualcuno dei quattro diodi 1N4004 <<

 

4) Illuminazione Vu-Meter e scala parlante :

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Tremenda mancanza di questo Radioregistratore!!! C’è il tasto per controllare (Mediante lo strumentino graduato) lo stato delle batterie ,ma nessuna sorta di illuminazione. Normalmente in tutte le altre radio di pari categoria, questo tasto assolve anche la funzione di “illuminator” perchè da così una doppia idea (Lancetta più luce)  circa lo stato degli accumulatori.

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Faremo che sia così anche in questo esemplare utilizzando 2 led … visto la loro insensibilità alle vibrazioni! Ecco come procedere: I led ( Ad alta efficienza e con prisma 360°…Se possibile…Sono specifici per ruoli di illuminazione) verranno collegati in serie con l’aggiunta di una resistenza pari a  680Ω / 1W. Un led sarà relegato alla illuminazione dei due vu-meter, il secondo invece si occuperà di rendere leggibili al buio i caratteri della scala parlante senza sottrarre energia preziosa quando il Williamson viene alimentato a batterie.

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Un lato del deviatore “check battery” non viene utilizzato,pertanto ciò faciliterà la “mia” modifica…..L’alimentazione dei led verrà prelevata direttamente dal condensatore di filtro/disaccoppiamento alimentazione (Previo come accennato prima, resistenza da 680Ω /1W).Per mitigare l’assenza di inerzia  e per smorzare al tempo stesso l’accensione dei led, viene implementato un elettrolitico da 470uF a valle del resistore per assimilare il funzionamento dei led a quello di un bulbo ad incandescenza. Tale attenzione  renderà più verosimile la modifica . L’utilizzo di nastro adesivo di alluminio contribuirà invece a diffondere meglio l’illuminazione schermando al tempo stesso l’irradiazione luminosa in eccesso . Per i led ho scelto il colore verde ; Scelta motivata dalle serigrafie sulla scala parlante , che sono di tale tonalità e che quindi vengono messe in risalto . Ma è lapalissiano che ognuno però, potrà scegliere la colorazione che più gli aggrada!

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Per consuetudine  ,verso il volgere al termine di questa  panoramica, ecco la foto ,qua sotto,  di tutta la componentistica sostituita! …..

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E alcune foto a restauro concluso , dopo aver ripulito da anni di sudiciume la scocca in plastica…..

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Gli ingressi che potete osservare servono per collegare : Una sorgente esterna preamplificata ( Loop per registratori …. line in-out)  in doppio  standard : DIN e RCA , una coppia di microfoni esterni mediante jack da 3,5mm e per finire una coppia di altoparlanti (connessioni RCA sulla destra), i quali andranno a disinserire gli interni presenti lasciando attivo solo il woofer posto sul retro.

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Qui si conclude !  Colmando una parte di “lacuna” sul tema -ghettoblaster- , almeno per il momento (L’argomento meriterà sicuramente un “ritorno” prima o poi). Il Williamson AIE 2000 nelle varie piattaforme e-commerce oscilla tra 25 e 100 euro di valore (Per quelli davvero -belli- e raramente funzionanti). Visto cosa offre vale la pena di farci un pensierino tutto sommato…Avrete comunque per le mani un “utensile” per riprodurre a volumi sostenuti i vostri brani musicali conservando al tempo stesso una briosissima qualità audio….E’ sarà anche occasione di vedere uno dei pochi portatili con sette ( 7 ) “veri” altoparlanti !!!!

 

Un caro saluto

 

Andrea Moltisuoni

 

NOTA BENE:

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Link per sapere di più sull’argomento:

 

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Ghetto_blaster

www.stereo2go.com

www.shizaudio.ru

www.stereo80s.com

 

 

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